Questo è un messaggio popolare. best_music Inviato 5 Febbraio Questo è un messaggio popolare. Inviato 5 Febbraio Non sono giovanissimo, posso quindi sorprendermi della longevità di questo rito, praticato quasi esclusivamente dalle sinistre, basato sul presupposto che 50.000 persone che scendono in piazza contano di più degli altri 600.000 (è il caso di Torino) aventi diritto al voto che hanno manifestato la loro indifferenza se non contrarietà al tema proposto non partecipando. : In realtà ciò che conta è l' eco mediatica soprattutto sui mezzi di comunicazione "amici": si crea l'evento così i media ne possono parlare, portandolo alla ribalta (i media, non la manifestazione in sé) del dibattito politico. : Naturalmente se c'é un tantino di violenza (possibilmente poca) se ne parla di più, perché, diciamolo francamente, 50.000 cittadini che sfilano pacificamente per le strade possono tenere come notizia mezza giornata, non di più. : Il rito ha invece molta importanza come propaganda interna: lo "scendere in piazza" rinforza il cittadino, specie il più giovane, nelle sue idee e lo fa sentire parte di qualcosa di più grande (vista da dentro una manifestazione con 50.000 persone può essere fonte di emozioni, naturalmente). : Se poi, Dio non voglia, un ragazzetto si prende in testa una manganellata da un celerino sarà fedele all' "ideale" per tutta la vita, e posso testimoniare che di gente che la manganellata l'ha presa e che da questa esperienza è stata trasformata in attivista permanente vita natural durante l' ho conosciuta. : Inutile dire che, visto da fuori, tutto ciò può sembrare uno stanco rito, magari torna utile saltare un giorno di scuola "causa manifestazione" o ci si può incavolare per esser rimasti imbottigliati nel traffico, ma poi tutto finisce lì, diciamo che gran parte di quei 600.000 non partecipanti considera il tutto come le zanzare d' estate o i geloni d' inverno: avere pazienza, tanto non è per sempre, per un bel po' si riesce anche a non subirne i disagi. 4 1 1
eduardo Inviato 5 Febbraio Inviato 5 Febbraio @best_music Manifestare il dissenso (il proprio pensiero) e' un diritto garantito dalla Costituzione, ed e' espressione del concetto di democrazia Lo si puo' fare anche individualmente, ma e' ovvio che la quantita' incide sulla eco. E' strano che uno come te che ha "molta esperienza" non sappia cose cosi' basilari; ti sei distratto un po' negli ultimi ottant'anni ? P.S. - La violenza, naturalmente, e' sempre da condannare
Panurge Inviato 5 Febbraio Inviato 5 Febbraio Il presupposto non credo sia la convinzione di contare di più di altri ma un articolo della costituzione che consente di manifestare il proprio dissenso ma non solo, vedi la marcia dei quarantamila proprio a Torino , tutto il resto è pascersi di vento. 2
Questo è un messaggio popolare. spersanti276 Inviato 5 Febbraio Questo è un messaggio popolare. Inviato 5 Febbraio 36 minuti fa, best_music ha scritto: Non sono giovanissimo, posso quindi sorprendermi della longevità di questo rito, praticato quasi esclusivamente dalle sinistre, basato sul presupposto che 50.000 persone che scendono in piazza contano di più degli altri 600.000 (è il caso di Torino) aventi diritto al voto che hanno manifestato la loro indifferenza se non contrarietà al tema proposto non partecipando. : In realtà ciò che conta è l' eco mediatica soprattutto sui mezzi di comunicazione "amici": si crea l'evento così i media ne possono parlare, portandolo alla ribalta (i media, non la manifestazione in sé) del dibattito politico. : Naturalmente se c'é un tantino di violenza (possibilmente poca) se ne parla di più, perché, diciamolo francamente, 50.000 cittadini che sfilano pacificamente per le strade possono tenere come notizia mezza giornata, non di più. : Il rito ha invece molta importanza come propaganda interna: lo "scendere in piazza" rinforza il cittadino, specie il più giovane, nelle sue idee e lo fa sentire parte di qualcosa di più grande (vista da dentro una manifestazione con 50.000 persone può essere fonte di emozioni, naturalmente). : Se poi, Dio non voglia, un ragazzetto si prende in testa una manganellata da un celerino sarà fedele all' "ideale" per tutta la vita, e posso testimoniare che di gente che la manganellata l'ha presa e che da questa esperienza è stata trasformata in attivista permanente vita natural durante l' ho conosciuta. : Inutile dire che, visto da fuori, tutto ciò può sembrare uno stanco rito, magari torna utile saltare un giorno di scuola "causa manifestazione" o ci si può incavolare per esser rimasti imbottigliati nel traffico, ma poi tutto finisce lì, diciamo che gran parte di quei 600.000 non partecipanti considera il tutto come le zanzare d' estate o i geloni d' inverno: avere pazienza, tanto non è per sempre, per un bel po' si riesce anche a non subirne i disagi. . Interessante punto di vista. Non condivido una, che sia una, delle tue affermazioni. 3 1
loureediano Inviato 5 Febbraio Inviato 5 Febbraio Io non sono sceso mai in piazza, non fa per me Ma ciò non toglie che molte volte ero d'accordo con chi manifestava.
mozarteum Inviato 5 Febbraio Inviato 5 Febbraio Best music non mette in discussione il diritto ma l’utilita’ di questi cortei. in altri tempi pero’ qualche risultato l’hanno prodotto, come la ricordata marcia dei colletti bianchi organizzata da Romiti che mise nell’angolo la CGIL
extermination Inviato 5 Febbraio Inviato 5 Febbraio Scendere in piazza rappresenta un momento in cui il senso di appartenenza ad una comunità “batte” l’individualismo, anche se, oggi come oggi, rappresenta poco più di un atto simbolico - la massa che scende in piazza per un obiettivo comune, non ha più il peso di un tempo
Paolo 62 Inviato 5 Febbraio Inviato 5 Febbraio Scioperi e cortei servono. Ricordiamoci quelli dei radicali anni '70 per ottenere riforme come quelle del diritto di famiglia, divorzio ecc. Erano battaglie che molti condividevano.
eduardo Inviato 5 Febbraio Inviato 5 Febbraio Mette in discussione l' utilità auspicando che sparisca il diritto 1
eduardo Inviato 5 Febbraio Inviato 5 Febbraio 10 minuti fa, mozarteum ha scritto: Best music non mette in discussione il diritto ma l’utilita’ di questi cortei. in altri tempi pero’ qualche risultato l’hanno prodotto, come la ricordata marcia dei colletti bianchi organizzata da Romiti che mise nell’angolo la CGIL Mette in discussione l' utilità auspicando che sparisca il diritto
extermination Inviato 5 Febbraio Inviato 5 Febbraio Basta vedere come si pone il Governo nei confronti delle manifestazioni di piazza.
Panurge Inviato 5 Febbraio Inviato 5 Febbraio 12 minuti fa, mozarteum ha scritto: marcia dei colletti bianchi Appunto, la marcia dei 40.000, proprio a Torino.
mozarteum Inviato 5 Febbraio Inviato 5 Febbraio E’ un modo novecentesco e romantico di rappresentare istanze costituzionalmente tutelato. Per il vero non ho capito l’oggetto di protesta dell’ultima manifestazione, recante il timbro di askacomesichiama. Cosa si voleva? Ripristinare l’occupazione contra legem? Protestare contro la diversita’ di trattamento verso Casa Pound? Era un No Tav? Sanitaaa’ rodotaaaa’? Gli obiettivi di una manifestazione devono essere chiari
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