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Mondo Magneplanar


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@iBan69 Ciao Roberto,

 

scusa per il ritardo nel rispondere.

 

Grazie mille per il tuo feedback, trovo questo scambio di impressioni molto interessate e con molti spunti di "riflessione".

 

Il modo in cui hai distribuito i pannelli sono come avrei pensato di farlo anche io in prima battuta, per poi optare per tutti e sei in mezzo alle casse.

 

Non fatico assolutamente a credere che hai tutto più a fuoco, quello è stato il cambiamento più evidente tra parete nuda e coi pannelli. 

 

Riguardo all'effetto dei pannelli dietro le casse ho provato a pensare un pò per cercare di  capire come mai a me, durante quella mezza prova con i cd racks ho avuto l'impressione di un peggioramento (per quelli che sono i miei gusti sonori).

 

Guardando la foto del tuo impianto (che sembra invogliare a molti ascolti) e guardando il mio in realtà mi sembra di trovare delle somiglianze nonostante la differenza di stanza e probabilmente di distanza delle casse dalla parete di fondo.

Io il peggioramento lo ho avuto quando con quei cd racks ho coperto praticamente completamente la superficie riflettente. Tu invece hai ancora della parete liscia presente. Senza i cd racks a simulare diffusione, lascio anche io un po' di parete riflettente disponibile. Io ho anche dei bass traps che assorbono, tu mi sembra di vedere cha almeno un angolo e vivo.

Io ho i tweeter interni, e questo già porta un rimpicciolimento della scena, se tu li hai esterni potresti sentire meno questo effetto. 

Infine, se non erro, le 1.7 sono più alte delle LRS quindi a me portare i vicoustic verso il basso probabilmente avrebbero avuto meno effetto che tenerli alti.

 

Tutto questo, scusa per la confusione, per dire che credo che, anche se in maniera diversa, potremmo entrambi essere arrivati ad ottenere il giusto bilanciamento di diffusione, assorbimento (noto hai dei pannelli posizionati in alto) e riflessione per far suonare bene le maggie. Magari alla fine il segreto sta tutto qua.

 

Ad ogni modo, dato che l'uso dei CD racks e' stato probabilmente non molto probante, mi riprometto di riprovare della diffusione dietro le casse non appena ho dei nuovi pannelli. Io ho piu  spazio tra le casse quindi credo che non avrei guadagno molto a togliere dei pannelli da li e metterli dietro le casse.

 

Infine ieri mi e' arrivato in anticipo il regalo di Natale (lo aspettavo a gennaio) quindi si ricomincia la ricerca del suono migliore. Il nuovo amplificatore e' adesso collegato...

 

IMG_9216.thumb.jpg.9ace8c274d7b3e10aaa67ef0ef079f01.jpg

 

Grazie ancora per il tuo feedback.

 

Saluti

Andrea

 

 

 

 

 

 

  • Melius 1
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@andalb grazie a te, del preciso riscontro, che condivido nelle differenze da te sottolineate:

In primis abbiamo ambienti diversi, diffusori diversi per dimensione e collocazione soprattutto dei tweeter, per cui ci può tranquillamente stare che siamo giunti a conclusioni diverse.

La posizione dei miei pannelli posteriori ai diffusori non è ancora definitiva, probabilmente li alzerò un po’. Inoltre, la mia stanza è più piccola e molto più arredata della tua, e ha la parete posteriore al punto d’ascolto trattata. Non sento alcun bisogno di trattare gli angoli con dei tube traps, con questi diffusori, mentre quelli che avevo in precedenza, necessitavano di un controllo delle risonanze negli angoli posteriori, ad essi. C’è da considerare che il mio soffitto più alto, del tuo e questo non è poco.

Per il resto, siamo abbastanza allineati. 
Ps: complimenti per l’ampli nuovo!

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@iBan69 Grazie per complimenti.

 

Si sono d'accordo con te che la differenza di stanza e' un fattore davvero importante che influisce significativamente nelle scelte di posizionamento e trattamento.

Nonstante cio', quello che ho trovato davvero utile, e' stato leggere le impressioni di ascolto e le scelte fatte da te e dagli altri forumisti.

Dato che non siamo tutti sordi, nonostante abbiamo gusti diversi, ritengo che ogni soluzione funzioni, quindi ho cercato di capire cosa ci stava dietro e tentato di riprodurre nella mia stanza le stesse caratteristiche, non le stesse esatte soluzioni.

Alla fine sono tutte sistemazioni molto simili.  Con tutti gli ottimi consigli dati qui, credo che chiunque possa ottenere una piu' che buona sistemazione delle maggie per poi giocare e affinare in base al proprio ambiente e gusto.

 

Personalmente non posso che ringraziare tutti per il confronto costruttivo sulle nostre esperienze e speriamo di continuare a migliorare ma anche e soprattuto a goderci la musica.

 

Facci sapere poi le tue impressioni quando proverai posizioni diverse per i pannelli.

