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Un impianto di riproduzione audio "ben attrezzato" può riprodurre verosimilmente un evento confinato ad un pianoforte?


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16 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

Però scusa…a mio avviso è invece molto più semplice… 

L’orecchio umano ha una sua curva di “equalizzazione” e questo è certo.

Ma se all’orecchio umano fai arrivare lo stesso “stimolo” acustico, che sia musica dal vivo o musica riprodotta, il risultato finale elaborato dal cervello DEVE per forza essere uguale.

Certamente, quello che hai scritto non è in discussione.

Lo è invece, in entrambe i casi, il come lo stimolo acustico venga elaborato, di fatto attraverso una curva estremamente deviante da una fondamentale linearità,  abitualmente ritenuta un caposaldo sine qua non, della qualità musicale, che si tratti di vivo o riprodotto.

In sintesi la domanda è questa:

qualcuno, attraverso la sua fortemente deviante curva di elaborazione, può o non può affermare di aver sentito e quindi di conoscere il reale suono di un pianoforte,  come anche quello di una voce umana, o di un qualsiasi altro strumento musicale?

 

Seconda questione: sbaglia o non sbaglia,  chiunque, a qualsiasi livello,  tenda ad operare correzioni cosiddette "fisiologiche" al fine di rendere maggiormente gradevole la fruizione musicale?

 

 

4 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

alla fine applica una riequalizzazione, dunque non saprei se toglie gli eccessi o li integra, ma sicuramente non si percepisce piu il suono come da "situazione di partenza" 

Se non si percepisce piu il suono di partenza e se avviene un'integrazione di ciò che manca o una sottrazione di quanto in eccesso, che necessità c'è di operare sulla qualità del segnale o su presunte problematiche acustiche.

Ubi maior est minor cessat, per cui con un sistema percettivo talmente potente ed intelligente al punto da sapere cosa e quanti dover togliere e cosa e quanto dover aggiungere,  che valore dare, se cosi stanno le cose,  alla presunta qualità del segnale, alle presunte problematiche acustiche ed alle misure che presumono di certificarle ?

 

 

extermination

Il bilanciamento tonale ( attributo percettivo) appare strettamente legato alla risposta del sistema nei 3 domini frequenza, tempo, energia ( rif, waterfall, rt60, esiti spettrogramma, risposta all’impulso ( parametri oggettivi) In presenza di deviazioni non rilevanti, il “cervello” tende a sistemare il tutto ( a tal riguardo va ricordato che il sistema uditivo-percettivo è meno sensibile e meno selettivo alla basse frequenze) in caso di deviazioni rilevanti, per quanto il cervello possa essere “elastico”, per quanto possa prevalere il proprio modello di riferimento ed il proprio gusto personale, il rischio che da un momento all’altro  il “giocattolo” si rompa”, è alto!!!

  • Melius 1
ilmisuratore
30 minuti fa, leonida ha scritto:

Se non si percepisce piu il suono di partenza e se avviene un'integrazione di ciò che manca o una sottrazione di quanto in eccesso, che necessità c'è di operare sulla qualità del segnale o su presunte problematiche acustiche.

Ubi maior est minor cessat, per cui con un sistema percettivo talmente potente ed intelligente al punto da sapere cosa e quanti dover togliere e cosa e quanto dover aggiungere,  che valore dare, se cosi stanno le cose,  alla presunta qualità del segnale, alle presunte problematiche acustiche ed alle misure che presumono di certificarle ?

Perchè ritorni a circoscrivere come base di appoggio predominante la sola risposta in frequenza

Come ti dicevo prima, l'ottimizzazione del segnale acustico (subordinato dalle alterazioni del locale di ascolto e dalla qualità del segnale elettroacustico) cumulano tutta una serie di parametri che sinergicamente concorrono nella realizzazione di un ottimo prodotto sonoro (tempo di riverbero, energia riflessa, decadimento, rapporti legati agli indici di direttività in relazione del campo diffuso...nonchè la crosstalk cancellation che in termini di ricostruzione scenica non ha rivali)

C'è correlazione con queste ottimizzazioni ????? si, enorme correlazione...tantissima poichè il sistema suona divinamente e riceve altrettanti pareri positivi 

Poi di quello che fa il sistema di percezione, l'umore, e tutti i fenomeni legati alla psicoacustica me ne infischio in quanto non sono un soggetto "deluso" che cerca avventure migliori

Una volta avevi scritto che generalmente i sistemi di riproduzione all'aumentare del volume di ascolto creano fastidio, ingigantiscono le proporzioni, sbattono il suono in faccia...ect....

