Vai al contenuto
Melius Club

Jazz!


analogico_09

Messaggi raccomandati

analogico_09
54 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

Registrato da Rai Tre in studio il giorno prima o dopo il concerto cui assistetti al Palazzo dello Sport

 

Mi sono già soffermato non ricordo dove, sicuramente prima dell'incendio in maniera un po' approfondita con altri utenti, sulla registrazione intitolata "Om Shanti Om" che la casa discografica indipendente "Black Sweat Records" tutta italiana, "piccola" ma agguerrita, la quale propone musica di qualità lontana dai circuiti più commerciali, realizzò nel 2020, dai nastri originali RAI, due supporti - Vinile e CD - dello storico, grande concerto che era rispuntato in video grazie a YouTube dopo molti anni dall'oblio.

Ottime incisioni  https://www.discogs.com/release/16463379-Don-Cherry-Om-Shanti-Om

Nel booklet, come figura nei "credit", sono presenti alcune foto "live" da me scattate durante il concerto, stessa serie di quelle sopra postate, che misi volentieri a disposizione della meritoria casa discografica. Il fatto che con queste immagini abbia potuto contribuire nel mio piccolissimo a far si che la "confezione" discografica possa risultare più "completa" e interessante, più "colorita", mio umilissimo omaggio all memoria di Don Cherry e suoi fraterni collaboratori, mi rende fanciullescamente  gioioso. :classic_rolleyes:

 

All'interno della cover discografica c'è inoltre la toccante testimonianza di Gian Piero Pramaggiore, chitarrista del piccolo gruppo, giovane italiano che amava la musica di Don Cherry e che come in un racconto favolistico, dopo aver assistito ad un concerto del grande musicista afroamericano, si ritrovò a suonare con lui...  Pramaggiore racconta tutto, l'incredibile, lo straordinario esiste... racconta i suoi anni con Cherry, rende commosso omaggio ai suoi amici ndell'anima musicale, a Don , a Moki, sua moglie, a Nanà, tutti e tre oramai saliti in cielo a suonare, a cantare e danzare insieme agli angeli per allietare gli astanti e tutti quelli che a mano a mano li raggiugeranno...

 

MzAtMTYxMy5qcGVn.jpeg

 

compèosizione delle foto live

 

MTYtNzYyNS5qcGVn.jpeg

 

La "lettera" di Pramaggiore, spero si legga, altrimenti è possibile farlo nella pagina di Discogs sopra linkata. Ne suggerisco caldamente le lettura.

 

MDItNjY4Mi5qcGVn.jpeg

MjMtMjM3NS5qcGVn.jpeg

  • Melius 1
Link al commento
https://melius.club/topic/1001-jazz/page/88/#findComment-1250334
Condividi su altri siti

Gaetanoalberto

@one4seven Holland l’ho visto in grande forma l’anno scorso qui a Brescia, e chi lo ammazza…altro che vecchietto, tra l’altro con un batterista di vaglia Nasheet Waits, ed al sassofono Jaleel Shaw, altro bel musicista.

A proposito di corde, ho un ricordo di mitici ed onirici duetti di Scofield con Metheny, che col vecchietto si anima alquanto.

Secondo me pure Elpidio lassù si è divertito.

Link al commento
https://melius.club/topic/1001-jazz/page/88/#findComment-1253630
Condividi su altri siti

@Gaetanoalberto Holland è decisamente in forma, sembra quasi non sentire l'età. Scofield, quando suona sembra un ragazzino, ma sceso dal palco mostra evidenti segni di "vecchiaia", nonostante sia più giovane di Holland, almeno anagraficamente. 

