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Diffusori hi-fi degli anni ‘70 significativi: una lista ragionata


Gli anni Settanta rappresentano un momento di svolta epistemologica nella storia della riproduzione audio. Il diffusore acustico di questo periodo è chiamato a confrontarsi con l’ambiente d’ascolto, con elettroniche sempre più perfezionate e con un pubblico sempre più consapevole: nel giugno 1971 esce in Italia il primo numero della rivista Suono HIFI Stereo.
Ho quindi provato a farne una lista ragionata col supporto di @ediatee di @appecundria

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Inoltre a questo link troverete la lista degli anni ’60


Il contesto storico e le divergenze parallele

Pur con approcci diversi tra le varie scuole, l’industria passa da una logica empirica ad una sistematica, nella quale ricerca, progettazione, ambiente e percezione vengono progressivamente integrati. È il decennio delle “divergenze parallele”: per arrivare allo stesso obiettivo i costruttori intraprendono percorsi anche molto distanti, talvolta incompatibili. Prendono forma in questi anni alcuni concetti destinati a restare centrali: la psicoacustica, il soundstage, la coerenza temporale, l’interazione tra ambiente e diffusore.

La progettazione dei diffusori inizia così a poggiare su basi scientifiche, grazie innanzitutto alle ricerche dell’australiano A. Neville Thiele che scopre un insieme di parametri e relazioni matematiche che descrivono il comportamento elettro-meccanico dell’altoparlante in interazione con il carico acustico. In realtà il lavoro di Thiele risale agli anni ’60, ma rimase confinato in Australia fino a quando il Journal of the Audio Engineering Society (JAES) non lo ripubblicò nei numeri di maggio e giugno del 1971
Il lavoro di Thiele viene poi approfondito e perfezionato tra il ’72 e il ’73 da Richard H. Small, allievo di J.E. Benson presso l'Università di Sydney, fino a portare alla definizione degli ormai celebri parametri di Thiele e Small (T/S), ormai standard per il calcolo dei volumi di carico e degli allineamenti. Prima di Thiele e Small, la progettazione dei cabinet era un processo per molti versi ancora empirico, nonostante Olson e Beranek. Grazie al modello matematico T/S i produttori poterono offrire una risposta più profonda e controllata, ottimizzare l'efficienza e garantire una maggiore tenuta in potenza.

Roy Allison, con le sue pubblicazioni del ’72 e del ’74, sviluppa la teoria dell’effetto ambiente, spostando l’attenzione dal diffusore considerato come entità isolata al sistema diffusore-stanza. Allison dimostrò che la potenza acustica irradiata da un woofer non è una proprietà isolata ma dipende anche dalla vicinanza a superfici riflettenti con possibili forti variazioni nella risposta in frequenza nelle gamme bassa e media. Allison notò inoltre che se un woofer è posizionato a una distanza specifica da una parete, l'onda riflessa può tornare in controfase, creando una cancellazione distruttiva a una frequenza legata alla distanza stessa. Da qui nascono criteri di posizionamento che, ancora oggi, rappresentano un punto di riferimento fondamentale nell’acustica applicata.

Sempre a metà degli anni Settanta, Don Keele Jr. formalizza e sviluppa le trombe a geometria ibrida conico-esponenziale, dette “a direttività costante”. In un diffusore a tromba tradizionale le alte frequenze tendono a stringersi in un fascio sottile man mano che la frequenza aumenta, questo costringe l'ascoltatore a posizionarsi in un ristretto sweet spot. Le nuove geometrie delle trombe permettono di uniformare il soundstage e controllare le riflessioni ambientali migliorando in modo sensibile la coerenza della risposta, come nella serie HR di Electro-Voice e le successive Bi-Radial di JBL.

L’inizio del decennio segna passaggi decisivi anche in un settore attiguo:PhaseLinear700brochure.thumb.webp.d3c4faf57dfac3f1e999af97ea746fdf.webp l’audio professionale. Nel 1972 Bob Carver realizza il mitico Phase Linear 700, allora l’amplificatore più potente mai immesso sul mercato con i suoi 350 Watt per canale, potenza resa possibile dall'uso dei transistor Delco originariamente progettati per l’industria automobilistica. Sempre in quegli anni, Dave Martin contribuisce decisamente allo sviluppo del sound reinforcement sviluppando i primi sistemi per concerti con bassi a tromba e modulari. Queste architetture diventano rapidamente iconiche e inaugurano l’era dei grandi eventi pop rock con gruppi come Supertramp, Dire Straits, Led Zeppelin e Pink Floyd. Parallelamente all'affinamento delle tecniche di registrazione multi traccia, questi eventi andranno anche a stimolare la richiesta domestica di prestazioni sempre migliori.

