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Il 25 Novembre The Beatles Get back!


claravox
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Ecco i nostri eroi con una cover fantastica di un brano di Meredith Willson. 

Nell'album (With the Beatles, il secondo) George alla chitarra classica (corde nylon) e John alla Gibson j160e (corde in acciaio) una delle sue preferite, alla ritmica.

Niente di trascendentale (il brano non √® loro) ma l'esecuzione √® perfetta, il mood, l'arrangiamento, gli accordi jazzati e la scelta delle sottolineature di George; Paul canta come se l'avesse scritta lui (infatti √® nelle sue 'corde') e pi√Ļ volte, negli anni, ha detto che amava questo brano.

 

.

...ma dal vivo, ovviamente, con Gretsch e Rickenbaker 325:

 

.

E qui una chicca per appassionati fulminati per le chitarre, ancora Gretsch Country Gentleman e Gibson j160e.

Bravissimi i due chitarristi, una replica perfetta.

Madre mia che timbro la Gretsch!

 

  • Melius 1
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4 ore fa, dago ha scritto:

tra l'altro tanti, tanti anni fa uscì un film "Let it be" che riguardava lo stesso periodo e contesto... nulla a che fare con quello di cui si parla, I presume

Niente a che vedere, due opere diverse.

Get Back è difficile e complesso, non è una passeggiata come Let It Be.

A parte non riuscire neanche a immaginare l'opera di recupero, visione, scelta, restauro e via dicendo dell'intera operazione, qui ci si trova (o almeno mi sono trovato) di fronte a una "cosa" così lontana dal commerciale, propagandistico, autoreferenziale, marchettaro o distante dalla musica e gli uomini Beatles, collaboratori, mogli, figli, mariti, amici e via dicendo. Avrebbero potuto diluire o meglio filtrare la presenza della Ono e invece te la becchi tutta. Probabilmente la sua figura sarà rivalutata da tanti beatlesiani, forse grazie a lei Lennon era ancora li.

Ci sono musica, fare musica, inciderla e rompersi anche i piccoli tuberi commestibili dal sapore dolciastro di tutto questo. Ci sono i Beatles che non c'erano gi√† pi√Ļ, gi√† separati ma stranamente intestarditi nel voler concludere un progetto comunque nuovo e diverso.

Sono appassionato poi di documentari "making of" di album celebri o meno, ma Get Back non lo è affatto. Il disco poi, se non ricordo male, fu anche sfanculato dai quattro perché non poteva accontentarli la qualità artistica finale al punto in cui erano giunti e lo salvò Spector (altro genio).

Harrison (sinceramente ho pianto con¬†Living in the Material World e l'ho anche conosciuto meglio, immagino) e Ringo sono certamente due ottimi musicisti, chi lo discute questo e chi discute che fossero anime dei Beatles? Ma Lennon/McCartney era ed √® stato il compositore. Probabilmente il pi√Ļ geniale e prolifico¬† tra i compositori dei compositori musicali: uno come Lennon/McCartney non credo sia mai pi√Ļ esistito. Ditemene uno che si avvicina a questo Lennon/McCartney ...

Comunque, non si può spoilerare ed un lavoro che credevo di riuscire a guardare in tre giorni, ma dopo averlo effettivamente fatto mi ha spesso annoiato ... prendetevi del tempo, rivedetelo a piccole dosi ... ve lo dice uno che non è un fan sfegatato (non lo sono per nessun gruppo o musicista che adoro in realtà).

Questo Get Back è anche cinema, forse non voluto ... un incidente cinematografico: può andar bene cosi?

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18 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Anche qui.., i "personaggi" costruiti a tavolino.., la musica √® tutto un altro mondo a parte...¬† altro discorso, altra esperienza pi√Ļ intima e personale, meno pubblicitaria, modaiola, gossippara.., la musica appartiene alla dimensione psichica dell'"essere"; l'immagine industriale-marketing al mondo pi√Ļ esteriore e occasionale dell'"avere"... dove non pu√≤ esserci l'avere se manca l'essere.., mentre invece si pu√≤ essere pur senza avere... non so se mi sono capito... ūüėĄ

@analogico_09 no, ma non importa ( limite mio)

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21 ore fa, landmarq ha scritto:

Ma poi può esserci troppo marketing e troppo poca musica in un'opera prettamente musicale di (leggo) 508 minuti?!?

 

 

508 otto minuti di musica "spezzettata" che fa da cornice alle mossette esibite dei vezzosi baronetti. Non mi è parso vedere ed ascoltare il PRETTAMENTE musicale, bensì il prettamente auto/referenziale in una sorta di progetto propagandistico destinato a creare il "culto" delle personalità. 