Spettacolo unico. Sant'Elpidio ringrazia. :classic_laugh: 

Ci è scappato anche un omaggio di Holland a Ray Brown, non ho saputo trattenermi... :classic_biggrin:

 

Link al commento
https://melius.club/topic/1001-jazz/page/88/#findComment-1253646
Condividi su altri siti

analogico_09

@one4seven Belle foto, fatte tu? I vecchietti con tali carichi di esperienze sulle spalle glie l'ammollano ancora mica poco. Scofield l'ho ascoltato in concerto più' volte, anche con Miles Davis, l'ultima in quartetto nel 2018; Holland solo una volta, nei '70 con Sam Rivers.  mi piace molto il "ContraCello" di Holland... :classic_wink:

 

 

John Scofield quartet - Roma, Parco della musica 14 maggio 2018

 

Link al commento
https://melius.club/topic/1001-jazz/page/88/#findComment-1253697
Condividi su altri siti

giorgiovinyl
Il 30/06/2024 at 16:03, campaz ha scritto:

Grazie alla comodità (e all’economicità) dello streaming sto affrontando l’ascolto di tutti i dischi incisi da Coltrane nel 1965 (se ho contato bene dovrebbero essere diciotto, live e pubblicazioni postume compresi). Un momento di cesura assoluta, la fine del quartetto storico e lo sfondamento della tonalità, per un jazz potentissimo e soprattutto affascinante. Dopo la spiritualità, forse un po’ piaciona di A Love Supreme (ho almeno un parente che mi potrebbe togliere il saluto a seguito di questo giudizio semplificativo), il grido, l’angoscia di chi sta ricercando il proprio equilibrio ma riesce solo a intravedere la soluzione ai propri dilemmi. A fare paragoni bislacchi oserei affermare che il Coltrane del ‘65 sta alla musica come la Guernica di Picasso sta alle arti figurative. Post comunque assolutamente inutile e privo di qualsiasi valore aggiunto, volevo solo farvi partecipi che sono arrivato più o meno a metà degli ascolti e sto godendo come un riccio.

Allora ti piacciono le stucchevoli pedanterie di Coltrane. 😂😱

Così le definisce un forumer. 
Complimenti per l’esplorazione, io l’ultimo Trane ancora devo approfondirlo. 
P.s. anche io potrei toglierti il saluto per il tuo commento su A Love Supreme. 😂

Ma anche qui c’è chi non accetta (capisce) questo capolavoro e lo trova difficile 

Link al commento
https://melius.club/topic/1001-jazz/page/88/#findComment-1254943
Condividi su altri siti

giorgiovinyl
Il 04/07/2024 at 17:45, analogico_09 ha scritto:

Purtroppo non pochi sedicenti amanti del jazz preferiscono il Coltrane più easy, creando innaturali scollamenti, anche in questo caso senza capire che tutta la musica di Coltrane si in continuità con la tenace linea tracciata fino alla morte dal nostro, la quale a volte presenta segmenti apparentemente diversi mentre sono parte di un unico quadro che l'autentico appassionato sarà in grado di ricostruire nella sua integrale e "sacraale" unicità. La maggior parte dei detrattori che tengono anche in sprezzo il Coltrane del "1965 e deiìgli anni successivi non sono in grado invero di capire neppure la musica degli anni precedenti, quella del 1961, ad esempio il My Favorite Things di cui costoro apprezzano il motivo iniziale, "valzerato", di immediato acchitto perdendosi quando, arrivati alla lunghe e potenti folate improvvisative che sfociano nel modale, non riescono a seguire le lunge linee improvvisartive durante le quali vengono sovvertiti i criteri armonico-tonali correnti, frantumate le forme di rassicuranti geometrie e le "dolci" melodie... Si va in crtisi.., si spegne lo stero oppure a volte ci si prepara una camomilla... :classic_laugh:

Infatti temo che non apprezzino neanche My Favorite Things. Amano il Coltrane che ancora non è coltrane, che ancora non ha trovato la sua strada. 
 

  • Melius 1
Link al commento
https://melius.club/topic/1001-jazz/page/88/#findComment-1254955
Condividi su altri siti

Gaetanoalberto

Per quel che vale, io mi sono imbarcato da inizi giugno in un “lavoro” che mi sta dando grande soddisfazione, ripercorrendo la storia del jazz dalle sue origini, utilizzando spezzoni di materiale che trovo in rete o, quando disponibili ma é più difficile per i primi anni, su Qobuz.

