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Le differenze: non le sento, ergo, non esistono.


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21 ore fa, Grancolauro ha scritto:

direi semplicemente che alla Scala in effetti si sente male,

esatto: Alla Scala si sente male (in palco e in loggione, che in platea si sente molto meglio): RT60 troppo basso, acustina da sala IMAX...  Ma da buon audiofilo qualcuno vive di luogo comuni tipo che "la scala e' sempre la scala" (come diceva pozzetto "il treno e' sempre il treno" 🙂 🙂 🙂 🙂 )

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2 ore fa, alexis ha scritto:

Scusate tanto… ma trovo che il suono alla scala sia superbo, il parlato è eccezionale, come ci si aspetta da un teatro dedicato alla lirica, tipicamente a ferro di cavallo.

devi distinguere il palco dalla platea: la platea e' per i i ricchi e li si sente bene

 

Ecco una lettura interessa del prof. Farina

Le conclusioni coincido piu' o meno con la mia esperienza diretta (alla Scala ci vedo 3 o 4 volte l' anno da 40 anni circa)

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3 ore fa, alexis ha scritto:

Scusate tanto… ma trovo che il suono alla scala sia superbo, il parlato è eccezionale, come ci si aspetta da un teatro dedicato alla lirica, tipicamente a ferro di cavallo.

ecco per l‘orchestra manca un po‘ di botta, suono in filo asciutto..

L'importante si chiarisce bene per che cosa buono e per che cosa meno buono... La Scala ha la funzione primaria di ospittare opere liriche.

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@jakob1965 Ciao io per la musica come te adoro Accuphase ho un E480. Ora mi è salita la scimmia di prendere un Hegel 360 per sostituire nell’Home Theatre un finale Rotel guidato da Marantz 6013. Mi piacerebbe Hegel per provare altro e anche per le connessioni di rete che ha, in alternativa un Denon 110 l’ultImo arrivato. Ma come suonano gli Hegel, dovrei pilotarci le Elac 407 grazie

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4 ore fa, alexis ha scritto:

ma trovo che il suono alla scala sia superbo

In pochissimi posti. Al contrario di Stanzani ritengo buona l’acustica della prima fila (solo della prima fila) delle due gallerie e delle platee in fondo. Ci sono rimbalzi acustici nei posti di platea laterali che rinforzano in modo anomalo alcuni effetti.

Nei posti di platea avanti con l’orchestra in buca questa si sente assai poco (non cosi’ all’Opera di Vienna e Monaco ad esempio).

Nei palchi o nelle file retrostanti di galleria si sente pochissimo ed ovattato e si vede peggio.

Ci sono teatri a ferro di cavallo dall’acustica sicuramente migliore, il San Carlo ad esempio per stare ad una sala di simili proporzioni.

La Scala e’ favolosa per la sua Storia e per cio’ che rappresenta. Quando ci sono concerti sinfonici il suono resta la’ non inonda la sala e non e’ “rinforzato” da questa.

A differenza che nell’audiofilia il rinforzo dato dal suono riflesso che “concerta” le note le sostiene e non le rende avulse e’ un grande elemento di pregio delle sale.
Da questo punto di vista in Italia il miglior posto dove sentire musica sinfonica sono i primi palchi dell’Opera di Firenze. 

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17 ore fa, _Diablo_ ha scritto:

L'uomo non sarà adatto, ma è l'unica misura delle cose che contano davvero per l'uomo stesso.

Questa affermazione l'ho apertamente condivisa, per "se stesso" va bene tutto, non ha la benchè minima importanza se percepisce differenze enormi anche quando nel segnale non cambia nulla, tutto rimane "vero" per se stesso

Se noti però c'è una forte tendenza a traslare questo "se stesso" verso l'uomo in generale

Non è cosi, perchè l'uomo manifesta molte sfaccettatture, sia a livello uditivo, sia a livello percettivo

Alcuni soggetti hanno sistemi di percezione congrui, è raro, ma qualcuno non percepisce differenze quando queste non ci sono

Altri invece si, in assenza di differenze (certificate con opportune misurazioni) questi le percepiscono, scontrandosi con i primi

Se nasce uno scontro, il termine "per se stesso" va a donnine

Se poi da questo scontro si vuol ricavare una ragione (perchè è questo che capita) allora sarebbe bene ricorrere alle misure

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44 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Questa affermazione l'ho apertamente condivisa, per "se stesso" va bene tutto, non ha la benchè minima importanza se percepisce differenze enormi anche quando nel segnale non cambia nulla, tutto rimane "vero" per se stesso

Se noti però c'è una forte tendenza a traslare questo "se stesso" verso l'uomo in generale

Non è cosi, perchè l'uomo manifesta molte sfaccettatture, sia a livello uditivo, sia a livello percettivo

Alcuni soggetti hanno sistemi di percezione congrui, è raro, ma qualcuno non percepisce differenze quando queste non ci sono

Altri invece si, in assenza di differenze (certificate con opportune misurazioni) questi le percepiscono, scontrandosi con i primi

Se nasce uno scontro, il termine "per se stesso" va a donnine

Se poi da questo scontro si vuol ricavare una ragione (perchè è questo che capita) allora sarebbe bene ricorrere alle misure

.

