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Il disco in vinile che state ascoltando ora!


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analogico_09
Inviato
56 minuti fa, Spadaccino1 ha scritto:

La mancanza di contralti naturali favoriva a quell'epoca l'addestramento al canto degli eunuchi."

 

 

A Roma gli "eunuchi", altrimenti detti "castrati", voci mascili contraltili, presero piede in Italia, a Roma, dopo l'editto papale, 6/700, non ricordo chi, che vietava la presenza delle donne a teatro.., creava scandalo.., riassumendo... erano peggio degli ayatollà.., per cui si doveva fare ricorso agli evirati con "addolcita" voce... :classic_tongue:

Consiglio la lettura di questo sfiziosissimo libro ...

DSCF2213.JPG

  • Melius 1
Inviato

Salve,

contemporary records 1958 : Four Hampton Hawes 

IMG_2118.jpeg

  • Melius 2
Inviato

Salve,

non ci sono dubbi che sia A A A

 

Saluti, Fabrizio

Immagine 40.jpeg

  • Melius 2
Spadaccino1
Inviato
18 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Deller è un mito..,

Non lo conoscevo, altrimenti avrei fatto i salti di gioia già dentro il negozio. Invece ho dovuto aspettare ad ascoltarlo... quanta goduria! 

Spadaccino1
Inviato
18 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Non conoscevo questa edizione.., ma penso che tu abbia preso un disco pazzesco

Penso anche io. Ti auguro di trovarlo. Per me una resa sonora eccellente (oltre a quanto si è detto sulla qualità dell'esecuzione); non so se qobuz/Tidal ti daranno le corrette sensazioni... 😏

  • Thanks 1
analogico_09
Inviato
1 ora fa, Spadaccino1 ha scritto:
20 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Non conoscevo questa edizione.., ma penso che tu abbia preso un disco pazzesco

Penso anche io. Ti auguro di trovarlo. Per me una resa sonora eccellente (oltre a quanto si è detto sulla qualità dell'esecuzione); non so se qobuz/Tidal ti daranno le corrette sensazioni... 😏

 

 

 

Non credo.., sono strumenti "freddi".., dal disco sarà senz'altro meglio. Intanto mi rifaccio le orecchie  e gli occhi con questo bellissimo "recital" di Alfred Deller che interpreta alcuni brani di alcuni grandi autori come da cover, più un "anonimo"

Un regalo di una mia ex fiamma anche compagna di Coro, un soprano...💚

 

Notevole l'interpretazione di alcuni "numeri" dell'Ode "Come, ye sosns of art" di H. Purcell. 

 

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  • Melius 1
Gaetanoalberto
Inviato

John Surman - Where the fortune smiles - 1972, la cui paternità è stata successivamente attribuita in nuova release a John McLaughlin; tre i brani di Mc, due di Surman. Un lavoro di equipe in cui tutti i musicisti concorrono paritariamente, con un grande apporto non solo della chitarra di Laughlin e del sassofono di Surman, ma del vibrafono di Berger, della batteria di Stu Martin, unico americano, e ovviamente delle linee di basso di Holland.

Evocativa l’immagine di copertina, che esplicita l’unità sonora del gruppo.

Europei, bianchi, che contraddicono l’immagine di un jazz europeo privo di anima e poco innovativo, con Surman a ricamare.

Brani dall’anima diversa ma dal disegno unitario.

Bello imho.

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  • Melius 2
Gaetanoalberto
Inviato

Inutile parlare, se non per lodare l’incisione perfetta per silenziosità e qualiIMG_1626.jpeg.739932eec963acfdd35f9a9b4c61eb0c.jpegtà 

  • Melius 1
analogico_09
Inviato

 

20 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

John Surman - Where the fortune smiles - 1972

Europei, bianchi, che contraddicono l’immagine di un jazz europeo privo di anima e poco innovativo, con Surman a ricamare.


Uno legge e si incuriosisce, quindi vorrei chiedere se possibile chi siano, da quali ambiti criitici e/o amatoriali provengHIno quelli che avrebbero il coraggio di formulare dei pensieri così... "asemantici"?  A volte andrebbe detto anche il peccatore insieme al peccato. Grazie in anticipo.

Forse il riferimento vuole essere a quelli che oggi sostengono - non certamente per motivi discriminatori secondo razza e nazionalità , ma per pareri di natura unicamemnte estetica  - come il jazz contemporaneo, bianco e nero, europeo e americano, sia appena l'ombra del jazz bianco e nero, americano ed europeo, ed ovviamente anche di altri paesi del mondo, del jazz delle epoche in cui militavano certii musicisti leggendari tra cui quelli che suona(ro)no  a musica di questo disco del 1972, circa mezzo secolo fa.., quando tutti noi giovani e vecchi di allora, appassionatamente li adoravamo a prescindere dal colore della pelle e dalle nazionalità.
Personalmente ero così entusiasta che in loro adorazione acquistai nel 1972, quando molti amici del forum penso non fossero ancora nati, non appena giunta in negozio, la prima stampa italiana SLAP 62017 PYE Distribuzione Dischi Ricordi S.p.A. Il disco fu registrato nel '70, rilasciato nel '71, da noi giunse nel '72. Sempre ultimi.., e in. effetti siamo un po' lo  "stivale" dell'Europa (non solo) geografica.

Gran disco,e va da se' che l''interplay tra le "cinque punte" sia pazzesco e "paritario", sarebbe interessante analizzare qualche brano ma il tempo è tiranno ..., dove mi sembra si notino dei "richiami" alla precedente opera discografica realizzata un anno prima dal grande duo McLauglin/Surman, più Brian Odges e Tony Oxley, al capolavoro intitolato "Extrapolation".

 

La cover.., mi sono sempre chiesto cosa potesse rappresentare qualla immagine "esotica",  un "mandala" tibetano, un simbolo indiano? Possibile.., erano gli anni del "misticisto" orientale.., "Mahavishnu John McLaughlin" era musicalmente di "casa"... ci bazzicavano poco prima pure i Beatles.
 

Penso che tra un po' lo metterò a girare...

 

 
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