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Non abbiamo capito niente (pre phono)


NlCO
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Enigma

@Berico grazie anche a te, mi sto facendo una cultura in materia. Certo adesso andare a comprare un pre phone un po' meglio di quello che ho sarà un bel problema.

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scroodge
1 ora fa, Berico ha scritto:

n una tipica festa americana fine anni 50 primi 60 avrebbe avuto senso proporre un suonare un po' più strillone e meno audiofilo,  poi bisognerebbe parlare anche di come venivano riprodotti,  con quali amplificatori e con quali diffusori

Meraviglioso! Ti quoterei all'infinito

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Berico

@Enigma al contrario, non so che pre phono hai, ma oggi gli entry level sono tutti buoni, di certo però dal trigon vanguard in su per esempio, anche il modello 2 se lo trovi nuovo (500 €) , vanno tutti bene, l'importante e' il fonorivelatore che si possiede o che si vorrebbe possedere, nel caso il vanguard e' altamente settabile (facilmente e senza aprirlo) sia in mm che in mc cosa molto importante. 

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magicaroma
Il 1/5/2022 at 21:43, BasBass ha scritto:

fortunati acquirenti dei pre phono Zanden, dotati di curve di equalizzazione selezionabili, viene consegnata anche la documentazione che spiega meticolosamente quali curve utilizzare in funzione dei vinili ascoltati (in base a edizione, paese di provenienza, etichetta discografica, anno di stampa etc.), sarebbe davvero interessante mettere le mani su queste sacre scritture...

Comodo. Praticamente se voglio ascoltare un paio di lp dopo cena quando ho finito di documentarmi è ora di andare a dormire

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Armando Sanna

@magicaroma

Per fortuna molto di noi sono partiti da selezione reader's digest o impianto similare ( io avevo un Lesa 5+5 Watt…)

e ascoltavamo musica senza troppe pretese …

Poi sono arrivati i componenti separati e per molti è stato l’inizio della fine .

😁😁😁

 

PS

ho letto il 3D e l’argomento è molto interessante, ma un po’ di facile ironia è dovuta 

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scroodge
48 minuti fa, Armando Sanna ha scritto:

e, ma un po’ di facile ironia è dovuta 

L'ironia ci sta sempre...👍

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  • 2 weeks later...
fabrizio

Salve,

intervengo volentieri in questo thread dalla domanda interessante, primo perché dovrei essere proprio io il soggetto indicato dall'autore del thread (ho fatto la dimostrazione sulle curve di equalizzazione a Bari, solo nella giornata di domenica, dopo che ho fatto sentire ai miei Partners, che avevano un loro fono, per altro eccellente, cosa succedeva ad ascoltare lo stesso disco conun altro fono che permettesse l'utilizzo  della corretta curva) e poi perché " non ci abbiamo capito nulla" è proprio la prima espressione che mi è venuta in mente quando ,ornai sei anni fa, mi successe di ascoltare un disco con la corretta curva  che non era la RIAA.

Diciamo che da allora di prove ne ho fatte migliaia , di fronte ad altrettanti appassionati per lo più increduli, la maggior parte dei quali , anche i più riottosi, solitamente alla fine ha convenuto.

Se la prova è condotta bene, per bene si intende catena ben settata ben inserita in ambiente, le differenze , con alcune etichette, sono tali e tante che non si può rimanere indifferenti.

Diciamo che il passaggio da una testina da 300 € ad una da 5000 € non riesce, in termini di risultati all'ascolto, a dare la stessa differenza.

Dal susseguirsi degli interventi, come sempre accade ogni qualvolta  si mettono  in discussione concetti universalmente accettati e pratiche da tempo consolidate, è evidente lo scetticismo crescente ....ed è giusto sia così ...e chi meglio di me , nato e cresciuto con il dogma "dopo il '55 tutte le stampe sono RIAA " praticato e celebrato per quarantacinque anni di onorati ascolti del vinile, potrebbe comprendere lo sconcerto ;..........eppure , di fronte alla evidenza dei fatti ...

Negli ultimi anni , man mano prendevo dimestichezza col fenomeno e ne riuscivo in qualche maniera a codificarne i risvolti (chiaramente non da solo, sono in costante contatto-confronto con decine di appassionati , non solo nel nostro paese e, non procedo oltre se non dopo avere ricevuto conferme ) , ho iniziato a fare dimostrazioni in pubblico alle manifestazioni di settore: a Milano, a Roma, a Padova, a Lubiana, a Zagabria,a Varsavia, ad Anversa e , alle due ultime manifestazioni, a Monaco, dove ho finito proprio pochi giorni fa.

Non è stato facile ad arrivare  ad una codifica delle curve da utilizzare in funzione delle etichette, non c'è molta letteratura in merito e la maggior parte di questa si riferisce al periodo pre RIAA , ai dischi mono, ai 78 giri , all'epoca in cui ogni etichetta stampava con una curva diversa. Con l'avvento dello stereo ,alla fine degli anni '50, nel mondo delle case discografiche è avvenuta una vera e propria rivoluzione , le curve di eq utilizzate si sono ridotte tantissimo , e questo aiuta il procedere nella ricerca. Nelle etichette di musica classica , dove ci sono meno variabili, le curve  si riducono a quattro .

