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Melius Club

Avevano giurato "Mai più" e invece l'hanno fatto ancora


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@MaurilioMc

Sono i limiti delle leggi elettorali che vengono votate in base a maggioranze democratiche. Anche io sono per la maggior possibilità di scelta possibile ma anche in Italia non siamo messi bene

 

 @appecundria

 

Non è una questione di opinioni, si tratta di dimostrare l'eventuale "illegalita'" o illegittimità della presa di potere. E del controllo del successivo operato

 

 

2 ore fa, claravox ha scritto:

Che nostalgia, bei tempi …..

Ti preoccupi del green pass e usi pc e smartphone, altro che profilato, sanno anche quando sei sulla tazza, l'è istess né.

Pensa a me che continuo imperterrito a preoccuparmi comunista, quando ci sarà il generale sarò il primo a finire nel campo di concentramento per anziani, nei forni col pannolone, che fine ingloriosa :classic_biggrin:

2 minuti fa, Coltr@ne ha scritto:

Ti preoccupi del green pass e usi pc e smartphone, altro che profilato, sanno anche quando sei sulla tazza, l'è istess né 

Sono convinto che costoro, avendo tanto tempo libero (?), siano perennemente sui social. Il loro microtargeting psicografico sarà pienamente compiuto.

2 ore fa, UpTo11 ha scritto:

Ma che colossale sfracellamento di marroni....

Si e se non bastasse io stasera ho imparato che viviamo in uno stato totalitario, TOTALITARIO!

 

C'è un detto veneto adatto: un poca de guera ghe voria.

(ossia mandateli in Ucraina sul campo a schiarirsi le idee)

Gaetanoalberto

 

🚨 Corruzione in Europa: come si posiziona l’Italia? 🚨

L’Index di Percezione della Corruzione (CPI di Transparency International - scala 0-100) traccia una mappa chiara del nostro continente.

Ecco un confronto rapido tra l'Italia e il resto d'Europa:

🏆 I più virtuosi (Europa del Nord)

• Danimarca: 89

• Finlandia: 88

• Svezia: 80

⚖️ Grandi Economie UE

• Germania: 77

• Regno Unito: 70

• Francia: 66

🇮🇹 ITALIA: 52

• Spagna: 55

🚧 Fanalini di coda nell’Unione Europea

• Romania: 45

• Bulgaria: 40

• Ungheria: 40

🌍 Est Europa ed extra-UE

• Montenegro: 46

• Albania: 39

• Ucraina: 36

• Serbia: 33

• Russia: 22

 

13 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

 

🚨 Corruzione in Europa: come si posiziona l’Italia? 🚨

L’Index di Percezione della Corruzione (CPI di Transparency International - scala 0-100) traccia una mappa chiara del nostro continente.

Ecco un confronto rapido tra l'Italia e il resto d'Europa:

🏆 I più virtuosi (Europa del Nord)

• Danimarca: 89

• Finlandia: 88

• Svezia: 80

⚖️ Grandi Economie UE

• Germania: 77

• Regno Unito: 70

• Francia: 66

🇮🇹 ITALIA: 52

• Spagna: 55

🚧 Fanalini di coda nell’Unione Europea

• Romania: 45

• Bulgaria: 40

• Ungheria: 40

🌍 Est Europa ed extra-UE

• Montenegro: 46

• Albania: 39

• Ucraina: 36

• Serbia: 33

• Russia: 22

 

Gli scassamaroni che vedono in Italia ovunque corruzione (l'esagerazione propria di una cattiva coscienza), simpatizzano per una cleptocrazia (la Russia). 

