ascoltoebasta Inviato 2 ore fa Condividi Inviato 2 ore fa Un altro bel disco che ritengo meriti d'esser segnalato è "Taking Shape",della brava compositrice,bassista e contrabbassista finlandese Kaisa Mäensivu,che con la sua valida ensemble Kaisa's Machine,pochi anni fa uscì con questo disco interessante,molto piacevole e ben suonato, introspettivo e meditativo in alcune composizioni e più giocoso in altre,ma sempre col filo conduttore di composizioni valide,così come le esecuzioni strumentali. Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/109/#findComment-1768508 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
one4seven Inviato 2 ore fa Condividi Inviato 2 ore fa 27 minuti fa, dariob ha scritto: L'audio (del CD) è veramente notevole per naturalezza e spazialità. Da riferimento. Lo avevo notato subito... Grazie a te, comunque la pensiamo o qualunque cosa ci piaccia o no, è stato un piacere scambiarsi impressioni su un disco non certo "per tutti". 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/109/#findComment-1768525 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
biox Inviato 13 minuti fa Condividi Inviato 13 minuti fa 2 ore fa, one4seven ha scritto: @biox Allora vai con questo, che è una figata, appena uscita... Constellation Records, una garanzia. Se ti piace, poi lo segnali per bene tu, magari nel 3d dei migliori del 2026. Non lo segnalo come miglior album perchè è un'opera d'avanguardia. Il mio giudizio critico (sai che roba) : le due anime (un ex-colonizzatore e un de-colonizzato) non si fondono, non dialogano in diversi brani, parlerei di sovrapposizione, l'album è spesso disorganico (musicalmente). Quando invece il "dialogo" funziona sembra di cogliere un'atmosfera, una sintesi che li accomuna e il risultato è migliore, persino ricercato. Ho verificato questa mia impressione con critiche professionali ed ho trovato effettivamente che i critici si dividono non sulla disorganicità appurata ma alcuni sostengono sia voluta (per enfatizzare una frattura, una incompatibilità, tra occidente e swana, tra chi soffre e chi coltiva l'elettronica), altri sostengono che questa simbiosi (peraltro imperfetta) è apparente perché ognuno suona per conto suo, sembra un progetto a tavolino basato sulle intenzioni ma musicalmente non riuscito. Aggiungo infine che vi ho trovato dei riferimenti ad Alabaster de Plume, non solo per il sax tremolante ma anche per certe atmosfere "estranianti". Poi evidentemente serve il giusto mood (cit. @one4seven), ma migliora riascoltandolo. 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/109/#findComment-1768595 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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