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EMM Labs Pre 2 SE, preamplificatore


meridian

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Ho avuto in prova per circa 10 giorni, nel mio sistema e nel mio ambiente, un pre analogico a stato solido, l’ EMM Labs Pre 2 SE. Tra gli elementi che mi hanno spinto ad approfittare della possibilità di ascoltarlo, la prova pubblicata su una nota rivista italiana di tre anni fa, dalla quale il pre uscì con aggettivi entusiastici, quasi superlativi, inoltre, avendo un lettore EMM Labs CDSA SE, costruire una bella sinergia da ascoltare, e la curiosità di confermare le buone impressioni di un rapido ascolto effettuato circa un anno e mezzo fa, in un impianto ben conosciuto, ma non il mio.

 

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Design e costruzione

Il Pre 2 è esteticamente essenziale, con serie di piccoli tasti raggruppati in due zone del frontale, una di sei, in fila sotto il grande display centrale, che permette di eseguire dei settaggi, nominare gli ingressi per es., o decidere livelli di luminosità e contrasto del display colore azzurro, tra l’ altro molto ben visibile, fino ad azzerarlo, per ascolti molto raccolti, inoltre consente di ingaggiare il muting, di due tipi, soft e totale, e permette di scegliere se utilizzare il potenziometro del volume con una scala in dB, per me un poco spiazzante devo dire, o in numeri progressivi da 1 a 100. L’altro gruppo di sei pulsantini sono i 6 ingressi selezionabili, il tutto replicato, con l’aggiunta di altre opzioni, sul bel telecomando in metallo spazzolato identico al colore del telaio della macchina. Dietro, ingressi ed uscite bilanciate ed RCA, con connettori di eccellente qualità, ben distanziati e ordinati, e la vaschetta IEC su un lato. Veniamo agli ascolti, perché alla fine il succo di una presentazione di un’ elettronica è come suona.

 

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Ascolto

Il sistema con cui ascolto musica è decisamente classico, un’ unica sorgente che legge cd e SACD, EMM Labs CDSA SE, pre VTL 6.5i , finale GamuT D 200i diffusori ProAc Future 0.5, collegamenti di segnale in bilanciato, cavi di potenza biwiring. Ho mantenuto tutto esattamente uguale, sostituendo solo il VTL 6.5i,  con il Pre 2 in prova, oggetto demo e quindi non nuovo, e prima degli ascolti l’ho collegato e lasciato girare per circa 36 ore. L’ impianto è inserito in una stanza dedicata, circa 12 metri quadri, quindi faccio un ascolto near field, ma sostanzialmente corretto, per quanto l’ambiente non sia abbastanza ampio per poterne sfruttare appieno le potenzialità. Il mio sistema è consolidato, stabile e sempre uguale da oltre tre anni, quindi ne conosco nei minimi dettagli sonorità e impostazione timbrica, soundstage e peculiarità musicali.

 

EMMLabs-Pre2SE-listening.thumb.jpg.eac6a8e88e717c337be086e6378243e4.jpgUna sola parola: grande impressione... ragazzi come suona!

Non sono abituato a toni eclatanti, ma non pensavo che un pre a stato solido, affiancato al mio VTL, non proprio l’ultimo arrivato, potesse sfoderare una prestazione così importante, convincente.

Ho avuto la concreta e immediata sensazione, poi consolidata dagli ascolti, che le due metà del cervello, ovvero l'emisfero cerebrale e culturale, e l’emisfero emozionale e sensoriale, fossero profondamente d’accordo, ed entrambi gratificati da quanto ascoltavo, e da come lo ascoltavo.

Per questioni di spazio fisico disponibile ho un sistema dove la catena a monte dei diffusori è decisamente superiore ai diffusori stessi, in termini di valore economico, ed in parte anche sonico, anche se quest’ultimo è un aspetto più difficile da quantificarsi, poiché gli spazi limitati non mi permettono di inserire diffusori muscolosi o “importanti”, ma le mie Future 0.5, che ascolto da circa quattro anni, non avevano mai suonato in modo così coerente, autorevole, dinamico e coinvolgente, con la certezza, oggi ancora più consolidata, che se a monte suona una catena importante, i diffusori si esprimeranno in modo decisamente superiore a quanto ci si aspetterebbe dalla loro classe di appartenenza, e in questo caso gli elementi positivi all’ascolto sono decisamente molti e di peso notevole.