Ecco, è tutto il contrario...piu si alza e piu si entra "dentro l'evento" 

1 ora fa, leonida ha scritto:

qualcuno, attraverso la sua fortemente deviante curva di elaborazione, può o non può affermare di aver sentito e quindi di conoscere il reale suono di un pianoforte,  come anche quello di una voce umana, o di un qualsiasi altro strumento musicale?

Ognuno è in grado di "conoscere" il "proprio suono vero", fosse di una chitarra o la voce della propria madre.

 

1 ora fa, leonida ha scritto:

Seconda questione: sbaglia o non sbaglia,  chiunque, a qualsiasi livello,  tenda ad operare correzioni cosiddette "fisiologiche" al fine di rendere maggiormente gradevole la fruizione musicale?

Non sbaglia se modifica in ampiezza, tempo, fase affinche il suono che arrivi ai suoi padiglioni sia il più simile al segnale che entra nella catena, non al suono che esiste nel suo cervello.

  • Melius 1
ilmisuratore

Ogni ripresa del pianoforte suscita determinate caratteristiche e piacevolezza di ascolto

Oggi ho ascoltato qualcosa di George Winston 

Pianoforte ripreso in modo "intimo" ma...con sonorità armonicamente bellissime ed espressive

 

 

1 ora fa, leonida ha scritto:

Lo è invece, in entrambe i casi, il come lo stimolo acustico venga elaborato, di fatto attraverso una curva estremamente deviante da una fondamentale linearità,  abitualmente ritenuta un caposaldo sine qua non, della qualità musicale, che si tratti di vivo o riprodotto.

Della qualità del riprodotto, non della qualità musicale. La musica nasce per piacere all'orecchio con le sue non linearità. Non nasce per essere lineare o rispondere a canoni di misura. Il piano ha quel suono perché quello è stato ritenuto gradevole a chi ascolta con lo strumento che si ritrova, le orecchie con le loro non linearità. Se quel piano mi piace,  riproducendo devo ricevere lo stesso stimolo che non può quindi essere alterato, che non significa guardo una rif piatta, significa deve ricreare lo stesso stimolo. Ricreare lo stesso stimolo necessita in prima istanza della minore alterazione. Non c'entra nulla il discorso che fai su chi fa musica che non tiene conto della non linearità. Tiene conto che quello che sentiamo è quello che arriva alle orecchie e deve solo piacere non rispondere a chicchessia curva non lineare. Anche se inconsciamente questa cosa avviene. Perché in una orchestra mettono ad esempio 4 contrabbassi e non uno solo? Forse perché uno non si sentirebbe e 4 si? E questo non si chiama tener conto delle isofoniche in fondo? 

  • Melius 1
1 ora fa, leonida ha scritto:

, il come lo stimolo acustico venga elaborato, di fatto attraverso una curva estremamente deviante da una fondamentale linearità,

È una riflessione profonda ed interessante la tua, ed è stata affrontata, seppure in generale e non nel settore audio, dalla Filosofia (no, non sono fissato… però…ecco…a volte il senso del tutto va cercato proprio nella Filosofia..).

Sì, perché tu stai, alla fin fine, parlando dell’interazione fra oggetto della conoscenza (il suono) e il soggetto (l’ascoltatore), interazione con non è mai a senso unico…lo aveva già capito Cartesio con la Res Cognita e la Res Extensa..

Se ci pensi tutta la realtà che ci circonda, non solo il suono, è una specie di finzione… e in qualche maniera una interpretazione della realtà filtrata attraverso i nostri sensi e la nostra elaborazione cerebrale delle informazioni che ci arrivano.

Prendi per esempio la vista: se potessimo vedere senza la “distorsione” e la frammentazione dei quanti di fotoni che arrivano ai Coni e ai Bastoncelli della retina di ciascuno di noi, senza limitazione di banda luminosa negli infrarossi e negli ultravioletti, chissà come ci apparirebbe diverso il Giudizio Universale di Michelangelo…. 
E però…è però..questo riguarda la Filosofia e non la Fisica…

Andrebbe riletta ogni tanto la splendida critica che Umberto Eco aveva fatto all’edizione italiana del best seller del famoso  astrofisico Stephen Hawking “Il grande Disegno”, che recava come sottotitolo “la filosofia è morta, solo i fisici spiegano il cosmo”.