Presso il National Research Council del Canada, a partire dal 1974, Floyd Toole avvia studi che ridefiniscono il rapporto tra misura e percezione. Toole dimostra una correlazione diretta tra le preferenze degli ascoltatori e parametri tecnici quali la linearità della risposta in asse e la regolarità della risposta fuori asse. Questi risultati contribuiscono a colmare una frattura storica tra approccio oggettivo e soggettivo, inserendosi pienamente in quel processo di progressiva strutturazione scientifica che caratterizza l’intero decennio. Le ricerche di Toole hanno aperto la strada alla successiva definizione di standard per la misurazione dei diffusori, come l'ANSI/CTA 2034 del 2015. Aziende come PSB Speakers, fondata da Paul Barton nel 1972, sono state tra le prime a beneficiare delle teorie di Toole.

Infine, tra il 1975 e il 1977 prende forma un’ulteriore svolta destinata a cambiare radicalmente il panorama dell’audio dei decenni seguenti: la nascita dell’audio digitale. Thomas Stockham fonda la Soundstream e avvia le prime registrazioni digitali commerciali.
 

I rivoluzionari degli anni Settanta

Ecco i game changer, quei prodotti capaci di cambiare le regole del gioco, influenzando un intero decennio, e spesso anche quelli successivi. Sono i “rivoluzionari” degli anni Settanta.

Disegnate da John Bubbers, Robert Berkovitz e Gerald Landau, in linea con il nuovo approccio scientifico alla progettazione, le Acoustic Research AR-10π furono tra i primi diffusori domestici a integrare un sistema di compensazione ambientale, per rendersi meno dipendenti dal posizionamento. Ancora oggi restano prodotti di alta classe, destinati a intenditori in cerca di un suono corposo, a patto di abbinarle a un’amplificazione adeguata e, preferibilmente, ai supporti originali. In quanto ammiraglia della casa che aveva inventato la sospensione pneumatica, il prezzo era decisamente elevato: servivano circa cinque stipendi per acquistarle.

Roy Allison, già ricercatore in Acoustic Research e co-progettista delle AR-9, è stato autore di studi fondamentali sull’interfaccia tra diffusore e ambiente. Con le Allison One rivoluzionò l’approccio progettuale, sfruttando le pareti della stanza come parte integrante del sistema. La caratteristica forma a doppio diedro consentiva di ridurre le interferenze alle basse frequenze, garantendo una distribuzione dell’energia sonora eccezionalmente uniforme. Una soluzione d’avanguardia che comportava però un esborso notevole, pari a circa sei stipendi medi dell’epoca.
 

DahlquistDQ10-baffle.thumb.webp.ede016e5d7fe3de28ec0d57ffcfa0bb3.webpCon le Dahlquist DQ10, tra i modelli più acclamati di sempre, l’ingegnere aeronautico Jon G. Dahlquist si pose l’obiettivo di replicare la trasparenza delle Quad ESL-57 in un sistema dinamico. Per riuscirci, superò il concetto tradizionale di cassa chiusa introducendo il design quasi-open baffle. Questa architettura, unita a un attento studio della fase temporale, mirava a eliminare risonanze interne e fenomeni di diffrazione, offrendo una trasparenza e una scena sonora allora inaudite e ancora oggi celebrate. Al lancio, una coppia rappresentava un investimento importante: per acquistarla servivano circa cinque stipendi.


Le BBC LS3/5a sono nate dal lavoro del Dipartimento Ingegneria della BBC (in particolare di H.D. Harwood, W.E. Shorter e S.O. Turner) per soddisfare le rigide specifiche del monitoraggio in campo vicino negli studi mobili. Sebbene figure come Spencer Hughes (Spendor) e Jim Rogers (Rogers) siano a volte associate al modello, essi furono in realtà i licenziatari che producevano su specifiche BBC. Il progetto è caratterizzato da una cura maniacale della riproduzione delle frequenze medie, il complesso crossover è progettato per attuare diverse compensazioni tra le quali la perdita di energia nelle medie frequenze tipica dei cabinet piccoli (baffle step). Il cabinet utilizza pareti sottili in rigido multistrato di betulla baltica smorzate con fogli bituminosi (dedsheet), questa tecnica sposta le risonanze del legno in zone dello spettro al di sotto della banda critica delle frequenze medie. In aggiunta, una cornice di feltro è posta attorno al tweeter per assorbire le riflessioni dei bordi. Nonostante le dimensioni ridotte, per la sofisticazione del crossover e il pregio dei componenti, le BBC si collocavano nella fascia medio-alta del mercato superando i tre stipendi medi dell'epoca.