 

Ho visto il docu: una sola immagine "guida" ripetuta all'infinito senza "variazioni" sostanziali che le differenzino tra di loro. 
Del gossip e di come si costruiscono propagandisticamente i divi(nità) , attraverso il potente strumento del cinema, mi importa assai poco; potrei tuttavia reggere una visione di una decina di minuti nel quali vengono concentrati  tutti i restanti, bulimici, 508.

Tutto visto e stravisto, inquadrature tecniche di ripresa diverse ma stesse situazioni, una sola "morale della favola".
E' stato eseguito un grande lavoro di montaggio, questo si, ma non c'è una regia vera e propria, non nel senso estetico pieno, "storico", del termine; potremmo semmai parlare di "supervisione" e scelta dei vari pezzi di girato da incollare.

 

Rispetto i diversi, opposti punti di vista, magari sono io quello che ci vede "doppio".., ma tantìè.., qualche straccio di argomento, di motivazione a supporto delle mie opinioni ho cercato di calarli..,ciascuno è libero ed iperlegittimato, pleonastico ricordarlo, a scendere le carte che ha nel suo mazzo... E' questo è il bello del gioco.., la varietà delle scese... Il gioco fatto con le carte uniche porta al ristagno, alla noia.

¬†ūüôā

 

 

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8 ore fa, bost ha scritto:
Il 11/12/2021 at 19:05, analogico_09 ha scritto:

... non pu√≤ esserci l'avere se manca l'essere.., mentre invece si pu√≤ essere pur senza avere... non so se mi sono capito... ūüėĄ

 

no, ma non importa ( limite mio)

 

Non ci sono "limiti", solo opinioni diverse.

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Buongiorno a tutti.

Vorrei approfittare di questo thread per togliermi una curiosità che mi assilla da quasi 60 anni.

Premesso che non sono un esperto, anzi, sono di quelli che dicono: "questo mi piace, questo non mi piace" indipendentemente dal fatto che l'artista possa essere Claudio Villa oppure i Pink Floyd, vorrei che qualcuno mi spiegasse la ricorrente affermazione: " ... poi arrivarono i Beatles e niente fu come prima."

I Beatles arrivarono in Italia nel 1963 (avevo 19 anni), mi piacevano ed ho ancora quasi tutti i loro dischi (prevalentemente 45 giri), ma io già da 7/8 anni ascoltavo ed ho i dischi, Little Richard, Roy Orbison, Elvis Presley, Everly Brothers, Fat Domino, Johnny Cash, Chuck Berry, Jerry Lee Lewis ecc.

Cosa portarono i Beatles di così nuovo e rivoluzionario che giustifichi quell'affermazione?

Grazie a chi mi vorrà rispondere.

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Beh, fra i tanti motivi ne cito uno solo. Prima di Sgt. Pepper's (che non √® il miglior disco dei Beatles IMHO) fare un disco era essenzialmente registrare una band che suonava. In quel disco, le tecniche di registrazione e mixaggio assunsero un peso tale da diventare uno vero strumento musicale e artistico aggiunto, tanto che il risultato non sarebbe pi√Ļ stato riproducibile allo stesso modo dal vivo. Oggi sembra una banalit√†, all'epoca fu una rivoluzione copernicana che cambi√≤ la maniera di fare musica. Come per tutte le altre innovazioni portate avanti dai Beatles (molte anche a livello formale/compositivo), forse non furono i primissimi a livello assoluto ma, grazie alla loro popolarit√†, l'influenza di queste scelte sulla scena musicale mondiale fu travolgente.

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3 ore fa, vizegraf ha scritto:

I Beatles arrivarono in Italia nel 1963 (avevo 19 anni), mi piacevano ed ho ancora quasi tutti i loro dischi (prevalentemente 45 giri), ma io già da 7/8 anni ascoltavo ed ho i dischi, Little Richard, Roy Orbison, Elvis Presley, Everly Brothers, Fat Domino, Johnny Cash, Chuck Berry, Jerry Lee Lewis ecc.

@vizegraf

3 ore fa, vizegraf ha scritto:

 

@rebus vize, provo a rispondere io. ecco avevi  GIA' 19 anni,  forse per te I Beatles sono arrivati tardi, io ne avevo 10...avevi già i tuoi eroi...rebus, il motivo da te citato è uno importante si, ma noi all'epoca il Sergente non sapevamo neanche cos'era, ma i Beatles erano tutto...