 

Saluti

Andrea

 

 

 

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Il 11/4/2021 at 11:51, Gingobiloba ha scritto:

Io nella mia modesta esperienza di audiofilo ritengo che il mio sistema sia molto vicino alla riproduzione reale del pianoforte e per esempio lontanissima da quella del violino.

Scusa se chiedo, ma come è possibile che un impianto riproduca correttamente il pianoforte, intendendosi per “correttamente” un suono assai vicino alla realtà, e non il violino? Strano!

Le Maggies incontrate per la prima volta anni e anni fa, se correttamente posizionate in ambiente (il loro posizionamento, specie per quelle grandi come la serie 3, o grandissime, la serie 20, può condurre vicino alla follia...) e correttamente “alimentate” (sorgente e amplificazione dico...) sono diffusori pressoché definitivi per la classica e il jazz.

Lo dico come ex possessore e amante di numerosi diffusori di tutte le tipologie, dalla Quad ELS originali alle B&W DM6 (ancora a casa mia, nel mio impianto video..l), dalle Dahlquist DQ10 alle Martin Logan diversi modelli... le Maggies possono essere diffusori definitivi!

Ribadisco, definitivi per i due generi musicali: classica e jazz.

Perché il Pop/Rock vuole il “punch” di un woofer dinamico, senza se e senza ma (seppure le Maggies, almeno quelle più grandi, siano in grado di dare emozioni anche nel Rock... manca sempre “qualcosina” per essere perfette...).

E qui si arriva al Subwoofer: nella mia esperienza (ma mai a casa mia) il SubWoofer è sempre peggiorativo, sempre vuol dire sempre, se si parla dei due generi musicali di cui sopra. Perché altoparlante dinamico mal si accoppia con un diffusore planare e a nastro. Per la velocità, certo, dei transienti, ma anche per il modo di “porgere” il suono in generale.

Non ricordo di aver mai apprezzato un diffusore ibrido, dinamico-altra tecnologia, e men che meno una cuffia ibrida, perché si sente sempre, o almeno io sento/credo di sentire sempre, una certa artificialità nelle frequenze di sovrapposizione. Sovrapposizione pressoché inevitabile anche con un buon/eccellente crossover e una saggia scelta della frequenza di taglio.

In definitiva le Maggies, anche le piccole, se in ambiente piccolo, restituiscono una eccellente gamma bassa per la musica “naturale” che non abbisogna di “rinforzi”...

Questa è, ovviamente, solo una mia opinione... ma è opinione di chi da decenni ha scelto le Maggies come diffusori definitivi (mentre per le cuffie passo a tecnologia elettrostatica, le Stax, a quelle a nastro RAAL e GoldPlanar, o AMT o dinamiche o planari..senza ancora avvertire di aver trovato la soluzione “definitiva”).

Comunqiue sia: lunga vita alla Maggies...! E Buon Natale a tutti!

  • Melius 1
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E aggiungo che dalle 3.6 in poi (e fra l’altro le 3.6 sono migliori delle 3.7 mkI, infatti abbastanza rapidamente sostituite dalle 3.7 mkII non a caso...) è molto migliorata l’omogeneità di emissione fra il nastro e i pannelli isodinamici, fatto che prima faceva un po’ “storcere il naso” a chi, come me, amava le Tympany originali, solo isodinamiche....

Ma il nastro, dalle 3.6 in poi, suona così bene ed omogeneo che... ecco ritengo questi diffusori nettamente superiori ai primi “paraventi” proprio per via dei medio-alti, un pizzico troppo “scuri” nelle Tympany originali...

Insomma, le Maggies sono diventate ariose e precise come le mitiche Apogee (total ribbon) ma con maggior impatto sui medio bassi, più reali e più fisici.... in qualche maniera: “l’uovo di Colombo”.

P.S. E il “disaccoppiamento”/“accoppiamento” su doppia base di marmo + spikes migliora l’emissione dei bassi, rendendoli più ariosi....più naturali.. almeno al mio orecchio e a casa mia, si intende!

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@SimoTocca sono d’accordo con te sul discorso subwoofer, abbinato ad dei pannelli, se questo non è nato, come le Martin Logan ibride, assieme. 

Ascoltate le ML 15 ESL, non si percepisce quello scollamento che invece percepisco con sub separati. Comunque, le mie piccole LRS, hanno un eccellente basso, veloce e controllato, non profondissimo, ma più che sufficiente, per la musica jazz. Pertanto non sento la necessità di alcun sub. Piuttosto, penserò più avanti, ad un modello più grande. 

Ps: Potresti fare qualche foto delle basi che hai realizzato per le tue Maggies, vorrei capire meglio come sono, grazie.

