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Consigli sulla musica Jazz


Progressive
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analogico_09
2 ore fa, Branch ha scritto:
6 ore fa, analogico_09 ha scritto:

il film di Tavernier non è affatto criticatissimo, viene al contrario considerato come uno dei migliori film sul jazz, tra i più sensibili e autentici

Forse oggi. Ai tempi, la critica cinematografica più schierata e progressista (quel che ne rimaneva) considerava il cinema di Tavernier  il tipico esempio di  cinema della restaurazione, in opposizione alle Nouvelle vagues e alle sperimentazioni degli anni sessanta e settanta, quando si pensava che anche il cinema potesse essere rivoluzionario o quantomeno che il linguaggio del cinema non dovesse per forza essere uno e soltanto uno. Round Midnight non faceva eccezione.  Ricordo anche che Spike Lee disse di essersi sentito offeso dai film di Tavernier e  Eastwood, perché sfruttavano lo stereotipo del jazzista nero tossico, povero e malato per commuovere il pubblico bianco e borghese, e naturalmente fare soldi. Ma non fu l'unico, anche se ora non ricordo bene (sono passati oltre 30 anni da allora). Ad ogni modo, comunque la si pensi, credo che a ogni appassionato di jazz non possa mancare la visione di Round Midnight e Bird. 

 

 

Veramente io ricordo che all'uscita del film, metà anni '80, che andai a vedere il primo giorno di uscita nelle sale romane, meglio forse dire nella sala romana.., non erano ancora giunti i tempi delle multisale, l'entusiasmo del pubblico e della critica fu piuttosto unanime. Poi i "giovani turchi" della critica francese sciovionista post chaiers du cinema, che aveva come unico punto di riferimento la oramai "storica" nouvelle vague, mutuata non poco anche dal neorealismo italiano, rosselliniano.., avranno avuto ragione di dire la loro che personalmente non condivido, a posteriori nè avrei condiviso allora, ma senza la pretensa che la lo ro critica fosse l'unica e universale possibile. Tavernier è un signor regista con maiuscola che ha realizzato film molto belli, alcuni capolavori, altro che "restauratore".

Spike Lee aveva ragione di parlare in quel modo di Bird di Eastwood, film nel quale si ripropone lo strarisaputo sterotipo della dicotomia genio-sregolatezza, del mondo del jazz oleograficamente descritto, dove East non aveva capito nulla di Parker, nè dell'uomo, nè della sua musica, nè del contesto socio-razziale nel quale il musicista agiva. Al contrario, il film di Tavernier, i cui protagonista è un grande jazzista (Dexter Gordon che interpreta se stesso - benchè il film prenda spunto dalle vicende del grande e tormentato Bud Powell.., le assonanze tra i deue "colleghi" sono molteplici e notevoli) idem gli altri musicisti comprimari, è un film che cerca di entrare in modo verosimilmente realistico all'interno del il mondo del jazz che si faceva all'epoca  in Francia, una delle nazioni che accoglievano i musicisti afro-americani in "esilio" per fuggire dal razzismo usa. Un film che parla di musica e anche della condizione artistica ed esistenziale di tali musicisti esiliati avvalendosi della "testimonianza", dell'esperienza, della realtà musicale ed umana di uno dei protagonisti.., quindi a scanso di raccontare storielle inventate...

Ci siamo un po' allargati.., questo è uno scambio un po' più approfondito che andrebbe fatto più appropriatamente nel topic del jazz un po' più di "riferimento"  nel quale sono state pure già affrontate queationi di questo tipo...  😉

 

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analogico_09

Non per fare il pignolo.., sul disco di B.B. c'è anche questo recente topic...




https://melius.club/topic/7479-la-prova-su-strada-di-alcune-versioni-di-bitches-brew/#comment-409327

 

 

4 ore fa, Progressive ha scritto:

Mi sarà sfuggito ma non ho visto parlare di Bitches Brew.

 

 

Ne ho parflato un po' a modo mio qui https://melius.club/topic/1001-jazz/?do=findComment&comment=192656

 

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se già ti sei ingrippato con Bitches Brew ti consiglieri parallelamente di ascoltare

- In a silent way, M. Davis

- Live in Tokyo, Weather Report

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analogico_09
2 ore fa, Branch ha scritto:

@analogico_09 giusto per capirci su Round Midnight 😉

 

 

Vinci tu, io ho solo il vinile, edizione a risparmio, solo 120 grammi scarsi però una delle prime stampe CBS europe del 1986 che nell'usato te le tirano dietro.., ma noi che non facciamo come gli antichi che mangiavano le cocce e buttavano via i fichi, andiamo dtitti, esclusivamente al cuore della questione, alla musica che invece "pesa" molto ma molto di più della pizza vinilica... 😉

 

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8 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

una delle prime stampe CBS europe del 1986

anche la mia. sinceramente non so quanto pesi, non sono esperto, ma so di aver arato per bene quei solchi sul compattone che possedevo all'epoca. comunque, non intendevo sfidarti 🙂, solo condividere la passione per la musica di quel film, che per un ventenne suburbano che si avvicinava al mondo del jazz, era davvero tanta roba.