Dinamica decisamente superiore ai miei ascolti soliti, nel mio locale, con una impressione di grande autorevolezza, ma mai di imposizione del suono o di effetti a sensazione, sembra un fluire naturale, corretto, ed allo stesso tempo di grande impatto e coesione, tale da fornire un muro sonoro che spinge ad alzare il volume senza sentire nessun fastidio, solo musica, fino al punto in cui è l’ambiente a determinare i limiti di ascolto, o anche le orecchie che accusano qualche segno di affaticamento. Il volume, in step di 100 passi, è molto progressivo, ed in questo molto simile è anche il VTL, ma qui già a volume di 10-12 l’ascolto è nitido e molto completo, e posso salire fino a volumi di 25-30, che diventano anche 35-42 con alcune incisioni particolarmente equilibrate e prive di compressione. Ad un simile volume, il suono è quanto di più vicino ad un evento live abbia mai sentito nel mio localino. Chiaramente siamo lontani dall’ascolto dal vivo, ma c’è la sensazione di calarsi nel suono in modo naturale, e con parametri di velocità, pulizia, dinamica, dettaglio, corposità, che catturano l’attenzione su ogni piccolo particolare senza però perdere l’unità e la coerenza del tutto, sensazione che non mi è capitato tanto facilmente provare.Emmlabs Pre 2 SE

Solo il mio precedente pre Bryston BP 26 si era avvicinato a ciò, ma con una qualità globale di gran lunga inferiore, minor raffinatezza, più esilità ed una certa asprezza sulle voci.

Il soundstage è molto buono, non da primato, forse il VTL fa un filino meglio, ma la focalizzazione è impressionante, il muro dietro ai diffusori sembra uno spazio dove si possono collocare con una precisione millimetrica strumenti, suoni, dettagli, perfettamente contornati e a fuoco, ma senza ingigantire il suono e senza inaridire l’ascolto, il tutto si amalgama in modo clamorosamente naturale e omogeneo, pur facendo risaltare ogni minimo dettaglio, ogni nuance e microinformazione. In questo il solo pre che si avvicini, a mio avviso, ma senza essere a questi livelli, è lo Spectral 30, provato un anno e mezzo fa, ma un senso eccessivo di separazione tra strumenti che ne usciva, unito ad un certo effetto monitor non me lo fece apprezzare come un pre papabile.

Timbrica e musicalità eccellenti, una fluidità notevole, grande dettaglio senza scendere nell’eccesso di precisione a scapito del piacere di fruizione del messaggio musicale, correttezza esemplare, espressa in alto da un’apertura marcata, decisamente luminosa, ma non stridente, forse è solo la vera naturalezza dei timbri alti, da un medio che è sempre presente ma non sovrasta o si prende troppo spazio e un basso coerente, fermo. Mai le mie ProAc, tacciate spesso di un basso non legato con il resto della gamma, negli ascolti con il Pre 2 mi hanno fatto pensare ad un suono a due velocità, tutto fluiva in un’amalgama di suoni perfettamente centrati e coerenti, senza sfasature, ritardi o coperture di una gamma a scapito di un’altra, con ogni disco o genere inserito nel lettore. Credo che il vero limite percettivo lo determinasse l’ambiente, il piccolo locale con tutte le sue peculiarità sonore ed acustiche. Un pre interessante in questo senso, provato due anni fa circa, il Sonata Allegro della Gryphon, ma lì, coerenza, neutralità, correttezza, non erano supportate da luminosità e autorevolezza, e gli ascolti mi diedero l’ impressione di una macchina un filo scura, ed anche un poco troppo asciutta.

 

Un’elettronica così precisa, lucida, quasi spietata, non fa però sconti, e nelle incisioni con soffio, vedi per esempio Kind of Blue rimasterizzato, nei passaggi bassi si evidenzia un rumore di sottofondo che non aiuta la fruizione, o incisioni non particolarmente equilibrate, dove la timbrica risulta sbilanciata, non fa molto per riequilibrare, però quando la musica si materializza, è libidine pura, e questo è un altro aspetto interessante, ti fa entrare in modo più veritiero, secondo me, nello spirito del genere musicale o del disco specifico, ti immerge in una sensazione di coerenza musicale decisamente molto elevata, ovvero i suoni elettronici sono più crudi e diretti, il rock  è pastoso e in alcuni casi sporco, le voci stagliano meglio rispetto al mio riferimento, con una intellegibilità superiore. Come accennato la precisa focalizzazione è forse l’elemento di maggior sorpresa, insieme alla forza e articolazione delle voci, sono rimasto impressionato su alcuni brani, straconosciuti, per i dettagli e i piccoli effetti che venivano fuori, per le linee melodiche secondarie che emergevano in modo pulito e nuovo, per la qualità e le incredibili sfumature delle voci...  stupore !

