penteante Inviato 30 Gennaio 2025 Inviato 30 Gennaio 2025 u cuenê du prancêpê: quonn o' ggê a coccê, tonn o' ggê cachè ( il cane del principe: quando deve andare a caccia, allora gli scappa di cagare)
Questo è un messaggio popolare. Martin Inviato 30 Gennaio 2025 Questo è un messaggio popolare. Inviato 30 Gennaio 2025 Sulla salute: "Caga-duro e pissa-ciaro, e po manda in mona mèdego e speziaro" Trad: Mantenere un alvo di corretta consistenza unito ad una diuresi ottimale ti permetterà non solo di far a meno di medico e farmacista, ma pure di poterli trattare con una certa rudezza... 5
Fabio Cottatellucci Inviato 30 Gennaio 2025 Inviato 30 Gennaio 2025 Questa l'ho sentita da un amico barese, che purtroppo oggi non è più con noi (ciao Gaetano!). I forumer baresi mi correggano la pronuncia! "Che la Maronn' t'accompegn, ogne pass' na caduta, ogni alzat' na scivuat' e 'na rottur 'e cap'! "
il Marietto Inviato 30 Gennaio 2025 Inviato 30 Gennaio 2025 Neve ai monti, neve al mar, neve a farvelo stracassar
Martin Inviato 30 Gennaio 2025 Inviato 30 Gennaio 2025 24 minuti fa, il Marietto ha scritto: Tempo , cul e siori fa quel che vol lori C'è anche la variante radicata nel bellunese: "Tempo, cul, paròn e siori i fa dut quel che i vol lori" Interessante perché introduce tra i protagonisti la borghesia padronale (el paròn) accostandola alla nobiltà (i siori) e specifica amaramente come a differenza del lumpenproletariat essi riescano non solo a fare quello che vogliono, ma a fare tutto quello che vogliono (dut) Interessante anche il paragone del tempo come cosa ineluttabile, e del c.ulo come oggetto vile che possiede le stesse caratteristiche, alla fine sarà il c.ulo nobile come i siori, o saranno questi smerdài come il c.ulo ?
il Marietto Inviato 30 Gennaio 2025 Inviato 30 Gennaio 2025 mal de testa vol magnar , mal de pansa vol cagar 2
Guru Inviato 30 Gennaio 2025 Inviato 30 Gennaio 2025 "Al liga i can con la sunsisa" - lega i cani con la salsiccia, per definire chi ha soldi da buttare o chi li butta perché ha le mani bucate.
Martin Inviato 30 Gennaio 2025 Inviato 30 Gennaio 2025 questa rappresenta bene la perfidia popolare: Parlando di mancata gratitudine si usa dire: "...El se inacorsarà sul tossér" ovvero: Se ne accorgerà tossendo. Si allude ai tempi della tubercolosi, dove il primo sintomo del male incurabile era l'emottisi, le macchioline di sangue sul fazzoletto. In pratica si augura all'ingrato di contrarre la tbc in forma insidiosa e prolungata...
Martin Inviato 30 Gennaio 2025 Inviato 30 Gennaio 2025 Sulla eccessiva dispersione del patrimonio dovuta ad asse ereditario troppo sfioccato: "Tanti tòchi, tanti pitòchi".
appecundria Inviato 30 Gennaio 2025 Autore Inviato 30 Gennaio 2025 13 minuti fa, Martin ha scritto: si augura all'ingrato di contrarre la tbc Tisica tisica teseca teseca.
Sognatore Inviato 30 Gennaio 2025 Inviato 30 Gennaio 2025 Sapeste quante cose si possono voler dire in barese con le espressioni Mò e Meh…😅 1
Oscar56 Inviato 30 Gennaio 2025 Inviato 30 Gennaio 2025 pà e nus mangià de spus nus e pà mangià de cà pane e noci mangiare da sposi noci e pane mangiare da cani 1
Oscar56 Inviato 30 Gennaio 2025 Inviato 30 Gennaio 2025 esclusiva del paese mio per una storia di balletti rosa negli anni sessanta. scrivo ho perché è come suona in dialetto. Quando ta paset da Castelmelho alzho miho el cul da la selho Quando passi da Castel Mella non alzare il cūlus dalla sella.
Martin Inviato 30 Gennaio 2025 Inviato 30 Gennaio 2025 Rude espressione popolare su base clinico-andrologica. Si usa per soggetti maschili ormai lontani dall'adolescenza che si accompagnano a donne significativamente più giovani e intuitivamente disinibite. La sentenza popolare mette in dubbio l'efficienza amatoria dei primi facendo riferimento alla diminuzione del volume spermatico medio e relativa potenza del getto, conseguenze della ingravescente aetatem: "Cossa volo far, chel vecio sbora-bìgoi..." Trad: Cosa vorrebbe fare quel vecchio, che ormai ejacula spaghetti...
Oscar56 Inviato 30 Gennaio 2025 Inviato 30 Gennaio 2025 Bisogna mia iga studiat per eser agnoranc (non è necessario avere studiato per essere ignoranti) versione molto fine del al gà indit an caal per fa studia nasen (ha venduto un cavallo per far studiare un asino)
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