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Melius Club

La corazzata Mofi/Music Direct si è autoaffondata?


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25 minuti fa, m.tonetti ha scritto:

Sicuramente di vendita ingannevole si tratta, ma la cosa che mi fa sorridere sono le dichiarazioni attuali dei detrattori, i quali sostengono che "i MoFI non suonano tanto bene"! 😊

Non certo io, stai tranquillo. Infatti il punto dolente non è la qualità del suono, magari lo fosse, sarebbe stato meno grave. Anche Fremer, che ha lodato in maniera sperticata il Monk's Dream One-Step, ne ribadisce il valore sonico, soltanto aggiungendo che quando lo ha ascoltato non lo ha raffrontato con null'altro e che se avesse avuto una copia originale, lo avrebbe aiutato poco perché tutti sanno che negli anni '60 la Columbia aveva problemi nella catena del master, con la conseguenza che il suono ne risultava spesso deludente.

E qui torniamo sul punto, ribadito anche dal tedesco di 45 RPM Audiophile, che se non disponi di un metro di paragone coerente per età e tipo di trasferimento, prendi la ristampa per quello che è. Se è eccellente, come lo sono le MFSL, non si capisce per quale motivo devi dire che fa schifo.
E' il discorso dell'anello in oro 18k, se era bello prima, lo è anche dopo aver scoperto che non è oro 18k. Non è la percentuale di oro puro che ne determina la riuscita sotto il profilo artigianale. Però ti hanno fregato lo stesso.

Alberto.

 

Per me gli youtubers, o meglio i maggiori influencer tra gli audiofili in fatto di dischi, sono stati solo un tramite. Le "inchieste" non si fanno più sulla carta stampata. 

Per come la vedo io, basta chiedersi chi sarà il probabile vincitore di questa battaglia commerciale.

Cosa fa "gola" di Mofi che gli altri non hanno? Ma è chiaro: i titoli Sony. 

Ora staremo a vedere cosa farà Mofi, quale politica adotterà: se quella del contrattacco o quella della resa in silenzio. 

 

19 minuti fa, OTREBLA ha scritto:

che se non si ha un metro di paragone coerente per età e tipo di trasferimento, prendi la ristampa per quello che è.

E questa è una baggianata. Se vuoi fare un confronto che abbia un minimo valore, non devi sapere cosa sta suonando, e devi scegliere secondo la tua esperienza ed i tuoi gusti, in base al solo ascolto.

In tutti gli altri casi, le scelte saranno sicuramente condizionate da preferenze pregresse che non hanno nulla a che vedere con qualità percepita.

 

Come ha detto giustamente Fremer, la cosa più semplice sarebbe stata quella di fare una sola parte in commedia, e non due. Rivolgersi cioè esclusivamente agli appassionati per i quali Digitale o Analogico non fa alcuna differenza, o perché non la sentono o perché non gliene frega niente.
Il guaio è che è la formula magica AAA che fa lievitare i prezzi, mentre i digitalisti, con tutte le loro liturgie di streaming e peer to peer, sono molto meno inclini a spendere per edizioni di lusso in vinile.

Ho letto in questi giorni un commento sul Forum di Hoffman, che vale per tutti; diceva questo appassionato, il MOFI che ho comperato suona benissimo, ma se avessi saputo che il master era stato ibernato nel DSD, non lo avrei preso.
E' molto interessante quell'aggettivo, ibernato.

Alberto.

 

37 minuti fa, OTREBLA ha scritto:

Non certo io, stai tranquillo

Non mi riferivo a te! In un altro thread ho argomentato in merito ad un video dove un tizio ha fatto quest'affermazione testuale! Però possiede solo 3 o 4 MoFi e nessun One-Step!

39 minuti fa, OTREBLA ha scritto:

E qui torniamo sul punto, ribadito anche dal tedesco di 45 RPM Audiophile, che se non disponi di un metro di paragone coerente per età e tipo di trasferimento, prendi la ristampa per quello che è. Se è eccellente, come lo sono le MFSL, non si capisce per quale motivo devi dire che fa schifo.

Mike Esposito ("The 'In' Groove" che ha intervistato i tre dell'Ave Maria - non il tedesco) ha sicuramente ricevuto un assist da qualcuno, forse dall'interno di MoFI stessa, altrimenti non se ne sarebbe mai accorto! Parla di fonte sicura e fidata!

29 minuti fa, one4seven ha scritto:

Per come la vedo io, basta chiedersi chi sarà il probabile vincitore di questa battaglia commerciale.

Cosa fa "gola" di Mofi che gli altri non hanno? Ma è chiaro: i titoli Sony. 

Concordo!

10 minuti fa, m.tonetti ha scritto:

altrimenti non se ne sarebbe mai accorto!

Infatti non se n'è accorto manco per nulla, ma hanno scelto di far partire il bubbone tramite la storia dell'impossibilità di poter fare migliaia copie col metodo One-Step.