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Jackhomo
Il 10/4/2022 at 14:40, Progressive ha scritto:

Vorrei approfondire un po' la musica Jazz, non essendo il mio campo musicale conosco bene poco, ogni tanto ascolto qualcosa ma non mi sono mai concentrato pienamente nella interezza di un album.

Pesca tra i titoli della Blue Note nelle edizioni Classic Vynil, ovviamente puoi prendere anche la versione CD o cosa preferisci. Mi riferisco ai titoli e non al tipo di supporto, tra quei titoli peschi sempre bene. A me piace molto Lee Morgan...potresti iniziare ascoltando i suoi album.

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analogico_09
59 minuti fa, Branch ha scritto:

non intendevo sfidarti 🙂, solo condividere la passione per la musica di quel film, che per un ventenne suburbano che si avvicinava al mondo del jazz, era davvero tanta roba.

 

 

CI mancherebbe.., era solo una battuta, quel disco era tanta roba pure per me che all'epoca avevo più del doppio dei tuoi anni ed ero già abbastanza navitao con il jazz... 😉 Dopo averne parlato.., il Round About sta girando proprio ora...

Già che ci siamo, Tavernier non era nuovo con il mondo musicale afroamericano, insieme ad un altro regista, Robert Parrish,  realizzarono prima di Round About un docu-film sul mondo del blues, un viaggio attraverso i luoghi che furono la culla del jazz, intitolato "Mississipi Blues". Un film anche sulle implicazioni socio-culturali e razziali...

Non vuole essere un consiglio discografico.., non vorrei andare OT, forse dovrei parlarne nel topic "generalista" sul jazz,.., ma oramai ci siamo... non è un disco, ma chi fosse interessato al film avrebbe l'opportunità di vedere immagini molto interessanti e ascoltare ottima musica "nera" popolare, blues, gospel, soul... Blues e jazz sono di stretta parentela, consanguigni.., sono come padre e figlio, il jazz senza blues sarebbe come un frutto secco senza polpa... 😉

 

Il film purtroppo non integrale.., la prima parte che affronta la drammatica, orribile questione razziale
 

 

 

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Progressive
13 ore fa, medio ha scritto:

se già ti sei ingrippato con Bitches Brew ti consiglieri parallelamente di ascoltare

- In a silent way, M. Davis

- Live in Tokyo, Weather Report

Con Bitches Brew mi sono ingrippato di brutto, mi è piaciuto al primo ascolto.

Ho ascoltato anche In a Silent Way, bel disco anche questo, non mi ha preso come Bitches Brew ma è solo questione di fare più ascolti.

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one4seven

@Progressive ti sei ingrippato con il Miles "fusion" eh... 😁 Se sei "progressive" è naturale. Ci abbiamo anche noi nella nostra "piccola" storia del prog ita qualcosa di simile (ma cmq originale). Dedalus - Dedalus (1973). 

 

https://youtu.be/iB852Pv-hZs 

 

Secondo me ti potrebbe piacere.

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one4seven

@Progressive  Restando su Miles, dato che ti sei ingrippato con BB, direi che oltre i consigliati il mio suggerimento va a due live secondo me essenziali: Agharta e Pangaea. 

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analogico_09
10 ore fa, one4seven ha scritto:

ti sei ingrippato con il Miles "fusion" eh... 😁 Se sei "progressive" è naturale. Ci abbiamo anche noi nella nostra "piccola" storia del prog ita qualcosa di simile (ma cmq originale). Dedalus - Dedalus (1973). 

https://youtu.be/iB852Pv-hZs 

Secondo me ti potrebbe piacere.

 

 

B.B. nè il successivo periodo funky "vero e proprio"  sono "fusion", o jazz/rock, etichette improprie e detrattive di quello che è il magistero davisiano di quegli anni dell'ultima grande rivoluzione del jazz segnata con B.B.

 

Ho sinteticamente riassunto qui la mia opinione su B.B. e d'intorni... https://melius.club/topic/1001-jazz/?do=findComment&comment=346847
 

Con tutto il rispetto il pur valiente Dedalus c'entra nulla con B.B. che non c'entra nulla neppure con il prog il quale è una delle declinazioni del rock non già del jazz.

 

9 ore fa, one4seven ha scritto:

Restando su Miles, dato che ti sei ingrippato con BB, direi che oltre i consigliati il mio suggerimento va a due live secondo me essenziali: Agharta e Pangaea. 


Ottimi suggerimenti, aggiungerei, ancora del periodo davisiano che va da B.B al funky più manifesto (1969-1975), Dark Magus, Live -Evil, il pazzesco At Filmoore, Jack Johnson... ecc.
Biches Brev resta tuttavia lo spartiacque a se stante del periodo "elettrico (se proproprio vogliamo assegnargli una sotto-etichetta) del nostro; opera "solitaria" così come solitarie ci appaiono tutte le opere d'arte capitali, increate e irripetibili.

