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Ottimizzare l'ascolto: verifica sala e metodi per migliorare il suono


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@Paky33

la soluzione che ho scelto io è per me valida in ogni caso di interventi  anche modesti sull’ambiente, dopo varie riflessioni e idee, è stata di far intervenire un ing, acustico specializzato che ha misurato l’acustica della stanza nuda con le murature e serramenti esistenti e da adattare all’ascolto. Mi ha consigliato su come intervenire su sporgenze, cavità esistenti nonché sui serramenti, cosa che ho ho fatto con il fai da te, in maniera magari non eccelsa esteticamente ma valida acusticamente a costi veramente bassi. Ha fatto poi una misurazione delle caratteristiche principali  della stanza e mi ha consigliato un Controsoffitto acustico ad hoc.

l’idea del Controsoffitto acustico e quella della cura di dettagli architettonici che magari non paiono significanti, ma invece lo sono acusticamente , nel momento in cui si deve ristrutturare una stanza anche  non dedicata esclusivamente all’ascolto, la ritengo molto utile e usufruibile per molti perché si tratta di un intervento acusticamente molto importante e con alto fattore  di WAF. Il tutto con una spesa ragionevole se si opera in concomitanza con una ristrutturazione anche modesta.
Successivamente, una volta arredata alla stanza in modo conveniente, si possono operare gli interventi di acustica passiva opportuni in base a successive misurazioni che partono però da una base già decisamente  migliore. 
in ultimo, se non vengono raggiunti risultati soddisfacenti, in particolare sulle basse frequenze molto difficili da gestire, integrare con DRC, che ormai ha raggiunto ottimi livelli.

  • Melius 1

@antonew Buongiorno a tutti.

Rispondo man mano che leggo i post.

Ovvio che il software mi serve per una risposta, inizialmente e solo inizialmente, grossolana di come e dove intervenire sull'ambiente.

La cosa migliore sarebbe quella di fare un rilievo a stanza nuda come fatto dall'ingegnere di cui sopra ma anche con l'arredamento già in essere, misurare in Real Time è illuminante. 

Spostare un diffusore, mettere un tappeto, levare il vetro da un quadro, aggiungere dei pannelli acustici (dove possibile per una serena convivenza), ecc. già ci danno delle migliorie molto più evidenti della sostituzione, onerosa e dolorosa, di un cavo o di un apparecchio.

Dal momento che un microfonino di misura lo si acquista per circa 110 euro, un'asta "pesante" per reggere il microfono costa circa 20 euro e REW è gratuito, ma perchè non provare!

Poi si decide se lavorare o meno con l'equalizzazione (digitale, ovviamente, se non si vogliono problemi anche peggiori che il non farla), con i filtri FIR, con la messa in fase degli altoparlanti ecc.

@Dufay Primo: cerca di non mandare in vacca il forum.

Se tu non credi che sia possibile e non ti interessa, semplicemente ignoralo.

Comunque il 70% è riferito a tutto quello che ti arriva alle orecchie. Le riflessioni nodali, quelle secondarie, quelle di seconda, terza e quarta armonica e, non ultimo, alla fase. Ovvero: sei sicuro che il tuo tweeter ed il tuo woofer e tutti gli altoparlanti dei tuoi diffusori, ti mandino il segnale con la stessa contemporaneità? Credimi sulla parola, se non vuoi provare, non è così.

In quanto al mio impianto:

1. Diffusori. JBL Everest DD66000

2. Amplificazione. ANCILE Finali Sherazade e PRE JAVAN. Sono, anzi, erano, costruiti dall'ing. Antonio Cianci che lo faceva per hobby. A casa mia hanno mandato in vendita nell'ordine: 4 mono Krell KMA250 e un Viola Bravo mentre il Pre ha sostituito un Cello Encore

3. DAC. Gustard R26 con Gustard U18 e LHY OCK2

4. PC Audio. Scheda Gigabyte Haorus Z890 con INTEL Ultra 7 serie T e 32 GB di RAM

5. Cavi. Io uso i miei vecchi CELLO String tanto per il segnale che potenza

21 ore fa, antonew ha scritto:

 

Ma che sto a dì? Te lo spiego in modo semplice, così magari ci arrivi anche tu tra un grafico e l'altro.

