analogico_09 Inviato 3 Ottobre Inviato 3 Ottobre 10 ore fa, spersanti276 ha scritto: Manda, manda, che le aggiungo alle migliaia che ho nella mia cartella di 'Roma sparita' Mah.., le posto ma queste sale sparite intrise di emozioni di chissà quanti spettatori di più generazioni in numero incalcolabile avranno sognato nel buio attraversato dal raggio di luce cinematografico ridotte così fanno tristezza... C0minciamo con il cinema Alfieri, via Casilina confinante col Pigneto. Sala di prima visione, costava di più si andava poù spesso quando cominciavamo a guadagnare qualche soldino per vedere i film appena usciti da pellicoile ancora in buono stato. Trasformato in chiesa evangelica... tutto sommato gli mè andata di lusso. in confronto al cinema Impero Cinema Impero via dell'Acqua Bullicante era la sala più antica e grande di torpigattara a lungo aabbandonata nel degrado, negli ultimo anni restaurata la facciata, creati degli uffici e spazi funzionanti, recentemente abbattuta interamente la sale delle proiezioni per costruire al suo posto non so cosa. Cinema Avorio Pigneto cunema "pidocchoetto" popolare divenne cinema d'essais infine a luci rosse prima di chiudere definitivamente. Cinema Hollywood, Pigneto una sala molto grande trasformata in palestra Cinema Preneste, Pigneto via Alberto da Giussano (ricordo perlomeno un film tra i tanti, tantissimi visti in queste sale, mi limiterò tuttavia a ricordare il film che mi sconvolse in modo particolare al cinema Preneste: "Lo Specchiuo della vita" di Douglas Sirk" ai primi dei '60. Cinema Due Allori. Insieme all'Alfieri di prima visione, i due più cari ci andava anche per fare gli snob... Cinema Diamante, largo Preneste. L'unica sala trasformata in Spazio Diamante, una struttura multidisciplinare dedicata alle arti performative. Spettacoli, eventi Prima di chidere. La foto non è mia Cinema Aquila (Nuovo Cinema Aquila) p.zzale Prenestino , Pigneto. Una delle sale ppiù scrausen.., è stato chiuso a lungo, recuperato tornndo ad essere cinema.
analogico_09 Inviato 3 Ottobre Inviato 3 Ottobre Questo è un fuori zona, lo fotografai mentre giravo pe' Roma, è lo storico ingresso del cinema Moderno, sparito, vicino al Modernetto con entrate in piazza delle Repubblica.
analogico_09 Inviato 3 Ottobre Inviato 3 Ottobre 57 minuti fa, Fabio Cottatellucci ha scritto: Una delle caratteristiche pregevoli del locale era che, fino a metà dei '70, il pubblico commentava ad alta voce il film. Questo accadeva in tutti i cinema più scrausen specialmente di periferia. C'era lo lo spettacolo cinematografico e l0 spettacolo del pubblico, un po' quello che succedeva nei varietà o avanspettacolo tipo Volturno e Jovinelli come racconta Fellini nel dilm Roma. All'avorio, Pigneto, succedevano le peggio cosa.., a parte che noi regazzi bisognava difendeci dagli allupati della notte... si proiettavano spesso film dell'orrore di bassa lega e il pubblico esplodeva con le più sagaci e sarcastiche battute.., quando priettaronom la notte dei morti viventi, noi del so0lito gruppetto cinofili, all'inizio a fa casino dopo un po' tutti a saltare pewr aria nelle scene in cui gli zombi attaccavano la casa.- Oggi ci lasciano indifferenti ma prima, non eravamo ancora assuefatti al genere, benchè giovanottoni, ce mettevamo paura... Una sera all'Avorio in piena proiezione di un film horror sciapito, irrompe in sala un tizio colla canottiera bucata e una panza che sembrava un cocommero e tutta foce manda un annuncio che ci coglie tutti di sorpresa.., "A Mario, ma che razzo stai a f' qua dentro, esci fori te stamo aspettà ar bere per giocà a carttye"... tutti a ridere un botta di autentico tetro per rifarci della porcheria filmica che ci stavamo sorbendo....
