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Melius Club

Jazz ''odierno''


max

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Inviato
8 ore fa, appecundria ha scritto:

certo che se mettiamo un disco di Pincopallo pensando di trovarci Coltrane redivivo non andiamo lontano.

E' che all'inizio non mi sembrava un Pincopallo...

 

Ciao

 

Evandro

Inviato

@max personalmente appassionato di cantanti di jazz, da Bessie Smith ai giorni nostri, consiglierei di ascoltare qualcuna di queste brave artiste, hanno approcci piuttosto diversi al Jazz

- Kandace Springs, l'ultimo lavoro del 2020 "The Women Who Raised Me" è una collezione di cover, molto ben riuscito

- Melody Gardot, iniziò a cantare come terapia dopo un incidente spaventoso, "Sunset In The Blue" è del 2020, magnifico "Currency Of Man del 2015

- Esperanza Spalding, contrabbassista e cantante ha partecipato anche a un disco di Chiara Civello (brava anche lei), "Chamber Music Society" è molto godibile, l'ultimo "12 Little SPells" del2018 è un pochino più articolato..

- Come non nominare l'eccelsa Stacey Kent, difficile scegliere un lavoro, forse "Breakfast on the Morning Tram" del 2009 o il live "Dreamer in Concert", belli anche i singoli (almeno su Qobuz sono singoli) della serie "Songs From Other Places" del 2021

- Roberta Gambarini, Torinese che ha iniziato a cantare a 17 anni nei locali della mia città, quindi trasferita negli Stati Uniti dove ha collaborato con Roy Hargrove, Hank Jones e altri, tra i suoi lavori personali a me piace "So in Love" del 2006 

 

Vabbè mi fermo qui.. 

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Inviato

@Masino A loro aggiungerei Cecile McLorin Salvant, dall'approccio vocale molto particolare.

Inviato

@Gabrilupo certamente!

Mi sono fermato per non scrivere un manuale 🙂 ma a me piace anche parecchio altro, Jazzmeia Horn, Patricia  Barber, Madeleine Peyroux e via e via..

Inviato

Il jazz degli anni d’oro era musica popolare, da ballo, poi negli anni sessanta e settanta è diventata la colonna sonora di un’epoca (insieme al rock), ha accompagnato le rivolte razziali e pacifiste soprattutto negli usa. Per i musicisti il jazz era anche uno stile di vita, oggi il livello tecnico è mediamente più elevato di un tempo ma il genere ha smarrito la sua carica “eversiva”, si tende a scimmiottare guardando al passato. Vabbè, è andata comunque meglio rispetto al rock dove non c’è stato un vero ricambio 

analogico_09
Inviato
1 ora fa, magicaroma ha scritto:

Per i musicisti il jazz era anche uno stile di vita

 

 

Il jazz, per i musicisti e per gli acoltatori, ascoltatori molto "attivi", spesso parte integrante del rituale musicale, è sempre stato, più che uno stile di vita, uno stato spirituale e mentale, sociale, culturale e antropologico degli afroamericani.
Ad iniziare dal blues, l'elemento di snodo e di unione tra la "tribalità" musicale "schiava" e il nuovo corso delle musiche dell'"affrancamento" dal quale nasce il jazz (il jazz senza blues non è jazz.., la maggior parte del jazz "odierno" ha solo qualche forma più o meno abbozzata di bluses senza sangue), e per poter cantare il blues bisogna prima essere in blues avere il blues nel sangue, nella psiche.., idem il jazz.
Gran parte del jazz di oggi, fatti salvi, come dicevo in altro post, gli ambiti sociali rimasti più "autoctoni, ancora legati alle radici "nere", risulta priva di questa inalienabile linfa poetica, spirituale, "mentale", identitaria. 

 

1 ora fa, magicaroma ha scritto:

oggi il livello tecnico è mediamente più elevato di un tempo ma il genere ha smarrito la sua carica “eversiva”, si tende a scimmiottare guardando al passato.

