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Melius Club

L'ultimo film che avete visto, al cinema, in casa, dove volete...


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Perfect blue

Di Kon Satoshi, dopo circa 27 anni è stato restaurato e rilanciato con ottimo successo, tanto che possiamo considerarlo uno dei film del momento.

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Definito semplicisticamente come primo psico-thriller in formato cartoni animati, ha uno sviluppo tra Dario Argento e David Lynch - lo dico solo per chiarire di cosa si parla non perché ci siano evidenti debiti di Satoshi nei confronti di altri, leggo anzi (ma non mi è chiara la tempistica) che Lynch sarebbe stato influenzato da Satoshi piuttosto che il contrario.

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Di sicuro Satoshi è l'anti-Miyazaki per eccellenza, favolistico ed inguaribilmente romantico il secondo, ruvido ed incline al noir il primo.

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Confesso di avere rispolverato la vecchia versione pre-restauro del film, che pure avevo già visto tanti anni fa da non averne ormai quasi più memoria, non so quindi se mi sono perso qualcosa per quanto riguarda la qualità (non sembrerebbe il tipo di disegno che trae vantaggio dall' alta risoluzione) ma almeno per le mie capacità di concentrazione avere la possibilità di vederlo due volte (tempo permettendo) da la possibilità di scoprire qualche particolare in più.

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Raccomandato agli appassionati del cinema per sé stesso, a coloro per i quali gli anime non sono necessariamente storie di guerrieri tra f.s. e fantasy, agli amanti dei gialli un po' contorti con scene fuorvianti per cui ti stai sempre a chiedere se ciò che hai appena visto si suppone essere, dal punto di vista della protagonista, sogno, allucinazione, fantasia o realtà.

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Chi nel cinema cercasse messaggi sociali / culturali / politici si potrà tranquillamente astenere.

 

"Civil war" di Alex Garland.

una riflessione critica su certo fotogiornalismo "d'assalto" che, pur partendo dall'idea di documentare la tragicità di certi eventi, finisce a volte per essere un po' voyeuristico verso gli stessi; e la critica si estende presto a noi stessi spettatori di quelle immagini. dov'è il confine fra documento e compiacimento ?

l'ipotizzata guerra civile statunitense, contrariamente a ciò che avevo creduto dal trailer, non è il tema centrale, tutto sommato non è nemmeno trattata (non sono esposti motivazioni e pregresso, non si sa nemmeno quali siano gli schieramenti con esattezza, e in fondo non importa davvero), ma è un'ottima e necessaria trovata per metterci di fronte a noi stessi più duramente: puoi trovare qualche attenuante, forse, quando certe cose accadono a migliaia di km da te senza un impatto diretto sulla tua vita, ma come ti comporterai quando queste cose avverranno a "casa tua" ?

e poi c'è l'esposizione di ciò a cui può portare una simile situazione: chi non sa contro chi spara, ma quello spara a me e quindi io sparo a lui; chi ammazza senza una vera motivazione che non sia un pretesto camuffato da ideale. in generale, violenza senza quasi che se ne sappia il perchè.

bella sceneggiatura, bel montaggio; Kirsten Dunst un po' monoespressione, ma devo dire che è un'attrice che personalmente non amo e verso cui posso essere un po' prevenuto. meglio, a mio avviso, gli altri attori.

lo raccomando, anche molto.

  • Melius 1

e poi, in rapida successione e con repentino cambio di genere e atmosfere: "Cattiverie a domicilio" di Thea Sharrock.

commedia inglese, non ho capito se tratta da una storia vera o meno.

davvero ottima Olivia Colman, con un'agilissima mimica facciale che le consente di passare in un istante dall'espressione di uno stato d'animo (e di un pensiero) a uno completamente diverso, come richiede il ruolo, mantenendo perfetta credibilità.

Spall e Buckley un po' sopra le righe: interpretazione più 'facile' e forzata e che mantiene i loro personaggi entro i limiti dello stereotipo.

me l'aspettavo molto più divertente.

qualche giusta riflessione sulle discrmininazioni di genere, con un messaggio smaccato su cui non entro perchè rischierei spoiler anche senza dare dettagli (alla fin fine, è una sorta di giallo, sebbene umoristico).

carino, "una simpatica serata" (come diceva non so quale critico anni fa), ma niente di più, a mio avviso.

21 minuti fa, daniele_g ha scritto:

Kirsten Dunst un po' monoespressione, ma devo dire che è un'attrice che personalmente non amo

Concordo, e aggiungo: uno dei visi più antipatici dello schermo.

Ma può anche darsi che sia colpa dei (pochi) ruoli che le affidano.

@daniele_g La guerra civile era il tema, volutamente poi il regista ha evitato di raccontare la storia e la genesi di questa guerra, anche se fra le righe si capisce benissimo. Il sottotema era invece la fotografia, le foto come spari, la fotografa che sceglie come tagliare la scena, a cosa dare risalto, la profondità di campo come scelta, il mirino dalla Nikon come il mirino del fucile…

  • Melius 1

"Fino all'ultimo respiro "  J.L.Godard (1960). 

Assolutamente deludente, unico motivo di interesse una bellissima Jean Seberg agli inizi della sua carriera. E' pur vero che questo film, più di altri, andrebbe valutato nel suo contesto storico.

Visto su Mubi

  • Sad 1

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