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La ricchezza del suono reale.


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7 ore fa, ascoltoebasta ha scritto:

[...] per godere appieno di tutte le sfumature che fanno di un capolavoro, appunto un capolavoro, serva poterle ascoltare possibilmente tutte e bene.

Sono d'accordo.

Avere sistemi di riproduzione hifi ben congegnati significa potersi godere al meglio tutto ciò che offre una produzione musicale, il più vicino possibile all'intento di chi l'ha concepita.

 

Differenze nella direzione d'orchestra possono risiedere ovunque: nel portamento generale, nelle dinamiche, nell'intensione di certi fraseggi, nel sapiente dosaggio dei silenzi e tanto altro. E' interpretazione.

Poi c'è la produzione, che può mettere più o meno in risalto il contributo della sala, enfatizzare più o meno la ripresa ravvicinata con tutto ciò che ne consegue (primo fra tutti il sentore degli attacchi più o meno netto) e, anche qui, tanto altro.

 

Dal mio punto di vista, la coerenza nella riproposizione di tutto questo aumenta con l'aumentare delle prestazioni del sistema di riproduzione.

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Membro_0023
8 ore fa, gianventu ha scritto:

La domanda era se riesci a cogliere differenze tra una direzione dii Furtwängler e di Von Karajan

Quella la si coglie anche se te la fanno sentire in un vocale di WhatsApp, ma lo scopo dell'alta fedeltà è un altro.

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31 minuti fa, Paolo_AN ha scritto:

Dal mio punto di vista, la coerenza nella riproposizione di tutto questo aumenta con l'aumentare delle prestazioni del sistema di riproduzione.

E’ cosi’.

Il mio punto di vista e’ pero’ che cio’ non deve andare a discapito dell’ascolto delle grandi cose registrate in passato che non hanno standard odierni.

Nessuno di voi sente il jazz anni 20 e 30? Peccato

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captainsensible
7 minuti fa, Branch ha scritto:

Fosse stata una registrazione perfetta, il piacere sarebbe stato certamente maggiore

Non sono tanto convinto che sia sempre così.

Talvolta il tecnicismo della registrazione tende a distrarre,  e questa  è una cosa che è menzionata anche in alcuni testi (ad esempio nel libro di David Byrne "Come funziona la musica").

C'è tutto un filone di musica che viene detta "lo-fi" che è creata con questo concetto.

La registrazione va presa cosi com'è nel tuo caso.

CS

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2 minuti fa, captainsensible ha scritto:
8 minuti fa, Branch ha scritto:

Fosse stata una registrazione perfetta, il piacere sarebbe stato certamente maggiore

Non sono tanto convinto che sia sempre così.

D'accordo. Invece di perfetta diciamo di buona qualità. La registrazione di cui parlo proviene da un vecchio nastro mal conservato, a livello dei bootleg di una volta. 

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10 ore fa, mozarteum ha scritto:

Anche una voce lirica estesa non e’ riproducibile in modo realistico.

Che cosa intendi esattamente per realistico? Cosa ti manca resp. che cosa c'è troppo?

Assumo che intendi che mancano quei componenti come la sala da concerto / teatro, presenza fisica dei musicisti, degli ascoltatori.

Non credi che un'affermazione del genere (qualitativo) è frutto di una forte elaborazione della mente e quindi soggetta a moltissimi influssi estranei? A meno che stai parlando della situazione fisica sonora, dal vivo vs. sala d'ascolto a casa, dove la differenze fisica sonora è completamente diversa.

 

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C’è un pianista giapponese, tal Tsuyoshi Yamamoto, che suona (o forse crede di suonare) jazz, le cui incisioni sono tecnicamente da brividi (in senso positivo) per dinamica, presenza, immagine, timbro e quant’altro. Altrettanto da brividi (ma in senso negativo) è la sua interpretazione del jazz, perché sciatta, banale, ai limiti dell’imbarazzante. Dopo un paio di minuti d’ascolto, per quanto l’impianto suoni bene, lo tolgo per mia autostima e dei tanti soldi che ho speso.

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