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La bellezza del giradischi


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Il 10/06/2026 at 17:28, Berico ha scritto:

allora non suona molto meglio del predecessore di cui avevo fatto delle acquisizioni e date in pasto agli analizzatori per confrontarle con il digitale, piaccia o non piaccia se il sistema è settato ci deve essere convergenza, non una sovrapposizione , in alcuni casi per alcuni pezzi era all'orecchio indistinguibile, rumore di fondo nullo, costanza dei giri, e bassa distorsione ma quello dipende da varibiabili extra , (braccio testina) anche se li era presente una basetta particolare altamente disaccoppiante, che potete vedere sull'ultimo lavoro di Mauro (mi sembra) , ma era un giradischi tradizionale plinto unico ad alta massa , con diversi upgrade, qui la sfida è stata piu'  ardua, perche' montare un  Lenco su un plinto leggero non era  proprio il suo, ma l'idea di valorizzare la forma della piastra,  seguirla nella sua forma e renderla visibile ha intrigato subito , soprattutto Mauro per ovvie ragioni, la piastra doveva essere protagonista, il plinto doveva piegarsi alla piastra. Per cui alcune modifiche son state fatte come dei tagli di discontinuità per canalizzare le vibrazioni verso i punti di ancoraggio del plinto , abbiamo usato un sistema a sandwich per l'accoppiamento , cioè vari materiali , dal plexi a neoprene per taglio frequenze, per cui non  c'è contatto diretto tra piastra alluminio e legno, tutto è fissato su boccole, cioè non ci sono viti da legno, tutto è smontabile per manutenzioni future senza problemi, qui grande lavoro di Mauro e precisione, poi i piedini, io li avevo già usati e sono validi devo dirlo isolano bene per sollecitazioni esogene e assorbono molto bene quelle endogene, poi anche per necessità avevamo bisogno di piedini con un centraggio fisso, quei piedini sono a due stadi hanno una base che è stata fissata al  plexy e  il corpo  avvitata al plinto che si incastra , cosi  da vincolare la posizione del giradischi in un punto preciso, ma comunque mobile. Mauro lavora solo con i massimi up-grade qui ovviamente c'è tutto, molle bronzine rubber puleggia  a parte l'asse. Fine prima parte. 

Scusate ma è durata oltre un anno la genesi sembra semplice  ma non lo è  stata., e vi assicuro che sono stato sintetico, seconda parte la torretta.

riprendo , ok fatto il giradischi è ovvio che dovesse essere accompagnato da una torretta, potevamo fare qualcosa di semplice o copiare, ma siccome la nostra sfida era avere come acquirente tipo @alexis (ci siamo stancati dei poveri :classic_biggrin:) abbiamo fatto qualcosa di originale,  personalmente torrette con braccio a sbalzo non mi piacciono per tanti motivi,  volevamo che il giradischi avesse meno limiti possibili e fosse regolabile per compensare qualsiasi problematica, nello stesso tempo eravamo terrorizzati un pelino dal plinto leggero e dalle vibrazioni endogene, per cui ecco la torretta in alluminio  come è composta:

1 flangia fissata al plexy  con canale scavato  su cui ci sono delle sfera in graffite, nel canale c'è un filo di olio siliconico, lateralmente alla flangia ci sono tre grani che servono per centrare il piatto supriore.

2 il piatto superiore non tocca flangia , i tre prigionieri sono regolati per porla al centro, passa un foglio di carta tra flangia e piatto girevole per cui non c'è contatto.

3 la torretta è fissata sul piatto è ovviamente ruota quando si libera un prigioniero della flangia e puo' essere posizionata per ospitare qualsiasi braccio facendolo lavorare in asse.

4  i distanziali sono in fibra , ma in verità sono solo estetici , all'interno dei distanziali c'è un tubo in silicone più lungo di qualche mm questo serve per mettere in bolla il piatto del braccio , perchè? il piano in plexi puo' essere ovviamente messo in bolla, ma volevamo che tutto fosse indipendente, per cui il giradischi ha una sua regolazione fine per la bolla tramite i tre piedini e la stessa torretta puo' essere regolata finemente, non solo per la messa in bolla, ma anche per la regolazione dell'azimut, in caso di bracci fissi o shell che non permettono rotazione è possibile regolare con micro movimenti le viti del piatto in  plexi, che avendo il silicone in compressione permette un minimo di gioco e ottimo isolamento, per cui tutto è regolabile. 

L'importanza del fare lavorare il braccio in asse torretta non serve esporla, in  più c'è un vantaggio costruttivo, la piastra è girevole come detto,  come test Mauro senza avere il braccio mi ha preparato l'alloggiamento per il saec con una piastra in plexi facendo il foro in asse e tramite l'indice su la rondella superiore della flangia  (solo estetica) , poi ha girato la piastra e torretta fino ad avere la distanza corretta per il saec e  ha segnato la piastra girevole , collimando i due indici si ha distanza di montaggio in memoria, nel caso uno avesse tre bracci basta fare tre piastre il plexi dedicate al braccio, con foro in asse di qualsiasi forgia , tramite una piastra di centraggio memorizzare in fase di produzione le varie distanze. Tutto questo rende molto semplice il cambio braccio e nello stesso tempo un isolamento e una stabilità veramente eccezionale . 

 

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alla fine regolazione fine per regolare azimut

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come suona parte terza ma forse andrà su un altro topic , ho preso la prima stampa  giapponese M di the  the joshua tree per testare la dinamica dell'album nel sua taglio più originale come promesso a @one4seven . Scusate la lungaggine. Se i moderatori vogliono spostare possono liberamente. 

 

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MaurilioMc

Tourbillon non è una marca di orologi, ma un sistema meccanico di costruzione dei bilancerii degli orologi che, per contrastare le variazioni causate dalla forza di gravità create con il movimento del polso, racchiude i bilancieri stessi in una sorta di gabbia che elimina tali variazioni e fa oscillare I bilancieri, così protetti, solo con i movimenti necessari e previsti per evitare anticipi e ritardi temporali nel periodo previsto e stabilito di un minuto. Oltretutto, il tourbillon, era già normalmente utilizzato nell'ottocento per stabilizzare il movimento degli orologi da tasca anche essi già soggetti a variazioni gravitazionali ovviamente superiori a quelli da polso. Gli antichi orologiai erano già avanti. Tutto ciò con il massimo rispetto per i costruttori del giradischi in oggetto. 

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