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@bost

Si, devo onestamente riconoscere che il pregresso sia condizionante, tuttavia continuo a non rendermi conto di quale sia la ventata rivoluzionaria portata dai Quattro e quanto al motivo illustrato da¬†@rebus mi sembra pi√Ļ legato ad un progresso tecnologico che non ad una innovazione artistica.

Ringrazio comunque entrambi.

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9 ore fa, vizegraf ha scritto:

I Beatles arrivarono in Italia nel 1963 (avevo 19 anni)....

Cosa portarono i Beatles di così nuovo e rivoluzionario che giustifichi quell'affermazione?

Grazie a chi mi vorrà rispondere.

 

 

Io avevo 15 anni, li ascoltai la prima volta dalla TV, quando non era ancora arrivato in Italia il primo EP... Twist and shout, brano interpretato nel 1962 dal trio di colore The Isley Brothers (che non avranno fatto i soldi dei loro colleghi inglesi...), ecc, il quale, nonostante esistesse gi√† ci apparve, grazie alle nostre limitate conoscenze e a quello che di pi√Ļ promuoveva il mercato discografico.., rivoluzionario. Era quel "tocco" musicale particolare, le voci, i "coretti".., vado veloce..,¬† che lo faceva apparire diverso dall'originale che tuttavia pochissimi conoscevano, perlomeno da noi, in Eusropa, non c'erano tidal e youtube...


Detto molto riassuntivamente, solo un abbozzo.., ce ne sarebbe da approfondire, I Beatles non hanno "inventato" nulla di nuovo dal nulla. Come capita spesso nell'arte che copia da se stessa per rinnovars, sono stati però capaci di creare delle sintesi canzonistiche molto interessanti e stimolanti, seducenti.., attingendo alle varie forme di musica afroamericana, popolare nord europea, orientale, indiana, esotica, spirituale, celtica, anglosassone.., alle canzoni e ballate del medioevo e del rinascimento, alla musica classica barocca e romantica... al rock and roll, r & b, spiritual, gospel, ecc (vabbè.., senza la musica afroamericana tutta la musica mondiale del '900 avrebbe preso tutt'altro corso...) dalla presistente musica rock, pop, da forme di musica leggera e "classica contemporanea"... ecc, ecc...

Tutte queste mescolanze realizzate con una impronta linguistico-musicale molto originale, inconfondibile,¬† senza tralasciare l'aspetto "visivo", di costume, di societ√†, di "politica", di "protesta" pi√Ļ che altro "formale", non erano degli iconosclasti come altri gruppi rock/pop....., insomma piacquero molto alla gente quelle combinazioni che mettevano insieme lo spiritual "negro" con le ballate scozzesi.., per dire.., il violoncello romantico e il "corno francese" baroccheggiante conquistando anche le successive generazioni di ascoltatroie e fan, fino ad oggi.., forse oggi un po' meno. A me, e a quelli come me, tantissimi giovani e non, piacevano molto quelle canzoni e ballate anche perch√® ci sentivo riecheggiare le mie musiche privilegiate: il jazz, la classica, varie forme di musica popolare, la "word music" come la chiamiamo oggi, ecc...

Già negli anni '70 e/o '80 le canzoni dei B, molte davvero epocali, entrarono nelle sale da concerto, nei tempi "sacri" della musica classica, una vera rarità ai tempi.., canzoni interpretate d cantanti d'opera con la voce impostata.., con esiti per me "discutibili".., ma fu fenomeno molto importante una svolta dalla quale ebbe inizio, forse non solo partendo dai Beatles, l'apertura del riservatissimo e spesso chiuso e snob mondo della classica ad altre forme musicali, popolari. L'apertura al jazz, e l'apertura del jazz verso la classica, erano iniziate prima.., tanto per la cronaca.

Sono cose come dicevo scritte alla 'mpressa e alla stretta...¬† √® la foglia, larga la via dite la vostra che ho detto la mia... ūüėĄ ūüėČ

 

 

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7 ore fa, vizegraf ha scritto:

quanto al motivo illustrato da¬†@rebus mi sembra pi√Ļ legato ad un progresso tecnologico che non ad una innovazione artistica.

Non lo minimizzerei così: la tecnologia è una cosa, l'uso che se ne fa un'altro. Il passaggio da fare canzoni a fare dischi è stato epocale, e i Beatles sono stati tra i primi a rendersene conto. Lo scarto tecnico che si creò tra i Beatles e le altre band da Revolver in poi, e fino all'avvento di altre band sperimentali come ad esempio i Pink Floyd, fu notevole (vero anche che i baronetti avevano ampi mezzi a loro disposizione grazie all'enorme popolarità).

