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Burson Audio Conductor, preamplificatore, DAC e ampli cuffie


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E’ indubbio che il mondo della riproduzione musicale HiFi/HiEnd che con malcelato edonismo persegue la giusta ricerca del piacere nell’ascolto musicale, sia anche afflitto da ingiustificati preconcetti e ritrosie che nella maggior parte dei casi di razionale hanno ben poco. Premesso che anche chi scrive non si sente per nulla immune da tali morbosità, ho personalmente sempre concepito un setup audio fondamentalmente costituito da entità distinte e separate fatto di sorgenti audio, preamplificatore, ampli di potenza e diffusori che come tutti ovviamente sanno, ha permesso da sempre di alimentare il “gioco” del combinare, interfacciare, sperimentare e cambiare per l’eterna ricerca di sonorità diverse e la musicalità migliore.

E non da ultimo, forse anche la considerazione della circostanza di appartenere a quella generazione che ha vissuto in pieno e malissimo, lo scempio costituito dal rack HiFi (!!??) monomarca tanto monumentale quanto inascoltabile, che troneggiava in ogni salotto buono per ostentare il raggiunto benessere di metà degli anni ’80 (anche se mai come negli ultimi anni abbiamo amaramente capito che vero benessere certo non era).

 

Tre in uno o Uno per tre?

Pertanto si è posta subito la domanda di quale poteva essere il target di utente al quale si indirizza questo poliedrico preampli linea / ampli-headphone / convertitore-D/A della Burson Audio, dal nome Conductor che dalla lontanissima terra australiana fatta di garbate bellezze alla Megan Gale o alla Nicole Kidman, si porta dietro anche l’originalità e l’innata simpatia di personaggi alla Mr. Crocodile Dundee e un po' dell’incompreso misticismo aborigeno: Il “Cuffiofilo” incallito? L’Audiofilo votato alle nuove frontiere della Musica Liquida? Il Tecnico appassionato che non rimane indifferente alle raffinate soluzioni tecniche “no-compromise”?

Molto probabilmente, superando tutti i limiti e le barricate preconcette, è semplicemente un versatilissimo oggetto che si propone a tutti coloro che hanno semplicemente a cuore l’emozione della buona musica.

 

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Design e costruzione

Burson Audio, nasce e fulcra la sua storia e il suo intero design progettuale sulla convinzione che in campo audio, l’uso esteso ed esclusivo di componenti discreti in sostituzione di Circuiti Integrati e Op-Amp (straordinari, efficienti ed efficaci nel fare mille cose ma che ahinoi, non potendo assolutamente garantire la Classe “A” e il Zero-Feedback, si pongono diciamo come poco ”talentuosi” a gestire la delicatissima e fondamentale preamplificazione del prezioso segnale musicale), sia la strada maestra per ambire a musicalità di alto livello e dotate di grande realismo.

E allora insieme a questa peculiare scelta progettuale comune a tutte le altre elettroniche del costruttore australiano, nel Conductor troviamo anche l’apoteosi di tutte le migliori raffinatezze realizzative che vede il ricorso a resistori della Dale, condensatori elettrolitici Elna, capacità in film plastico Wima, diodi di rettificazioni di tipo fast ON-Motorola, layout circuitali di tipo High Density per minimizzare e ottimizzare i percorsi circuitali, un pregevole stage d’ingresso simmetrico a J-Fet, PCB di ottima fattura, assemblaggi e stagnature perfette, filature di cavo ridotte pressoché a zero, il tutto racchiuso nel piacevolissimo case amagnetico in alluminio spazzolato che sposa benissimo un concetto di estetica sobria, elegante e funzionale dei contenuti, senza effimere ricerche del bello.

