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La Sala del Caminetto

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Kandace Springs, segnatevi questo nome

Don Was scolò la sua pinta di caffè, con molto zucchero, panna e crema di latte, guardando attraverso i vetri del suo ufficio nella Fifth Avenue. Don era il boss della mitica Blue Note Records e aveva un chiodo fisso: come far capire agli audiofili italiani che c'è ancora vita oltre Diana Krall. Accese uno strano sigaro e chiamò il suo fido braccio destro Justin Seltzer, lui avrebbe trovato la soluzione, senza dubbio. La soluzione doveva essere donna, giovane e bella, ma di una bellezza ful

Ecco i dischi che avete consigliato in 10 anni, seconda parte

Un nuovo scatto della nostra avvenente testimonial Ana Logikova è senz'altro il migliore inizio per la seconda puntata del mio umile resoconto. Come detto in occasione della prima parte, uno dei più graditi argomenti di discussione della Music Room del Club è stato il lavoro di ricerca archivistica sui dischi più e meglio consigliati in passato dai membri della nostra community, un topic con oltre 200 mila visualizzazioni. Quindi ho pensato di raccogliere e organizzare quei preziosi dati in una

Ecco i dischi che avete consigliato in 10 anni, prima parte

Uno dei più graditi argomenti di discussione della Music Room del Club è stato il lavoro di ricerca archivistica sui dischi più e meglio consigliati in passato dai membri della nostra community, un topic con oltre 200 mila visualizzazioni. Quindi ho pensato di raccogliere e organizzare quei preziosi dati in una pubblicazione a puntate divise per genere musicale, i dischi sono elencati in ordine casuale, non è una classifica. Le segnalazioni riguardano opere che sommano il valore artistico con qu

Susanna Arbitrio: la tango-dj che musicalizza con il vinile

Incontrai per la prima Susanna Arbitrio, una simpatica e giovane signora che vive e lavora a Roma, durante una serata di tango e subito rimasi incuriosito dal fatto che utilizzasse per musicalizzare giradischi e vinili invece di files e computer, come invece ormai fanno la quasi totalità dei musicalizzatori di tango italiani ed internazionali.   In verità, prima della sua prematura scomparsa, operava a Roma un notissimo e bravissimo musicalizador di tango, argentino purosangue (anche s

cactus_atomo

cactus_atomo in Musica e dintorni

L’alfa e l’omega del quartetto per archi

Il genere del quartetto per archi, storicamente inteso, ha operato e maturato in un periodo racchiuso in poco meno di due secoli, partendo da Franz Joseph Haydn e finendo con Béla Bartók. Haydn e Bartók: che cosa lega il fondatore del Classicismo viennese con il grande compositore ungherese?   Ebbene, se prendiamo come denominatore comune il genere del quartetto per archi, sarà chiaro che il primo ne ha rappresentato il padre, il punto d’inizio, l’alfa, mentre il secondo chiude, in un

Mozart & Pulcinella, serenata buffa

Inaugurando il Festival di Pentecoste 2008 a Salisburgo, il maestro Muti dichiarò: “La musica di Paisiello ha conquistato il pubblico. Armonie tanto simili a quelle di Mozart, scritte però nel 1779, quando ancora il genio di Salisburgo doveva immaginare il suo trittico italiano. E’ questo il motivo per il quale insisto nel sottolineare l’importanza della scuola musicale del Settecento napoletano. E' chiaro che tutto è nato qui; forse Mozart non sarebbe stato lo stesso se non avesse conosciuto l’

appecundria

appecundria in Musica e dintorni

Franz Liszt e l’Italia

Quando il grande compositore e pianista ungherese giunse nel nostro Paese, nel 1839, volle assimilare le melodie tipiche della cultura musicale popolare, specialmente quelle veneziane e napoletane, come ci ricorda questo doppio CD eseguito da Costantino Catena.   Italia! Era questo il nome sussurrato e sognato dagli artisti e dagli intellettuali europei tra gli ultimissimi decenni del XVIII secolo e la prima metà di quello successivo. Per poeti, musicisti, pittori d’oltralpe varca

Henri Dutilleux: l’ultimo dei grandi francesi

Formatosi sul solco di Debussy e Ravel, morto nel maggio dello scorso anno, è stato uno dei compositori più raffinati e originali della seconda metà del Novecento. Se ne è andato in punta di piedi, com’era nel suo stile, il 22 maggio dello scorso anno, mentre si stava avvicinando a grandi passi al secolo di vita (era nato il 22 gennaio 1916, in pieno primo conflitto mondiale).   Sto parlando di Henri Dutilleux, uno dei più grandi compositori della seconda metà del Novecento e considera

Parsifal1959

Parsifal1959 in Musica e dintorni

Scherchen e Temirkanov: due modi diversi di concepire l’arte direttoriale

Nel corso dell’articolo che recensisce la coppia di diffusori Indiana Line Diva 655, vengono citate due registrazioni discografiche che sono state utilizzate appunto per provare la resa dei suddetti loudspeakers, ossia le Rapsodie ungheresi di Franz Liszt dirette da Hermann Scherchen e l’Aleksandr Nevskij di Sergej Prokof’ev eseguito da Jurij Temirkanov. Siccome si tratta di due dischi la cui pubblicazione risale a diverso tempo fa, più che una recensione la mia vuole essere una presentazione di

Parsifal1959

Parsifal1959 in Musica e dintorni

La grande tradizione violinistica russa

Un esempio dal XIX secolo, quello classico del concerto in re maggiore Op. 35 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, l’altro da uno del XX secolo, quello “magico” del primo concerto in re maggiore Op. 19 di Sergej Sergeevič Prokof’ev. Da sole queste due opere (contraddistinte dalla stessa tonalità) sono più che sufficienti per evidenziare la grande tradizione concertistica per violino russa, attraverso altrettanti compositori che hanno fatto la storia della musica colta occidentale. Da un lato il “concerto d

Parsifal1959

Parsifal1959 in Musica e dintorni

La chitarra classica nel Novecento

Lo strumento a corde si tramuta, tra le dita di Stefano Grondona, in un faro sonoro che illumina di squarci sonori l’assenza di una musica che si fa presente nell’oscurità della notte. La musica nel Novecento, come ci ricorda Pierre Boulez, si trasforma in segno. E il segno muta il suono non solo in un gesto espressivo, ma anche in un atto implosivo, carico di riverberi e assonanze che trovano spazio, pur non manifestandosi apertamente, negli anfratti del nostro Io. Da ciò si può ben compre

I divertimenti di un titano (seconda parte)

Passiamo ora all’interpretazione da parte dello Storioni Trio del “Trio dell’Arciduca” e del “Triplo concerto”, in quest’ultima pagina con l’accompagnamento della Netherlands Symphony Orchestra diretta da Jan Willem de Vriend. Sebbene sia composto da interpreti ancora giovani, questa compagine cameristica si è già fatta notare sia in campo concertistico, sia in quello discografico (prima di questo SACD, il trio olandese aveva all’attivo tre dischi registrati con la Pentatone e uno con la Ars Pro

I divertimenti di un titano (prima parte)

Insofferente alle relazioni pubbliche, nauseato dalla stupidità umana, il volto di Ludwig van Beethoven assume i contorni di una maschera intrisa di tristezza e amarezza. Ma un divertimento umano, non titanico, lo si ritrova in due composizioni, antitetiche e simili allo stesso tempo.   Chiunque abbia un minimo di conoscenza delle vicende biografiche di Beethoven fa indubbiamente fatica nell’immaginare il gigante di Bonn mentre sorride o, meglio, ride di cuore. L’apporto biografico, a
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