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Susanna Arbitrio: la tango-dj che musicalizza con il vinile


cactus_atomo

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Incontrai per la prima Susanna Arbitrio, una simpatica e giovane signora che vive e lavora a Roma, durante una serata di tango e subito rimasi incuriosito dal fatto che utilizzasse per musicalizzare giradischi e vinili invece di files e computer, come invece ormai fanno la quasi totalità dei musicalizzatori di tango italiani ed internazionali.

 

In verità, prima della sua prematura scomparsa, operava a Roma un notissimo e bravissimo musicalizador di tango, argentino purosangue (anche se credo di origine italiana), il compianto Felix Picherna, che musicalizzava, udite udite, non con il PC, non con il vinile, non con i cd ma con le musicassette! Vista l’età di Felix l’uso delle musicassette da parte sua aveva una logica, ma che un musicalizador giovane, cresciuto nell’epoca del digitale, e per giunta donna, utilizzasse l’analogico mi ha fatto venire voglia di approfondire il perché di questa scelta.

 

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La struttura di una tipica serata di tango.

Chi non sa come è strutturata una tipica serata di tango, si chiederà il perché di questa mia meraviglia, quindi credo che una spiegazione vada data. In una serata classica di tango, in Italia, in Giappone, in Argentina, dappertutto (fanno eccezione alcune piazze nordeuropee), i brani di tango sono articolati in sequenze (dette tandas), ognuna composta da 4 pezzi (se tango propriamente detto) o 3 (se tango-valzer o milonga, un antenato del tango).

La successione delle tande è fissa, come vuole la tradizione, due di tango, una di tango valzer, due di tango, uno di milonga, poi si ricomincia.

I brani di ogni tanda devono essere musicalmente omogenei (stessa orchestra o almeno stesso stile), questo per consentire ai ballerini di entrare in pista sulle note della musica a loro congeniale e di evitare quella che non gradiscono. Tra una tanda e l’altra viene inserito un brano, non intero, non di tango che non andrebbe ballato, possono essere pezzi pop, rock, salsa, swing, classica, brani da opere liriche, ecc, la cortina serve da un lato per “scoppiare” i ballerini in modo elegante (è antipatico lasciare una persona in pista mentre si balla), dall’altro consentire a tutti di scegliere con chi ballare la tanda successiva.

E’ evidente che l’introduzione della musica su computer ha semplificato di molto la vita del musicalizador che può strutturare con largo anticipo tandas e cortine pronte per l’uso anche in automatico, avendo la possibilità di inserire tandas di riserva per essere pronto ad assecondare il gusto della sala qualora notasse che i ballerini gradiscano una tipologia di tango rispetto ad un altra. Anche dal punto di vista amministrativo l’uso del PC semplifica la vita, per esempio nella compilazione del borderò con la lista dei brani riprodotti (da fornire alla Siae), nella ricerca di pezzi nuovi, o poco noti. Dal punto di vista della fatica fisica, un musicalizador digitale deve portarsi appresso solo un notebook (magari con dentro con dentro 10.000 brani), un mixer e un po di cavi (non si può mai sapere cosa può succedere durante una serata e che impianti hanno raffazzonato i gestori), quindi un set leggero e poco ingombrante che entra agevolmente in macchina o in un trolley da portare a bordo di un volo low cost.

Ben diversa la situazione per chi vuole usare l’analogico, scelta ancor più sorprendente se effettuata da una donna italiana, giovane, che per questi motivi voluto intervistare recentemente, Nel seguito la sintesi dell’intervista.

 

L’incontro di Susana Arbitrio con il tango.

Susanna non fa di professione il musicalizador di tango, ha una altra attività nella vita, decisamente più “normale”. E non è neanche una audiofila in senso stretto, fino a non molti anni fa non aveva neppure dimestichezza con il vinile. Come per molti “infettati” dalla passione per questo ballo e per la sua musica, l’incontro con il tango è stato ad un tempo casuale e cercato, casuale perché quando si comincia non si può sapere se e quanto ci si appassionerà, cercato perché il tango è comunque la ricerca di uno spazio personale di espressione che ognuno vive a modo proprio, anche se in mezzo ad altri. Ed a Susanna l’amore per il tango è sbocciato praticamente subito, il che ha significato percorrere tutta la trafila degli aficionados, ossia prendere lezioni collettive e private, partecipare a stage con i grandi maestri in Italia e all’estero, andare periodicamente a ballare, ascoltare musica di tango, approfondire lo studio della storia e delle tradizioni di questo ballo ormai più che secolare, finire per frequentare quasi esclusivamente persone di questo micromondo così particolare. Ma nel percorso didattico di un tanghero non può mancare uno (o anche più) viaggi a Buenos Aires, per vedere come si vive il tango nella città che gli ha dato i natali.

Susanna è sicuramente una persona fuori dal comune, a differenza di tutte le mie amiche di tango, che a Buenos Aires hanno fatto principalmente incetta di scarpe da ballo della migliore produzione locale, lei si è immersa nella alla ricerca di vinili di tango. Che c’è di strano, direte voi? C’è di strano che all’epoca la nostra Susanna neppure aveva un giradischi, ciononostante è tornata in Italia con un bottino di oltre cinquanta vinili di tango. Ma i vinili non potevano restare a prendere polvere, quindi Susanna ha comprato un giradischi (per la cronaca un Rega P3) ed ha cominciato ad ascoltarli. Ascolta che ti ascolta, i vinili son finiti e allora Susanna, grazie ai potenti mezzi della società dell'informazione, si è data da fare ed ha iniziato a comprarne altri on line su canali noti e meno noti, sopratutto, come è ovvio, sul mercato argentino, oggi credo che abbia superato quota 1000 (e 1000 vinili di tango vi assicuro non sono davvero pochi da reperire).