La 'piattezza' a cui mi riferisco è quella del geometra col righello: quella riga dritta sul monitor che vi fa sentire esperti, ma che nella realtà ammazza la microdinamica e il respiro di quello che ascoltate.
Puoi passare la vita a cercare definizioni sui manuali per riempire i tuoi 17mila post, ma se per te l'esplosività è un dato statistico da file Excel, stiamo parlando di due mondi diversi.

La microdinamica non la misuri col PC: o c'è e l'impianto vive, o l'hai piallata per far contento il software e avere la livella a posto. Il risultato è quel suono lento e moscio tipico di chi corregge tutto col righello e non ha mai sentito come suona la realtà in una stanza.

Continua pure a misurare la teoria e a fare il professore del nulla; io la piattezza la lascio ai monitor, per la musica vera servono le orecchie, non i sensori. Usiamo il software per spostare i mobili, che è l'unica cosa che gli riesce bene, e lasciamo l'alta fedeltà a chi sa ancora distinguere un suono vero da un segnale di test.

 

Perdonami, non per polemica, ma è evidente che non sai di che parli. LA curva di riferimento a cui mira chi fa misure o vuole un suono il più possibile simile al reale, non è assolutamente piatta. Ti puoi riferire a tanti modelli esistenti (Fletcher-Munson, Harman....) che sono studiate ed applicate dai tecnici del suono nelle sale da concerto, negli studi di registrazione ecc, e che sono "psicoacustiche". Ovvero quelle che l'orecchio umano percepisce come le migliori

In tutti i casi: perché non fai una prova?

21 ore fa, gobert4 ha scritto:


occhio che hai solo spostato il problema da un’altra parte.

Trovare la posizione corretta ok, ma senza trattamenti veri sulle basse frequenze, sposti solo le sbir a seconda di come sposti i diffusori nelle 3 dimensioni.

 

In questo caso trasli solo le frequenze cercando di portarle fuori da zone dove il nostro orecchio è particolarmente sensibile.

Ciao, non è proprio così. Ho semplicemente eliminato, al punto di ascolto,  quel "buco". Nella mia stanza non compare nulla di preoccupante dopo l'intervento. 

In tutti i casi, appena avrò letto le 6 pagine che mi restano, vi passo la mia esperienza con i particolari ci cosa e come l'ho fatto (mò mi pare di parafrasare Frankestein Junior).

Premetto che non sono un tecnico ma un audiofilo che ha cominciato a 14 anni e ora che ne ha 67, cerca ancora di migliorare la sua esperienza e cultura in merito. Mi sono fermato semplicemente al galileiano "prova e ripeti".

Ben vengano i suggerimenti e le correzioni di chi, invece, ha maggiore esperienza.

Questo tread vuole raccontare come mi sono approcciato a questi argomenti e dire, nei particolari, come ho settato ed utilizzato le misure

Il problema è che siamo tutti vecchietti e abbiamo in testa quel suono, se hai una risposta corretta l'impressione è che il suono sia smorto perché vengono a mancare tutte quelle coloriture a cui siamo abituati ma che non esistono 

  • Sad 2

 

@Paky33 mi sa  che hai recuperato i post con un po' di confusione.

Mi dici che non so di cosa parlo perché la curva non deve essere piatta e citi Harman... ma è esattamente quello che ho scritto io nel post che hai quotato!
Mi stai dando ragione dándomi dell'incompetente, fantastico.!!! 😂

Complimenti per le Everest , macchine meravigliose che meritano proprio quella microdinamica di cui parlo e che i software spesso castrano se usati male.

Se rileggi il mio ultimo post (che forse ti è sfuggito), vedrai che ho già auspicato che si torni a parlare di musica e non di duelli.

Aspetto di leggere il tutorial, sperando che tra una misura e l'altra ci spiegherai come fai a non far suonare 'smorte' (citando loureediano poco sopra) quelle splendide JBL.
Buon proseguimento!

 

28 minuti fa, loureediano ha scritto:

Il problema è che siamo tutti vecchietti e abbiamo in testa quel suono, se hai una risposta corretta l'impressione è che il suono sia smorto perché vengono a mancare tutte quelle coloriture a cui siamo abituati ma che non esistono 

 

Non credo sia una questione di età. È semplicemente abitudine percettiva, e vale per chiunque.