Approfitto del percorso disegnato da “La storia del jazz” di Onori, Brazzale e Franco con prefazione di Pupi Avati per ascoltare le citazioni più importanti. 
Partito dai primissimi del 900 mi sto per affacciare agli anni quaranta, ed è una continua scoperta.

Mi sa che dovevo nascere prima.

Al momento suona The Cole Porter Songbook cantato da Ella Fitzgerald.

Siamo lontani dal free e dalla musica di protesta, che amo, ma sono affascinato.

 

Link al commento
https://melius.club/topic/1001-jazz/page/88/#findComment-1254958
Condividi su altri siti

giorgiovinyl
19 minuti fa, campaz ha scritto:


Ok, già di amici ne ho pochi, meglio che affini il ragionamento :classic_biggrin:

io ADORO a love supreme, epperò… un po’ come succede per tanti capolavori (kind of blue, la nonna di Beethoven, wish you were here… ecc) oltre un certo limite questi dischi vanno a saturare la soglia di attenzione. Personalmente potrei ascoltare il don Giovanni di Mozart otto ore al giorno… ma il mondo non finisce con Leporello. Così verso certi dischi (compreso il mio adorato Mingus Ah Um) ho sviluppato un minimo di allergia. Ma ho una speranza. Quando ero giovane e scemo ascoltavo Guccini H24, poi la nausea. Adesso che sono vecchio e scemo… ho riscoperto il Guccio (ma anche Claudio Lolli) e mi sono innamorato di nuovo di Eskimo e di Amerigo (e degli zingari felici). Aspetto trepidante di “riscoprire” i grandi classici del bop per riavere la pelle d’oca della prima volta. Non volevo che l’ammirazione, l’adorazione, si trasformassero in routine, tutto qui :classic_rolleyes:

Hai affinato molto bene il ragionamento, non ti tolgo più il saluto. 😂 

A parte gli scherzi ho capito il tuo ragionamento. A me accadde qualcosa del genere con i Beatles, macinai letteralmente il loro dischi dai 12 ai 14 anni, poi però li ho riscoperti. 
Il segreto è comunque non ascoltare spesso ALS e KOB e concentrarsi sui tanti altri capolavori di Trane e Miles. 

Link al commento
https://melius.club/topic/1001-jazz/page/88/#findComment-1254992
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora



  • Badge Recenti

    • Reputazione
      PL-L1000
      PL-L1000 ha ottenuto un badge
      Reputazione
    • Membro Attivo
      simo15
      simo15 ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • Ottimi Contenuti
      Paky33
      Paky33 ha ottenuto un badge
      Ottimi Contenuti
    • Membro Attivo
      Oscar
      Oscar ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • Badge del Vinile Verde
      jackreacher
      jackreacher ha ottenuto un badge
      Badge del Vinile Verde
  • Notizie

  • KnuKonceptz

    Kord Ultra Flex speakers cable

    Rame OFC 294 fili 12 AWG

    61dl-KzQaFL._SL1200_.jpg

  • 65 Diffusori significativi degli anni ‘70

    1. 1. Quali tra questi diffusori degli anni '70 ritieni più significativi?


      • Acoustic Research AR-10π
      • Acoustic Research AR-9
      • Allison One
      • B&W DM6
      • BBC LS3/5a
      • Dahlquist DQ10
      • Decibel 360 Modus
      • ESS AM-T 1B
      • IMF TLS 80
      • JBL L300 Summit
      • Jensen Model 15 Serenata
      • KEF 105 Reference
      • Linn Isobarik
      • Magnepan Magneplanar SMG
      • Magnepan Magneplanar Tympani 1
      • Philips RH545 MFB Studio
      • RCF BR40 & BR55
      • Snell Type A
      • Technics SB-10000
      • Yamaha NS-1000M

×
×
  • Crea Nuovo...