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Gaetanoalberto

@gibraltar Gybra, i partiti sono associazioni private non riconosciute, che non hanno un ruolo istituzionale, se non di selezione dei candidati.

L'espressione dei partiti nel parlamento, prevista dai regolamenti parlamentari che ne disciplinano il funzionamento, sono i gruppi parlamentari.

I regolamenti parlamentari prevedono il diritto del parlamentare di passare da un gruppo ad un altro, se accolto, ovvero di iscriversi al "gruppo misto".

Il diritto di cambiare è una libertá democratica inviolabile e garantita dalla Costituzione, che non è buona solo quando dice cose che ci piacciono.

Alle successive elezioni valuteremo quanto accaduto regolandoci secondo il nostro pensiero, se trovassimo quel candidato.

Quel che tu osservi, ovvero che i parlamentari diventano tali in liste bloccate dai partiti è un deterioramento della democrazia, appoggiato peraltro dal cittadino bove che votò convintamente per l'abolizione delle preferenze.

Il problema non sono i parlamentari che esercitano il diritto di libertà di pensiero garantito dalla Costituzione, ma la partitocrazia, che era meno grave prima, e che oggi impera grazie a greggi di cittadini pascolati da interessati pastori, che pure applaudono.

I diritti costituzionali sono cose delicate, come la chirurgia.

 

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https://melius.club/topic/29786-meglio-perdere-che-perdersi/page/16/#findComment-1789836
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4 ore fa, mariovalvola ha scritto:

Monti ha obbedito alla lettera ricattatoria di Trichet-Draghi.

Vero.

E per fortuna!

 

P.S. Anche il mandato della BCE è come dici tu, MA

la BCE non può assolvere il suo mandato se uno stato come l'Italia va in default ovviamente.

Allora sarebbe saltato l'Euro, e forse anche adesso salterebbe; sicuramente subirebbe un crollo devastante.

Le dimensioni dell'economia greca permettevano invece qualsiasi intervento.

 

9 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

@gibraltar Gybra, i partiti sono associazioni private non riconosciute, che non hanno un ruolo istituzionale, se non di selezione dei candidati.

L'espressione dei partiti nel parlamento, prevista dai regolamenti parlamentari che ne disciplinano il funzionamento, sono i gruppi parlamentari.

I regolamenti parlamentari prevedono il diritto del parlamentare di passare da un gruppo ad un altro, se accolto, ovvero di iscriversi al "gruppo misto".

Il diritto di cambiare è una libertá democratica inviolabile e garantita dalla Costituzione, che non è buona solo quando dice cose che ci piacciono.

Alle successive elezioni valuteremo quanto accaduto regolandoci secondo il nostro pensiero, se trovassimo quel candidato.

Quel che tu osservi, ovvero che i parlamentari diventano tali in liste bloccate dai partiti è un deterioramento della democrazia, appoggiato peraltro dal cittadino bove che votò convintamente per l'abolizione delle preferenze.

Il problema non sono i parlamentari che esercitano il diritto di libertà di pensiero garantito dalla Costituzione, ma la partitocrazia, che era meno grave prima, e che oggi impera grazie a greggi di cittadini pascolati da interessati pastori, che pure applaudono.

I diritti costituzionali sono cose delicate, come la chirurgia.

 

Chiaro e limpido prof., la ringrazio:classic_smile:

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appecundria
46 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

l'abolizione delle preferenze

Perché causavano il famigerato voto di scambio. 

Ricordo nel Paleolitico i galoppini davano ad ogni elettore una combinazione univoca di numeri in modo da poter controllare se l'elettore avesse o no mantenuto l'impegno.

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mariovalvola
31 minuti fa, dariob ha scritto:

Vero.

E per fortuna!

 

P.S. Anche il mandato della BCE è come dici tu, MA

la BCE non può assolvere il suo mandato se uno stato come l'Italia va in default ovviamente.

Allora sarebbe saltato l'Euro, e forse anche adesso salterebbe; sicuramente subirebbe un crollo devastante.

 

 

Capisco la posizione, ma il "per fortuna" regge solo se si accetta un presupposto che i fatti non confermano: che il default italiano fosse imminente e inevitabile e che la lettera fosse l'unico strumento disponibile per evitarlo.

I fondamentali dell'Italia nel 2011, non giustificavano quella conclusione. Deficit al 4,2%, sostanzialmente in linea con la Germania e nettamente inferiore a Francia, Spagna e Portogallo. PIL ancora in crescita. Sistema bancario senza salvataggi pubblici. Avanzo primario positivo. Non c'era nessun default in vista c'era uno spread che esplodeva in un contesto molto preciso. Sul fronte dei mercati, Deutsche Bank smobilitò 7 degli 8 miliardi di BTP che deteneva nel primo semestre 2011, acquistando contestualmente 1,4 miliardi di Credit Default Swap sul rischio Italia assicurazioni che guadagnavano valore esattamente mentre lo spread saliva senza comunicarlo né ai mercati né al Ministero dell'Economia. Poi a luglio ricominciò a comprare BTP a prezzi crollati, senza dirlo. Venduto prima del crollo, ricomprato dopo. La Procura di Trani e poi quella di Milano aprirono indagini per manipolazione di mercato. Va detto con onestà che i processi non hanno prodotto condanne definitive su questo capitolo specifico. Ma i fatti documentati restano, e la domanda su chi abbia alimentato quella spirale speculativa rimane aperta. Sul mandato della BCE hai ragione sul principio generale non può assolvere il suo mandato se un paese sistemico va in default. Ma la soluzione a quel problema era già disponibile e non richiedeva nessuna lettera: il whatever it takes. Lo strumento OMT era tecnicamente pronto, come ha ammesso pubblicamente il capo-economista della BCE Peter Praet. Quando Draghi lo annunciò nel luglio 2012, bastarono tre parole per calmare i mercati senza spendere un centesimo e senza che i fondamentali italiani fossero cambiati di un millimetro. Poteva farlo prima. Scelse di non farlo. Proprio il fatto che l'Italia fosse troppo grande per fallire dimostra l'opposto di quello che sostieni: era nell'interesse diretto della BCE difenderla subito, non usare la minaccia del default come leva per imporre riforme politiche a un governo democraticamente eletto, attraverso una lettera che diversi giuristi hanno definito uno straripamento di potere rispetto ai trattati europei. La crisi del 2011 non era inevitabile. Era almeno in parte costruita, o quantomeno cavalcata, da chi aveva gli strumenti per farlo e non li ha usati per fermarla.

 

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54 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

appoggiato peraltro dal cittadino bove che votò convintamente per l'abolizione delle preferenze

bove de che. con il refe inizio anni 90 si passò da tre a una, ma non furono abolite. fu solo dopo

con le liste bloccate che sparirono, ma la cosa la fecero i governi, prima calderolo, poi renzo che

non combinò niente perchè le porcate bisogna anche essere capaci di farle e infine la 

roba misto mare di rosato. 2 su 3 robe sinistre, peraltro.

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