 

Burson-Audio-Conductor-tenor.jpg.5be40da1d2b5a93dd1a884905ff291aa.jpgUn timido affaccio di componentistica di tipo S.M.D. (Surface Mounting Device) pur sempre di tipo discreta, la si ritrova solo sulla PCB dedicata alla gestione della porta USB in standard 2.0 posteriore. Ebbene sì, perché insieme alla indubbia e credo anche indiscussa vocazione di “amplificatore cuffia” di altissimo livello, l’altro neanche tanto taciuto desiderio del Conductor è quello di ambire, senza inibizione alcuna, ad elettronica audio-digitale versatilissima e guastafeste nelle più o meno consolidate graduatorie di merito del mondo degli appassionati di Musica Liquida, offrendo insieme ai tradizionali ingressi S/PDIF di tipo Ottico/Toslink e Coassiale/RCA, anche un performante ingresso USB asincrono per lo streaming audio di files musicali da PC sino a 24bit/192 KHz, che oltre al dedicato circuito di reclocking quarzato, è basato sull’ultima versione del chipset della Tenor, il TE8802 attualmente unica vera alternativa al chipset XMOS implementato ad esempio sui DAC top di gamma di casa PS Audio, Wadia e Wire4Sound, per gestire i collegamenti seriali asincroni a basso jitter.

 

Burson-Audio-Conductor-ES9018S-bis.jpg.b0d7c71c039ad9308d0ff0768e9bcec8.jpgMa parafrasando una nota pubblicità che recita: “la potenza è nulla senza il controllo”, oltre all’USB asincrono per files nativi High Resolution, ecco l’altro asso nella manica sul fronte digitale, costituito dall’adozione di quello che attualmente per numeri prestazionali, versatilità di configurazione e tecnologie implementate (lasciando volutamente da parte il vespaio delle valutazioni soggettive sulle qualità musicali dei DAC), è in modo indiscusso il più evoluto DAC consumer per impiego audio, ovvero l’ ESS Sabre 32 Reference nella versione ES9018S.

Un DAC che oltre che rappresentare un bel passo in avanti rispetto al BurrBrown PCM-1793 con uscite in tensione precedentemente usato in casa Burson Audio, oltre a poter vantare una Distorsione Armonica di -120dB, una Dinamica di 133 dB, tra le tante altre features, implementa la possibilità di gestire ingressi di tipo sia PCM/I2S che di tipo DSD con il relativo set dedicato di filtri programmabili permettendo inoltre, su richiesta del progettista, di poterlo configurare e customizzare per l’uscita differenziale in Tensione o in Corrente, bypassando in quest’ultimo caso gli OpAmp interni dedicati alla conversione I/V e lasciando mano libera al designer che lo implementa, nello sposare e sbizzarrirsi con un design purista, che vede la predetta delicatissima conversione I/V, lo stadio di filtraggio e lo stadio analogico d’uscita realizzabili magari interamente a componenti discreti, ben diversamente dalle facili, economiche e comodissime quanto banali soluzioni circuitali copia/incolla che prevedono già da data-sheet, una pletora di OpAmp bella e pronta.

E questo neanche a dirlo, è proprio il caso del Burson Audio Conductor che pertanto nell’intera offerta mondiale di elettroniche D/A diventa uno dei rarissimi casi di convertitore con l’ESS-Sabre32 Reference e filtraggio passivo con stadio analogico d’uscita, realizzato interamente a componenti discreti. Lo sfoggio delle scelte progettuali di assoluto rilievo sin ora descritte si impreziosisce inoltre, in questa elettronica audio, con raffinate chicche quali:

- due distinti trasformatori a basso rumore incapsulati da 35 VA, dedicati rispettivamente all’alimentazione uno della parte analogica e d’amplificazione cuffia e l’altro della circuitazione digitale;

- un raffinato selettore volume a 24 step incrementali con resistenze al 0,1% di tolleranza.