 

La carriera di musicalizador di tango.

Girando per le milonghe romane (la milonga è il luogo dove si balla il tango), la competenza musicale di Susanna è stata notata ed apprezzata da alcuni organizzatori, e, senza che Susanna facesse nulla per proporsi, quasi per casi e a sua sorpresa le è stato proposto di musicalizzare una serata. All’inizio Susana si è schernita, ha rifiutato, ma poi, viste le insistenze ha iniziato a studiare come ricoprire al meglio questo nuovo (per lei) ruolo e dopo qualche mese ha fatto il suo debutto in sordina ad una pratica (per chi non lo sapesse, la pratica è una serata di tango meno impegnativa, serve per sperimentare quello che si è imparato a lezione, anche se nella realtà le differenze tra pratica e serata vera e propria nei fatti sono molto sfumate), ma il successo è stato immediato tanto è vero che le è stato subito proposto di musicalizzare una serata di una maratona internazionale (la maratona di tango è una sorta di festival dove si balla tutte le sere e spesso anche tutti i pomeriggi e di giorno si possono frequentare lezioni private e collettive). Altro momento importante per Susanna, subito dopo la maratona, è stata l’esperienza vissuta come resident dj di una nota milonga romana. Dopo di che Susanna non si è fermata più, ha continuato a musicalizzare con successo e con frequenza (compatibilmente con i suoi impegni di lavoro) in Italia e all’estero ed oggi è un nome conosciuto, apprezzato e rispettato nel panorama variegato dei dj di tango.

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Le attrezzature di Susanna Arbitrio.

Come dicevo, il primo giradischi di Susanna è stato un Rega P3, a cui è stato affiancato (al momento di passare dall’ascolto casalingo a quello pubblico,) un Audio Technica AT-LP120. Il Rega però presto di è rivelato inadatto ad un uso heavy-duty, per cui Susanna ha preso un secondo AT LP-120,  musicalmente le piace di più il Rega, ma gli AT sono più robusti, più adatti a viaggiare, inoltre non va trascurato il vantaggio di avere due bracci uguali con shell intercambiabile, qualsiasi cosa dovesse succedere ad una testina durante una serata, è sempre possibile rimediare montando al volo una di quelle che ha di riserva. I due Audio Technica sono inoltre dotati di stadio phono, scelta necessaria per svincolare Susanna il più possibile dalle attrezzature presenti nei locali. l mixer è un Omnitronic PM311p.

Come si vede apparecchiature robuste, ma non pesantissime, idonee ad essere spostate con frequenza e sopratutto affidabile per l’uso dj. Movimentare tutto questo armamentario non è agevole, ogni giradischi pesa circa 9 kg, cui va aggiunto il peso della valigia rigida (una per ogni AT LP120), quello dei vinili e quello del resto delle attrezzature. La somma dei pesi eccede quella prevista per i trolley da cabina, e siccome far viaggiare le attrezzature in stiva presenta sempre un rischio smarrimento, a volte Susanna deve prendere un biglietto in più solo per le attrezzature

Per quando riguarda la musica, ovviamente Susanna non viaggia con tutti i suoi mille vinili di tango, ma ne seleziona una cinquantina, la forza delle sue serate sta nel carattere non preconfezionato della musica proposta, ovviamente Susanna cerca, per quanto possibile (ma non sempre si riesce) a realizzare tande con brani contenuti nello stesso vinile, ma la successione delle tande non è rigorosamente prefissata fin dall’inizio ma evolve nel corso della serata, per adattarsi all’umore dell’ambiente, un sistema decisamente più umano p personalizzato di quello che si ha con le scalette preimpostate al PC, ma decisamente più faticoso ed impegnativo, praticamente impossibile allontanarsi dalla consolle.

 

Le scelte musicali.

Naturalmente, anche se su vinile si trova molta musica di tango, non c’è sicuramente tutto. I gruppi emergenti, quelli del cosiddetto tango nuevo e tango elettronico (i Narcotango, i Gotan Project tanto per citarne solo due), ma anche le nuove leve del tango tradizionale, raramente incidono su vinile, discorso simile ma per motivi differenti vale anche per il tango delle origini. Ma a Susanna tutto questo non importa, a lei piace soprattutto il tango degli anni ‘40, con qualche incursione negli anni ‘30 e nel periodo 1950-1960, e per questo genere di tango di brani se ne trovano davvero a bizzeffe in vinile. D’altra parte ogni musicalizador ha una sua cifra stilistica e chi lo sceglie lo fa in funzione delle sue scelte musicali, quindi gli organizzatori che chiamano Susanna Arbitrio lo fanno perché si fidano delle sue scelte musicali e perché sanno che il pubblico del loro locale fa altrettanto e le apprezza.

Attualmente non sono moltissimi i musicalizador di tango che fanno ricorso in maniera totale o prevalente al vinile, sicuramente ce ne sono diversi argentini, alcuni non argentini, e anche alcune donne (Susanna mi dice di conoscere due ragazze russe che come lei musicalizzano solo con il vinile), la scelta di operare con il disco nero comporta non poche complicazioni, un limite è dato sicuramente dal maggiore ingombro delle attrezzature da trasportare, ma credo che il motivo vero sia la difficoltà di approvvigionasi di materiale musicale in maniera semplice, rapida ed economica-

Complimenti comunque a Susanna che ha scelto la strada più romantica, ma anche più impegnativa e pesante per musicalizzare le serate di tango.

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