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Il disco in vinile che state ascoltando ora!


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il venditore dal quale ho acquistato il box postato sopra ha inserito nell Kim allo un vinile in omaggio. Li per li ho pensato a qui classici vinili impolverati che si trovano da anni sugli scaffali e che nessuno si fila. Invece dalle prime note ho dovuto ricredermi. Ottime l’esecuzione, la registrazione è la stampa. Tra l’altro l’organista ha scelto registri con sonorità a me sconosciute (ho un paio di integrali dell’opera per organo di Bach). Davvero un bel regalo!

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17 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Kenny Drew, si ferma in Europa al fianco dei tanti artisti in trasferta o locali con i quali costruisce una fama solida ed una elevata notorietà in Giappone. Non fu profeta in patria insomma. Qui brani classici, ripresi con solida e gradevole eleganza. 

 

Evochi la figura di un mio musista del cuore. Kenny Drew. Un pianista non particolarmente noto, ma pronto ad esprimere come i più "celebrati"  un blues vigoroso e profondo, una radice musicale piena di feeling e di accenti drammatici risalenti da uno spirito indomitamente "nero". Chiamo @damiano come testimone, a favore o contro, naturalmente... :classic_wink:
Come tanti altri musicisti afroamericani Kenny Drew fu anche "profeta" nella matrigna patria la quale faceva finta di non capire e favoriva lo "spettacolo" di quel jazz bianco delle "gradevoli eleganze" e delle tristi accondiscendenze, costringendo molti dei figliastri "neri" umiliati e sfruttati che non si piegavano alle logiche del facile profitto, a cercare asilo in quell'Europa che offriva loro dignità, lavoro, libertà intelletule ed esisteziale, sociale, riconoscimenti e graditudine per la loro arte.
Come pur fece ad esempio il suo grande ma sfortunato "collega" Bud Powell del quale condividea un certo stile, quella sorta di profondo accento espressivo particolarmente intenso e meno tragico.

Molte le collaborazioni con gli altri musicisti esiliati e con i locali.
Fu ricorrentemente comprimario nella più perfetta intesa musicale nelle formazioni del sassofonista Dexter Gordon, altro grande signore del jazz che abbandonò le "crudeli" scene americane per...  "(ri)trovare l'america in europa" dove fu anche chiamato ad interpretare se stesso e le quasi coincidenti vicende dell'esiliato Bud Powell dalle quali trae ispirazione e soggetto il regista francese B. Tavernier per il suo "accorato" e "tenero" capolavoro poeticamente e "allusivamente" intitolato Round Midnight.
Dexter Gordon invero si fa interprete "allegorico" delle vicende di tutti i grandi jazzman espatriati che cercarono occasione di  riscatto e di (auto)pacificazione lontani dalla matrigna patria dove nessuno dimenticò tuttavia l'originario, fatale, atavico "dolore".
Alcuni scesero a patti con i ricordi cocenti recuperando uno stile di vita privata ed artistica piu' umana e dignitosa; altri non riuscirono a spezzare la catena della droga, dell'alcool, della schizofrenia non "culturale", purtoppo, che si portavano dietro forse fin dal tempo della schiavitù benchè fossero nati durante l'affrancamento. 

Nel Maggio del 1974 ascoltai Kenny Drew dal vivo, insieme a Dexter Gordon, accompagnati dai nostri eccellenti Giovanni Tommaso al Basso e Pepito Pignatelli alla batteria (musicista per diletto ma capace) nel leggendario Music Inn gestito da quest'ultimo, principe titolato.., siano lodi e preci per le plenarie indulgenze ad egli ora e sempre.

Mi lascio facilmente influenzare.., quindi, grazie alle "gaetanalbertesche" sollecitazioni non ho resistito alla piacevole tentazione di ascoltare gli "esuli" Kenny Drew e Dexter Gordon insieme ad Alex Riel, batteria e a Niels-Henning Ørsted Pedersen, basso, entrambi musicisti danesi di alta caratura, dalle registrazioni effettuate il 23 e 24 Agosto del 1975 dal vivo al jazz-festival di Zurigo trasferite su tre goduriosi dischi SteepleChase, eccellente casa discografica danese, intitolati "Swiss Nights" Vol. 1, Vol. 2, vol. 3 ... Sono già partito con il secondo - in medio stat virtus - con l'intenzione di mettere a girare anche gli altri due volumi se nulla giungesse ad increspare l'andamento di questo mio piacevole lazy afternoon

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2 ore fa, Mxcolombo ha scritto:

Ho parecchio materiale di Bach, sia su vinili e, sia su cd. Di recente mi sono però accorto di non avere alcun vinile con le cantate. Dopo una breve ricognizione su discogs ho scovato il volume 25 dell’ integrale Telefunken incelofanato un prezzo veramente irrisorio. Non potevo farmelo scappare.

 

 

Non avresti potuto fartelo scappare questo tassello di un meraviglioso mosaico interpretativo, registrativo ed ovviamene compositivo. Io ce l'ho quasi l'integrale, mi nancano 7 volumi su 45.., ma sono i più alti quasi tutti finiti nelle aste ebay arrivando a prezzi proibitivi.., già qualche anno fa i i volumi 44 e 45 erano tra le 100 e 200 euro... sempre che sia ancora possibile trovare qualche copia a prezzi vampirechi... Credo siano gli unici dischi della storia della discografia ad avere lo spartito di ogni cantata in ogni box. Per curiosità, quanto lo hai pagato il vol. 25?

In compenso ho l'integrale delle... integrali della cantate di Bach della prima edizione in CD, rilasciata dopo la vinilica, speculare a quella: 45 volumi quasi tutti doppi CD, acquistata usata come nuova, con la maggior parte dei volumi ancora incellofanati. Anche gli scellofanati erano perfetti, mai sentiti, manco un graffietto nelle covers.
Fine anni '90, c'era ancora la lira, nuova costava un botto. Un ricco signore acquistò tale integrale forse per noia finendo per non "capire" il genio di Bach cosa che lo spinse a chiedere una permuta al negoziante mio pusher di dischi che la lasciò a me per meno della metà del prezzo del nuovo. Essòcontento! :classic_cool:

 

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1 ora fa, analogico_09 ha scritto:

asilo in quell'Europa che offriva loro dignità, lavoro, libertà intelletule ed esisteziale, sociale, riconoscimenti e graditudine per la loro arte

Tanto da essere definito "american-danish". Ovviamente parlo di Kenny Drew che è uno dei tanti musicisti andati in Europa per mille ed una ragioni. A tale proposito è da "ascoltare" la traccia 1 del disco di "esordio ufficiale" di Albert Ayler, My Name Is Albert Ayler, tratto da una session alla radio danese, ebbene nella traccia 1 Ayler racconta di essere arrivato in Scandinavia e di apprezzare particolarmente la libertà della quale può godere e ringrazia pubblicamente. Poi inizia a suonare e "distrugge" musicalmente alcuni standard famosi: Bye Bya Blackbird, Summertime,.....

Ciao

D.

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