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La corazzata Mofi/Music Direct si è autoaffondata?


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Finalmente un parere "fuori dal coro" ben circostanziato. Di mezzo ci sono ovviamente le preferenze personali, ma direi che è una opinione molto interessante. 

Quello che @Lumina descrive è il tipico "sound" che va per la maggiore, oggi, tra gli audiofili. E spiegherebbe anche perché vengono preferite, come resa, le odierne ristampe alle stampe d'epoca.

Una cosa mi rende perplesso, solo in Italia abbiamo un pannello di super esperti che diffida delle ristampe analogiche, ne sa addirittura di più di rinomati tecnici del suono come Bernie Grundman, a cui viene dato disinvoltamente del rincoglionito, Steve Hoffman, Kevin Gray, Ryan Smith etc. tutti mascalzoni prezzolati al servizio del grande complotto delle etichette audiofile. 
Peccato solo che non ricordo nessun presa di posizione  in tal senso nel forum di Steve Hoffman, dove pure successe il finimondo per il piano wobble, che anzi dimostra che non c’è stata alcuna manipolazione digitale, ne da nessun altra parte, riviste o siti audiofili o semplicemente jazz.

Lo stesso londonjazzcollector, uno che ha tantissime stampe originali, e non può essere certo accusato di essere pro stampe audiofile, non si è accorto di niente.

https://londonjazzcollector.wordpress.com/record-labels-guide/labelography-2/audio-quality-of-blue-note-recordings/

@Lumina rispetto la tua opinione, anche io però ho fatto qualche confronto e sono arrivato a conclusioni diametralmente opposte alle tue.

Cito solo Out of Cool di Gil Evan, Ho due stampe anni 70 una italiana

https://www.discogs.com/release/8689789-The-Gil-Evans-Orchestra-Out-Of-The-Cool

una tedesca https://www.discogs.com/release/2619929-The-Gil-Evans-Orchestra-Out-Of-The-Cool

pur essendo due buone stampe l’Acoustic Sounds è nettamente superiore e non suona affatto digitale

 

 

 

Chiedo poi ai super esperti illuminati, che senso ha effettuare un intervento digitale per la ristampa di Out of Cool e non dico eliminare ma correggere la distorsione presente in alcune tracce del master? Distorsione presente in tutte e 3 le copia che posseggo.

Questo discorso vale identico per diversi Tone Poet, Classic, Music Matters.

Quando è uscito il Classic di Song For My Father di Horace Silver nel forum di Hoffman si lamentavano che non fosse stata corretta digitalmente la distorsione presente nelle ultime tracce di entrambe le facciate. 

Certo che questa storia di MFSL ha dato una bella mazzata alla credibilità del settore, etichette, esperti nonché e non ultime orecchie d'oro.

Non lo si può negare Giorgio. Io capisco l'acuirsi della diffidenza di alcuni.

E' un fatto troppo grave. Qua non parliamo di Swatch che dice di produrre con plastica riciclata (faccio per dire) e poi si è scopre che non è riciclata (è un esempio del tutto inventato).

Qua parliamo di Patek Philippe i cui movimenti viene fuori che sono progettati e rifiniti in Cina.

Crolla il mito dello Swiss Made nella sua più alta e celebrata tradizione artigianale.

MFSL è la più veneranda etichetta audiophile, non è un pinco pallo nato ieri.

Poi sai la reazione dipende anche da quanto uno è coinvolto. A me mi hanno fregato due sole volte (perché i dischi della Peyroux sono digitali alla nascita). Poco male.

Chi ha in collezione, come il tedesco, 240 MoFi, magari è un po' più diffidente è incavolato di me non ti pare? E a questo punto la reazione più naturale (per alcuni, non per il tedesco) è quella di convincersi che anche le altre etichette facciano un passaggio in digitale, e che in ogni caso faccia poca differenza. Mal comune mezzo gaudio.

E' un processo psicologico di  autodifesa.

Alberto.

 

 

 

 

  • Haha 1

si compra sulla fiucia e sulle aspettative, non solo dischi. il fatto è che dire suona meglio è una utopia, l'idea che si possa migliorare l'originale, una sorta di lifting al suono, non mi ha mai convinto. diciamo che certe cose suonano diverse, magari più pilite (rimosso il soffio del nastro, qualche errore di ripresa, qualche diaturbo), ma per alcuni qusto sarà meglio e per altri peggiuo. con le macchime da studio posso addolcire il violino di accardo o rendere pi spigoloso quello di heifetz, ma non è setto che questo migliori il suono, miliora solo perchè il risultato si avvicina a quello che noi consideriamo il buon suono. non posso pretendere che la ualità audio delle sinfonie di furtwangler eseguite dopo il 42 sotto i bombardamentoi alleati suonino pulitine e precisine cone quelle effettuate 9n studio, devo far pace col cervello ed accettare che sevoglio cogliere l'emozione ed il pathos di quel momento meno vengono sistemayte dal punto di vista audio meglio è. se invece voglio dare la peminenzaa alla registrazione, ne scelgo un'altra

Non sono d'accordo. Noi un riferimento sonoro lo abbiamo eccome: il master tape. Ed il master tape a sua volta ha un altro riferimento: la musica dal vivo.

