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Inviato
13 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

In siciliano abbiamo il "lisciabusso": una bella lavata di capo o, nei casi peggiori, una educativa ripassata di legnate

Lo smataflàn sta in mezzo, è un sonoro schiaffo. A Bologna abbiamo il senso della misura...:classic_laugh:

Gaetanoalberto
Inviato

@PL-L1000 Per rimanere nel tema, più seria la promessa di una "sciaramattata ri lignati"

Inviato

A proposito di slang, quando facevo le superiori, tra i ragazzi di Vicenza prese piede l'abitudine di dire 'ceste' per significare 'vabbè, pazienza, non importa'. Poi la cosa un po' alla volta si perse, perciò, vi capitasse mai di sentire questa parola, potete essere sicuri che si tratti di una persona che ha passato la propria adolescenza a Vicenza negli anni tra il 90 e il 2000

 

p.s. Se lo sentite a Mirandola, la signora che lo pronuncia si chiama Graziella, era la mia compagna di banco :-)

Inviato
30 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

sciaramattata ri lignati

Caspita se rende l'idea!

analogico_09
Inviato

 

Siamo in Abruzzo. Sei del mattino. Suona la sveglia, La moglie Costanziana prova a svegliare il marito che deve andare a lavoreare in camagna.  

 

- Pasquà, so le se'!

 

- I rdaccele, Custanzì! 

Gaetanoalberto
Inviato

(G)rossa, ronn'Affiu...! (Grossa, don Alfio)

A chi esagera.

Inviato

ceste perchè già allora probabilmente eri uno ztiellino, nei quartieri periferici

era più in voga il rafforzativo ceste camèo e nella mia zona ceste camèi ( plurale di camèo ).

camèo = cammello . non chiedetemi il perchè e il percome.

Gaetanoalberto
Inviato

Trispiti, tavulu e piricuddu: una situazione strampalata, di scarso equilibrio.

(treppiede, tavolino e piccolo contrappeso - il piricuddu è il picciólo).

Ad esempio: audio, indifd e gioggia sunu trispiti, tavulu e piricuddu.

analogico_09
Inviato

@Gaetanoalberto Lisciebusso si dice anche a Roma e in altre parti, anche al paesello mio di momntagna nel quale nascetti. 

Ancora Abruzzo, sempre a proposito del  dare una ripassata, si dice abbad a ti che st'arrivà la mazza pastorica... (da non confondere con la dannunziana "verga d'avellano" dei "miei pastori" ).

So' 'ntrat i so' 'scit zitt zitt frun frun... 

 

(ne sono entrato e ne sono uscito in silenzio e con circospezione... 

 

Inviato
16 minuti fa, audio2 ha scritto:

perchè già allora probabilmente eri uno ztiellino, nei quartieri periferici...

Ma all'epoca non bazzicavi la Milano delle veline e Londra? Hihihi...

Inviato
1 ora fa, audio2 ha scritto:

ceste perchè già allora probabilmente eri uno ztiellino, nei quartieri periferici

era più in voga il rafforzativo ceste camèo e nella mia zona ceste camèi ( plurale di camèo ).

camèo = cammello . non chiedetemi il perchè e il percome.

Haha, ztiellino! Nato, cresciuto e tutt'ora residente a mezz'ora di macchina da Corso Palladio, 3km dal confine con il veronese.

Inviato
5 ore fa, garmax1 ha scritto:

Anche in questo caso, mi aiuti a capire?, 😉 

Dove dovevi portarlo?

Dovevo portarlo con me, uscendo dal locale. Un po' come i pugliesi che ti dicono "mantieni" quando vogliono che tieni stretta una cosa.

  • Thanks 1
Inviato
5 ore fa, garmax1 ha scritto:

Devo dire che per me è una cosa normale sentire questo termine. 

Un'altra parola "anomala" per me è "usta". 

Non so se è solo centese o anche bolognese. 

Ma mi aveva incuriosito quando lo dicevano le maestre (la dada) a mia figlia all'asilo

Usta si usa anche in provincia di Modena. Credo un po' in tutte l'Emilia. È una di quelle parole che racchiudono in un solo termine un concetto per il quale ne servono diverse in italiano. Usare usta significa metterci attenzione, riguardo, buon senso.

Mia madre, che ogni tanto usava antiche espressioni dialettali, ogni tanto definiva "puvrèt mendìc" una persona ridotta in miseria.

Inviato
1 ora fa, Guru ha scritto:

Usta si usa anche in provincia di Modena. Credo un po' in tutte l'Emilia.

Le circostanza nella quale udii per la prima volta "Usta!" - tono tra la richiesta e l'imperativo - è irriferibile in questo signorile contesto... :classic_biggrin:

  • Haha 2
Inviato
5 ore fa, PL-L1000 ha scritto:

Lo smataflàn sta in mezzo, è un sonoro schiaffo.

Qui l'oggetto è oltremodo graduato: S-ciafa, S-ciafon, Papìna, Roverson*, Slepa, Tàngara, Tangarón (e qui si chiudono le tecniche a mano aperta -  il * Roverson ha quel posto in classifica non tanto per l'energia, sempre 1/2-emme-vuquadro, ma perché estremamente umiliante) 

Poi iniziano le tecniche a mano chiusa: Crogna, Crognolo, Carton, Papagno, Stonfa (solo sui denti) etc. etc...

:classic_biggrin:

  • Haha 1



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