 

Proviamo a postare qualche assaggio dei dischi che citiamo, suggeriamo, consigliamo.., anche se a mio avviso il modo migliore di entrare in un genere musicale sconosciouto, o che si conosca poco, è quello di iniziare il viaggio partendo dalla musica stessa per poi arrivare ai dischi... Potrebbe sembrare un gioco di parole stravagante o sofisticato.., un controsenso.., ma credo che non lo sia poi tanto, riflettendoci un po' su... 😉

 

 

 

 

 

 

 

 

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one4seven
13 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

Con tutto il rispetto il pur valiente Dedalus c'entra nulla con B.B. che non c'entra nulla neppure con il prog il quale è una delle declinazioni del rock non già del jazz.

Vabbè, in Dedalus i richiami "milesiani" sono stra evidenti.

Poi la questione di incasellare i dischi in etichette "prog" "fusion" "funky" "jazz/rock" etc ... Era per semplificare. Mi interessava solo dare un input.

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one4seven

Altro consiglio, sempre restando su Davis, è il doppio Get Up With It. Uno dei lavori forse meno noti, ma secondo me eccellente e a tratti ipnotico.

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analogico_09
1 ora fa, one4seven ha scritto:

Vabbè, in Dedalus i richiami "milesiani" sono stra evidenti.

Poi la questione di incasellare i dischi in etichette "prog" "fusion" "funky" "jazz/rock" etc ... Era per semplificare. Mi interessava solo dare un input.

 

 

I richiami di Dedalus sono a un sacco di musiche d'area fusion, rock/pop e loro molteplici declinazioni, formalmente e "ufficialmente" inquadrate in tali "generi". Poi se uno ci vede anche richiami da B.B. che appartiene a tutt'altra parrocchia musicale, una realtà musicale a se' stante, inclassificabile (come 2001 OnS di Kubrich che fa finta di essere di fantascienza per determinare il superamento del genere attaccandolo dal suo interno) ma personalmente non riesco a trovare qualcosa di "simile" tra le due realtà musicali molto diverse, le cui presunte, vaghissime somiglianze potrebbero semmai essere solo in funzione di qualche epidermica e trascurabile, casuale questione di "sound", dove per quanto riguarda il resto sostanziale: sviluppo della frase, beat, improvvisazione, stile, linguaggio, espressione, temperatura poetica, ecc... siamo agli antipodi. 


Un "imput" inesatto che potrebbe portare, specialmente il neofita, fuori strada.

Per evitare che si creino con_fusioni improprie tra generi musicali affatto diversi, per far si che tutti i distinti generi musicali possano vivere in armonia tra di loro, evitando di far si che gli stessi entrino in conflitto o in convivenza forzata e deleteria, come accade nei matrimoni sbagliati.., credo sia bene tenere ben separate le distinte realtà musicali per poter prendere il meglio dal rock attingendo direttamente dal rock, e per poter prendere il meglio del jazz attingendo direttamente nel jazz. L'ibrido è ibrido.., quasi sempre nè carne nè pesce; non è "contaminazione" creativa e armoniosa.

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one4seven

@analogico_09 ho scritto richiami "milesiani" , non a B.B. in particolare. 

Anzi, qualcuno ha anche detto: un po' di Weather report, un po' di Davis ed un po' di Soft Machine. Ma non vado oltre, perché rischiamo di andare OT.

Direi che @Progressive ha già abbastanza carne sul fuoco.

 

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entro in punta di piedi per dire che "round midnight" è un film, a prescindere dal jazz, che ritengo giusto annoverare tra i più belli, toccanti e delicati che io abbia mai visto. Poi la musica è sublime ma certo non  sto scoprendo l'acqua calda. Ecco se dovessi iniziare ad ascoltare jazz inizierei dalla colonna sonora del film. Avercene di film cosi

  • Melius 1
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analogico_09
40 minuti fa, one4seven ha scritto:

ho scritto richiami "milesiani" , non a B.B. in particolare. 

 

Direi che @Progressive ha già abbastanza carne sul fuoco.



Il mio discorsetto vale un po' per tutto il miles "elettrico" rispetto alle coeve forme di fusion, rock-jazz, ecc.., della diaspora davisiana, scaturite più o meno prima o dopo la seminale scaturige musicale di Davis. Sul fuoco credo vi sia buona carne che coce snza fumo.., il  buon @Progressive che chiedeva inizialmente su Miles, su B.B., e altri consigli di dischi di jazz, avrà qualche spero utile traccia per poter soddisfare la sua richiesta e farsi la sua personale opinione. 

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Progressive

In copenhagen live 1969 compreso nella edizione del 40th di Bitches Brew è altrettanto bello. 

.

Ieri ho riascoltato in a Silent Way, niente da dire, il disco è bello, in quel periodo Miles ascoltava Hendrix hai capito.. (Ho letto qualche recensione sul disco 😁).

.

Dopo mi ascolto qualcos'altro di Miles Davis.

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