Dufay Inviato 2 Febbraio Autore Inviato 2 Febbraio 15 minuti fa, BasBass ha scritto: Anche le Combak Encore sono diffusori accordati, ebbi modo di ascoltarli alcuni anni fa in un setup di alto livello con perfetta messa a punto e le trovai semplicemente eccezionali. Non so quanto l'accordatura influisse sulle prestazioni di quel sistema ma il risultato era straordinario. https://www.combak.net/encore/encore.html Suonano bene ma dubito fortemente siano accordate. È semplicemente un progetto curato e ben suonante che deve fare pubblicità alle pastiglie combak. Tra l'altro ho letto che pesano 16 kg l'una difficili da fare risuonare
Moderatori BEST-GROOVE Inviato 2 Febbraio Moderatori Inviato 2 Febbraio 2 minuti fa, Dufay ha scritto: Ci fosse una formula perfetta tutti la seguirebbero. appunto....per ora la formula non perfetta ma generalizzata vuole che il retro degli altoparlanti siano rinchiusi dentro un mobile dalle forme e materiali più disparati.
Gall Inviato 2 Febbraio Inviato 2 Febbraio Forse ci sono diverse filosofie progettuali, Magico fa dei cassoni in alluminio, la scuola inglese BBC ha il mobile con tecnologia "Thin wall" in betulla e richiede spesso stand leggeri. Tornando al marchio iniziale Totem, non so se i mobili siano accordati, ma al tocco il mobile ha un suo suono, non ha il classico suono sordo. Quindi, forse è il caso di guardare o meglio sentire il risultato, piuttosto che pensare troppo alla teoria, o cercare un principio assoluto. Ogni progettista e costruttore persegue un risultato come preferisce, dopo noi sentiamo se questo incontra i nostri gusti ed esigenze.
Ggr Inviato 2 Febbraio Inviato 2 Febbraio Devo dire che I totem li ho sempre sentiti suonare bene. Vedendo le loro caratteristiche, a parita di ingombro, sembrano un po più leggeri dei concorrenti, ad ogni modo sul loro sito si fanno parecchi accenni alla tecnologia che usano, ma niente che riguardo una partecipazione del mobile all'emissione del suono.
Jarvis Inviato 2 Febbraio Inviato 2 Febbraio 3 ore fa, domenico80 ha scritto: siamo poi noi a credere alla , esempio , accordatura di un mobile Accordare vuol dire ad esempio tirare una corda fino a che suoni un la ad una frequenza di 440hz. Per un costruttore significa tenere tutto sotto controllo, materiali, densita' forma, affinche'gli altoparlanti scelti col loro crossover lavorino bene come da progetto. Non mi pare difficile ne'da capire ne' da accettare questo concetto di accordatura.
domenico80 Inviato 2 Febbraio Inviato 2 Febbraio 49 minuti fa, Jarvis ha scritto: Non mi pare difficile ne'da capire ne' da accettare questo concetto di accordatura. è assai più difficile leggere che qualcuno crede a ste baggianate da pescatore , roba da pizzicotti sulle braccia per destarsi
Ggr Inviato 2 Febbraio Inviato 2 Febbraio Tecnicamente mi pare difficile accordare un moblie all'altoparlante, perché lo stesso non sollecita il mobile sempre con la stessa intensità, ma varia continuamente in base al volume espresso, quindi, il termine accordare si addice ad un condizione fissa prestabilita, cosa che non può essere applicata ad un altoparlante mentre lavora, a meno che non vari la frequenza di accordatura..siamo un po in la con le ipotesi. A sto punto meglio e più facile fare il mobile più amorfo possibile.
domenico80 Inviato 2 Febbraio Inviato 2 Febbraio come tutti tendono a fare ............. poi , i proclami ad usum audiofili ........ beh , pazienza
Summerandsun Inviato 2 Febbraio Inviato 2 Febbraio Forse occorrerebbe stabilire cosa si intenda per "accordare" un mobile di un diffusore. Accordare, richiederebbe una taratura che credo sarebbe da ritoccare ad ogni variazione delle condizioni alle quali il sistema è sensibile. Ad esempio, se cambiano umidità o temperatura, la chitarra la devo accordare, altrimenti suonerà frequenze stonate. Non so quanto un diffusore possa essere sensibile alle variazioni ambientali (ad esempio), ma non credo che sia praticabile affidarsi a un sistema che va tarato di volta in volta. Mi passerebbe la voglia di ascoltare. Forse, più che accordare, si intende usare materiali o geometrie che conferiscono una loro timbrica. 1
Jarvis Inviato 2 Febbraio Inviato 2 Febbraio 1 ora fa, domenico80 ha scritto: qualcuno crede a ste baggianate da pescatore , Quali baggianate? Scrivi con chiarezza
Giannimorandi Inviato 2 Febbraio Inviato 2 Febbraio Secondo me il diffusore non deve suonare come uno strumento, pena di rovinare tutte le armoniche degli strumenti riprodotti, almeno che non sia una accordatura per linearizzare la risposta del altoparlante come una sorta di equalizzazione meccanica, in questo caso potrebbe essere utile appunto per linearizzare la risposta della cassa che con un mobile "sordo" avrebbe una mancanza 1
Gall Inviato 2 Febbraio Inviato 2 Febbraio Forse è il termine accordato che è impegnativo, come dire che il mobile suona, basterebbe dire mobile che da un contributo al risultato finale. Esempio lo stesso disegno del mobile, inteso come involucro, in base al materiale e al fissaggio delle sue parti da un contributo diverso alla resa del diffusore? Forse ci sono progetti in cui la ricerca nel mobile contribuisce più di altri alla qualità o al risultato finale. 1
domenico80 Inviato 2 Febbraio Inviato 2 Febbraio 2 ore fa, Gall ha scritto: Forse è il termine accordato che è impegnativo direi assurdo
BasBass Inviato 2 Febbraio Inviato 2 Febbraio 10 ore fa, domenico80 ha scritto: scusa , ma questa affermazione chi la riporta ? Ricordo l'avesse spiegata il progettista Jap che era presente alla manifestazione in cui era stato presentato l'impianto, mi pare utilizzassero dei dispositivi "accordatori" nel mobile per il controllo delle risonanze del cabinet e delle armoniche, poi di più non saprei dirti. 1
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