argonath07 Inviato 20 Novembre 2022 Inviato 20 Novembre 2022 Il primo vinile jazz che ho comprato è stato The Koln Concert, non sapevo manco chi fosse Keith Jarrett... So solo che al primo ascolto mi vennero le lacrime... Riuscì a toccarmi nel profondo.
rock56 Inviato 20 Novembre 2022 Inviato 20 Novembre 2022 1 ora fa, argonath07 ha scritto: Il primo vinile jazz che ho comprato è stato The Koln Concert, non sapevo manco chi fosse Keith Jarrett... Io invece non riuscivo a capire il Jazz, anch'io non sapevo chi era Jarrett. Però acquistai il biglietto per il concerto al Comunale di Modena nel 1996... La stessa settimana andai ad acquistare quel cd...😊 1
Lou Inviato 20 Novembre 2022 Inviato 20 Novembre 2022 lo ascolto da sempre, visto dal vivo è altra cosa, per me esperienza quasi mistica ed ho capito perchè interrompeva i concerti quando qualcuno lo disturbava, il suono che esce dal suo pianoforte è prezioso, un balsamo per lo spirito. 1
analogico_09 Inviato 21 Novembre 2022 Inviato 21 Novembre 2022 18 ore fa, Lou ha scritto: ascolto da sempre, visto dal vivo è altra cosa, per me esperienza quasi mistica ed ho capito perchè interrompeva i concerti quando qualcuno lo disturbava, il suono che esce dal suo pianoforte è prezioso, un balsamo per lo spirito. Chi intende trasmettere, comunicare, condividere la propria dimensione musicale spirituale e mistica senza essere disturbato o distratto dall'elemento profano e delle volte "umano", cerca il luogo "zen" del silenzio e della meditazione frequentato dagli eletti già "istruiti". Non si presta alla logica dello "spettacolo" esibendosi nei teatri mondani che accolgono ogni sorta di pubblico (disposto per di più a pagare un caro o carissimo biglietto per poter ascoltare il "fenomeno") con la vana pretesa di non voler sentir volare nemmanco una mosca, dove, per colpa di qualcuno, di un maleducato o di uno sprovveduto rumoreggiatore involontario, rischio calcolato, preventivato, si fanno le bizze da primadonna e dunque... o non si suona più per nessuno, oppure si suona con il pubblico terrorizzato... 😅
Armando Sanna Inviato 21 Novembre 2022 Inviato 21 Novembre 2022 4 ore fa, analogico_09 ha scritto: spettacolo" esibendosi nei teatri mondani che accolgono ogni sorta di pubblico (disposto per di più a pagare un caro o carissimo biglietto per poter ascoltare il "fenomeno") Il problema sta proprio in questo che hai evidenziato, alcuni un po’ per ignoranza un po’ per spocchia credono che con il prezzo del biglietto pagato uno si possa permettere di essere cafone e arrogante, come se lo avesse invitato a casa sua l’artista … Purtroppo fenomeni del genere li trovi dal concerto jazz, a quello di musica classica , in quelli di musica rock un po’ meno anche perché i frequentatori passano sempre alle maniere più spicce per farti notare che la “ stai facendo fuori dal vaso”…😁😁😁 Di KJ ho un po’ di materiale, per un bel periodo mi aveva preso con interesse far conoscenza della sua maniera particolare di proporre musica , poi un po’ di lavori sono rimasti lì a far da raccolta, utile questa discussione per farmi riascoltare ieri un mini cofanetto di Standards I, II + Changes …
analogico_09 Inviato 21 Novembre 2022 Inviato 21 Novembre 2022 1 ora fa, Armando Sanna ha scritto: Il problema sta proprio in questo che hai evidenziato, alcuni un po’ per ignoranza un po’ per spocchia credono che con il prezzo del biglietto pagato uno si possa permettere di essere cafone e arrogante, come se lo avesse invitato a casa sua l’artista … Non credo sia solo per il costo del biglietto, ma ci sta che i parvenu convinti di poter comprare ed usare tutto col denaro, e che tutto sia loro dovuto, siano purtroppo dovunque, anche nelle varie realtà culturali, pubbliche e private. Ma si registrano casi di disturbi involontari, incidentali, comprensibili e scusabili (il pubblico dopotutto è fatto di carne non di legno), insieme alle forme di maleducazione congenita più becera e ingiustificabile, anche durante i concerti dai prezzi più "popolarti" o non particolarmente esosi, quelli che i parvenu magari snobbano... Ovviamente capisco la giusta contrarietà dell'artista, il suo moto di sdegno che possa spingerlo a protestare o ad abbandonare la scena, a sua scelta, ma l'artista artista che avendo avuto modo di verificare più volte come anche tra le migliori "famiglie" di pubblico, nei più rinomati e altolocati teatri a disposizione, ci scappa sempre il cojotes di turno, mi chiedevo nell'altro post, e me lo chiedo ancora che caspita ci vada a fare dove non troverà mai il silenzio assoluto, senza incidenti fisiologici e increspature veniali, senza cui la sua ispirazione non potrà montare? Diventa una sofferenza per l'artista e per il pubblico che deve trattenere il respiro... Di concerti di jazz durante il corso di mezzo secolo ne ho ascoltati in gran numero e di vario "tipo", come già riferito nell'altro post, ho ascoltato anche i più grandi poeti del jazz che in quanto a madreperlacee raffinatezze di stile e di forma, di spiritualità profonda, intima, spesso "religiosa", non erano da meno rispetto a Jarrett (i quale non ha l'ewclisiva del "misticismo") e a differenza di Jarrett, non si facevano affatto distrarre dai "rumori" esterni che anzi fungendo da ulteriore stimolo, rendevano più tangibile la presenza e la partecipazione viva del pubblico che diventava parte collettiva, corale, della liturgia musicale. Se Jarrett vuole il pubblico imbalsamato per non sentirsi disturbato nella sua gelosa e "ripiegata" autoreferenzialità ... buon per lui, ma io a un certo punto non fui più per questo ai suoi concerti, non già solo per il costo biglietti, preferendo ascoltarlo da disco in casa, libero di grattarmi la schiena, di rossire o deglutire, di gridare il mio entusiasmo o la mia noia... Poi.., sono punti di vista, tutto è relativo.