 

61y5ndnmPsL._AC_SL330_.jpgQualche nota, gli ascolti mi hanno così coinvolto e mi hanno spinto a mettere dentro il cassettino tutti i miei dischi meglio conosciuti, e più utilizzati per le prove, al punto che un giorno, iniziato il programma musicale alle 11.00 circa, alle 15 del pomeriggio, senza aver mangiato e senza soste, ho interrotto gli ascolti per evidente stanchezza psicologica. Si, proprio così, ascoltare a simili volumi, un po’ di tutto, sentendosi coinvolti, immersi nei suoni, concentrati sui dettagli ma appagati dal tutto nella globalità della musica, scoprendo elementi nuovi e variazioni di tonalità, su brani ascoltati tante volte, e provando letteralmente la pelle d’ oca addosso, in certi passaggi e con alcune voci, beh, mi hanno spossato e svuotato. Per onestà devo anche dire che un certo senso di affaticamento, su certi ascolti, vedi musica elettronica, c’ è stato, ma credo sia più vero quanto ho ascoltato così, con questo set up, che in precedenti configurazioni nel mio ambiente.

Alcuni esempi presi a caso, per spiegare le sensazioni provate

Ascoltare Kelly Joe Phelps, Shine eyed mister zen, è illuminante, tali e tante le microsfumature della voce, il respiro, la tessitura e le inflessioni che si possono percepire, in un disco dove solo la chitarra lo accompagna, facendo emergere inconfutabilmente la ricchezza e i particolari contenuti nel disco.

Cafe Blue di Patricia Barber, un suono così “vero”, coinvolgente, un disco che emoziona e nello stesso tempo avvince per la qualità e quantità dei contenuti e delle diversità musicali, vedi inizio brano 6 , dove la voce incanta, o i pezzi 2 e 11 , dove i suoni avvolgono e rapiscono... ma tutto il disco è pressoché magico, ascoltato con questo Pre 2.

Massive Attack Mezzanine, la voce maschile è più verosimile, pulita ma profonda, con il senso di una pastosità che ben si amalgama con le tonalità elettroniche ipnotiche e anche un poco ambigue.

Il brano City, country, city dei War è un concentrato di ritmo, un vero muro musicale, bene ho alzato il volume fino alla soglia del fastidio auditivo, ma è incredibile cosa esce dai diffusori... indescrivibile in termini di dinamica e di coinvolgimento emotivo.

Sainkho Namtchylak Stepmother City, il primo brano introduttivo è breve, ma la sua voce attorno al minuto circa sale in un modo incredibile, ti spinge ad alzare il volume fino a livelli che preludono il fastidio, che però non arriva, perché  la pelle d’oca ti fa capire che stai ascoltando qualcosa di vicino al reale, come fosse lì a due metri, solo per te.

Potrei continuare così per molte pagine.

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Interessante il fatto, frutto delle esperienze e degli ascolti negli anni, che questa prova mi ha fornito  una conferma in più che un ottimo pre fa grande un impianto, e che la sua qualità va in coppia con il risultato finale del suono, senza se e senza ma, un elemento della catena audio centrale, nevralgico, indispensabile.  L’elemento evidente è il grande controllo in basso, i woofers sembrano trasformarsi per energia, escursione, pulizia, spinta dinamica, ed anche l’ ottima apertura nel medio alto, dove i suoni si stagliano luminosi, precisi, mai invadenti ma reali, dando il senso della pienezza e presenza della musica, la zona dello spettro più ricca di informazioni, di dettagli, dello spessore e corpo delle voci.

Solo un appunto, ovvero questa elettronica ha qualche controindicazione, se si cerca un pre “morbido”, meglio scartarlo subito, se si preferiscono parametri quali rotondità , musicalità intesa come zero fatica di ascolto, pastosità o suono scuro, non è adatta, il pericolo è di rendersi conto, comunque, di quanta informazione, dettaglio, micronuances, si possono perdere e, di converso, quanta musica contiene un normale dischetto red book, quante sfumature può far ascoltare, quante emozioni è in grado di offrire ancora e quante sensazioni può fare riscoprire ascoltando dischi conosciuti.

