Questo è un messaggio popolare. appecundria Inviato 3 Settembre Questo è un messaggio popolare. Inviato 3 Settembre L’ambiente è uno dei principali responsabili delle irregolarità alle basse frequenze, ma non determina da solo la qualità complessiva della riproduzione. La stanza incide soprattutto sulla gamma bassa e sulle riflessioni, il diffusore conserva un ruolo decisivo per risposta, direttività, distorsione e dinamica. Ciò che ascoltiamo nasce dall’interazione tra i due. La risposta in frequenza misurata al punto d’ascolto comprende il suono diretto e quello riflesso, oltre agli effetti dei modi della stanza e delle interferenze con pareti, pavimento e soffitto. Per questo può cambiare sensibilmente anche spostando il microfono di pochi centimetri, soprattutto alle basse e medio-basse frequenze. L’udito, però, non si comporta come un microfono che somma allo stesso modo tutto ciò che arriva. Utilizza informazioni temporali, direzionali e spettrali per distinguere almeno in parte il suono diretto dalle riflessioni e attribuisce un peso diverso ai vari contributi. Di conseguenza, una risposta misurata al punto d’ascolto può essere molto irregolare senza che ogni irregolarità venga percepita come un’alterazione timbrica della stessa entità. La curva in ambiente descrive ciò che misura il microfono, ma non coincide esattamente con ciò che percepisce l’ascoltatore. 6
ilmisuratore Inviato 3 Settembre Inviato 3 Settembre 10 minuti fa, appecundria ha scritto: La curva in ambiente descrive ciò che misura il microfono, ma non coincide esattamente con ciò che percepisce l’ascoltatore. Certamente poichè il sistema uditivo/percettivo applica dei "filtri" Ad esempio le prime riflessioni se sono oltre 15 dB sotto il livello del segnale diretto queste non vengono percepite...nonostante la rilevazione microfonica le mostri palesemente nella misura Anche sul discorso modulo della risposta in frequenza...se questa presenta delle piccole irregolarità, il sistema di percezione è capace di "riequalizzare" al punto da renderla percettivamente meno alterata Diciamo che razionalmente si dovrebbe tendere alla regolarità...ma quello che conta di piu è come l'energia decade nel tempo Il senso di precisione, articolazione ed intelligibilità proviene da come l'energia totale di tutto lo spettro viene distribuita ed assorbita In letteratura scientifica comunque si riesce a distinguere ciò che si misura con ciò che il sistema di percezione permette di percepire
Felis Inviato 3 Settembre Inviato 3 Settembre Ed è per questo che si fanno più rilevamenti in punti diversi. 1
lampo65 Inviato 3 Settembre Inviato 3 Settembre 51 minuti fa, ilmisuratore ha scritto: esempio le prime riflessioni se sono oltre 15 dB sotto il livello del segnale diretto queste non vengono Tom, in ambienti medio piccoli, parlando per ora di frequenze medio alte ( grisulea mi dirà che bastava il suo gatto😆 ), significa per forza assorbire o diffondere sulle pareti laterali , e sicuramente dietro la testa se come me si ha il muro attaccato..., giusto ? O si risolve in buona parte, come forse ci vuol suggerire Bruno, con diffusori a direttività controllata ? Al netto dei problemi più importanti alle basse frequenze, e al livello complessivo di un progetto in termini soprattutto di distorsione, capacità dinamica...
Coltr@ne Inviato 3 Settembre Inviato 3 Settembre 1 ora fa, appecundria ha scritto: L’udito, però, non si comporta come un microfono che somma allo stesso modo tutto ciò che arriva. Utilizza informazioni temporali, direzionali e spettrali per distinguere almeno in parte il suono diretto dalle riflessioni e attribuisce un peso diverso ai vari contributi. Cosa intendi con udito? Come interpreta il cervello i segnali? Il microfono registra "tutto" in quel istante, che sappiamo "leggerlo" è un po' più complicato.
appecundria Inviato 3 Settembre Autore Inviato 3 Settembre 10 minuti fa, Coltr@ne ha scritto: Cosa intendi con udito? Orecchio esterno + interno + cervello + cavi di collegamento = udito.
