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Smontare un Luxman K-5 per cambiare le cinghie: perché tanto odio?


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@lufranz Non mettiamo nel conto, però, la pazienza e la metodicità del popolo giapponese. Loro probabilmente preferivano assemblare un deck con 10000 pezzi in 100 ore, piuttosto che un deck con 1000 pezzi in 1 ora. Non dava loro soddisfazione... 😊

Visto che si parla di sostituzione delle cinghie, avrei un quesito per voi esperti (più esperti di me). Posseggo un deck pioneer CT-F1250 da tanti tanti anni. Lo utilizzo pochissimo, più che altro ogni tanto faccio girare una cassetta per tenerlo in forma, ma anche se non lo uso, resta li perché anche il solo vederlo in forma statica mi da soddisfazione. Qualche sera fa, la cassetta non è più partita. Ci prova, ma non ce la fa. Credo sia ora di sostituire le cinghie. È operazione complicata? Premetto che i lavori basici di solito li faccio io, evito di intervenire su sostituzioni di componenti elettronici, non tanto per le saldature, che mi riescono bene, ma per la scarsa conoscenza degli stessi. Grazie per i consigli

@glucar conosco quella macchina e ne ho già sistemate un paio. Cambiare le cinghie è operazione abbastanza semplice, grazie alle ampie dimensioni del case e alla facilità con cui si riesce ad estrarre la meccanica una volta rimosso il pannello frontale (poche viti).

Attenzione solo ad una cosa: i cavetti che collegano le teste all'elettronica non sono dotati di connettori come quelli che vanno alla logica di comando, ma sono saldati sulla main board in posizioni abbastanza "bastarde" e difficili da raggiungere nel caso qualcosa dovesse staccarsi. Evitare quindi di tirarli, e se possibile ancorarli da qualche parte al telaio con una fascetta mentre si "opera".

 

4 minuti fa, oscilloscopio ha scritto:

Credo che anche le GX se fatte lavorare per migliaia di ore nelle programmazioni notturne delle radio, alla fine "gettino la spugna"

Conto a spanne:

La programmazione notturna poteva iniziare tra le 22 e le 24 nelle radio più "artigianali" che poi erano anche le più comuni ai tempi degli Akai e pure le più povere, che non potevano permettersi nulla più di un solo registratore notturno. Terminava - diciamo - alle 8 di mattina, quindi 8-9 ore per notte. 

Moltiplicato per 365 fa circa 3000 ore all'anno.

Le prime serie di teste GX (come quella del 630) venivano pubblicizzate con "5000 ore di ascolti". Qualcuno diceva che era prudenziale e in realtà arrivavano a 10.000. Anche prendendo per buona la seconda ipotesi, in tre anni o poco più di lavoro in radio arrivavano "alla frutta".

Comunque era tanto: con lo stesso ritmo le teste di un B77 potevano tirare avanti 7-8 mesi al massimo. Per questo nelle radio gli Akai erano così diffusi.

 

 

 

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