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Il disco in vinile che state ascoltando ora!


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Recentemente ho preso questo “Bells on sand “ lavoro recente del pianista Gerald Clayton…non è il mio genere di jazz, ma il disco non è niente male, balla la performance di Maro in Damunt de tu Només les Flors feat…vinile purtroppo digitale e con qualche pecca 

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Oggi facciamo un salto quantico rispetto ai giorni passati e sul piatto va un disco che va ascoltato "per forza" se hai ascoltato i precedenti della stessa band. 

Perché? Perché questo disco chiude un ciclo... E te lo scrivono proprio in copertina "Ipotesi di epilogo di una trilogia chimica".

Sto parlando dei Bluvertigo, ed il disco (doppio LP) è Zero, ovvero la famosa nevicata dell'85 (1999).

E con la chiusura del "ciclo" (Acidi e basi, Metallo non metallo, Zero) per me si chiude anche la splendida parabola del Bluvertigo.

Che dire... Il costrutto "perfetto" (equilibrio tra sperimentazione e ricerca melodica) di Metallo non Metallo, qui viene elevato e portato all'estremo. 

È una sperimentazione continua, ricerca di forma e di suono.

Troppo, per il mercato Italiano, che infatti non premiò affatto il disco, con vendite sensibilmente inferiori rispetto al successo precedente di Metallo non Metallo.

Nonostante la Sony ci investì molto denaro, aspettandosi di vendere 250.000 copie, ne piazzarono appena 70.000.

Comprensibile. Non è un disco facile, e non lo voleva essere di certo...

Morgan stava decisamente "avanti"...

Tutt'oggi sarebbe ancora "troppo" per il mercato Italiano.

 

Posto un link ad un interessante articolo di Rolling Stone Italia che racconta la genesi del disco.

 

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@analogico_09 bellissimi gli LP di Irio De Paula… “Maracanà” lo conosco benissimo, lo aveva il mio più caro amico nonché compagno di banco alle medie, fanatico come me di De Paula; andavamo insieme al “Brass Group” ad ascoltarlo… purtroppo la copia che mi feci di quel disco, su cassetta, è andata perduta (il LP era suo) e poiché la vita ci ha fisicamente allontanati non potrò più riaverlo. Ora però che me lo hai ricordato (concordo sulla tua analisi di Afonso Vieira, straordinario; Alessio Urso è ben noto, giustamente, direi) mi metto subito alla caccia (su discoGS, che da noi i negozi di dischi, nuovi ed usati, non ci sono più). Grazie per il bel ricordo, grandissimo De Paula…

  • Melius 1
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analogico_09
Il 5/7/2023 at 22:13, Gaetanoalberto ha scritto:

... e campane e le percussioni di Connie Kay ... partoriscono un gioiello che mi auguro ri/ascolterete, e che mi ha dato un’emozione speciale.

 

 


Credo di capire ciò che intendi dire, tuttavia, semplici o speciali, le emozioni sono sempre, unicamente di chi le prova, un fatto del "sentire" intimo ed "astratto" (in quanto elemento privo di  "forma" visibile e tangibile) attraverso il quale non è possibile "spiegare" le ragioni estetiche insieme che stanno alla base del nostro piacere musicale o artistico più in generale, alle nostre emozioni.
Spinto quindi da curiosità una domanda mi sorge spontanea, se ti andasse di scambiare due parole su questo: a fronte di quali specifici momenti musicali "speciali" avresti provato emozioni "speciali". La cosa mi fa un po' pensare alla "leggi speciali"... di scherza, ovviamente.  :classic_laugh:
Non ascolto il disco da un po' di tempo però non ho ricordi di Connie Key alle prese con le "campane" - dtrumento "armonico-percussivo" generalmente in uso prersso le orchestre classiche.
A volte si trovano abbinati alle batterie i "campanacci", strumenti percussivi "popolari" che hanno più o meno la stessa forma e stesso suono dei campanacci appessi al collo del bestimae al pascolo, mucche, capre e pecore... 🐄 🐑
Thanks for the answer (sto cercando si spikkare un po' d'inglès... :classic_tongue:)

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analogico_09

Recentemente ho acquistato questo disco di ottima ristampa Blue Note approfittando anche di un prezzo molto "onesto" da rimpiazzarlo ad una vecchia edizione molto vissuta e un po' malandata, visto che si tratta di un autentico capolavore del jazz direi imprescindibile. Il disco è stato recentemente segnalato da altri amici con commenti entusiastici del tutto meritati; qualcuno ha sotenuto di aver avvertito delle "cacofonie" musicali, ovvero sonore e vorrei provare a rassicurare l'autore di questa rispettabile ma discutibile opinion.
La musica suonata da Andrew Hill con i suo portentosi comprimari vira spesso verso le armonie "coraggiose", nell'uso frequente delle dissonanze, ma non vi è nulla di rivoluzionario o di "dissacrante" tonalmente, nessuna anarchia "cacofonica", solo un flusso musicale ricco di toni, di luci, di colori e di sonorità rapinose non convenzionali che restano tuttavia all'interno di una concezione armonico-tonale e ritmica di quasi "normale" acquisizione, largamente "metabolizzata" che resta alla base dei successivi passi compiuti dal jazz verso il "Free".