Non puoi dimenticare che l'uomo ha creato le misure. Si è servito dei propri sensi e intelletto (per quanto inaffidabili) per creare qualcosa che rappresenti la realtà. E in questo ci sono sia la grandezza sia i limiti in ciò che fa.

Ciononostante se per te misurare significa trovare una verità assoluta sei fuori strada, al massimo trovi una verità relativa a "determinate condizioni". Poi queste condizioni le dovresti traslare in una correlazione umana, ed è lì che arriva il compito quasi impossibile. Senza contare che non esiste LA misura, esistono vari modi di misurare. Nessuno ti può dire a priori quale sia quello più metodologicamente corretto o l'unico corretto.

.

E' come quando si parla di cieco (come test dirimente) ma non vuol dire niente dire "faccio un test in cieco". Devi dire con chi, con cosa e come lo fai...e queste variabili possono cambiarne i risultati.

 

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L'umano ha inventato la misura del calore. Anche quella è una sensazione, misura l'intensità della luce, tutto quello che misura lo percepisce con un senso. E nessuno al mondo mette in dubbio il caldo il freddo il chiaro lo scuro ecc..

Il senso dell'udito invece, pare ammantato da qualcosa di mistico e celestiale dove le leggi della scienza si annientano. Un buco nero senza più spazio e tempo. Mah....

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@mozarteum  Alla fine il ragionamento sulle differenze acustiche nei teatri sconfessa il tuo stesso pensiero. Non esiste UN suono LIVE di riferimento esistono tanti suoni quanti sono le occasioni, gli interpreti, gli strumenti e gli ambienti in cui suonano.

Pertanto cercare un parallelismo tra suono dal vivo e quello riprodotto in HI-FI è un esercizio di stile. Tra l'altro che personalmente condivido e pratico in parte. Nel senso che cerco un suono che rispecchie tutte le mie esperienze (dal vivo e non) che mi hanno insegnato e portato ad apprezzare la musica (non ho mai provato fastidio a sentire dal vivo ad esempio e credo che questo sia un parametro più importante della fedeltà alla sorgente). Complessivamente cerco comunanza in senso emotivo in relazione al vivo più che meramente imitativo del vivo (che è decisamente improbo per le mie finanze). Cerco un My-FI come tanti anzi oserei dire tutti.

.

Dall'altra parte non mi sognerei mai di giudicare un incisione confrontandola direttamente con ciò che ho sentito alla Scala o in altro posto e affermare che non è verosimile. Perchè non ho la più pallida idea di cosa e come sia stato registrato in quell'occasione. Ma per fortuna (e per il fatto che la musica ivi incisa è sempre uguale a se stessa) posso portare il mio disco/cd/file con me e sentirlo su altri impianti per farmi un'idea complessiva di come suona.

.

Sento invece che molti udiofili sentenziano: eh ma qui il violino deve essere più setoso, no deve essere più brillante, no deve sentirsi il vibrato. Ma che cavolo ne volete sapere voi di come è stato inciso o interpretato!?

Se col tempo vi siete fatti un impianto, mediatelo con tutti gli altri, confrontatelo con gli altri e vedrete che le caratteristiche più verosimili (piacevoli, dettagliate ecc) dell'incisione verranno fuori.

 

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38 minuti fa, Ggr ha scritto:

E nessuno al mondo mette in dubbio il caldo il freddo il chiaro lo scuro ecc..

 

Anche quello (che è sensazione) è tutto relativo.

Come diceva Bukowski la misura ti dice che se ficchi la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore hai una temperatura corporea media corretta. Ma ti sfido a dire che stai bene. 😂

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36 minuti fa, Ggr ha scritto:

Un buco nero senza più spazio e tempo. Mah....

Uhm, interessante.

Ma non succede la stessa cosa con gli agli altri sensi, oltre all’udito? Siamo in grado di misurare gli odori in modo da spiegare le nostre percezioni? E la sensazione del tatto o quella provocata dei colori? Forse il problema sta nel fatto che le percezioni si legano indissolubilmente ai nostri pensieri. Il calore o la temperatura invece no.

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