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Jazz ''odierno''


max
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Qua parliamo molto di jazz dell'ètà dell'oro e molto meno di quello odierno. Cosa consigliereste di ascoltare a qualcuno che voglia esplorare il contesto della produzione odierna? Rimarrei se possibile su opere ''acustiche'' 🙂

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Dai  un'occhiata ai lavori di Brad Mehldau, specie in trio, oppure a quelli del trio di Esbiorn Svensson (in particolare il live da Amburgo. In questo caso c'è qualche contaminazione con l'elettronica ma niente che faccia perdere il sonno).

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@max Tra i "nuovi" il mio preferito è Shabaka Hutchings, anglo giamaicano, attivo anche come leader di Sons Of Kemet e Comet Is Coming.

In negativo Kamasi Washington, elefantiaco e prolisso.

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analogico_09
11 ore fa, max ha scritto:

Qua parliamo molto di jazz dell'ètà dell'oro e molto meno di quello odierno.

 

Nel topic dedicato al "JAZZ" non è vietato parlare di jazz "odierno".., si parla di jazz di ogni epoca che è tutto di strettissima attualità e con il quale il jazz cosiddetto "odierno" al paragone ci rimette.., come si usa dire con linguaggio familiare...

Se però si vuol parlare di ciò che resta del grande ed autentico jazz, il quale, a partire da King Oliver, fino alle più avanzate esperienze del "free" (cito all'ingrosso...) resta ancora straordinariamente "odierno", esteticamente attuale, ovvero parlare delle ibridazioni musicali molto spesso di inflazionata maniera, quello dell'ultimo ""ECMmmismo" ad esempio.., surrogati che cercano di passare come jazz.., allora penso sia ben fatto e apprezzabile, doveroso direi, fruire tutto senza riserve, ovviamete, ma tenendo ben separati la seta e il canapone, l'orzetto "chiccobimbo" e il caffè qualità arabica o carioca...  😉

 

 

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@max  ciao e benvenuto nel circolo, abbastanza esclusivo (per i pochi iscritti e non per altre ragioni) di quelli che apprezzano il jazz "odierno". Dovrei farti una sequela di domande per precisare meglio cosa intendi per odierno ma evito di rispondere ad una domanda con altre domane e provo a darti un paio di indicazioni.

Io proverei ad ascoltare qualcosa di Wolfgang Muthspiel, in particolare un paio di lavori degli ultimi anni per ECM, in particolare Rising Grace (ECM, 2016) e Where the River Goes (ECM, 2018). WM è un chitarrista austriaco molto bravo ed abbastanza ortodosso (https://www.wolfgangmuthspiel.com/en/about/) tanto da essere considerato uno dei più influenti. I lavori che ti ho indicato sono entrambi molto belli ed anche piacevoli. WM è accompagnato dal un gruppo (+ o - stabile) composto da Brad Melhdau (che ti hanno già suggerito), Larry Grenadier e Brian Blade nel primo titolo ed Eric Harland nel secondo. Ti segnalo che si aggiunge al gruppo Ambrose Akinmusire, un giovane suonatore di tromba che è indicato dalla critica come eccellenza assoluta. Una definizione di AA è stata: può essere per il jazz (per la BAM) quello che non è riuscito ad essere Wynton Marsalis. Se apprezzerai potresti seguire questo affluente ed andare ad ascotare qualcosa di Ambrose su Blue Note (On The Tender Spot Of Every Calloused Moment) che è uno dei miei ascolti migliori.

Ciao

D.

 

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analogico_09

Alcuni musicisti citati, italiani e stranieri, molto interessanti, alcuni eccellenti, ma,  benchè ancora attivi non sono proprio "odierni", nel senso che provengo da un background jazzistico che fu e che ovviamente non "scade", magari solo un pochettino risaputo, già che vengono riproposti paradigmi già usati a cui viene rifatto il lifting. Oltre al fatto che non si può vivere di rendita con le "vecchie" glorie".., il vero problema è che manca il soffio dell'originalità, non dico la "rivoluzione", di quelle che fino a qualche decina di anni fa erano quasi all'ordine del giorno; oggi il jazz vive una profonda crisi musicale,, identitaria, psichico-antropologica, ecc, trionfa la maniera più estesa... L'impulso del jazz autentico sopravviverà sicuramente in qualche parte del mondo  "ghetto" o "segreto" nella quale noi turisti della musica non abbiamo accesso... 

 

Poi.., siccome resto quasi sempre deluso dai nuovi "scenari" del jazz, ho smesso, mea culpa, di aggiornarmi assiduamente, quindi potrebbero sfuggirmi delle realtà musicali meritevoli di attenzione e di essere seguiti, quindi prego chi ne sappia qualcosa di citare nomi "novelli" e non lavati con perlana e postare video musicali, sarò tutt'occhi ed orecchie... 👀👂

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Armando Sanna

Tra quelli del cosiddetto “Jazz Nordico” proverei ad ascoltare Nils Petter Molvaer  suona la tromba in modo particolare che alcune volte mi ricorda il compianto Jon Hassell…

 

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@analogico_09 il punto di vista espresso è condivisibile. Io ho superato questa sensazione di impasse andando a spulciare nei club sperduti a zonzo. Questo approccio mi ha fatto diventare "hungry" e devo dire che è una fortuna perchè mi diverto a girare e spulciare. Ad esempio qualche anno fa, grazie ad una trasmissione radiofonica di Capital, che va in onda la sera, ho scoperto Robert Glasper un personaggio molto interessante e poliedrico:

 

ma anche:

 

ed infine:

 

Ciao

D.

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@caricolimite davvero bello. Mille influenze e contaminazioni, ben filtrate e interpretate. Non a caso sono al centro dell'interesse del mondo jazz. Li ho in memoria da tempo su Qobuz ma non avevo ancora trovato il tempo per ascoltarli.

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