 

Burson-Audio-Conductor-pot.jpg.251ecf8ae3134ce1a6babfa36a01a8b6.jpgUn piccolo gioiello di ingegneria meccanica, che tenendo conto della ritrosia di alcuni per questo tipo di regolazione, si implementa operativamente ed efficacemente con il V.O.S. di regolazione livello d’uscita (selezionabile su tre distinti valori da un tasto posto sul frontale e sincronizzato con tre distinti LEDs di segnalazione) nato in realtà nelle intenzioni del costruttore, per adattare il Conductor alla diversa ed estremamente eterogenee sensibilità dell’infinita varietà di cuffie esistenti, ma che ho felicemente scoperto essere attiva anche sulle uscite preamplificate posteriori. Alla fine dei conti è come avere ben 72 distinti livelli di volume, in grado di soddisfare chiunque e senza i limiti di “Rumore”, Dinamica, Induttanza parassita e Diafonia, che i normali potenziometri a film plastico si portano sempre più o meno dietro.

- una possibilità di connessioni che oltre a quella frontale per il jack cuffia, sul pannello posteriore presenta a partire da sinistra: la porta USB, gli ingressi digitali C (coassiale RCA) e T (ottica Toslink), due distinti ingressi linea ad alto livello ovviamente stereo, l’uscita analogica del DAC nell’ipotesi si voglia usare il Conductor come convertitore D/A puro e l’uscita preamplificata destinata ad un finale di potenza che alla fine spiega e giustifica il nome di questa eccellente elettronica audio, nonché la sua più audace velleità che è quella da poter fungere anche da validissimo preamplificatore. Ovvero Conductor che nella semantica ed etimologia corrente del termine in inglese significa per l’appunto anche “Direttore d’orchestra”!

 

Infine all’estrema destra non manca la vaschetta IEC di alimentazione, che oltre all’unico fusibile di protezione posto nell’apposito cassettino estraibile, integra volutamente nella poco accessibile posizione posteriore, l’interruttore di accensione dell’apparecchio in quanto chiaramente suggerito ai fini della sua resa sonica di lasciarlo acceso, a meno di prolungati periodi di inattività, stante anche i consumi tutto sommato molto modesti dell’elettronica.

 

AscoltoBurson-Audio-Conductor-trans.jpg.7dff6cdc5c36b8920006f5e7f661a496.jpg

  • Preamplificatore linea

Setup audio di prova: Player Marantz CD-6003, MediaPlayer di rete Asus O!Play, Convertitore PS Audio Digital Link III, Giradischi  Pro-Ject RPM 5.1, Cartridge MM Nagaoka MP-200, pre-phono TNT InDiscreto con layout modificato, Preamplificatore linea con alimentazione valvolare, filtraggio CLC, valvole in single-ended e uscita a Cathode follower, Finale di potenza Fiocco azzurro, Diffusori isodinamici magnetoplanari Magnepan SMG-C e Wharfedale Pacific Pi10, Cavi interconnessione e potenza QED.

Il modello giunto in prova, una versione demo con il cover in plexiglass e una suggestiva barra di LED per metterne in bella e fiera mostra l’interno, suppongo abbia già abbondantemente superato il burnin-up raccomandato di almeno 300 ore di funzionamento, ma per familiarizzare e comprendere la “natura” del Conductor prima di procedere con il “bisturi” dell’analisi dettagliata delle peculiarità proprie dell’ampli cuffia e del convertitore D/A ho voluto, non nascondo con una punta di cinismo, iniziare proprio dalle sue ambizioni di “Direttore d’orchestra”.

E allora rimosso il mio preampli e curate un po’ tutta la nutrita serie di connettorizzazioni, accensione e via!!

Il rilassato inizio con la struggente e incisiva verve vocale di Annie Lennox in “Why “, apre orizzonti e atmosfere che ritrovo esattamente come a me note.

Apprezzabile senso d’aria ed espressività vocale riproposte con l’irrinunciabile  drappeggio di intonazioni mi sorprendono con un sorriso di trasporto emotivo ancor prima della voglia di ricercare la palpabile e plastica interprete nel mio soggiorno come il preamplificatore di riferimento mi ha viziato a fare.