neroacustico Inviato 4 Ottobre Inviato 4 Ottobre 11 ore fa, spersanti276 ha scritto: d'uopo noi le chiamavamo FRUSAJE, contento
spersanti276 Inviato 4 Ottobre Inviato 4 Ottobre 22 minuti fa, neroacustico ha scritto: noi le chiamavamo FRUSAJE, contento Girala ancora la frittata sennò si brucia.
neroacustico Inviato 4 Ottobre Inviato 4 Ottobre 55 minuti fa, spersanti276 ha scritto: Girala ancora la frittata sennò si brucia. insisti e resisti raggiungi e conquisti
analogico_09 Inviato 4 Ottobre Inviato 4 Ottobre Il 02/10/2026 at 14:35, Napoli ha scritto: Ciao su raiplay c'è questo documentario sui i cinema di quartiere della capitale. Visto, molto interessante specialmente credo per chi come il sottoscritto ha vissuto in diretta e intensamente quelle età dell'oro del cinema italiano, in termini di alta qualità dei nostri film e per la gran quantità di sale di vario tipo ed indirizzo qualitativo. Ad iniziare dalla fine dei '60, ho fatto un ripasso delle pià famose sale, cineclub, d'essais, etc, soprattutto loro che ci offirono la posssibilità di vedere, conposcere tutta una cimematografia internazionale, tra cui le vanguardie, il cinema sperimentale che nelle sale mainstream avremmo raramente o mai visto. Mi ho emozionato il momento del Filmstudio che seguivo costantemente dalla fine dei ''60 fino alla sua ultima e definitiva, triste, chiusura. Non sto a dire della grande quantità e varietà di film che ho avuto la possibilità di vedere. Dalla retrospettiva di un allorta sconosciuto Roger Corman, ai grandi film delle avanguardie frncesi ed europee degli anni '20 e 'e0, le avanguardie, cinema indipendente amaricani, etc. Alcuni cineclub non sono stati tuttavia citati, ad esempio il Grauco, al Pigneto, nel quale venivano proiettati per lo più i grandi film spagnoli, sudamericani, cinema novo brasiliano, Glauber Rocha etc. Il Labitino.., magnifica rassegna di Fritz Lang, Godard.., e altri piccoli tempi del grande cinema mondiale. Una buona, felice notizia, ho scoperto che è stato riaperto il leggendario Azzurro Scipioni in Prati creto e sempre gestito con grande passione dallo squisito signore, nonchè regista, produttore, gestore di alte qualità culturali che ha per nome Silvano Agosti. Andrò presto a vedere un film in progranmazine, forse NAZA.
analogico_09 Inviato 4 Ottobre Inviato 4 Ottobre A proposito di Silvano Agosti e il Modernetta all'Esedra, una sala che visse fasi alterne e a un certo punto dopo tanto patire e gioire nei '90 venne trasformata in essais, ho titrovato tra i miei tanti cimeli cinematografici, alcuni programmini di quelle fantastiche programmazioni "un giorno un film", cosa che wera in uso anche presso altre sale più scrausen che proiettavano pellicole di data incerta... quali il Farnese e L'Avorio, Nuovo Olimpia, etc. Ne possto qualcuno
analogico_09 Inviato 4 Ottobre Inviato 4 Ottobre Cercando nel web qualche dettaglio di carattere organuzzivo e temorale sulle reassegne Modernetta - la mia memoria va a decenni... - si è affaciato Ai Mode e mi ha lasciato un serie di informazioni non petite ma gradite, anche su Silvano Agosti, un leone indomito nella promozione e salvaguardia del cinema d'autore, tra cui il ricordo di una cosa molto simpatica che avevo dimenticato riguardando i tempi in cui la struttura divenne per metà a luci rosse, l condivido: Il contesto e la formula "Un giorno, un film" La programmazione "un giorno, un film" (o rassegne simili che cambiavano pellicola quotidianamente) era un tentativo eroico di resistenza culturale e di circuitazione dei film di qualità, spesso