Sappiamo tutti che il master rappresenta una riduzione del suono dal vero. Un compromesso. Un trucco tecnologico. Accettiamo la cosa; anche perché non possiamo fare diversamente.

Così come sappiamo che il vinile è un compromesso, volto alla fruizione casalinga del compromesso master tape. Altrimenti dovremmo avere tutti in casa uno Studer da studio di registrazione e le copie dei master.
La ristampa AAA, realizzata a regola d'arte, si propone di trasferire tutto il trasferibile di ciò che si sente sul master tape (che a sua volta si propone di trasferire tutto il trasferibile di ciò che si sente in studio di registrazione). Diciamo un 60%, un 70%? Quello che è possibile.

Le case discografiche, piuttosto, se vogliono fregare i loro clienti, possono giocare sul fatto che moltissimi non vogliono o non sono in grado di fare confronti coerenti. Michael Fremer quando ha recensito lo One-Step di Monks's Dream ha dichiarato che il disco suona benissimo ma che non ha potuto confrontarlo con altre versioni o col master tape.
Pertanto il suo entusiastico giudizio è relativo, non assoluto.

Alberto.

 

 


 

@OTREBLA quanti hanno la possibilità di ascoltare un master tape non dico di tutti i dischi ma almeno di quello che ritengono significatiivi? forse neppure i tecnici del suono. tutti i nostri giudizi sono relativi ad una idea platonica del suono che ci siamo costruiti, non c'è niente di male, altrimenti nella classica tutti suonerebbero con lo stesso tempo, con gli stessi strumenti non ci sarebbe differenza tra un pollini ed uno studente di ultimo anno di conservatorio. troviamo una tromba strdula ma non sappiamo se è un errore di ripresa, un impianto scadente o magari quella tromba stridula era in natura. Troviamo un basso invadente o con troppe code, ma nulla può darci la sicurezza che live quelle code non ci fossero. 

le orecchie cambiano, i gusti cambiano, una cosa è volere un prodotto filologicamente corretto, altro voler eun prodotto che suoni bene secondo i nostri parametri

Noi appassionati certo che non possiamo ascoltare i master tape, ma il tecnico del suono sì che può, anzi deve, nel momento in cui sta tagliando una lacca direttamente dal nastro. E' lui, in quel momento, la nostra garanzia che ciò che si sente sul nastro si sentirà, più in piccolo, sul vinile.
Noi appassionati però abbiamo qualche volta la possibilità di fare confronti tra una ristampa da file Hi-Res ed una Full Analogue. Io di questi confronti ne ho potuti fare alcuni (pochi).

MFSL ha contato sul fatto che pochissimi appassionati sono disposti a comperare due costose versioni Full Analogue dello stesso disco. E ci mancherebbe! Già possiedi lo One-Step, perché dovresti comperare anche il UHQR di Analogue Productions? O l'Impex? O il Classic Records?

Inoltre per molti titoli MFSL la corrispondente moderna ristampa Full Analogue, nello stesso formato (33 giri, doppio 45 giri), non esiste.
Io, con un giro di parole (come diceva Renato Pozzetto) ti faccio capire che la mia ristampa su doppio 45 giri è Full Analogue. Suona da Dio, perché una ristampa da file Hi-Res iper-curata sotto ogni profilo suona benissimo, a chi verrebbe mai in mente di acquistarne un'altra di un'etichetta concorrente? Spendendo ulteriori bei soldoni?

A nessuno.
Troviamo il basso invadente? Bah, sarà sul master. Troviamo una tromba stridula? Beh, si vede che così suona sul master. Non può che essere così. Non che io sono cambiato, non che le orecchie cambiano, non che il mondo cambia.

Questi sono sofismi.

Alberto.

 

 

@Lumina certamente dalla descrizione, pregevole per chiarezza, posso tranquillamente evincere che i vinili Mofi e Analogue non fanno per me, sono quanto di più lontano dal mio gusto! Vinili con registrazione luminosa e iperdettagliata con fatica di ascolto sono proprio un nonsenso

  • Melius 1
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