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Peter Thiel oltre gli stereotipi: René Girard, il desiderio mimetico e la crisi dell’idea di progresso in Occidente


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Roberto M
2 minuti fa, wow ha scritto:

La realtà è che la diagnosi di "crisi del progresso" viene utilizzata da questa specifica corrente di pensiero per proporre come unica via d'uscita il superamento delle democrazie liberali

Quella e’ una semplificazione riduttiva ideologica che tende a caricatururale un pensiero che e’ soprattutto filosofico. 
E comunque una strumentalizzazione politica che non condivido. 
Leggendo le fonti non e’ così, ne’ per Girard ne’ per Thiel.

 

5 minuti fa, wow ha scritto:

nasce giocoforza da percorsi aperti da altri. Il progresso è fatto da affinamento, errori, marce indietro, impulsi in avanti di esperienze comuni

Certamente, c’è anche questa parte, nessuno lo mette in dubbio, neanche Thiel.

Pero c’è anche la parte creativa, quella che inventa un qualcosa che prima non esisteva, non limitandosi a “migliorare, ottimizzare” l’esistente.

Il punto e’ il focus, la preferenza.

Se si privilegia la parte “regolatrice” si rischia di castrare l’innovazione.

 

briandinazareth
5 minuti fa, wow ha scritto:

anche ciò che si ritiene perfettamente innovativo, nasce giocoforza da percorsi aperti da altri. Il progresso è fatto da affinamento, errori, marce indietro, impulsi in avanti di esperienze comuni.

 

È proprio così,  thiel cerca di tornare al mito superomistico per affermare la sua superiorità ontologica sugli altri e quindi del diritto del dominio in chiave semidivina. 

 

La battaglia contro la democrazia liberale serve a questo e va esattamente nella direzione opposta della libertà. 

 

io che sono un semidio ho il diritto di dire cosa e come gli altri devono essere e vivere. 

 

Tutte cose già viste, anche negli orribili risultati 

Gaetanoalberto

Si. Diciamo che si amplificano a fini egoistici e di autoprotezione, riflessioni tutto sommato interessanti.

Un peccato.

Un conto è sottolineare il ruolo potente dell'innovazione e quello umano del pensiero divergente, altro è giustificare la difesa del monopolio e dell'extraprofitto monopolistico oltre il più che ragionevole desiderio di rientro dei capitali e della loro remunerazione, pure in regime di esenzione fiscale. 

Roberto M
10 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Si. Diciamo che si amplificano a fini egoistici e di autoprotezione, riflessioni tutto sommato interessanti.

Un peccato.

Un conto è sottolineare il ruolo potente dell'innovazione e quello umano del pensiero divergente, altro è giustificare la difesa del monopolio e dell'extraprofitto monopolistico oltre il più che ragionevole desiderio di rientro dei capitali e della loro remunerazione, pure in regime di esenzione fiscale. 


Gaetano, con tutto il rispetto, mi sembra che questa idea che ti sei fatto deriva più dalla lettura di commenti giornalistici di natura ideologica, che tendono a distorcere in maniera caricaturale e sbagliata il pensiero filosofico dell’autore (ad esempio gli articoli di Wired) piuttosto che dalla lettura delle fonti.

E cioè dei libri di Thiel.

 

22 minuti fa, Roberto M ha scritto:

Se si privilegia la parte “regolatrice” si rischia di castrare l’innovazione.

 

Se per PT la concorrenza perfetta (l'anarchia del mercato dove tutti competono con tutti) è un inferno che distrugge i profitti e costringe le aziende a lottare giorno per giorno per la sopravvivenza, impedendo loro di pianificare il futuro è chiaro che ciò che propone sia una struttura perfettamente regolamentata (il monopolio creativo) e incentivata non dalla burocrazia statale, delle norme governative e delle regolamentazioni, ma da una progettazione rigorosa e centralizzata nella quale il "fondatore" deve avere una visione monarchica e quasi dittatoriale della propria azienda nelle prime fasi e nell'istituzione di un nuovo ordine sovrano e centralizzato, dove il monopolista "regola" il proprio mercato grazie a una superiorità tecnologica schiacciante. E' scritto nei messaggi di apertura.

Non so, ma queste teorie mi mettono i brividi. 

  • Melius 1
P.Bateman
10 minuti fa, senek65 ha scritto:

Di sicuro se piace a Roberto è na cassata.

Sintesi inoppugnabile.

Poi per me Girard, per quello che ho capito, é uno scopritore dell'acqua calda. Fare come gli altri é un meccanismo selettivo che funziona nella stragrande maggioranza dei casi, é genetico.

extermination

Il futuro si ricostruisce facendo cose concrete per quelle immense aree nel mondo in cui milioni di abitanti soffrono la fame e muoiono per un nonnulla!!

è proprio su quelle cose li che viene costruito il futuro ( di qualcuno a spese di altri )

infatti mi si accappona sempre la pelle per non dire di peggio quando sento gente che

si fa un vanto di investire di qua e di la, di su e di giù parlare di ambiente, migranti, 

giustizia, ucragna sdraele palestina e iran.

1 ora fa, Roberto M ha scritto:

soprattutto smaschera il meccanismo del capro espiatorio, rivelando

Ma questo meccanismo era stato svelato e superato già da "Malaussene" e Pennac....

Ed io tutto quello che scrive o dice PT, il "don" di PayPal mafia, lo leggo o lo ascolto sempre con la convinzione che stia provando a darmi una "sola"....

Ciao

D.

  • Melius 1
Roberto M

@appecundria

 

Grazie, mi era sfuggito questo tuo thread proprio su René Girard.

 

 

7 minuti fa, appecundria ha scritto:
1 ora fa, Roberto M ha scritto:

Delle cose nascoste sin dalla fondazione del mondo

L'autore è Red Ronnie?

Ma come, apri un thread su Girard e ignori la sua opera più importante ?


 

 

IMG_1333.jpeg




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