Carson Inviato 28 Giugno 2021 Autore Inviato 28 Giugno 2021 Un ringraziamento ad ognuno di voi, dalle vostre risposte mi è sembrato di capire, in linea generale, che eventuali ripercussioni sarebbero a carico dei condensatori e non sulle valvole, ma anche che un paio di mesi non sarebbero sufficienti a causare qualche danno serio. Perdonate una domanda che serve a togliermi un dubbio, e che potrà sembrare banale ai più, ma se io volessi seguire il consiglio di accenderlo di tanto in tanto, anche senza segnale, dovrei collegarlo ai diffusori vero? Rischierei di provocare quale tipo di danno in assenza di carico?
madlifox Inviato 28 Giugno 2021 Inviato 28 Giugno 2021 Le armature di un condensatore elettrolitico sono di alluminio e sono a contatto, appunto, con una soluzione elettrolitica che reagisce chimicamente col metallo e può arrivare addirittura a mettere le armature in cortocircuito. Far funzionare il condensatore ogni tanto “rigenera” le armature, ricostruisce lo strato di ossido e ne prolunga la vita.
audiomax Inviato 28 Giugno 2021 Inviato 28 Giugno 2021 Scusate, per curiosità, nessuno di voi ha un condizionatore nella stanza d'ascolto?? 1
mariovalvola Inviato 29 Giugno 2021 Inviato 29 Giugno 2021 Il 28/6/2021 at 11:31, samana ha scritto: Tornando al topic, anche io ricordo di aver letto in piu’ di un’occasione che la prolungata inattivita’ non giovi alle valvole. Ho dei tubi tedeschi a riscaldamento diretto del 1934 nuovi. Testati pochi anni fa: perfetti. Che faccio? Li butto?😃 1
indifd Inviato 29 Giugno 2021 Inviato 29 Giugno 2021 6 ore fa, mariovalvola ha scritto: tubi tedeschi a riscaldamento diretto del 1934 nuovi. Testati pochi anni fa: perfetti. Che faccio? Li butto? Se sono come questa, mi offro di fare l'operatore ecologico volontario, è meglio riciclare che buttare non si sa bene in quale categoria nell'isola ecologica😁 1
mariovalvola Inviato 29 Giugno 2021 Inviato 29 Giugno 2021 @indifd No. Purtroppo, è roba più piccola: RE134. (foto dalla rete)
acam75 Inviato 29 Giugno 2021 Inviato 29 Giugno 2021 @mariovalvola e @indifd ...approfitto della vostra grande conoscenza sui tubi...ma è vero o no che con il caldo tendono ad usurarsi di più, quelle di potenza o è solo qualche fisima dei costruttori? Cordialmente Andrea
mariovalvola Inviato 30 Giugno 2021 Inviato 30 Giugno 2021 @acam75 Premesso: le mie conoscenze, sono molto a macchia di leopardo. Detto ciò, non generalizzerei. In un normale ampli push-pull in classe AB1, la corrente a riposo risulta tendezialmente bassa. Osservando, per esempio, il datasheet GEC della KT66, la temperatura massima del bulbo è di 250 gradi. Ora, se uno avesse dei dubbi, nelle peggiori condizioni ambientali, in base ai dati del costruttore, può verificare come si posiziona. In linea di massima, invecchiano più facilmente i condensatori elettrolitici di alimentazione e catodici al salire della temperatura. 1
mariovalvola Inviato 30 Giugno 2021 Inviato 30 Giugno 2021 Pensandoci, vorrei anche ricordare che i Williamson (push-pull in classe A di KT66 a triodo) i Quad II , ecc. sono stati progettati quando l'aria condizionata non era così diffusa ( d'accordo, i primi condizionatori pur inventati tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 e inizialmente presenti a cavallo del secondo conflitto mondiale, inziarono a diffondersi verso gli anni '60) . Questi poveri ampli, presenti nei cinematografi, nelle abitazioni private, negli studi radio e di registrazione, non era possibile accantonarli d'estate mancando l'alternativa a stato solido. Quando Allocchio Bacchini proponeva questi "piccoli" amplificatori che si faceva?
Membro_0023 Inviato 30 Giugno 2021 Inviato 30 Giugno 2021 Ma secondo voi le valvole, che lavorano a temperature altissime, si accorgono se nell'ambiente ci sono 20 o 40 gradi?
mariovalvola Inviato 30 Giugno 2021 Inviato 30 Giugno 2021 La temperatura ambiente in concerto con la ventilazione correttamente ragionata insieme ai giusti punti di lavoro devono impedire che la temperatura del bulbo superi il limite imposto dal costruttore. @Paperinik2021 Comunque, in linea di massima, i problemi sono altrove.
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