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Non abbiamo capito niente (pre phono)


NlCO
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1 ora fa, mikefr ha scritto:

Mi avete fatto venire voglia di riprovare le varie curve,che quando le provai molto tempo fa,non notai quasi nessuna differenza

per i giradischi diciamo ''secondari'' ho preso un gold note ph10 con psu...su quella macchina la differenza tra RIAA, Columbia e Decca è imho più che evidente...il problema è che avere un riferimento puntuale per ogni singolo disco è, quando possibile, quantomeno molto impegnativo   per cui  alla fin fine, se non lo si vuole far diventare un ''lavoro'', il tutto  si ''riduce'' ad  una equalizzazione da scegliersi, nel caso,  in base  alle proprie esperienze e/o preferenze  di ascolto

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BasBass

@alexis Ricordo male o tu in passato hai posseduto un EMT 930? Mi era parso di leggerlo tempo fa su un altro forum.

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BasBass
34 minuti fa, alexis ha scritto:

non solo uno...  🙂

Quindi ricordavo bene 😬...

Il pre phono interno 155 EMT ha la possibilità di variare al volo le curve con una comoda manopola posta sul giradischi stesso, avevi fatto qualche prova? Sapresti raccontarci qualcosa in più in merito a questa funzione, anche in considerazione del fatto che l'EMT veniva utilizzato come strumento di prova per i test-press prima di avviare la produzione dei vinili, pertanto immagino che l'attenzione rivolta alle corrette curve di deenfasi fosse al di sopra di ogni sospetto. Grazie

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alexis

@BasBass si esatto ma erano prefono pieni di operazionali almeno il 155 ST, e non suonava malaccio, ma sempre un po' compresso, rispetto ai migliori di oggi.

Comunque armeggiando con le due manopole, il suono cambiava, anche parecchio, come fossero un due potenziometri che agivano sostanzialmente sul mediobasso e sul medioalto.

(non ho purtroppo avuto modo di provare a casa l'antecedente a valvole, con il suo stadio di ingresso a trasformatori, presumibilmente assai migliore come suono)

 

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BasBass
11 minuti fa, alexis ha scritto:

Comunque armeggiando con le due manopole, il suono cambiava, anche parecchio, come fossero un due potenziometri che agivano sostanzialmente sul mediobasso e sul medioalto.

Quindi che tu sappia non c'erano indicazioni precise su come impostare le varie curve? Esiste qualche "manuale d'istruzioni" fatto da EMT che spieghi come agire su quelle regolazioni con un razionale? Se così fosse potrebbe essere interessante applicare gli stessi principi anche su altri stadi phono che consentono l'utilizzo di curve diverse, mi viene da pensare che le indicazioni fornite da EMT possano essere attendibili...😬

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alexis

ribadisco che in un mondo ideale, in un contesto di pre fono di qualita assoluta, e con perfetta conoscenza delle curve impiegate in tutti i dischi, sarebbe bellissimo aver una gamma di impostazioni che renda perfettamente giustizia alle registrazioni. ma nel mondo reale, rimane una questione fortemente aleatoria.. e legata al gusto dell'ascoltatore.

Personalmente dopo un po' di entusiasmo iniziale ho accantonato ile regolazioni sul mio FM acoustics di allora, lasciando poi sempre in default, e cosi come é andata a me.. penso sia andata a molti altri appassionati.

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flamenko
9 minuti fa, alexis ha scritto:

rimane una questione fortemente aleatoria.. e legata al gusto dell'ascoltatore.

...la riluttanza di Reinhardt Thoress di non aver voluto dare negli anni indicazioni precise su come impostare la curva per etichetta è legata principalmente a quanto dici. Tuttavia ultimamente anche lui ha ceduto immagino per le numerose richieste che ognuno dei possessori gli rivolgeva, me per primo...come a dire "se mi dicono che è la curva giusta metto a riposo i miei dubbi e serenamente...ascolto meglio" . In realtà non è così, a me è capitato che curve ""ritenute"" corrette suonassero meno bene di curve sbagliate non solo in via di gusto soggettivo (non sarebbe totalmente corretto) ma anche oggettivamente: pianoforti che sembravano carillon, batterie di cartone, contrabassi afflosciati ecc...a conferma che il lavoro in registrazione, deenfasi, compressione ecc è anch'esso legato a un orecchio umano e non ad algoritmi. per fortuna il thoress ha contrariamente ad altri phono la possibilità di ricavare non qualche curva ma infinite e quindi piacere garantito quando senti necessità di smanettare...che non è detto si senta sempre. Quindi capisco che a un certo livello è una esperienza che ogni appassionato debba fare  prima di cogliere appieno il senso dell'antico brocardo secondo il quale...tutto è relativo🤪🤪

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scroodge
1 ora fa, t.digiorgi ha scritto:

La "curva giusta".........

E chi la decide?

 

Eh... per come la vedo io: o abbiamo una lista stilata dalle case discografiche in cui edizione per edizione viene dichiarata la curva impiegata, oppure, ognuno dice, del tutto legitttimamente (perché c'è libertà di parola) la sua, e, a seconda dell'interlocutore, avrà sempre ragione, o torto.


Oppure facciamo a fidarci che, dal qualche anno dopo il 1955, TUTTE le stampe e ristampe utilizzano la curva RIAA e torniamo ad ascoltare musica in pace

Ciò non toglie che avendo la possibilità di scegliere, ognuno poi fa un po' come gli pare e sopratutto...piace!

 

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walge

Ma avete letto il documento dell’Eq ?

in fondo c’è l’elenco preciso delle varie etichette, anno e tipo di equalizzazione

anche il Gold note ha i riferimenti

 

 

W

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luigi61
1 ora fa, t.digiorgi ha scritto:

E chi la decide?

Lo stesso soggetto che decide quale cavo genera un suono migliore o più realistico, oppure quale elettronica va meglio oppure quale trattamento ambientale restituisce una qualità d’ascolto più vicina a quella reale. Avere un pre fono che consente, in base alla sensibilità dell’utilizzatore, di raggiungere un risultato migliore e più realistico, credo che sia un bel valore aggiunto.

A prescindere dalla conoscenza oggettiva di quale sia la vera curva applicata.

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  • Administrators
cactus_atomo

ho due dischi test della dg, uno per i n33 ed uno per i 45 giri, la dg è tedesca, è stata forse il più grande produttore di vinili nel settofe classico e quei dischi test usano la riia. mi sembra strano che fcessero dischi test riia e dischi da vendere din. 

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codex

Ricordo di aver ascoltato ad una "Sintonie" di diversi anni fa una demo con il pre phono Zanden che permetteva di variare la curva, oggettivamente una differenza era udibile, soggettivamente accadeva che per ognuno degli astanti il risultato era peggiore o migliore, naturalmente con tutte le sfumature a seconda delle personali preferenze.

Quell'esperienza mi fa ricordare una situazione del tutto diversa, una delle prime prove di ascolto di files di diversa risoluzione, con buona parte degli ascoltatori che si dividevano tra 16/44 e 24/96, ma con preponderanza per i primi...praticamente nessuno optava per i 192 khz.
La domanda, per tornare al pre phono, sorge spontanea: è davvero utile?

  • Melius 1
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  • Administrators
cactus_atomo

@flamenkoanche su questo non ne sarei così sicuro, con il sistema multimicrofonico della dg ci saranno microfoni in fase ed altre i controfase

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