Esempio di cosa si intende per "avere poche idee, ma ben confuse".

gibraltar
3 ore fa, claravox ha scritto:

Ti sfugge perché cerchi il complotto segreto dove invece c'è una chiarissima tecnica di governo. Lo 'scopo' del controllo sociale non è mai recondito, è dichiaratissimo: indurre conformità sociale attraverso la minaccia dell'esclusione.
Se accetti il principio che possedere o meno un codice QR governativo decida se puoi lavorare o provvedere al tuo sostentamento, hai già accettato la struttura logica di uno Stato totalitario, a prescindere da quanto tu ritenga 'buona' la causa del momento.

Domani lo stesso identico strumento di controllo burocratico potrebbe essere applicato per qualsiasi altra emergenza

Quindi il fatto che il possesso o meno di una patente di guida decida se puoi guidare un'auto oppure no non serve a impedire che tu sia un pericolo per te stesso e per altri milioni di utenti delle strade, bensì è una forma di "controllo sociale" per indurre conformità sotto la minaccia di esclusione del sacrosanto diritto di mettersi al volante rischiando di ammazzare i cristiani solo perche se ne ha voglia...

  • Melius 1
41 minuti fa, Coltr@ne ha scritto:

Ti preoccupi del green pass e usi pc e smartphone, altro che profilato, sanno anche quando sei sulla tazza, l'è istess né.


 

Se il mio smartphone sa quando sono sulla tazza, è un problema di privacy.
Se lo Stato mi impedisce di andare a lavorare se non gli mostro un codice QR verde sul telefono, è un problema di libertà civili e di sussistenza.

Se non usi lo smartphone, al massimo non ricevi la pubblicità mirata.
Se non avevi il lasciapassare, per legge non potevi lavorare.

Se per te vederti profilato per i banner pubblicitari e vederti negato il diritto costituzionale al lavoro “è la stessa cosa”, temo che tu abbia un concetto di democrazia e di diritti fondamentali alquanto confuso.

 

5 minuti fa, gibraltar ha scritto:

Quindi il fatto che il possesso o meno di una patente di guida decida se puoi guidare un'auto oppure no non serve a impedire che tu sia un pericolo per te stesso e per altri milioni di utenti delle strade, bensì è una forma di "controllo sociale" per indurre conformità sotto la minaccia di esclusione del sacrosanto diritto di mettersi al volante rischiando di ammazzare i cristiani solo perche se ne ha voglia...

Ecco le conseguenze di non aver mai aperto una pagina di storia alle superiori (ammettendo che siano state frequentate) e parlare di termini di cui non si è compreso il significato.

 

 

TOTALITARISMO

 

Il termine totalitarismo indica i regimi autoritari di massa che si sono stabiliti in Europa nella prima metà del Novecento. Tutti gli autori che utilizzano questo concetto indicano come esempi principali di totalitarismo il nazismo e lo stalinismo.

 

Tra i primi a impiegare il termine è stata Hannah Arendt (1906-1975) nelle Origini del totalitarismo (1951). Nella sua interpretazione, Arendt collega il totalitarismo a un tratto caratteristico delle società sviluppate e non a qualche anomalia che ne contraddistinguerebbe solo alcune: il tratto che tutte condividono è l'atomizzazione e l'individualizzazione che caratterizzano le moderne società di massa. Questo significa che il totalitarismo non è altro che uno sviluppo possibile delle società liberali nelle quali viviamo. Nell'interpretazione di Arendt, quando crollano gli stati nazionali e tramontano le classi, emergono in primo piano le masse, insieme alla solitudine che circonda l'individuo. I regimi totalitari si rivolgono contemporaneamente a quella solitudine (per sostituire i reali rapporti sociali) e a quelle masse, che organizzano materialmente e ideologicamente. Così nascono i regimi incentrati su un leader carismatico, che fanno a meno di ogni garanzia nei confronti delle libertà individuali, di ogni rispetto per individui e gruppi sociali, che rendono normale la pratica della delazione, della tortura, della soppressione in massa di potenziali nemici e avversari, che aboliscono la distinzione fra vita pubblica e vita privata, che organizzano ogni aspetto dell'esperienza dei singoli. Il totalitarismo usa non la persuasione, ma la propaganda, che ritiene adeguata a muovere le masse; usa il terrore come sistema normale di governo; crea un capro espiatorio (gli ebrei, i capitalisti); crea il mito di un'unica volontà irrazionale dalla quale le masse si sentono espresse.