Tappa nella quale possiamo certamente trovare "sbattimenti" sonori audaci e "spigolosi", mentre la musica acquisisce invero "sensi" altri all'interno delle realtà socio-politiche culturali afroamericane atti ad "agitare" le acque ferme.  Un tipo di approccio musicale controculturale, dissidente, eversivo, in contrasto con le imposizioni musicali degli establishment bianchi razzisti, dominanti, discriminatori.
Una musica fatta di suoni scomodi e stranianti, provocatori e "scoraggianti (i boppers facevano cose analoghe) ma neppure in tal caso definibili "cacofonici" perchè dietro l'apparente anarchia si cela un  progetto estetico, musicale di grande valore intellettuale, estetico-culturale e psichico con ha nulla a vedere con la "cecità" della cacofonia. Per tornare al nostro disco, al "Point of Departure".., gli ancestrali , straniti e "misteriosi" "borbottamenti" del clarino basso di Eric Dolphy sono poesia musicale nella quale riecheggiano, rinascono, le antiche, sotterranee  voci della terra.., il "canto della terra".


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analogico_09
6 ore fa, ediate ha scritto:

mi metto subito alla caccia (su discoGS, che da noi i negozi di dischi, nuovi ed usati, non ci sono più). Grazie per il bel ricordo, grandissimo De Paula…



Qiui a Roma ce ne sono ancora di negozi fisici dell'usato, però certi dischi non si trovano facilmente; sono stato fortunato a trovarne ben due, ho visto che sono presenti anche su discogs.

Grazie a te della condivisione.

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Gaetanoalberto

@analogico_09 Il recensore ufficiale del disco, Nat Hentoff, nelle due pagine interne di presentazione del lavoro, loda le "bells" utilizzate da Connie Kay. 

Non sono in grado di distinguere tra le numerose possibili campane, campanelle e campanacci, che fanno parte dell'ampia famiglia delle percussioni, e che mi pare (non c'ero e non sono un musicologo) si sentano in alcuni brani: "Campane" è, credo, il termine che definisce la famiglia strumentale.

Mi sono soffermato sulle "campane" perchè mi sembrava, come da presentazione nel disco, un particolare interessante.

Tutti sapete, e del resto ho postato la foto dei crediti, che Kay suona le "drums", termine specifico per batteria, ma usato anche più ampiamente per le "percussioni" che, tutte, sono potenzialmente affiancabili alla bayteria, o posizionabili in isole vicine. 

Mi verrebbe da dire che in The Golden Striker siano più avvertibili, e che compaiano a tratti in altri. 

Hentoff ne ha magnificato l'uso sapiente, immagino perché non invadente e particolarmente raffinato per l'ascoltatore attento. 

Ho usato il termine "speciale" con il significato di "sopraffina", emozione appunto "sopraffina" riferita all'intero disco, la cui esecuzione mi pare superlativa. 

 

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analogico_09
5 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Il recensore ufficiale del disco, Nat Hentoff,

Tanto di cappello, ma lui è Nat Hentoff, noi semplici ascoltatori cerchiamo un po' di spiegarci le cose semplicemente, non stiamo qui a separare la"crusca" dal grano.. magari per ridare importanza a qualche dettaglio che pur essendo tale è di sostanziale importanza, non per fare i pignoli o gli imparati. Direi che non vale la pena tirare in ballo tutto il dettagliato  armamentario "ufficiale", cerco sempre di condividere quel poco che credo di conoscere in modo che quando sbaglio e ciò avviene spesso me la posso prendere solo con me stesso... comunque ora sono in giro col cell non posso contribuire ulteriormente su quanto mi sono già brevemente soffermato, sulle "campane" di Key... poco fa ascoltavo il suono profondo e mistico delle campane di Santa Maria Maggiore che si sposava con la luce magica del pre-tramonto... Don! Don! Don! ... mi risuonano ancora dentro... 🙏

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Gaetanoalberto

Carlos Santana - Shangò - 1982

Non il miglior lavoro di Carlos, in una veste che vira un po' più sul rock.

The Nile, Nueva York e Warrior i brani che mi sono piaciuti di più, per il resto comunque ascoltabile, e sempre ad un livello pienamente sufficiente.

 

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  • Melius 2
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