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Melius Club

Nella riproduzione audio domestica l'influenza dell'ambiente è sopravvalutata


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10 minuti fa, appecundria ha scritto:

La curva in ambiente descrive ciò che misura il microfono, ma non coincide esattamente con ciò che percepisce l’ascoltatore.

Certamente poichè il sistema uditivo/percettivo applica dei "filtri"

Ad esempio le prime riflessioni se sono oltre 15 dB sotto il livello del segnale diretto queste non vengono percepite...nonostante la rilevazione microfonica le mostri palesemente nella misura

Anche sul discorso modulo della risposta in frequenza...se questa presenta delle piccole irregolarità, il sistema di percezione è capace di "riequalizzare" al punto da renderla percettivamente meno alterata

Diciamo che razionalmente si dovrebbe tendere alla regolarità...ma quello che conta di piu è come l'energia decade nel tempo

Il senso di precisione, articolazione ed intelligibilità proviene da come l'energia totale di tutto lo spettro viene distribuita ed assorbita

In letteratura scientifica comunque si riesce a distinguere ciò che si misura con ciò che il sistema di percezione permette di percepire

51 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

esempio le prime riflessioni se sono oltre 15 dB sotto il livello del segnale diretto queste non vengono

Tom, in ambienti medio piccoli, parlando per ora di frequenze medio alte ( grisulea mi dirà che bastava il suo gatto😆 ), significa per forza assorbire o diffondere sulle pareti laterali , e sicuramente dietro la testa se come me si ha il muro attaccato..., giusto ?

O si risolve in buona parte, come forse ci vuol suggerire Bruno, con diffusori a direttività controllata ?

Al netto dei problemi più importanti alle basse frequenze, e al livello complessivo di un progetto in termini soprattutto di distorsione, capacità dinamica...

1 ora fa, appecundria ha scritto:

L’udito, però, non si comporta come un microfono che somma allo stesso modo tutto ciò che arriva. Utilizza informazioni temporali, direzionali e spettrali per distinguere almeno in parte il suono diretto dalle riflessioni e attribuisce un peso diverso ai vari contributi.

Cosa intendi con udito? Come interpreta il cervello i segnali? 

Il microfono registra "tutto" in quel istante, che sappiamo "leggerlo" è un po' più complicato.

47 minuti fa, lampo65 ha scritto:

Tom, in ambienti medio piccoli, parlando per ora di frequenze medio alte ( grisulea mi dirà che bastava il suo gatto😆 ), significa per forza assorbire o diffondere sulle pareti laterali , e sicuramente dietro la testa se come me si ha il muro attaccato..., giusto ?

O si risolve in buona parte, come forse ci vuol suggerire Bruno, con diffusori a direttività controllata ?

Al netto dei problemi più importanti alle basse frequenze, e al livello complessivo di un progetto in termini soprattutto di distorsione, capacità dinamica...

Se dentro un locale piccolo i diffusori devono cozzare forzatamente con le pareti laterali, si, la soluzione dei diffusori a direttività controllata aiutano ad evitare trattamenti specifici atti ad incrementare la distanza virtuale 

I diffusori a direttività controllata peraltro contribuiscono positivamente per quanto concerne la crosstalk cancellation 

Dunque creerebbero meno interferenze sul campo diffuso 

@appecundria

54 minuti fa, appecundria ha scritto:
1 ora fa, Coltr@ne ha scritto:

Cosa intendi con udito?

Orecchio esterno + interno + cervello + cavi di collegamento = udito.

Orecchio esterno + orecchio interno che fanno da rilevatori  + nervo acustico che fa da trasmettitore + CERVELLO che e' il principale artefice che elabora e gestisce il tutto donando all'ascoltatore tutte le sensazioni dell'ascolto cosi' come da lui  gestite ed elaborate.

(I cavi di collegamento non c'entrano nulla , a meno che sia stata una semplice battuta/provocazione, con il nostro sistema percettivo uditivo su descritto ).

Sotto i 200/250hz comanda la stanza, sopra l'impianto. 

Se non sistemi il sotto puoi rovinare il bello che sopra può fare un impianto di livello.

Ma fra un impianto bello in una brutta stanza e uno brutto in una bella stanza propendo per il primo senza se e senza fra.

20 minuti fa, newton ha scritto:

Ma fra un impianto bello in una brutta stanza e uno brutto in una bella stanza propendo per il primo senza se e senza fra.

Non esiste impianto bello in stanza bella?

Un ambiente di ascolto “casuale” verso un ambiente di ascolto progettato da professionisti, sono due mondi “acustici” fortemente diversi nella gestione dei meccanismi legati alla propagazione del suono ( riflessione, assorbimento, diffusione, diffrazione) 

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