Bene, mi accordo di essere molto ben predisposto nonostante il cinismo iniziale del cercare subito evidenti limiti e deficienze, sia bellamente naufragato.

Voglia di ritmo ed energia mi portano rapidamente a “Precious” e  “Legend in My living Room “ tratte dal medesimo album Diva e subito le sferzate di bassi correttamente estesi mi travolgono e mi portano ad armeggiare in giù e in su con il potenziometro a step (integrato dalle regolazioni del V.O.S.) che a parte qualche rarissimo scrotch a basso volume, funziona impeccabilmente e con un grande feeling tattile.

Spremo, rendo estremo l’ascolto e nei passaggi più robusti in cui la “forza” non viene mai meno, però mi ritrovo un filino in affanno a cercare e trovare sia l’articolazione che la velocità del medio-basso al quale sono abituato.

Rapido cambio di diffusori passando dalle Whaferdale alle Magnepan e la situazione si ricompone più che dignitosamente rendendomi la consapevolezza che l’abile e rara maestria nel rendere bassi veloci, tonici e forgiati, pur essendoci, non sono però in cima ai talenti di questo stage di preamplificazione che si vota invece quasi completamente all’elegante equilibrio, al concreto spessore e alla estensione in alto senza maligni roll-off.

 

Burson-Audio-Conductor-cap.jpg.7ab04d669911d045baf04f141f0f154b.jpgLa sana timbrica viene pienamente confermata dall’assenza di grossolana grana e dalla corretta tessitura armonica, anche nelle fosche e malinconiche sonorità di “Nawwar”, dei tre fratelli palestinesi di Le Trio Joubran, che riesce con questo pre, a strappare grande trasporto ed emozioni recondite.

Dopo questo, voler cercare necessariamente il cesello timbrico, magari raffinato e ammaliante di preamplificazioni di ben altro nobile, ambizioso e costosissimo lignaggio, in un pre che fa della convincente e sana concretezza la sua principale forza, sarebbe molto più che ingiusto e insensato.

 

  • Amplificatore Cuffia

Setup audio di prova: Player Marantz CD-6003, MediaPlayer di rete Asus O!Play, Convertitore PS Audio Digital Link III, Giradischi  Pro-Ject RPM 5.1, Cartridge MM Nagaoka MP-200, pre-phono TNT InDiscreto con layout modificato, Ampli cuffia Bravo Audio V2 modificato, Cuffie AKG K-701 e Audeze LCD-2, Cavi interconnessione QED.

Prima di cimentarmi con la preziosa Audeze prestatami per l’occasione dall’amico Fabrizio che mi ha ovviamente imposto il pegno della prova d’ascolto del Conductor, per dare l’occasione a questo ampli cuffia (preceduto dalla sua fama) di presentarsi, mi affido alle mie amatissime AKG K-701 tralasciando volutamente il residente DAC e affidandomi al mio ben noto PS Audio, per non falsare in alcun modo la valutazione della sola sezione di ampli head-phone.

Prova di grandi ambizioni e allora accendo il MediaPlayer Asus, verifico che il mio convertitore abbia agganciato in automatico il sincronismo del coax/digitale, cerco nella cartella dei Flac attraverso il mio Tablet qualcosa del quale conosco a menadito ogni singolo fraseggio e ottava: “Arcoluz” di Reanud Garcia-Fons , preparo il pole position il pugliese Antonio Da Costa ricco anche lui di strumentalità acustiche fatte di calde sonorità mediterranee e parto!!

La grande capacità dinamica è la prima cosa che sin dalle primissime battute riesce a cogliere impreparata persino l’arroganza di chi si sente, come me, tanto scafato.

L’incalzare ritmico associato ad una trasparenza che non viene meno neanche nei fraseggi più complessi della trama sonora, porge il messaggio musicale con un realismo scenico che supera ogni limite fisico dell’ascolto in cuffia.