 

 

D'accordo sullo scimmiottamento, vero anche che oggi vi siano molti musicisti tecnicamente virtusosi - espressivamente vuoti -, ma se ne fa solo una questione di numeri, diventare tecnicamente ferrati è alla portata di tutti oggi come oggi, basta avere del talento, ci sono più scuole, maggiori possibilità economiche per imparare le tecniche.., ma sul piano della qualità tecnica al servizio dell'espressione, tra i muaicisti di oggi e quelli di ieri c'è l'abisso...

Ma per queste cose ci sarebbe lo specifico topic intitolato al jazz che ha un titolo facile cacile e non confondibile: "JAZZ" .., qui stiamo ripetendo cose già accennate lì che si potrebbero approfondire, sviluppare meglio lì ... 😉

 

 

 

 

Inviato

@analogico_09 Mah, sono un forumista piuttosto occasionale, ogni tanto arrivo, distribuisco le mie perle di saggezza e me ne vado

Inviato
22 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Ma per queste cose ci sarebbe lo specifico topic intitolato al jazz che ha un titolo facile cacile e non confondibile: "JAZZ" .., qui stiamo ripetendo cose già accennate lì che si potrebbero approfondire, sviluppare meglio lì

Bisognerebbe chiedere all’autore del thread: ha avuto sicuramente delle ragioni per proporre una discussione separata. Forse, appunto, per creare uno spazio per chi apprezza il jazz contemporaneo e non pensa sia soltanto la brutta copia di qualcos’altro. Ma ripeto, @max avrà le sue ragioni, meglio chiedere a lui nel caso. Io, per dire, non sono esperto né di jazz classico né di quello odierno, ma mi interessa conoscere nuovi artisti e quindi apprezzo suggerimenti di ascolto

analogico_09
Inviato

@Grancolauro ma certo, sta bene cosi, ci mancherebbe, è normale che si possa provare interesse per uno specifico aspetto di un genere musicale, però visto che poi, come spesso accade si finisce per parlare di jazz nel suo insieme, del passato e del presente di tale universo musicale, entrando anche nel merito della "sociologia" del jazz, ai fini di una  maggiore organicità dei contenuti,  per non spezzettate, parcellizzare e disperdere gli stessi, si potrebbe dare continuità al topic già avviato nel quale sono stati già affrontati alcune questioni fondamentali che potrebbero essere approfondire e arricchire con nuovi interventi, qui riprese in maniera  credo "accessoria" rispetto a quello che è lo specifico tema del topic.

È la mia idea, un suggerimento, non è obbligatorio, ovviamente.

Inviato

@damiano grazie, non lo conoscevo. Cercando un suo disco da ascoltare su Qobuz ho trovato una collaborazione  col Myra Melford che mi piace parecchio (Be Bread, in cuffia proprio ora)

Inviato

Umberto Fiorentino e Daniele Tittarelli in uno "standard" molto battuto dal musical Kismet accreditato a Wright e Forrest

 

Ciao ciao

D.

 

 

 

 

Inviato

@max ottima domanda. Spesso si rincorre l’ennesima versione di un classico dimenticandosi/ci che il tempo non si ferma. Tra le nuove proposte (che non si rifanno ai grandi del passato) ti suggerisco di ascoltare the bad plus (magari the rite of the spring), gaia  cuatro (visti ieri sera a Varese), EABS (non acustica), XYZ (non per tutti). Dai anche un occhio al catalogo Abeat records. Tante proposte interessanti. Massimiliano

Inviato

@max dipende da quanta pazienza hai, 

ciò che può risultarti ostico all'inizio è il vero valore 

aggiunto che può incanalarti dopo.

Potrei consigliati  decine di lavori a dir poco stupefacenti ma 

il suggerimento è di ascoltare più volte un disco per assorbirlo .

Un Kamasi Washington può certamente essere un buon inizio ,facile , 

intrigante e non  banale per chi è a digiuno

, da abbandonare progressivamente.

O sei vuoi iniziare con titoli più significativi 

https://cuneiformrecords.bandcamp.com/album/old-new

ma da ascoltare tante volte.

Inviato

grazie a tutti per gli ulteriori suggerimenti 🙂

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