Lo so che se ci fosse qualcosa di scritto, magari dell'epoca, questo renderebbe più credibile il tutto; ho passato giornate sul web alla ricerca di documenti che convalidassero quello che in pratica per me era evidente. Proprio di recente ho trovato un articolo , pubblicato nel 1975 su una rivista audio, scritto da uno dei protagonisti della prima era discografica stereo che, a posteriori, ha dato conferma ad un fenomeno che da tempo avevo rilevato all'ascolto : tutti i dischi storici, le prime stampe stereo quelle famose, quelle più cercate dai collezionisti , i Living Stereo, i Mercury, i London , i Decca Wide Band, I primi Deutsche Grammophon Tulip, i Columbia Sax, i Capitol, i Verve, i Blue Note ...tutti quelli che mi capitavano della prima era stereo, che fossero americani o europei ...suonavano nettamente meglio con la curva Columbia.

Ora, a distanza di tempo , dall'articolo di cui posterò il link, capisco il perché: erano stampati tutti dalla stessa testata stereo, l'punica reperibile sul mercato, la Westrex 45-45.

.

https://www.gammaelectronics.xyz/audio_03-1975_westrex.html

 

Buona lettura.

 

Saluti, Fabrizio.

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one4seven
3 ore fa, fabrizio ha scritto:

Diciamo che il passaggio da una testina da 300 € ad una da 5000 € non riesce, in termini di risultati all'ascolto, a dare la stessa differenza.

Considerazione molto forte, direi... 

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fabrizio

@one4seven Salve,

volenti o nolenti , la dura verità. Un disco riprodotto con una curva che non è quella con cui è stato inciso è semplicemente ...sbagliato , al limite la testina migliore ne esalta ancora di più l'errore.

 

Saluti, Fabrizio

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one4seven
24 minuti fa, fabrizio ha scritto:

Un disco riprodotto con una curva che non è quella con cui è stato inciso è semplicemente ...sbagliato

E su questo non vi è dubbio alcuno. 

Da quale periodo si può essere certi che la curva utilizzata in fase di incisione sia senza ombra di dubbio la standard RIAA? 

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fabrizio

@one4seven

 

 

Salve,

la certezza ?  Direi stampa USA fine anni '60 fino a primi 2000. Oppure stampa RCA Italiana anni 70/80

 

Saluti, Fabrizio

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one4seven

@fabrizio

21 minuti fa, fabrizio ha scritto:

fino a primi 2000

non fino ad oggi? 🤔


 

Sulle acclamate stampe Giapponesi sai dirci qualcosa? Qualcuno avanzava l'ipotesi che la tendenza delle suddette stampe a mettere in evidenza le alte frequenze era frutto anche lì di una (mai pubblicamente ammessa) deviazione dalla RIAA.

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flamenko

@fabrizio io ho posto un tema Fabrizio, probabilmente non sarai d’accordo, la correttezza della curva alcune volte ha più attinenza alla semantica dell’ascolto piuttosto che al piacere che può dare un phono di livello indipendentemente dalla curva…. Che ne pensi?

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aldina

@fabrizio Fabrizio sai che condivido da tempo questa tua visione, comunque a Monaco eri in gran compagnia a sostenere questo percorso. Giusto quattro sale più in là della tua anche nella sala CH Precision / Nordost / Rockport facevano una demo uguale alla tua facendo ascoltare un ben noto Deutsche Grammophon con differenti curve... qualcuno era obiettivamente sorpreso... 

Ho giusto avuto un lungo dibattito con l'amico di più lungo corso che conosco nel mondo HiFi (negoziante) che lo ritiene solo my-fi. 

Anche accontentandomi di questo punto di vista francamente ora che ho un prephono con le curve (pur economico e di modeste pretese) non tornerei indietro. 

Certo... se poi Flamenko in un improvviso slancio di generosità... volesse prestarmi il suo CS port per qualche tempo, non direi di no...😁IMG_20220527_084638.thumb.jpg.d5f9c1c148915bf7f88622ae5a904b0d.jpg

 

 

 

 

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  • Administrators
cactus_atomo

ho cominciato a comprare dischi nel 1965, in casa ante quel periodo, c'erano solo i 45 dei miei genitori. a quanto mi risulta praticamente tutti i dischi commercializzati dopo il 65 avevavo equalizzazionne RIIA. non essendo un collezionista ho un numero limitato di dischi di epoca precedente, diciamo 5 arkiv mono anni 50 e 5 di altre etichette. ho provato un pre phono con curve di equalizzazione selezionabili e mai avuto problemi  con la quasi totalità dei miei dischi. ho provato anche con alcuni oissey /riedizione economia di vecchi columbia) ma credo che anche questi, essendo posteriori al 65 siano statii realizzati con la riia.

resto dell'idea che anche se la riia è uno standard, non può essere identica perchè come le curve riia dei pre phono non sono tutte esattamente sovrapponibili, questo vale anche per le riia applicate in fase di realizzazione del vinile

se un produttore dopo il 65 ha prodotto e commercializzato con curve nin riia, ha operato fuori standard e se uno opera fuori standard nessuno può essere sicuro delle curve che ha utilizzato di volta in volta

il problema della riia potrebbe essere importante per i collezionisti di vinile ma forse neppure per loro, il disco da collezione lo si osservaa cataloga incellofana e lo si ripone sullo scafale senza ascoltarlo altrimenti perde valore

già è difficile avere un pre phono con una sola curva di equalizzazione fatta a regola d'arte, per cui meglio un pre phono valido con una sola curva che uno con più curve mameno valido con la riia

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