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Melius Club

Amplificatori valvolari cinesi,la vostra esperienza.


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mariovalvola

Su Melius c'è  un'articolata discussione non troppo vecchia. Per riassumere, posso affermare che ne esistono di indecenti, di discreti e, incredibilmente, anche di buoni. 

A volte i trasformatori di alimentazione vengono tirati per il collo. Ma non sempre avviene. 

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Questo giocattolone è un single ended di 300B con trasformatore di alimentazione cinese ( un kit ben ingegnerizzato ma anche molto rielaborato dal sottoscritto). Rimane a una temperatura corporea anche dopo 6 ore di funzionamento. I trasformatori di uscita sono frequentemente paragonabili a quelli usati in produzioni occidentali medio basse ( quindi non particolarmente esaltanti ma sufficienti) 

Nello stesso kit, anche i ferri di uscita risultano alle misure e all'ascolto un poco sopra la media ( in casa, come termini di paragone ho Tango, Hashimoto, Monolith Magnetics, e Magnequest ). Non so se sia una rara eccezione ma l'ampli esiste.

Spesso nelle mie autocostruzioni impiego trasformatori di alimentazione e induttori Raphaelite. Sono piuttosto buoni se usati con oculatezza.

Ho anche un push-pull di EL34 della stessa casa ( foto dalla rete ) .

RAPHAELITE-DP34-LS3-5A-For-LS3-5A-Speakers-Hi-Fi-audio-EL34-vacuum-Tube-Amplifier-10.jpg.0818b2ec1e0de9a5a56595294c2ec6e3.jpg

Costruito bene. Esteticamente accattivante, Forse il trasfo di alimentazione risulta lievemente sottodimensionato ma funge comunque.

Qualche furbizia un poco indecente nell'alimentazione ( la raddrizzatrice non raddrizza nulla. Svolge solo la funzione, comunque utile, di soft start ). 

In sintesi, con un poco di naso ed esperienza, qualcosa si trova. Sconsiglierei ancora i classici amplificatori monumentali con 211 e 845. Non ho esperienze dirette ma mi sembra di cogliere troppe incongruenze ( leggasi furbizie ) per essere realmente interessanti.

 

 

 

 

captainsensible

Su suggerimento di un mio amico ho preso per un soldo di cacio uno Yarland equipaggiato con le EL34 che, dopo un lungo periodo di parcheggio, ho installato nello studiolo.

Sinceramente la qualità mi sembra niente male.

C'è da dire che, stando a quando mi diceva chi mi ha suggerito di prenderlo, l'importatore (AAAVT) imponeva al costruttore l'uso di componentistica almeno di un certo livello ed effettivamente mi sembra ben fatto.

Tra l'altro i trasformatori scaldano poco anche dopo diverse ore di funzionamento il che dimostra che non siano tirati per il collo.

 

CS

 

  • Melius 1
Mike27051958

Un' esperienza negativa con uno YAQUIN che montava delle kt 88 e un' altra decisamente positiva con un Cayin modello A 88 T anch' esso con un quartetto di KT 88 poi sostituite con un quartetto di 6550. Venduto diversi anni fa ma mi risulta che l' acquirente di allora lo possegga ancora

mastergiven :

Premesso che non ho pregiudizi di nessun tipo e verso nessuno, mi permetto una domanda, come mai questo interesse solo per le realizzazioni Cinesi ?

La cosa mi lascia un poco perplesso, in Italia infatti ci sono costruttori di valvolari fra i migliori al mondo (non lo affermo io).

I vantaggi nel comprare sul territorio sono molti, non staro’ ad elencarli, sarebbe superfluo.

Non voglio certo convincere nessuno a fare una scelta invece di un’altra, ci mancherebbe, pero’ la perplessità rimane.

Allo stesso modo, capisco la curiosità di sperimentare roba esotica e particolare.

E’ la globalizzazione.

  • Melius 2
mastergiven

@samana Se mi decidero' di provare un valvolare,quasi sicuramente non sara' cinese e molto probabilmente sara' italiano. Mi interessava pero' sapere a che livello sono i cinesi,per pura curiosita'. 

Magari gli riescono meglio alcune tipologie tipo i single ended di bassa potenza o altro...ahime' ignoro completamente la loro produzione.

Se esce fuori che comunque qualcosa di buono c'e',potrei anche cambiare idea e andare di cinese.

mariovalvola

@samana in primis, per me, i migliori trasformatori di uscita sono giapponesi per single ended e americani o giapponesi per push-pull. I tubi, da parecchio tempo,  non sono più costruiti in Italia. I nuclei magnetici migliori non mi risultano italiani.

Ti posso assicurare che di artigiani in grado di raggiungere le vette di certi prodotti giapponesi, sono molto, molto, molto rari. Si è persa la cultura per realizzare davvero bene certi ferri. Non è semplice ( ma non impossibile ) in Italia, fare avvolgere anche solo trasformatori di uscita semplificati fornendo pure lo schema dettagliato degli avvolgimenti.

Gli zoccoli sono spesso cinesi tranne qualcosa in PTFE giapponese e un artigianale italiano sempre in teflon. I condensatori di accoppiamento e di alimentazione rarissimamente sono italiani. Molti costruttori italiani, i circuiti stampati se li fanno realizzare all'estero.

Parlare di prodotto realizzato in Italia,  mi fa venire in mente il periodo autarchico del ventennio dove tutto sembrava di provenienza italiana ma era vero solo molto parzialmente.

Comprendo e posso condividere l'entusiasmo per alcuni costruttori nostrani ( un lo adori e hai ragione. Altri, a prescindere da quanto sono pompati anche qui, sono prossimi alla truffa. Altri ancora sono ottimi ma poco menzionati anche se progettati e costruiti molto bene).

I Cinesi, sono furbi e hanno un'incredibile propensione a giocare con le suggestioni e le parole. Sapendolo, ci si può ragionare. Io, a mio rischio e pericolo, come autocostruttore ho acquistato parecchi componenti ferromagnetici cinesi. Alcuni meritano. Un utente normale, ovviamente, rischia molto di più.

 

  • Melius 2

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