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Nella riproduzione audio domestica l'influenza dell'ambiente è sopravvalutata


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1 ora fa, long playing ha scritto:

cavi di collegamento non c'entrano nulla , a meno che sia stata una semplice battuta/provocazione, con il nostro sistema percettivo uditivo su descritto

Perché, tu non hai dei cavi a collegare orecchie e cervello? 🙃

10 minuti fa, PMV ha scritto:

@ilmisuratore  cosa intendi per diffusore a direttività controllata?

progettato per far propagare il suono in modo costante solo verso un'area di ascolto specifica, riducendo al minimo l'energia acustica inviata verso pareti, soffitto e pavimento.

Puoi fare l'esperimento giocando col toe-in di diffusori standard.

Cita

Nella riproduzione audio domestica l'influenza dell'ambiente è sopravvalutata

E' una generalizzazione alla seconda potenza:

>generalizzazione delle tipologie di ambienti (ce ne sono di più problematici e di meno problematici)

>generalizzazione dell' atteggiamento dell' audiofilo, che varia in una gamma che va dall' indifferente al fissato

:

Mediamente chi descrive il suo setup (esistente o progettato) sul forum per chiedere un parere NON parla né di condizionamento acustico né di correzione ambientale attiva, per lo più sono i rispondenti a sollevare la questione, ad esempio, delle dimensioni della stanza, delle quali in prima battuta (nell' o.p.) molto spesso non si parla.

41 minuti fa, appecundria ha scritto:

riducendo al minimo l'energia acustica inviata verso pareti

E comunque mantenendo un medesimo bilanciamento tonale, che per farla breve dovrebbe aiutare il cervello, nelle situazioni direi spesso, in cui si è sotto i 5÷10 ms di ritardo tra riflesso e diretto. Credo di aver capito😁

1 ora fa, lampo65 ha scritto:

@ilmisuratore

Tu ad esempio se posso chiedere, come ci arrivi "sotto" il segnale diretto di 15 db ? 

Utilizzando driver che nella gamma del campo diffuso (oltre la frequenza di schroeder) non abbiano un pattern polare troppo ampio

Poi una volta posizionati in ambiente si va di misure (ITG/ETC)

56 minuti fa, PMV ha scritto:

@ilmisuratore  cosa intendi per diffusore a direttività controllata?

Un diffusore a direttività controllata si intende un diffusore progettato in modo che la dispersione del suono nello spazio sia volutamente mantenuta entro determinati angoli e, soprattutto, rimanga abbastanza costante al variare della frequenza

...i vantaggi...

 

 

maggiore rapporto suono diretto/riflesso

minore influenza delle prime riflessioni

migliore intelligibilità

immagine stereo più stabile

risposta in ambiente più prevedibile

maggiore possibilità di ottenere un buon risultato con il trattamento acustico e/o DSP

 

  • Melius 1

Ancora più importante: la fase

La direttività controllata non aiuta soltanto l'ampiezza

Riducendo le riflessioni, riduce anche la complessità delle interferenze temporali e di fase che arrivano al microfono (e alle orecchie)

Quindi il DSP ha davanti una situazione più "pulita"

diffusore → risposta relativamente prevedibile → correzione DSP

anziché: diffusore + riflessione 1 + riflessione 2 + riflessione 3 → risposta molto complessa → DSP

Questo è particolarmente importante quando si cerca di fare correzione FIR/phase correction o correzioni che tengono conto della risposta temporale

Però c'è una distinzione fondamentale

La direttività controllata non rende correggibili magicamente tutti i problemi....

Il DSP può correggere molto bene, ad esempio:

1) la risposta in frequenza del diffusore

2) alcuni problemi di interazione diffusore/ambiente

3) risonanze modali, soprattutto alle basse frequenze

4) differenze tra i canali

5) fase/ritardo in determinati limiti

Non può "cancellare" fisicamente una riflessione della parete come se questa non esistesse (tranne alcuni sistemi di DSP che "sparano" segnali di compensazione in controfase)

Per questo la combinazione ideale è spesso:

direttività controllata → posizionamento → trattamento acustico passivo "adatto" → DSP

e non semplicemente "DSP e basta"

 Con un diffusore a direttività controllata, la correzione attiva lavora su una risposta più vicina a quella realmente prodotta dal diffusore, mentre una minore energia riflessa rende meno probabile che il DSP insegua artefatti prodotti dall'ambiente

 

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