Il delicato dettaglio, l’impeccabile risoluzione, il grande talento nel riproporre ogni singolo accordo e battuta con tutte le sue armoniche, rende perfettamente intellegibile ogni singolo strumento e rende, con magistrale abilità, ogni più sottile risonanza delle casse acustiche del violoncello e ogni più leve strofinio degli archetti sulle corde.

 

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L’assoluta padronanza e controllo, con la capacità di rendere ogni singolo strumento e interprete vocale perfettamente collocato e distinto da tutto il resto, supera di gran lunga e di almeno un ordine di grandezza il mio seppur abile e virtuoso BRAVO AUDIO.

Cedo il foro jack del Conductor all’amico Fabrizio con le sue Audeze LCD-2 e nel pieno del suo compiaciuto trasporto me ne approprio per avere conferma delle capacità di pilotaggio già messe a dura prova dai 62 Ohm della mia AKG K-701 e resa ancora più ardua dai 60 Ohm puramente resistivi della Audeze, che come tutte le cuffie di tipo magneto-planari, sono  notoriamente assetate di Potenza e Corrente per esprimersi al meglio.

Ma pur fuggendo con fastidio dalle considerazioni estreme e colme di vacuo entusiasmo, di fronte all’assoluta mancanza anche in questo caso di una singola grinza o incertezza espressiva, questa volta non posso e non voglio esimermi dal dire che quello del Conductor con le Audeze LCD-2 è uno dei migliori ascolti in assoluto mai fatti.

 

  • Convertitore D/A

Setup audio di prova: Player Marantz CD-6003, MediaPlayer di rete Asus O!Play, Convertitore PS Audio Digital Link III, Preamplificatore con alimentazione valvolare, filtraggio CLC, valvole in single-ended e uscita a Cathode follower, Finale di potenza Fiocco azzurro, Diffusori isodinamici magnetoplanari Magnepan SMG-C, Diffusori Wharfedale Pacific Pi10, Cavi interconnessione e potenza QED.

Nel possibile primario impiego del Conductor, prescindendo se per l’ascolto in cuffia o collegato al proprio setup audio per un uso tradizionale con diffusori, ovvero quello come DAC ho voluto prima provare la classica configurazione che vede un PC connesso USB e poi quella con gli ingressi digitali Coax/RCA e Ottica/Toslink.

Pertanto rapida configurazione del mio PC che nonostante il rognosetto ambiente operativo Vista a 64bit, ha visto la rapida e indolore installazione dei driver ASIO per il Tenor TE-8802 (che rammento essere dedicato allo streaming audio asincrono della porta USB per files ad alta risoluzione sino a 24bit/192KHz), scaricati rapidamente dal sito della Burson Audio (dove sono disponibili anche quelli OSX), connessione con un cavo USB di idonea lunghezza e via con la musica.

Ma subito mi accorgo di qualcosa che non va!

Quello che sento è uguale o addirittura peggiore del mio lettore MP3 da jogging e allora rapido controllo alle impostazioni del player Foobar2000, cambio di prova con i driver Wasapi, verifica cavo USB, re-installazione driver ASIO, stacco alimentazione elettrica PC e prova con batteria.

Niente suona decisamente una chiavica! Al che dopo che nell’ennesima prova, la riproduzione addirittura si interrompe a scatti e mi viene un idea. Cambio il cavo USB e lo sostituisco prima con quello arrivatomi a corredo del Burson Audio e tutto sembra già tornare in ordine, ma all’ennesima sostituzione con uno specifico per impiego audio quasi dimenticato in uno di miei cassetti, finalmente la voce della bravissima Koko Taylor mentre canta “Hound Dog” riprende la sua incredibile forza ed empatica energia.