Ci si abitua a un certo equilibrio e poi lo si prende come riferimento, che sia più “colorato” o più “neutro”. Non è un problema anagrafico, ma di come funziona la percezione.

 

  • Melius 1

E se uno ha delle klipschorn che vanno negli angoli come gestisce le risonanze e le cancellazioni di fase?

Non si possono spostare le casse, vanno negli angoli e basta.

Grazie a chiunque vorrà fornire informazioni importanti 

46 minuti fa, Paky33 ha scritto:

Ti puoi riferire a tanti modelli esistenti (Fletcher-Munson

Prova ad applicare una equalizzazione che sia l’inverso speculare della curva di fletcher e munson e poi ci riferisci l’effetto che fa. 

Discopersempre2
21 ore fa, gobert4 ha scritto:

Una volta usato il metro, si scopre quale parete crea la cancellazione e per intervenire esiste solo un metodo:

sistemi a membrana/pressione.

Io, essendo ignorante, faccio prima a butta' giù la parete incriminata😁.

...ho l'impressione...forse...che ci sarà molta carne al fuoco

Iniziamo con la "curva di moeller"

Tale curva è generica (per i nostri locali) ed è stata "modellata" dentro un determinato contesto acustico

Se vogliamo chiarire...dentro i nostri locali (dunque diversi contesti) la migliore rappresentazione della risposta in frequenza (che da all'ascolto una sensazione di estremo equilibrio tonale) è quella che si osserva senza alcun banco di filtri applicato (quindi NO smoothing) e con l'inviluppo spettrale dei picchi (perchè il nostro udito è sensibile ai picchi dell'inviluppo spettrale) piuttosto regolare...che non apparirà come un righello..ma, appunto, con l'inviluppo spettrale regolare

Le cancellazioni di fase dovrebbero avere un fattore di merito molto alto in modo da passare inosservati al nostro udito...le voragini in bassa frequenza non sono cosa buona se avessero un basso fattore di merito poichè all'ascolto si avvertirà una mancanza

La nostra risoluzione dell'orecchio per segmento di banda vale circa 1/3--1/6 ottava...ma la risposta, come menzionato, va osservata nuda e cruda senza "abbellimenti" calcolati dal banco di filtri

 

Qui sotto un esempio (specifico, a casa mia)

 

rif.jpg

@one4seven Ok vado avanti. Per quello che ci occorre, anche un UMIK1 va vene. E' facile da usare, non richiede scheda esterna e costa poco.

Io uso un IBF con alimentatore dedicato e scheda esterna. Sicuramente più preciso ma probabilmente eccessivo

 

Veniamo al dunque. Ho posizionato il microfono con la capsula all'altezza esatta delle mie orecchie e al centro di dove si trova la testa al punto di ascolto. Collegato quest'ultimo al PC e fatto partire REW.

Nella sezione "preference", quella con la chiave inglese in alto a destra, ho settato il microfono come ingresso, l'uscita verso gli altoparlanti, e i driver. Nel mio caso ho scelto ASIO ed ho dovuto istallare FlexASIO perché con quelli ASIO normali non si possono usare, come nel mio specifico caso, ingresso da una scheda e uscita verso la catena Gustard. Ovviamente potete lasciare i driver Java che danno questa possibilità.

L'acquisizione l'ho fatta a 48KHz. con questo valore si arriva a misurare fino a 22000 Hz. Impostare di più  serve solo a stressare inutilmente il sistema e si può incorrere facilmente in errori. Soprattutto se si vuole fare correzione digitale.

Scelto l'altoparlante su cui fare i rilievi (L o R) si va a cominciare con la prova.

Vi rimando a dopo. Devo scendere a lavorare

A presto

  • Melius 2

...la risposta in frequenza è molto importante...ma ancora di piu lo è la distribuzione del decadimento nel tempo

Un suono in ambiente NON deve persistere per molto tempo, pena la mancanza di chiarezza, scarsa articolazione, problemi di intelligibilità del parlato, mancanza di contrasto nei passaggi veloci...per cui la waterfall (o se volete l'altra faccia della medaglia...lo spettrogramma) dovrebbe essere regolare e con una sorta di effetto "ventaglio" ovvero una regolare distribuzione nel tempo progressiva che riduce i tempi al salire dello spettro

 

waterfall.jpg

 

 

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