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Schumann pianistico


Iohannes
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Mi attivo per riavviare una bella discussione partita dal Carnaval di Schumann, che però ha spaziato fino a toccare molti pezzo pianistici di Schumann. Propongo un'interpretazione impressionante di Samson Francois, pianista che forse è un po' troppo tra i grandi in incognito, e che invece, per la personalità di interprete, meriterebbe di essere citato più spesso:

La 9 variazione è forse il vertice emotivo del pezzo: Francois la rende in moto toccante, traboccando di dolore e terminando nella mestizia...la sinistra, a mo' di tremolo, appare diafana, evanescente...la melodia della destra si staglia come in un bassorilievo, si articola come la voce di un personaggio del melodramma. Una meraviglia.

Un saluto a tutti,

Angelo

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Grazie per avere riproposto il topic schumanniano che, incentivato da @Grancolauro, avevo aperto sul Carnaval!

Nella discussione avevamo cominciato a spaziare su tutto lo Schumann pianistico e sulle diverse interpretazioni.

Ecco, continuo segnalando la bellezza delle Introduzione e Allegro op. 92 e 134.

Splendore totale:

 

 

 

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Trovo Schumann veramente difficile:  languore e ferocia,  come si diceva nel precedente 3d,  un linguaggio spesso mutevole e "ansioso",  che spesso faccio fatica a seguire, ma.... di una genialità assoluta !!

Io ho scoperto da poco questo splendido concerto di Sokolov,  con le 4 fughe Op.72 e Bunte Blatter Op. 99, eseguiti nella prima parte.

Direi stratosferico:  questo concerto mi ha fatto venire voglia di riavvicinarmi a Schumann 😍

 

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A proposito...

Nell'album della gioventù Op.68 ci sono delle piccole perle,  dei gioielli nascosti dietro una semplicità tecnica che però mette a nudo tutta la propria interiore espressività.  Per esempio il n° 30,  che ho trovato su youtube in questa versione "anomima" (diciamo così) ma che a me pare abbastanza ben riuscita.... anzi,  in alcuni punti riuscitissima...

Ma questa brevissima composizione potrebbe mettere alla prova ben più di un pianista ... 😉

 

 

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Riallacciandomi allo Schumann pianistico 'minore', nel senso di autore di piccoli pezzi 'facili', consiglio, per chi già non l'avesse, un bellissimo disco inciso dal tardo Horowitz con le Scene infantili:

Horowitz talvolta mi sembra come il Fanciullino di Pascoli: sa seguire la voce interiore del fanciullo che ha dentro e conosce le cose con la sua immaginazione e la sua sensibilità.

Un saluto a tutti,

Angelo

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Grancolauro

@maverick @Iohannes Avete ragione entrambi: sono meravigliosi le Scene infantili di Horowitz, mostrano quel lato "fanciullesco" di questo inimitabile pianista che lo ha accompagnato per tutta la carriera. Il suo lato più bello.

Tornando agli Studi sinfonici, volevo chiedere a voi e a tutti cosa pensate dell'interpretazione di Pogorelich. Io ho sempre avuto reazioni contrastati. Da "piccolo" quell'incisione non mi piaceva per niente. La trovato eccentrica, inutilmente ostantata. I tema e il secondo studio suonati in modo così lento e "pesante" mi facevano arrabbiare, così come molti particolari un po' vezzosi, sopra lerighe, che compaiono qua e là. Ascoltando quel disco mi veniva da prenderlo gettarlo dalla finestra, tanto Pogolerich faceva di tutto per irritarmi nel pronfodo 😂.

Mi è poi capitato di recente di ascoltare il disco della DG, quello che contiene anche l'op. 111 di Beethoven,  e invece mi è piaciuto molto, nella sua originalità. Già allora Pogorelich aveva un gusto per la ricerca del tibro "giusto" molto raffinato, un'attenzione e una fedeltà alla partitura sconosciuta ai più, e in aggiunta molti studi mi sembrano oggi molto schumaniani, intimamente schumaniani, al contrario di quello che pensavo anni fa. Insomma, ho le idee un po' confuse...

Voi che ne pensate?

Ecco una versione trovata su YouTube

 

 

 

 

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@Gingobiloba  Intendi la Fughetta eseguita da Sokolov? Per quanto riguarda le registrazioni, di Sokolov non ci sono registrazioni: chissà che non compaiano in futuro.

Io però ho i pezzi dell'op. 32 eseguiti splendidamente da Emil Gilels (un live) , e anche una registrazione di Jorg Demus.

@Grancolauro A me gli Studi sinfonici di Pogorelich (mentre mi piace meno l'op. 111) sono sempre molto piaciuti: in alcuni, quelli rapidi, raggiunge una combinazione di brillantezza di suono, precisione, chiarezza davvero impressionanti...Il Pogorelich anni '80-'90 mi ha sempre dato l'idea di avere un controllo impressionante delle sonorità che mostrava anche con soluzioni eccentriche. Il paradosso per me sono le Valses di Ravel: quello che fa è incredibile...ma secondo me Ravel andrebbe suonato diversamente.

Un saluto a tutti,

Angelo

 

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