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RCF Mytho 1 tweeter alcune considerazioni


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bic196060

La serie Mytho della RCF è stato il frutto della volontà di portare nel mercato tra la fine anni 80 e l'inizio anni 90 una linea di diffusori senza compromessi, con soluzioni inedite nella costruzione di tutti gli altoparlanti (progettati e realizzati in casa RCF) e con una qualità dei mobili di alto livello.

Per posizionamento e per ambizione si poneva sulla linea delle ESB Gold, anche loro nel mercato in quel periodo. 

Nonostante le indubbie qualità, oggi questi diffusori di ESB e soprattutto di RCF valgono nel mercato del vintage abbastanza meno di analoghi diffusori di scuola inglese (proac, spendor, rogers etc etc....).

Il che ne fa un ottimo affare per chi bada alla qualità e meno al blasone.

Poi io sono un amante del suono inglese e quindi ho od ho avuto spendor, rogers di varia natura e dimensione.

Della serie Mytho posseggo le Mytho 1, di ESB le Gold 1 e le Gold 2.

Vorrei ora fare alcune considerazioni proprio sulla RCF Mytho (in particolare la Mytho 1) in relazione al suo tweeter originale.

 

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https://melius.club/topic/29841-rcf-mytho-1-tweeter-alcune-considerazioni/
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bic196060

Ho sempre apprezzato sia le Mytho 1 che le Gold 1, che ho pilotato con amplificazioni valvolari.

Un abbinamento che ho trovato particolarmente sorprendente è stato con il finalino JC Verdier 210, un PP di EL84 da 12w per canale in classe A. Come pre uso o il Cary SLP98 o il Conrad Johnson PV5 o PV9.

Aggiungo per completezza che ormai da alcuni anni uso una coppia di sub della REL, sia con i diffusori grandi che sulla carta non ne avrebbero bisogno, e poi ovviamente quando installo dei diffusori piccoli, mini o midi.

Nonostante il basso wattaggio, la resa delle piccole italiane è ammaliante, e la timbrica tra le due è molto simile.

Posizionate lontano dalle pareti, creano una immagine sorprendente, con i suoni scolpiti, la gamma media aperta e lucente e gli alti scintillanti. 

E qui arrivo al punto che volevo condividere con il forum: il tweeter delle RCF.

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bic196060

Dicevo che le Mytho 1 per certi versi hanno qualcosa in più rispetto alle ESB, in particolare un certo maggior peso in gamma medio bassa, IMO dovuto al woofer che è comunque più grosso e anche con un magnete surdimensionato. Per contro, però la gamma alta risulta a volte un pò spigolosa, non tanto sui piatti quanto sulle voci femminili, che risultano un pò aggressive. 

Uno dei difetti endemici di questi diffusori sono le calotte dei tweeter in titanio, un progetto ambizioso ma che evidentemente ha sofferto di una difettosità di produzione, infatti praticamente la totalità dei diffusori di quella serie che vediamo nell'usato hanno i tweeter corrugati o rientrati, ed anche se è facile smontarli e ribattere verso l'esterno la cupola questa rimane segnata, non torna più perfettamente liscia.

Anche sui miei diffusori era così, la cupola pur dopo essere stata ripristinata come forma si presentava percorsa da diverse rigature.

Le ho ascoltate per anni in questo modo.

Ho poi trovato dei ricambi originali RCF, fondi di magazzino perchè sono anni che non sono più commercializzati, ed ho deciso di intervenire sui tweeter.

Lo smontaggio è molto facile (la provenienza RCF dal mondo professionale lascia il suo segno), le cupole nuove con la relativa bobina mobile sono auto centranti con degli incastri che mettono la bobina perfettamente centrata nel traferro.

A quel punto ho potuto verificare due cose.

La prima è che almeno nel mio caso il tweeter non ha ferrofluido nel traferro. Evidentemente la costruzione della cupola in titanio tra l'altro di buone dimensioni (oltre 3 cm di diametro) garantisce un buon raffreddamento della bobina.

La seconda e più importante è che in origine dietro la cupola ed incollato al polo centrale del magnete era installato un cuscinetto di spugna sintetica destinato ad assorbire l'emissione posteriore della cupola.

Questo cuscinetto si era disintegrato e quindi non vi era più assorbimento dell'onda emessa posteriormente.

  • Melius 1
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bic196060

La qualità costruttiva di questi altoparlanti è veramente rimarchevole, la flangia è di allumino pressofuso, la cupola in titanio di grande diametro è in grado di sopportare grandi potenze di riprodurre la parte alta della gamma media senza soffrire. Poi il resto la fa il midwoofer anche lui con il cono in fibre di carbonio impregnate, insomma lo sforzo progettuale era tanto.

Peccato appunto che tanta qualità profusa sul tweeter sia stata poi penalizzata da quella difettosità diffusa.

Comunque, una volta smontato il tweeter e separato il magnete dalla calotta è facile ripristinare l'assorbimento posteriore. Invece che del foam che sarebbe stato difficile ritagliare in una forma adatta ma soprattutto destinato a fare tra un pò di anni la stessa fine del precedente, ho preferito usare del feltro compresso autoadesivo che ho ritagliato accuratamente ed ho incollato sul polo centrale del magnete.

Ho anche ripulito il traferro da alcuni piccoli residui lasciati dal foam sbriciolato.

Ho poi installato la cupola nuova, che è un ricambio fatto anche per i monitor professionali attivi di una linea che RCF aveva ancora chiamato Mytho, e che evidentemente avevano superto i problemi di produzione di quelli originali.

Il risultato è stato molto positivo.

  • Melius 1
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bic196060

Ho detto sono un amante del classico suono inglese, questo non vuol dire che amo solo quello. Infatti nei miei amori rientrano anche i grandi monitor Tannoy piuttosto che i grandi monitor JBL (le mie amate 4343), che hanno un suono del tutto diverso da una coppia di Rogers Studio 1 o di una Spendor SP2/2 o della splendida Spendor SA3.

Ora devo dire che la piccole Mytho 1 dopo questo tagliando approfondito sui tweeter, hanno limato quelli che potevano apparire difetti, specie a confronto dei levigati monitor inglesi.

La nuova cupola in titanio insieme IMO al ripristino della funzione di assorbimento della riflessione posteriore ha levigato in modo percettibile la gamma alta.

Il carattere rimane inalterato, tutte le qualità di grande trasparenza in gamma media e di apertura in gamma alta restano, resta l'immagine ampia ed ariosa in tutte le direzioni, pur con una presenza delle voci soliste, dei fiati, delle chitarre molto coinvolgente.

Vengono però smussate alcune asperità ed alcune nasalità delle voci femminili, che prima si notavano in alcuni casi.

 

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