 

Il totalitarismo per Arendt non si pone dunque su un ramo deviato rispetto alla modernità colta, civile e avanzata, ma come una diretta emanazione di essa. La barbarie del totalitarismo non è un'eccezione o uno sbaglio, ma utilizza gli stessi mezzi del progresso, dell'Occidente che ha creato le masse istruite, numerose, sane e benestanti.

 

Nelle Origini della democrazia totalitaria (1952), Jacob Talmon interpreta il XVIII secolo come fonte della separazione fra democrazia liberale e democrazia totalitaria. Sono proprio il concetto di volontà generale teorizzato da Rousseau e la concezione di una società perfettamente omogenea i responsabili, secondo Talmon, dell'abbandono della considerazione delle libertà negative e dell'adozione di logiche collettive, astratte e dispotiche. Il Terrore durante la Rivoluzione francese è la prima applicazione di tali concezioni: per questo Talmon analizza a lungo il pensiero di Robespierre. La democrazia liberale è, per Talmon, quella disposta a rivedere continuamente le sue concezioni politiche, considerate come espedienti pragmatici escogitati dall'uomo, mentre la democrazia totalitaria si basa su una concezione assoluta della politica, che si considera anche come l'unica vera. Messianico, totalizzante, fiducioso nelle possibilità infinite che possiede la politica, il totalitarismo lavora a un progetto di armonia, giustizia, libertà, che considera unico e definitivo. Proprio per questo motivo arriva al risultato opposto.

 

Anche Karl Popper (1902-1994), in La società aperta e i suoi nemici (1945), aveva identificato la società aperta con un pensiero che procede per tentativi ed errori e la società chiusa con il pensiero che non si confronta mai con l'esperienza, da Platone in poi.

 

Un autore che ha utilizzato il concetto di totalitarismo è lo storico tedesco Ernst Nolte (1923): nei Tre volti del fascismo (1966), egli definisce in questi termini il nazionalsocialismo, mentre ricollega il fascismo italiano e la destra francese a una costellazione ideologica che va dal tradizionalismo al razzismo, molto diffusa in tutta l'Europa anche liberale. Secondo Nolte, e in Italia per Augusto Del Noce (1910-1989), il totalitarismo è non espressione possibile della modernità, come in Arendt, ma suo sviluppo necessario: il totalitarismo infatti è una religione laica, e riempie il posto lasciato nell'uomo e nella società dalla secolarizzazione. Il mondo moderno ha distinto potere e religione, vita sulla terra e fede nel trascendente, ha vuotato il cielo di fedi e ideali nei quali gli uomini credevano: quelle fedi e quegli ideali sono stati sostituiti da nuovi culti, da nuovi dei. Ecco allora la necessità dei totalitarismo, di politiche religiose e totalizzanti, con il culto del capo e della dottrina politica, con la permeazione di tutti gli aspetti della vita da parte dell'ideologia, la fede in un ordine nuovo da costruire per mezzo dell'azione politica condotta secondo principi giusti, il mito di un uomo nuovo espressione di una civiltà diversa rispetto all'attuale, la mobilitazione continua e totale di tutti i membri della società.

 

Il concetto di totalitarismo è stato accolto con diffidenza e circospezione dalla storiografia più legata al marxismo e alla sinistra, poiché non fa differenza fra regimi di destra e di sinistra, nati dal pensiero di Marx oppure dal razzismo, e in secondo luogo perché attribuisce scarsa importanza all'elemento classista sia nella nascita sia nel consenso che quei regimi incontrano; ma ormai è generalmente accettato nella terminologia e nell'interpretazione della storia contemporanea.

 

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