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La corazzata Mofi/Music Direct si è autoaffondata?


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Potrebbe andare bene l'opinione di uno che non è proprietario di niente, se non dei suoi dischi?

Michael Fremer ha qualche giorno fa pubblicato un video in cui spiega per quale motivo nel corso degli anni si è rifiutato di recensire  talune uscite MFSL su vinile. Eccolo qua:
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Il giornalista mostra varie ristampe MoFi tagliate da file DSD, assieme ad altre due tagliate direttamente da nastro: David Crosby - If I Could Only Remember My Name - e il primo disco dei Dire Straits, datato 1978;  afferma che confrontate con gli originali o con altre ristampe AAA le ristampe MFSL risultano perdenti poiché il suono appare equalizzato ed enfatizzato in maniera scorretta; vale per tutte le ristampe prese in esame, DSD e AAA. Ecco spiegato il motivo della mancata recensione da parte sua.
Fremer è stato accusato di essere sul libro paga di MoFi (in generale Fremer viene accusato di tutto e del contrario di tutto), pertanto il video serve anche a dimostrare che così non è.

Questa cosa dell’equalizzazione spinta è stata solamente sfiorata sui vari Forum e nei dibattiti in Rete; personalmente pure io mi sono accorto che i vinile MoFi che possiedo (quelli anni 2000) risultavano un po’ aggiustati, abbelliti e perfettini, ma attribuivo questa caratteristica innanzitutto alle capacità tecniche di chi aveva fatto il riversamento da nastro (perlomeno così credevo io) e poi da una impronta sonora peculiare dell’etichetta, una firma sonora, ottenuta di proposito. Non ho mai pensato ad un trasferimento digitale, come ho già detto e ripetuto. Sospettavo che l’abbellimento fosse attuato tramite apparecchiature analogiche, che fosse cioè da attribuire ad una sorta di re-missaggio del disco. Tutto ciò senza aver mai ascoltato gli originali o altre versioni tripla A.

Alberto.

@OTREBLA premesso che è legittimo volere un vinile senza passaggi in digitale, per me il vero problema generale sono gli interventi Sule vecchie registrazioni sia digitali che analogiche, per renderli più aderenti ai gusti audio odierni. Ogni ripulitura del suono porta via con lo sporco qualcosa della musica. Volete un vinile con i pregi del digitale e senza i difetti del vinile o viceversa fa parte di un modello culturale che ci porta a cercare cibi gabellati per salutari quando basterebbe chiedere la bocca

Posso anche essere d'accordo. Però di solito chi trasferisce da nastro bada bene a non toccare nulla o quasi nulla. Ci sono esempi eclatanti ed estremi, molti più di uno, come l'Acoustic Sounds di Louis Armostrong e Oscar Peterson che distorce dal principio alla fine. Una palla...

L'unico modo per uscire dall'equivoco è fare confronti o dare retta a chi ha la possibilità di farli.

Nello stesso video Fremer afferma che negli anni '80 i giapponesi, i famosi e celebrati giapponesi, tagliavano da nastro...con un delay digitale a 6 (SEI) bit. Era d'uso comune fare così.
Cazz...che notizia. Cado completamente dal pero! E chi cavolo la sapeva 'sta cosa?

Adesso mi spiego perché gli LP giapponesi di quel periodo suonano così glaciali.

E' chiaro che se non hai niente con cui confrontarli, li prendi per quello che sembrano essere. Suonano bene, tutto sommato, ti fai un'idea che quello sia il suono del master, posto che la qualità della ristampa non è in discussione (vogliamo discutere i giapponesi, fanatici fino al ricovero?).

Ora,  ho io la possibilità di ascoltare il master? No. Ho la possibilità di ascoltare le prime stampe? Molti di noi appassionati di Jazz non hanno questa possibilità (ammesso che serva a qualcosa ascoltare la prima stampa riversata da un nastro nuovo di pacca e appena registrato).

Quindi? Quindi prima di dare per scontato che il suono è stato "Ripulito" dovremmo quantomeno fidarci di quello che ci dice il produttore. Se il produttore dice che il master è stato passato senza artifizi digitali o analogici (se non minimi aggiustamenti dei livelli, come talvolta fa Kevin Gray), non possiamo che prestargli fede. 

Alberto.

Niente, quando lo dicevamo "noi" che erano equalizzati secondo un modello preciso eravamo complottisti. Tra l'altro alla MoFi e anche gli altri lo dicono tranquillamente. 

Adesso che lo dice Il guru... "bhe si in effetti, mi pareva..." 🤣 

 

  • Melius 1
4 minuti fa, one4seven ha scritto:

Niente, quando lo dicevamo "noi" che erano equalizzati secondo un modello preciso eravamo complottisti. Tra l'altro alla MoFi e anche gli altri lo dicono tranquillamente. 

Adesso che lo dice Il guru... "bhe si in effetti, mi pareva..." 🤣 

Dai che te l'ho servita su di un piatto d'argento...

  • Melius 1
1 ora fa, ediate ha scritto:

tutto ciò premesso leggo sempre più spesso interventi nei quali si posta “l’autorevole” parere dell’esperto di turno che, guarda caso, è quasi sempre il proprietario di una o più etichette di LP audiophile, le cui pupille, da rotonde, hanno assunto la forma del simbolo del dollaro

In realtà il proprietario di una o più etichette audiofile è uno solo: Chad Kassem.

Ho già scritto che è un commerciante, anche se uno che ha puntato tutto sulle ristampe di qualità. Mai sostenuto che sia un esperto.

Dovesse scoprirsi che gli Analogue Productions hanno un passaggio digitale si sputtanerebbe, se possibile, ancora più della MoFi, e rischierebbe il collo di più.

Il tentativo di delegittimare MoFi da parte della concorrenza, con tutti i vari lacchè a corredo, è stucchevole. 

Vedremo se MoFi avrà la forza di reagire, magari rovesciando il tavolo facendo crollare il castello di carte del mercato LP audiophile. 

Quello si che sarebbe un evento...

Ma non credo succederà, perché poi si porta dietro anche il comparto hardware.

 

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