Per dire, nel 1966 sono usciti grandissimi dischi come Blonde on blonde, Aftermath, Pet sounds, ma probabilmente nessuno innovativo come Revolver. Forse l'esordio di Zappa, che per√≤ non seppe mai diventare "nazionalpopolare". Ecco, anche questo non √® secondario: i Beatles seppero sperimentare senza mai perdere la chiave per arrivare al grande pubblico. Un equilibrio delicatissimo. Poi per carit√†, Elvis, Little Richard, Cash e altri furono rivoluzionari anche loro,¬†ma in altri tempi e con altri modi, bisogna sempre contestualizzare. Dire che niente fu pi√Ļ come prima si pu√≤ tranquillamente affermare anche parlando di Presley.

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Il 12/12/2021 at 21:54, analogico_09 ha scritto:

508 otto minuti di musica "spezzettata" che fa da cornice alle mossette esibite dei vezzosi baronetti. Non mi è parso vedere ed ascoltare il PRETTAMENTE musicale, bensì il prettamente auto/referenziale in una sorta di progetto propagandistico destinato a creare il "culto" delle personalità.

Peppe, abbi pazienza, ma credi davvero che i Beatles, in quanto entit√† ormai da tempo consegnata alla storia e all'Olimpo della musica moderna, abbiano ancora bisogno di codesti mezzucci per stare dove stanno e dove staranno molto a lungo? Prendiamo il film per quello che √®, non un progetto scritto e girato appositamente "in tempo reale" (il nostro) e che quindi nasconde una progettualit√† studiata a tavolino, ma semplicemente un documento storico realizzato da un regista con nome, cognome e una certa fama alle spalle che ha messo ordine, a suo gusto, in 60 ore di girato ricoperto dalla polvere e ovviamente spezzettato su una band che, in quel momento, era gi√† all'apice della fama e non aveva certamente bisogno di marchette. E non sar√† certo il signor Jackson a creare un culto che gi√† esiste da decenni. Ha riportato alla luce solo il passo d'addio della band pi√Ļ famosa del pianeta, che per√≤ erano anche quattro amici non ancora trentenni che, nonostante la fine incombente (o forse proprio per quello), trovarono il modo di divertirsi un'ultima volta insieme con i loro strumenti.

Il resto è storia, ma lo è già da un bel pezzo.

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9 ore fa, landmarq ha scritto:

Peppe, abbi pazienza, ma credi davvero che i Beatles, in quanto entità ormai da tempo consegnata alla storia e all'Olimpo della musica moderna,abbiano ancora bisogno di codesti mezzucci per stare dove stanno e dove staranno molto a lungo?

 

 

La colpa, Marcello, non √® dei Beatles, perlomeno non ora che non ci sono pi√Ļ, come gruppo..

Non sono "mezzucci", tutt'altro, sono i grandi e potenti strumenti marketing della persuazione finalizzata a vendere il prodotto col quale l'industria ha già straguadagnato a livelli vertiginosi durante il corso di circa mezzo secolo e non si ritirnr paga. Fosse la nostra un'epoca creativa, molto produttiva di opere straordinarie, come succedeva una volta.., tutte le energie produttive, promozionali, ecc, di concentrerebbero sul nuovo che viene creato.., i Beatles, i LZ, I PF, verrebbero non dimenticati ma certamente non riportati così sui palcoscenici commerciale e mediatici frutto di raschiamento del barile già oltremodo sfruttato...

 

Legittimo, guadagni meritati, ma a me, personalmente, questa logica della speculazione infinita della musica non piace.., ho sempre amato i Beatles e seguiter√≤ ad amarli grazie alla loro musica.., e se vedo pi√Ļ del necessario, biulimicamente, come bulimiche sono le immagini di ben 508 minuti di documentario, le loro faccette atte a fare le "mossette", finisce che mi passa pure la voglia di ascoltarla... E' un paradosso.., capisco anche che la mia sia una posizione intransigente e radicale, ma tant'√®.., a ciascuno il suo ed io penso che in un'epoca di fatue spensieratezze tutte look, apparenza, apparire, consumare, collezionare feticisticamente, di take away.., di scarsa sostanza autenticamente creativa, inventiva, dove il poco di buono spesso bisogna recuperarlo dalle cose gi√† create.., a volte manco lavate bene con perlana.., parlo del rock, del jazz, e altre musiche popolari, non scritte.., cosa che afflgge anche la musica "colta",¬† un po' di quella autenticit√† creativistica perduta bisognerebbe recuperarla.., con un pizzico di rigore in pi√Ļ, ch√® il lassismo non sta affatto premiando la nostra contemporaneit√† sul piano estetico-culturale, artistico. Ovviamente senza fare di tutta l'erba un fascio, le buone eccezioni ci sono, ma sono minoritarie e confermano la regola.¬†

Il mito, il culto del divismo oramai è stato fatto, anche quello dei Beatles, è già storia, è stato già fatto anche a suon di  "immagini" simili a quelle che vediamo nell'ultimo documentario che sembrano nuove ma, come divevo nell'altro post, odorano di naftalina...  Sarebbe ora di togliere finalmente il superfluo e ritornare dritti e sicuri verso la musica.