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Laurie Fincham, direttore tecnico dell'azienda britannica, pioniere nell'uso dell'analisi informatica per la progettazione dei diffusori, fu il principale progettista della KEF 105 Reference che affronta la questione della coerenza temporale, introducendo l’allineamento temporale dei driver. In un diffusore convenzionale a pannello frontale piatto, i centri di emissione dei diversi driver non sono allineati e - poiché il suono del tweeter "parte" di fatto da una posizione più avanzata rispetto a quello del woofer - le diverse frequenze arrivano all'orecchio dell'ascoltatore con micro ritardi che distorcono la fase del segnale. Nella KEF 105, per garantire che i fronti d'onda di tutte le frequenze partissero dallo stesso piano virtuale, tweeter e midrange sono alloggiati ciascuno in una struttura indipendente, orientabile, fisicamente arretrata rispetto al woofer. Con un approccio sistemico che integra la progettazione del filtro passivo con la posizione fisica dei componenti, il risultato è una scena stabile, tridimensionale, capace per la prima volta di restituire con credibilità la disposizione degli strumenti nello spazio. Al lancio si collocavano in una fascia alta ma non estrema del mercato, con un costo pari a circa cinque stipendi medi italiani.

La nostra selezione

Sulla scia della AR-10π, con le Acoustic Research AR-9 la resa delle basse frequenze diventa prevedibile anche in ambienti domestici, grazie ad una configurazione con doppi woofer laterali che sfrutta l’interazione con le pareti per ottenere una migliore distribuzione modale e una riduzione delle irregolarità in gamma bassa in ambiente domestico.

Peter Snell sviluppò le Snell Type A in linea con i ben consolidati studi di Olson. Basato su driver commerciali selezionati, il progetto privilegia dispersione controllata e allineamento in fase, con cura della risposta polare e della coerenza temporale per una corretta ricostruzione del fronte d’onda. Un mobile a bassa diffrazione e crossover calibrati individualmente con tolleranze fino a ±0,5 dB completano il progetto.

Jim Winey, ingegnere della 3M, sviluppa il trasduttore magneto-planare nei primi anni ’70. Le sue Magnepan Magneplanar Tympani 1, per gli eccezionali risultati legati alla tecnologia planare, ancora oggi sono considerate un punto di riferimento storico per gli appassionati di audio di alta qualità e per chi ricerca un ascolto il più possibile fedele alla registrazione originale. Le Magneplanar SMG (the small maggies) hanno invece il grande merito di aver reso accessibile la tecnologia magnetoplanare.

In un mercato internazionale particolarmente vivace, anche l’alta fedeltà nazionale entrò con decisione nel mercato di massa grazie alla RCF di Reggio Emilia. Protagoniste nei negozi furono le RCF BR40 - insieme alle maggiori BR55, dotate di woofer da 32 cm - apprezzate per il solido progetto a tre vie in cassa chiusa, il suono lineare e controllato, l’ampia diffusione e l’affidabilità del marchio. Il prezzo era più accessibile: da circa uno stipendio e mezzo per le BR40 fino a due per le BR55.


Con le proposte della Decibel la produzione italiana fa il suo ingresso nel nascente mercato dell’hi-fi esoterica. Le Decibel 360 Modus, progettate da Mario Murace (in seguito fondatore di Chario) si muovono nel territorio concettuale delle Allison ma con una lettura personalissima del rapporto tra emissione diretta e riflessa. È un tentativo serio di integrare il diffusore nell’ambiente domestico reale, non ideale.

Le B&W DM6 - note come “the pregnant penguin” - furono disegnate da Sir Kenneth Grange con l'obiettivo dell'allineamento temporale dei centri di emissione, per ottimizzare la somma vettoriale delle emissioni e la coerenza del fronte d’onda. Fu adottato un caratteristico baffle a gradini e uno specifico filtro passivo per ridurre gli sfasamenti nella regione di crossover. Le DM6 per prime utilizzarono i caratteristici driver con cono in giallo aramid fibre woven. Il modello DM7 del 1977 introdusse la configurazione con tweeter montato separatamente sulla parte superiore, che poi portò al modello 801. Sebbene le primissime B&W 801 furono prodotte sul finire del 1979 è solo nel 1980 che John Bowers le presentò ad Abbey Road per dimostrarne le capacità professionali. Abbiamo dunque deciso di considerarle un prodotto degli anni ’80.

