analogico_09 Inviato 11 Novembre 2025 Inviato 11 Novembre 2025 @maverickNe ho tanti di programmi dei numerosi concerti dei più grandi interpreti del tempo che ho avuto il privilegio e di certo il piace di ascoltare. Giles, purtroppo lo persi, non ricordo il motivo; Ferras lo ascoltai, idem e Germani che negli anni '70 dava concerti nelle chiese, ricordo una sua integrale di Bach leggendaria nella basilica di San Giovanni ad entrata libera che si "strapienava" di gente, tantissimi i giovani sparsi in ogni angolo della chiesa, si respirava un'atmosfera informale molto partecipativa un poco hippyes... Dei tanti concerti ascoltati, quando ci ripenso mi sembra di riprovare le stesse sensazioni provare allora, certo molte cose sono cambiate.., si va sempre più verso l'"eccellenza" dell'eccellenza.., una gara a chi eccelle di più ma tutto sembra dirigersi più verso la perfezione "industriale" che sembra allontanarsi dalla dimensione musicale più "artigianale" e vicina alla "gente", meno "competitiva". Mi piacerebbe parlare anche di Arthur Rubistein che ascoltai due volte quando aveva compiut 82 anni e suonava come un "regazziono"... ma non vorrei tediare troppo visto inoltre che una ciliega tira l'altra...
Questo è un messaggio popolare. Lolparpit Inviato 12 Novembre 2025 Questo è un messaggio popolare. Inviato 12 Novembre 2025 In questo video una caricatura di tre grandi pianisti bachiani: 1 2
analogico_09 Inviato 13 Novembre 2025 Inviato 13 Novembre 2025 Il 12/11/2025 at 09:08, Lolparpit ha scritto: In questo video una caricatura di tre grandi pianisti bachiani: Lo so, è più forte di me... ma "pianista bachiano" mi sembra un'ossimoro, come dire ad esempio "violoncellista saint-colombiano o maraisiano", oppure "chitarrista dowlandiano" ... Si potrà dire suppongo pianista che suona Bach col pianoforte.
maverick Inviato 18 Febbraio Inviato 18 Febbraio sono almeno vent'anni, forse più, che questa sonata scarlattiana è uno dei suoi cavalli di battaglia, che ripropone spessissimo come bis nei concerti (ho avuto la fortuna di ascortarglielo dal vivo moltissime volte, assieme ad altri celebri bis come le kinderszenen di Schumann o più recentemente qualche gavotta bachiana). Quello che è stratosferico è che la scioltezza delle note ribattute è rimasta praticamente la stessa, anche oggi che viaggia per gli 85. Una cosa che ha pochi confronti, per non dire nessuno, nella storia del pianismo, un talento a volte incostante (forse più nel passato che oggi, sono almeno dieci -quindici anni che non le sento fare un concerto mediocre, va sempre dall'ottimo allo straordinario), ma inarrivabile. Che Iddio ce la conservi ancora a lungo, .. speriamo, perché di geni così né nascono due o tre ogni cinquant'anni. Io la adoro e non mi perdo un suo concerto che sia a portata di ragionevole spostamento.
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