Dove Eco prendeva in giro il noto astrofisico perché..col suo libro dimostrava che tutto, anche la fisica, era filosofia…altro che morta!

Ci sono differenti teorie che possono descrivere in modo soddisfacente lo stesso fenomeno mediante strutture concettuali disparate, ma tutto quello che possiamo percepire, conoscere e dire della realtà dipende dalla interazione tra i nostri modelli e quel qualcosa che sta al di fuori ma che conosciamo solo grazie alla forma dei nostri organi percettivi e del nostro cervello. 
Sono teorie, queste di Hawking che la filosofia chiama "olismo" oppure "realismo interno".

 Nulla di nuovo, insomma, ma la stessa ennesima riproposizione, con strumenti matematici nel caso della fisica, dell’eterna domanda -squisitamente filosofica – ‘perché c’è qualcosa invece che nulla’.

  • Melius 1
  • Thanks 1
6 ore fa, extermination ha scritto:

il “cervello” tende a sistemare il tutto ( a tal riguardo va ricordato che il sistema uditivo-percettivo

Su come il sistema percettivo funzioni agli stimoli….è cosa ancora da studiare ma considerando giustamente, la riproduzione stereofonica, l’alta fedeltà cosa veramente poco importante…si pensa che mettendo 3/4 trasduttori in croce e una rf piatta al punto d’ascolto il cervello si beve tutto. Non è così! 

Sounds like you're making a case for phase accurate speakers. There are a few companies that go to a lot of trouble to keep their speakers phase accurate, which means the harmonics will coincide with the fundamental in time the way they were recorded. Most speakers aren't phase accurate except at the crossover point. That means the harmonics may come early or late. Some claim this is inaudible to humans. The argument I've heard made for it is that our brains are good at reassembling what we hear into coherent sound, so we can't exactly hear the difference, but our brains don't have to work as hard to fix the signal if the timing is correct to begin with. This can, for some people, make phase correct speakers more relaxing. I lean towards thinking there's some truth to it

jackreacher

Buongiorno a tutti, insomma, alla fine esiste il suono del pianoforte?

Quello che noi percepiamo con ogni senso è vero o un'illusione?

.

Opperbacco , ora ogni volta che andrò per accendere l'impianto mi sorgerà sempre una domanda --> ma che ascolto a fare se è solo suggestione e non esiste?

.

Ai posteri l'ardua sentenza :classic_biggrin:

.

PS: @Vmorrison perché il tuo intervento scritto in inglese? Così è più reale? :classic_wink:

7 minuti fa, jackreacher ha scritto:

perché il tuo intervento scritto in inglese? Così è più reale? :classic_wink:

È più “solido” effetto. In verità l’ho preso da una discussione non so nemmeno chi sia. Però uno che ragiona…ascolta e cerca di comprendere😜 

jackreacher
4 minuti fa, Vmorrison ha scritto:
11 minuti fa, jackreacher ha scritto:

perché il tuo intervento scritto in inglese? Così è più reale? :classic_wink:

È più “solido” effetto. In verità l’ho preso da una discussione non so nemmeno chi sia. Però uno che ragiona…ascolta e cerca di comprendere😜 

😱🤣

ilmisuratore
1 ora fa, Vmorrison ha scritto:

Sounds like you're making a case for phase accurate speakers. There are a few companies that go to a lot of trouble to keep their speakers phase accurate, which means the harmonics will coincide with the fundamental in time the way they were recorded. Most speakers aren't phase accurate except at the crossover point. That means the harmonics may come early or late. Some claim this is inaudible to humans. The argument I've heard made for it is that our brains are good at reassembling what we hear into coherent sound, so we can't exactly hear the difference, but our brains don't have to work as hard to fix the signal if the timing is correct to begin with. This can, for some people, make phase correct speakers more relaxing. I lean towards thinking there's some truth to it

Immagina quanta coerenza di fase potrai trovare tra il punto sorgente (diffusore) e punto ascolto

Anche un ipotetico diffusore "perfetto" (a fase minima) diventerebbe pesantemente alterato (fase in eccesso causata dai locali, che sono TUTTI ad eccesso di fase...nessuno escluso)

 

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