Armando Sanna Inviato 21 Novembre 2022 Inviato 21 Novembre 2022 4 ore fa, analogico_09 ha scritto: Ovviamente capisco la giusta contrarietà dell'artista, il suo moto di sdegno che possa spingerlo a protestare o ad abbandonare la scena… Questo purtroppo è accaduto anche con grandi artisti della musica rock, che a causa di qualche alterco con una persona del pubblico ha lasciato il luogo della performance . O altre volte se sonoramente fischiato a causa di un suo stato di alterazione, dovuto all’eccesso d’alcol e altre sostanze , ha concluso di fretta lo spettacolo facendolo durare qualche manciata di minuti … Questo è quel che può accadere quando paghi un biglietto e nulla ti è garantito e qualche volta l’evento tanto atteso con trepidazione si trasforma in un momento da dimenticare … Posso dire di aver avuto la fortuna di non incappare in concerti sfortunati e con performance molto al disotto delle mie aspettative .
regioweb Inviato 22 Novembre 2022 Inviato 22 Novembre 2022 20 ore fa, Armando Sanna ha scritto: utile questa discussione per farmi riascoltare ieri un mini cofanetto di Standards I, II + Changes … bellissimo cofanetto, a mio avviso imprescindibile nel percorso di conoscenza dell’artista 1
Renato Bovello Inviato 11 Gennaio 2023 Autore Inviato 11 Gennaio 2023 Faccio pubblica ammenda . Prima di escluderli ho voluto ascoltare di nuovo un paio di lavori . Recupero Bye Bye Blackbird che ha alcuni momenti davvero interessanti e coinvolgenti . Boccio , invece , senza esitazione Paris Concert . Questo proprio non riesco a capirlo . Meglio così
Grancolauro Inviato 11 Gennaio 2023 Inviato 11 Gennaio 2023 Il 21/11/2022 at 23:21, Armando Sanna ha scritto: Posso dire di aver avuto la fortuna di non incappare in concerti sfortunati e con performance molto al disotto delle mie aspettative Beato te… restando in area jazz, a me una volta è capitato di andare ad ascoltare i Painkiller (Zorn, Laswell e Harris) al Teatro Antico a Verona. Beh, il concerto è iniziato con più di due ore di ritardo, col pubblico inferocito che già aveva aspettato una vita in coda per entrare. Poi hanno suonato per 40 minuti scarsi e se ne sono andati come se nulla fosse. Hanno rischiato il linciaggio… Questo per me è comportarsi in modo inaccettabile da parte di un musicista 1
analogico_09 Inviato 11 Gennaio 2023 Inviato 11 Gennaio 2023 @Grancolauro Inammissibile! Soltanto il pubblico di Charlie Parker nei '40/'50 attendeva speranzoso l'arrivo di Bird al Mintons' Playhouse, o in altro jazzclub.., quando arrivava.., disposti anche a perdonargli quando non si faceva proprio vivo.., dopo lunghe attese che vedevano sorgere l'alba... magari perso, il genio, in qualche posto a smaltire un "dolore"... o a creare poesia dentro di se da donare al suo paziente e affezionatissimo pubblico la sera dopo come forma di ringraziamento... Tali erano i tempi "quelli..; il pubblico "quello".., i musicisti "quelli"... una sorta di "famiglia" allargata che non viveva la dittatura della fretta.., legati dall'amore per la musica pazzesca che nasceva dai "bassifondi" per volare in altro, più alto ancora diretta verso il cosmo...
Armando Sanna Inviato 11 Gennaio 2023 Inviato 11 Gennaio 2023 4 ore fa, Grancolauro ha scritto: Painkiller (Zorn, Laswell e Harris) al Teatro Antico a Verona Anche nell’occasione di aver visto Laswell, N.P. Molver, H.Drake, e artisti vari al teatro del Verme a Milano fecero uno splendido concerto con un buona/ottima qualità audio… Mi manca solo di vedere Brian Eno in qualche sua esposizione sonora e poi sarò appagato della mia discreta esperienza dei concerti dal vivo 😉
damiano Inviato 12 Gennaio 2023 Inviato 12 Gennaio 2023 17 ore fa, Renato Bovello ha scritto: Recupero Bye Bye Blackbird che ha alcuni momenti davvero interessanti e coinvolgenti . Ottimo disco. Mi permetto (scusa) di consigliarti "Standards Live", a mio giudizio è il più bello del trio. C'è una cover di "Too Young to be Steady" che rappresenta la summa del (Standard) trio: come rendere indimenticabile una "canzonetta". Ciao D. 1 1
dariob Inviato 12 Gennaio 2023 Inviato 12 Gennaio 2023 18 ore fa, Renato Bovello ha scritto: Boccio , invece , senza esitazione Paris Concert . Questo proprio non riesco a capirlo . Siamo in due! Compratp per una recensione entusiastica su Audioreview, Ho provato varie volte ma non sono mai riuscito ad andare oltre i 5/10 min.
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