 

Difetti, perché ci sono, nessuna elettronica è priva di qualche piccola controindicazione all’ascolto, e il Pre 2 non fa eccezione

In alcuni ascolti ho rilevato qualche sibilante sulla voce femminile, leggere asprezze che potrebbero dipendere molto da come è stata fatta la presa con il microfono o anche dai successivi passaggi di masterizzazione, da capire se reale o leggermente enfatizzata. In un paio di brani ho ascoltato un pianoforte un filo luminoso, squillante, ma anche qui, come fare la tara quando in un altro brano di un’ altra incisione il pianoforte risulta rotondo e più profondo?.  Fatica di ascolto, ecco, forse un elemento importante di valutazione, ovvero siete audiofili che vogliono ascoltare per giorni senza nessuno stress, o preferite un paio d’ ore di immersione totale nei suoni più veri e poi una pausa per riprendere fiato?

Da considerare che, ovviamente, ogni catena/ambiente/preferenze personali porteranno a pareri diversi, alcuni ascoltatori potranno giudicarlo troppo aperto, troppo spostato verso la parte alta dello spettro sonoro, eccessivamente luminoso, incisivo, dinamico, oppure perfettamente bilanciato e neutro, timbricamente corretto e molto preciso, sono convinto che fatte le debite proporzioni e la tara al prezzo, sarebbero di più coloro che lo considerino un elemento di difficile inserimento, piuttosto che un pezzo irrinunciabile della catena audio, parere tutto mio, ovviamente, come quanto ho scritto in queste pagine.

 

Valore

Che dire, un oggetto del desiderio, non solo per quanto ascoltato, ma anche per il suo prezzo, non proprio appetibile, di 17.500 € di listino. Ma con quello che si ascolta, con quanto si legge su cavi da 7-10 k € per un metro, direi che, potendolo ascoltare, si rischia di non dimenticarlo più, e di farsi prendere dal tarlo che la musica, poi, non è più la stessa. Un genio, Meitner, uno dei pochi grandi progettisti oggi in grado di fare la differenza, di dire qualche cosa di nuovo in questo mondo di apparenza e marketing, di gigantismo ed esasperazione estetica. Un oggetto dalle linee pulite e non vistoso, ma quello che c’è dentro è più importante di quanto pesa, comunque sono ben 12 kg., o di come si presenta, pur essenziale non è sgraziato, ma senza fronzoli e belletti...  lo spirito vero della musica, questo conta, e questo il Pre 2 SE si impegna a fare ascoltare. Da sottolineare che EMM Labs è un riferimento in campo digitale, ma questo Pre 2 è un classico solo linea totalmente analogico in un unico telaio, forse anche qui una prova che se un progetto è corretto, ben curato e di qualità anche nell’ uso dei materiali, separare l’alimentazione non è così indispensabile.

 

Conclusioni

Per finire, dopo quanto ascoltato, valutato, ponderato e scritto, vi chiederete, quale è la decisione o il passo successivo?

Non so dire, per mia natura non sono impulsivo, men che mai su un’ elettronica dai costi simili ad un’ utilitaria a quattro ruote, e dopo tanti anni di ascolti in Alta Fedeltà e di inserimenti di elementi in una catena rodata, l’ entusiasmo iniziale va sempre sedimentato e razionalizzato, tornando ad ascoltare il proprio sistema. E mi piace, il mio set up, ha i suoi limiti e le sue piccole, o grandi pecche, a seconda del livello a cui si vuole porre l’asticella: del sistema, inteso anche come ambiente e relativo trattamento, delle elettroniche e degli accessori a completamento, non ultimo, il proprio budget, che deve essere realistico e coerente. Posso però affermare, in tutta onestà, che un simile oggetto audio, oltre ad essere ben suonante e coinvolgente, ti costringe a pensare, a rivedere alcune certezze, a rielaborare alcuni parametri nell’ ambito dell’ ascolto della musica, e non solo...! Rimane il fatto che una simile elettronica lascia il segno, coinvolge, musicalmente ed emotivamente, riesce a trasmettere sensazioni fisiche, mentali, spirituali, amalgamando il tutto in un ascolto coerente, appagante, totalizzante, offrendo in dono il vero spirito della musica.

 

di Dario Forastieri

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