Questo è un messaggio popolare. Max440 Inviato 3 Settembre Questo è un messaggio popolare. Inviato 3 Settembre "Nella riproduzione audio domestica l'influenza dell'ambiente è sopravvalutata" Non è vero, anzi! E' troppo spesso sottovalutata 4 1
ilmisuratore Inviato 3 Settembre Inviato 3 Settembre 47 minuti fa, lampo65 ha scritto: Tom, in ambienti medio piccoli, parlando per ora di frequenze medio alte ( grisulea mi dirà che bastava il suo gatto😆 ), significa per forza assorbire o diffondere sulle pareti laterali , e sicuramente dietro la testa se come me si ha il muro attaccato..., giusto ? O si risolve in buona parte, come forse ci vuol suggerire Bruno, con diffusori a direttività controllata ? Al netto dei problemi più importanti alle basse frequenze, e al livello complessivo di un progetto in termini soprattutto di distorsione, capacità dinamica... Se dentro un locale piccolo i diffusori devono cozzare forzatamente con le pareti laterali, si, la soluzione dei diffusori a direttività controllata aiutano ad evitare trattamenti specifici atti ad incrementare la distanza virtuale I diffusori a direttività controllata peraltro contribuiscono positivamente per quanto concerne la crosstalk cancellation Dunque creerebbero meno interferenze sul campo diffuso
long playing Inviato 3 Settembre Inviato 3 Settembre @appecundria 54 minuti fa, appecundria ha scritto: 1 ora fa, Coltr@ne ha scritto: Cosa intendi con udito? Orecchio esterno + interno + cervello + cavi di collegamento = udito. Orecchio esterno + orecchio interno che fanno da rilevatori + nervo acustico che fa da trasmettitore + CERVELLO che e' il principale artefice che elabora e gestisce il tutto donando all'ascoltatore tutte le sensazioni dell'ascolto cosi' come da lui gestite ed elaborate. (I cavi di collegamento non c'entrano nulla , a meno che sia stata una semplice battuta/provocazione, con il nostro sistema percettivo uditivo su descritto ).
lampo65 Inviato 3 Settembre Inviato 3 Settembre @ilmisuratore Tu ad esempio se posso chiedere, come ci arrivi "sotto" il segnale diretto di 15 db ?
lampo65 Inviato 3 Settembre Inviato 3 Settembre 11 minuti fa, long playing ha scritto: I cavi di collegamento non c'entrano nulla E dovrai collegarlo il cervello alle recchie😄 1
magicaroma Inviato 3 Settembre Inviato 3 Settembre In una manifestazione audio di qualche anno fa Bartolomeo Aloia disse che l'acustica ambientale è una scusa per giustificare impianti mediocri 2 1
newton Inviato 3 Settembre Inviato 3 Settembre Sotto i 200/250hz comanda la stanza, sopra l'impianto. Se non sistemi il sotto puoi rovinare il bello che sopra può fare un impianto di livello. Ma fra un impianto bello in una brutta stanza e uno brutto in una bella stanza propendo per il primo senza se e senza fra.
Coltr@ne Inviato 3 Settembre Inviato 3 Settembre 20 minuti fa, newton ha scritto: Ma fra un impianto bello in una brutta stanza e uno brutto in una bella stanza propendo per il primo senza se e senza fra. Non esiste impianto bello in stanza bella?
extermination Inviato 3 Settembre Inviato 3 Settembre Un ambiente di ascolto “casuale” verso un ambiente di ascolto progettato da professionisti, sono due mondi “acustici” fortemente diversi nella gestione dei meccanismi legati alla propagazione del suono ( riflessione, assorbimento, diffusione, diffrazione)
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