coordinato da esercenti coraggiosi o cineclub. • Il paradosso della cassiera: Uno degli aneddoti più celebri legati alla programmazione d'essai in questa sala riguarda il regista e distributore Silvano Agosti. Nei primi anni '80, non trovando sale disposte a proiettare il raffinato film Il pianeta azzurro di Franco Piavoli, decise di affittare proprio il Modernetta. La cassiera del cinema si trovò per giorni a dover chiedere agli spettatori all'ingresso la surreale domanda: «Porno o Pianeta azzurro?». Il film fu un successo clamoroso di pubblico, registrando incassi altissimi in un contesto totalmente inusuale. • La rassegna degli anni '90: Sulla scia di queste contaminazioni, negli anni '90 la sala alternò o riconvertì la programmazione inserendo formule lampo, dove film indipendenti, d'autore, o restaurati venivano proposti con una rotazione quotidiana velocissima ("un giorno, un film") per dare spazio a titoli che i grandi circuiti commerciali scartavano immediatamente. Cosa è successo dopo? Con la crisi delle sale del centro storico e il cambio delle abitudini di consumo, il Modernetta ha chiuso definitivamente i battenti. La sala maggiore adiacente, il cinema Moderno, è stata invece totalmente ristrutturata ed è oggi attiva come multisala sotto il nome di The Space Cinema Moderno Roma. [una multisala] Le risposte dell'AI potrebbero contenere errori. Scopri di più p. s. - ho scoperto alla luce delle mie memorie che AI non ha commesso nessun errore.
neroacustico Inviato 4 Ottobre Inviato 4 Ottobre per tutti (meno che a uno) Cine popolari (in purezza), Il famoso cinema Oriente. Claudi Baglioni in una canzone del 1972 cantava: Libertà mia sola amica, quando avevo tutto e niente, e credevo che la gente, fosse tutta amica mia, un pomeriggio al cine Oriente, e la notte da Maria” . (dalla rete). il vicino oratorio e cinema della Parrocchia di S. Giustino. (dalla rete). L'ingresso è (era) a destra nell'immagine ma non si vede Il Broadway Il California (adesso è una palestra) 1
djansia Inviato 7 Ottobre Inviato 7 Ottobre Come cinema parrocchiale noi bimbi si andava alla Natività di Via Gallia a Roma. Ogni domenica una festa: che meraviglia. In basso a destra si può vedere la mezza saracinesca della biglietteria.
djansia Inviato 7 Ottobre Inviato 7 Ottobre Il 03/10/2026 at 19:59, spersanti276 ha scritto: Sono del 1953 e tu non sei romano 😄😄 1
djansia Inviato 7 Ottobre Inviato 7 Ottobre L'azzurro Scipioni aveva un paio di sale dove aveva montato vecchie poltrone di aeroplano, qualcosa di geniale: primi esempi di economia circolare. Un giorno arrivammo con largo anticipo per una proiezione e Agosti ci disse "Pevché non andate a vedeve un po' di Cantevbuvy?"... Così, aggratisse... Catzo Roma voleva bene al cinema. Un cinema circolare pure issu...
neroacustico Inviato 7 Ottobre Inviato 7 Ottobre un artigiano coi fiocchi che lavorava a cinecittà al tempo dei peplum romani aveva in giardino messi ad asciugare fantastici elmi romani quelli con cresta a spazzola e quelli senza. Armature corazza in cuoio, alamari, borchie di tutti i tipi di metallo vero (rame o bronzo tutti martellati a mano e fusi) gladi, scudi, armature in rete ad anelli. Cinturoni, calzari alla schiava ... costruiva tutto lui. uno spettacolo nello spettacolo (ricordo robe di questo genere)
Messaggi raccomandati
Crea un account o accedi per lasciare un commento
Devi essere un membro per lasciare un commento
Crea un account
Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!
Registra un nuovo accountAccedi
Sei già registrato? Accedi qui.
Accedi Ora