Parliamo della musica dei Beatles, delle loro canzoni.., della loro estetica.., la musica è l'arte dei suoni, non delle immagini.., vive di vita propria, con o senza immagini. Lo si potrà fare qui oppure aprendo un altro topic? Se qualcuno lo apre, io mi sono "impigrito".., ci starei a contribuire.

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@analogico_09¬† Non ho mai amato l'aut aut, il "perch√© si fa ancora questo e invece non si fa quell'altro", specie in un mondo dove esiste tutto e per tutti i gusti, e teoricamente ognuno potrebbe praticare le proprie strade lasciando liberi gli altri di fare ci√≤ che credono. Vuoi parlare di musica? Parla di musica. Cos'√®, nel tuo mondo ideale bisognerebbe impedire la pubblicazione di quanto si trova in archivio perch√© gi√† trito e ritrito o perch√© fa guadagnere qualcuno e ci√≤ ovviamente √® male, come se non fossimo abbastanza adulti e vaccinati (forse non tutti) per valutare se e cosa acquistare? Perch√© √® giusto accettare il raschio del barile quando corrisponde ai nostri gusti (Coltrane) e disprezzare quello che invece pu√≤ piacere e interessare ad altri? Avr√† reso pi√Ļ persone felici il live di Coltrane o Get back? O sono tutti plagiati? A ognuno il suo, mi verrebbe da dire, perch√© primo uno non √® obbligato a comprare, secondo, sar√† anche strano, pu√≤ trovare significativo ed appagante ci√≤ che ottiene in cambio del proprio denaro, affettivamente, musicalmente, esteticamente, nostalgicamente etc., mossette comprese. E' tanto difficile accettare la libert√† di poter scegliere? L'uscita di Get Back √® una possibilit√† in pi√Ļ (non in meno) di "capire" per tantissimi, anche di domani, l'ho gi√† detto, che non hanno il nostro vissuto e potrebbero trarre le loro conclusioni personali senza che il Comitato Centrale abbia deciso cosa il popolo pu√≤ o non pu√≤ guardare.

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52 minuti fa, landmarq ha scritto:

Non ho mai amato l'aut aut

 

 

Non ho mai parlato di aut aut nè delle altre fantasiosità di cui ai tuoi fraintendimenti con i quali chiudi ogni possibilità di confronto costruttivo. Il mio è solo un invito a parlare di musica, un suggerimento, ho anche parlato del documenmtario in maniera critica e a quanto pare sei tu che non accetti i pareri diversi dai tuoi, quindi ciò che vorresti attribuire a me è in realtà da rimandare al mittente.

Ho scritto a chiare lettere, pi√Ļ di una volta, che ci√≤ che scrivo √®, giusto o sbagliato, - non mi arrogo il diritto di possedere la verit√† in tasca - frutto del mio personale modo di intendere il documentario, per quel che secondo me lo stesso "significa", insieme ad altre analoghe forme di "promozione" del "prodotto" musicale, senza tralasciare gli aspetti strettamente musical ed altri correlati pertinentemente al tema.., non amo le rigidit√† tematiche, concettuali, il "senso unico" mentale, dove in tutto questo, ci√≤ nonostante, l'ho chiaramente scritto, lo ribadisco, non manco di rispettare il legittimo pensiero diverso dal mio e la libert√† di scelta di tutti. Ci mancherrebbe altro.

Ti invito a rileggere i miei messaggi senza prevenzioni ideologiche.

Grazie e buona gionata, Marcello.

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Il 12/12/2021 at 21:54, analogico_09 ha scritto:

Rispetto i diversi, opposti punti di vista, magari sono io quello che ci vede "doppio".., ma tantìè.., qualche straccio di argomento, di motivazione a supporto delle mie opinioni ho cercato di calarli..,ciascuno è libero ed iperlegittimato, pleonastico ricordarlo, a scendere le carte che ha nel suo mazzo... E' questo è il bello del gioco.., la varietà delle scese... Il gioco fatto con le carte uniche porta al ristagno, alla noia.

 



"Devo" quotare me stesso , chiedo venia ma è a scanso di equivoci e fraintendimenti.

 

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