 

 

Il caleidoscopico incedere del basso elettrico, ritmato da una batteria sferzata dai vigorosi colpi di bacchetta, incominciano ad esibire le qualità di questo DAC senza ombra di dubbio dotato di grande senso del ritmo e che certo non trascende mai in sonorità smunte e asettiche.

Stupisce anche il grande sound-stage virtuale riprodotto, che se la contende alla grande con il mio PS Audio (con il quale condivide gli stadi fatti totalmente a componenti discreti) e del quale per esempio adoro la capacità, in un concerto sinfonico, di portare innanzi e quasi sui piedi gli archi e ben oltre la parete del soggiorno gli ottoni. Magari un pelo meno profondo e sviluppato in altezza, ma con un senso di maggiore proiezione verso l’ascoltatore, si ripropone in modo molto simile.

Passando all’ingresso coassiale digitale e riproducendo dal MediaPlayer ASUS O!Play “A trace of Grace” tratto dall’album Monteverdi, dove il bravo Michel Godard si destreggia magistralmente con il difficile Serpe e la sua roca sonorità, è possibile cogliere echi e riverberi provenienti quasi da ogni singola nicchia dell’ambientazione fatta nella location di una Chiesa gotica.

Localizzazioni scolpite degli strumenti, riprodotti nella loro esatta e fedele dimensione senza vacui gigantismi e impreziositi da una rigogliosa timbrica offerta con una corretta quanto suggestiva serie di timbri e armoniche. Un gioco continuo di contrasti sia dinamici che armonici che evidenziano l’unica vera diversità con il DAC di riferimento che si affida al grande talento nel tinteggiare infinite sfumature, nell’incalzare delle distinte tonalità musicali, invece di giocare con i contrasti come il Conductor,.

Una impostazione che vede, in una sana e corretta forma, un filino in avanti le medie frequenze rispetto al PS Audio e che rendono particolarmente abile il Conductor nel riprodurre le voci degli interpreti con una particolare abilità per quelle femminili e più acute, dove comunque il Conductor conferma l’essere completamente agli antipodi e scevro da qualunque forma di eccessiva luminosità e brillantezza.

Sul registro delle basse frequenze troviamo invece una corretta estensione ma con uno spessore e una articolazione che vede prevalere di il DAC di di riferimento. Similitudine sonica in parte già incontrata nella valutazione della sezione pre e che probabilmente mi viene da ipotizzare forse frutto di una precisa scelta e impostazione progettuale, ma che non mi impedisce certo di collocare la sezione digitale del Burson Audio su un piano fatto di grande raffinatezza e di giustificate grandi ambizioni.

 

ConclusioniBurson-Audio-Conductor-rear.jpg.1203734bd6f048c6eabe691b5938a876.jpg

Nella veniale valutazione economica del Burson Audio Conductor sia per il pregevole livello realizzativo che di quello della componentistica impiegata e ancor più per l’originalità del design progettuale, frutto non certo di “acerbe”  sperimentazioni ma bensì di consolidate esperienze, i circa 1.800 Euro dello street-price con il quale è possibile acquistarlo, ne fanno una sicura e intelligente scelta sia per coloro che cercano un DAC di grande qualità che per l’appassionato dell’ascolto in cuffia, che addirittura si porta a casa un versatile e indiscutibile termine di riferimento nella produzione mondiale di ampli headphones. Nel caso poi di alcune magnifiche quanto impegnative e ostiche cuffie (in termini di pilotaggio), diventa probabilmente il miglior ampli in assoluto disponibile sulla piazza. E scusate se può sembrarvi poco.

Ma la sana musicalità, senza caratterizzazioni di sorta e con spunti di eccellenza quando si parla di dinamica, corretta timbrica e grande versatilità, pongono il Burson Audio Conductor, associato magari ad un finale di potenza o a due casse attive di qualità, come un opzione vincente anche per un impianto magari di tipo minimalista negli ingombri, ma certo non nelle emozioni che saprà suscitare.

 

di Pino Di Prizio

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