Progetto di Greg Timbers, le JBL L300 Summit derivano direttamente dalJBL-L300-Summit.webp.8f136870932bd4696f1535b74c37a66e.webp monitor da studio 4333A, traducendone l’architettura in un sistema destinato all’ambiente domestico. Mantengono l’elevata capacità dinamica e l’efficienza tipica dei sistemi professionali JBL, introducendo al contempo una maggiore raffinatezza timbrica. Le prime serie adottano trasduttori con magneti in Alnico, apprezzati per la stabilità del flusso e il comportamento lineare. Le L300 utilizzano la tromba HL92 con il driver LE85, frutto degli sforzi di JBL per migliorare la dispersione delle alte frequenze e il controllo del pattern, di fatto sono l'apice della tecnologia pre-Constant Directivity, figlie di una concezione precedente, seppur eccellente, focalizzata sulla dispersione tramite lenti acustiche. Notare che la denominazione L300 e L300 Summit identifica lo stesso prodotto, mentre la L300A è la versione seguente.

Nel ’74 sono presentate le Jensen Model 15 Serenata a quattro vie / cinque altoparlanti, con un woofer Flexair da 15 pollici e controllo Optimal Parameter Control che permette di adattarle acusticamente alla stanza.

Con le IMF TLS 80 la linea di trasmissione diventa elemento attivo invece che semplice assorbitore. Il progettista delle TLS 80 fu John Wright in collaborazione con Irving M. Fried, fondatore della IMF Electronics. Rispetto al precedente modello teorico di Bailey i due progettisti introdussero la linea piegata (folded line) con sezione variabile e smorzamento progressivo. Le TLS 80 ottengono così il compromesso più efficiente tra estensione in basso, dimensioni del mobile e risposta ai transitori, rendendo la linea di trasmissione concretamente applicabile in ambito domestico.

Le Linn Isobarik, dette “the Briks”, adottano il carico isobarico con doppio woofer accoppiato, un modello sviluppato da Ivor Tiefenbrun partendo dagli studi di Olson sul compound loading. La configurazione è a tre vie e sei altoparlanti, con un tweeter e un midrange montati sulla superficie superiore del cabinet. Le Isobarik sono progettate per funzionare al meglio accostate alle pareti, una particolarità piuttosto rara.

Keizo Onuki guidò il team di sviluppo Matsushita con un obiettivo ambizioso: creare un sistema che combinasse la dinamica travolgente delle trombe con la coerenza temporale. Technics SB-10000 con allineamento temporale meccanico, moduli separati, approccio sistemico totale, le ammiraglie giapponesi portano il design ad un livello spettacolare, con una precisione da laboratorio e una vocazione chiaramente scenica. Proposte per un costo equivalente tra i quindici e i venti stipendi italiani dell’epoca, sono forse la scelta più costosa di questa selezione anni Settanta.

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Rigidità estremamente elevata e massa ridotta consentono alle Yamaha NS-1000M una risposta ai transienti più rapida e una restituzione del dettaglio che si impone subito come riferimento. La NS-1000M dimostra come l’uso di materiali innovativi, se applicato con criterio, non sia un esercizio di stile o una esagerazione da laboratorio, ma uno strumento concreto per innalzare il livello di risoluzione del sistema.

Le ESS AM-T 1B montano il celebre tweeter di Heil, l’Air Motion Transformer, che lavora comprimendo e accelerando. Il risultato è una velocità e una trasparenza che anticipano sensibilità molto più moderne.

Le Philips RH545 MFB Studio rappresentano l'apice del sistema Motional Feedback introdotto con le RH532. Un sensore piezoelettrico applicato all’equipaggio mobile del woofer consente la retroazione in tempo reale, correggendo dinamicamente escursione, distorsione e non linearità del trasduttore. Progettate da Piet Gouw, integrano amplificazione multivia e filtri regolabili per adattare la risposta in frequenza alle condizioni acustiche dell'ambiente. La banda bassa si estende fino a circa 20 Hz (-3 dB), contribuendo a una delle prime implementazioni commerciali di controllo attivo in ambito domestico professionale. Andy Jackson (collaboratore di lunga data di David Gilmour) riferisce che le RH544 furono usate come riferimento nei missaggi di The Pros and Cons of Hitchhiking, The Wall e The Final Cut.
 

Conclusioni

Gli anni Settanta segnano il passaggio alla consapevolezza della complessità. Molte delle soluzioni nate in questo decennio non vengono superate, ma progressivamente assorbite, fino a diventare parte integrante del linguaggio progettuale. Osservando oggi quei modelli, si ha la sensazione di confrontarsi con l’eccellenza, anche per questo sono gelosamente ricercati, ripristinati e custoditi dai connoisseur.

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