Per cui chi l'ha imbeccato, (ovviamente qualcuno del mestiere, altrimenti è ovvio che non ci vai a pensare, se non sai come funziona) già sapeva che Sony non da i nastri, e non te li fa usare più di una volta.

giorgiovinyl
3 ore fa, SerG ha scritto:

Nel mio caso, per i Mo.Fi, comprati negli anni cercando le giuste occasioni, ho speso, tranne qualche piccola eccezione, una media tra i 20 e i 25 euro, il prezzo di un disco normale oggi.

Idem. Alcuni li ho presi grazie a te. Anzi voglio tenermi largo per un prezzo medio di 25 euro per i 33 e 30-35 per i doppi 45 giri cosa devo recriminare? 

 

1 ora fa, OTREBLA ha scritto:

Oh ne venisse fuori uno che ammetta di aver speso le centinaia di Euro per la collezione di One-Step, o per i singoli titoli...sono spariti tutti.

Alberto.

Io veramente non sono sparito e ho confermato le mie impressioni di ascolto. Ma anche qui per come suonano non rimpiango niente. 

Però hai ragione c'erano forumers che scrivevano degli One Step e ora tacciono.

3 minuti fa, one4seven ha scritto:

Per cui chi l'ha imbeccato, (ovviamente qualcuno del mestiere, altrimenti è ovvio che non ci vai a pensare, se non sai come funziona) già sapeva che Sony non da i nastri, e non te li fa usare più di una volta.

Questa è una considerazione interessante, e non vorrei che gli audiofili fossero strumentalizzati ad arte per creare un danno economico a qualcuno terzo, magari la vera proprietà di MoFi....

Comunque una cosa è certa (abbastanza certa) : essendo una registrazione DSD a 11,2 Mhz udibilmente migliore di qualsiasi registrazione analogica, MoFi si è comportata in maniera TECNICAMENTE ineccepibile.

Il concetto di IBERNAZIONE è corretto : quella copia master in dsd non potrà più peggiorare, quello analogico su nastro, si.

Degli aspetti morali, sull'aver fatto credere di aver usato determinate procedure, mi sembra che la discussione sia aperta e che ogni opinione sia rispettabile.

giorgiovinyl

Vedo però che si passa con disinvoltura dall'essere molto dubitativi: "non puoi essere certo se ci sono stampe analogiche"

a dare per certo la zampino di qualcuno nella scandalo MoFi "è stato sicuramente Chad Kassem a dare l'imbeccata" pur non avendo alcun elemento a supporto.

Mi sembra un approccio volto a dare forza alle proprie tesi invece che sforzarsi di capire come sono andate le cose.

 

  • Melius 1
15 minuti fa, TetsuSan ha scritto:

quella copia master in dsd non potrà più peggiorare, quello analogico su nastro, si.

Credo che Sony abbia fatto questo lavoro sul suo catalogo intorno agli anni 2000, e lo sviluppo della tecnologia DSD abbia avuto anche questo come obiettivo.

Penso che Mofi abbia lavorato più di fino, con il dsd256, allora ancora non disponibile, probabilmente con risultati migliori.

@giorgiovinyl è una ipotesi, ragionando sui fatti. Mica una verità. 

Certo che se vedremo Kassem cominciare a produrre titoli Sony, temo che sarà un po' più di una ipotesi. 

Ma per questo ci vorrà tempo... Staremo a vedere.

 

Per ora gli unici fatti accertati sono 2:

1. Mofi ha buggerato tutti.

2. Gli audiofili e tutti gli altri non ci hanno capito assolutamente nulla.

 

Già basterebbe fermarsi qui. 😉

giorgiovinyl

Ma siete sicuri che la Majors archivino I master in DSD?

Mi ricordo che Steve Hoffman scrisse nel suo forum, che mentre faceva una trattativa per ottenere di master, forse per l’Audio Fidelity, i pezzi grossi della Sony non sapevano cosa fosse il DSD e che fosse un sistema brevettato dalla loro azienda. 
Ad oggi lavorano in DSD solo i giapponesi e le etichette audiofile. Anche di nuove registrazioni di classica ce ne sono sempre meno.

Anche alcune delle ultime labels che producono SACD come la Chandos o la Bis registrano in PCM 24-96 o 192.

11 minuti fa, giorgiovinyl ha scritto:

i pezzi grossi della Sony non sapevano cosa fosse il DSD e che fosse un sistema brevettato dalla loro azienda. 

Che strano. Sony ripubblica nel 2000 centinaia di dischi in formato SACD (mezzo catalogo del solo Davis, con la controllata SME Records), e altrettanti CD con scritto DSD mastering. 

Mette in commercio un sistema Hi-Fi basato sul famoso lettore SCD-1 sviluppato per l'occasione etc... 

E lo hanno fatto senza accorgersene.

Ma sono strani forti sti tipi. 🤣

  • Haha 2

Comunque anche la storia che Sony non lascia uscire i nastri...dipende. Nella maggior parte dei casi, nel caso di MFSL ad esempio, l'autorizzazione viene negata. Ad altri invece è stata concessa. Quindi c'è una regola fissa, ma come al solito è fissa fino ad un certo punto. Sarà come succede spesso una questione di quanto uno offre?

Alberto.

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