 

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La scorsa domenica sono stato ospite dì @iBan69 dove ho avuto modo dì ascoltare per circa 3 ore le piccole LRS e devo dire che il risultato è decisamente dì ottimo livello. Nel corso degli anni ho avuto 3 coppia dì Magneplanar (smga, 0.5 e smgc) e ho avuto modo dì ascoltare diversi altri modelli (2.5, 2.7, 3.3, 3.5 e Timpany Id e 4)  ma non le avevo mai ascoltate con amplificazione McIntosh ed ero molto curioso. Mi ritrovo con quanto scritto da Roberto in qualche post sopra. 
Nel corso del pomeriggio abbiamo anche avuto modo dì ascoltare qualche prima stampa Decca FFSS, London FFRR, DG, Philips, Columbia e Telefunke e dì “giocare” con le diverse curve dì deenfasi del suo PH10 ma questa è un’altra storia. Appena ho un attimo posto qualcosa nella discussione aperta dì recente.

  • Thanks 1
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Diciamo che le maggies sono più che valide con certo jazz, ma non con tutto il jazz, se non intendiamo solo quello da bar… e se intendiamo jazz come quello espresso dalla collana ECM.. che contiene parecchi titoli assai impegnativi sotto il profilo dinamico.

Esagerando, senza accanimento verso questi per molti versi splendidi planari, ma proprio per mettere i puntini sulle i… a livelli realistici nemmeno i classici trio di Keith jarret sono riproducibili da pannelli in generale, e nemmeno dalle maggies.

ma chiudo qui, ci ho convissuto per due lustri, per cui le conosco bene, con i loro limiti e ke loro grandi qualità:-)

 

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@alexis..... nemmeno i classici trio di Keith jarret sono riproducibili da pannelli in generale, e nemmeno dalle maggies.

 

Non sarei così sicuro di questa tua rispettabile opinione.

Se vogliamo fare una doverosa distinzione tra elettrostatici puri (Quad , Acoustat...) ed isodinamici ( Magneplanar) mi trovi d’accordo, ma ti assicuro che  che con le Acoustat ( mi sembra di ricordare che anche tu in passato ne hai posseduta una coppia) Keith e compagni sono riprodotti  con grande realismo e senza alcun problema .

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43 minuti fa, alexis ha scritto:

Diciamo che le maggies sono più che valide con certo jazz, ma non con tutto il jazz,

Il tuo parere è sempre autorevole e sempre benvenuto, perché nasce da grande esperienza con impianti di alto livello.

E in linea teorica e generale sono anche d’accordo, se pure bisognerebbe precisare che per ottenere risultati del livello qualitativo delle Maggies è quasi sempre necessario spendere anche 10 volte di più ...a volte anche 20 ..e non sempre basta! Come dire che con il prezzo di una VW Golf hai le stesse prestazioni di una Ferrari... e nel mondo automobilistico questo sarebbe uno scandalo, che invece è considerato “cosa normale” nel mondo audio, dove la soggettività è l’unico parametro che vale!

Ma, tralasciando il fattore economico, mi preme precisare perché non solo completamente d’accordo con la tua affermazione.

Perché? Perché le Maggies sono diffusori che ancor più degli altri, sono sensibilissimi all’ambiente in cui interagiscono. 

E vedo spesso che chi ha un ambiente d’ascolto normale, e non saloni, ha quasi paura di prendere in pannelli grandi, non dico la serie 20, ma la serie 3 (3.6 e 3.7 mkII)

Invece ascoltandole in quasi nearfield le Maggies, messe al loro posto (quasi in mezzo alla stanza, o almeno a 1/3 dalla parete posteriore), messe in condizioni di non soffrire troppo delle interferenze della stanza (bene quindi pannelli fonoassorbenti, tende, mobili massicci...ecc) ecco che svelano (nel senso letterale del termine, cioè tolgono un velo messo su) un mondo universo di suoni che si avvicinano davvero in maniera ragguardevole alla realtà. 

Nella mia lunga frequentazioni di amici, audio saloni e fiere, avrò visto le Maggies (qualunque modello) messe in queste condizioni meno di una volta su cento! Un rapporto, 1:100, che rande bene l’idea del perché questi diffusori non siano ancora più apprezzati di quanto sono e del perché non temano nessun confronto indipendentemente dal loro prezzo.

Se poi si aggiunge che la cura della sorgente e della loro amplificazione esalta, ancor più di sempre, le loro prestazioni (sono fra i pochi diffusori in cui cambiare il cavo fa sentire davvero una differenza di un certo rilievo), e che le Maggies consentono una crescita notevole della resa sonora, senza cambiare diffusori, ma salendo con la qualità dei componenti a monte (in generale dovrebbero essere più costosi di quanto costano le Maggies, fatto che invece spesso non avviene..) si raggiungono risultati inimmaginabili.

Sono troppo generoso con le Maggies? Beh, forse sì, ma le ho ascoltate proprio ieri sera, di ritorno dalle prove generali di Zubin Mehta che stasera inaugura, presente Mattarella, il nuovissimo Auditorium (la seconda sala, un più piccola della principale) di Firenze e ho messo su lo stesso brano appena ascoltato: la settima sinfonia di Beethoven.

Ebbene la sensazione di realtà, per lo spazio e per la dinamica orchestrale, per l’individuazione nel corretto spazio, dei legni, l’impatto dei timpani, il suono ambrato dei corni... ecco mi sono venuti i brividi di piacere...la pelle d’oca...😉

 

  • Melius 1
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