Martin Inviato 11 Febbraio 2025 Inviato 11 Febbraio 2025 5 ore fa, analogico_09 ha scritto: secondo l'accezione più sofisticata e sadica ... il capo d'arco in pietra o in marmo delle porte di una volta... raffinatissima anche perché prodromica al collasso dell'arco con successivo crollo della parete sovrastante 1
analogico_09 Inviato 11 Febbraio 2025 Inviato 11 Febbraio 2025 2 ore fa, Martin ha scritto: raffinatissima anche perché prodromica al collasso dell'arco con successivo crollo della parete sovrastante Praticamente un terremoto che poi quelle zone aquilane sono molto sismiche, purtroppo.
analogico_09 Inviato 11 Febbraio 2025 Inviato 11 Febbraio 2025 3 ore fa, Martin ha scritto: Sono appassionato di parlate regionali, uno dei miei vezzi giovanili era riuscire - con l'assistenza di qualche madrelingua - a pronunciare qualche frase completa e dotata di senso in modo indistinguibile dai nativi. Due sono gli ossi-duri che non sono riuscito ad affrontare: Abbruzzese e genovese. Embè, l'abbruzzese è un dialetto tosto come le cocce degli abitanti, quello genovese è tirchio quindi spreca poche parole e diventa più ermetico...
appecundria Inviato 12 Febbraio 2025 Autore Inviato 12 Febbraio 2025 Sei proprio 'nu cazz' arravugliato â fronna. Traducibile in: uomo inutile, da poco. Locuzione usata dalle donne verso gli uomini, con riferimento alla foglia a volte dipinta sui genitali maschili nei quadri.
appecundria Inviato 12 Febbraio 2025 Autore Inviato 12 Febbraio 2025 T'ammeretave 'a croce ggià 'a paricchio. Evidente doppio senso tra la croce di cavaliere e la croce strumento di morte.
hfasci Inviato 12 Febbraio 2025 Inviato 12 Febbraio 2025 L’è mej un usell in man che cent che vula Non so se già detta ma non ho tempo di leggerle tutte. 1
Panurge Inviato 12 Febbraio 2025 Inviato 12 Febbraio 2025 Quand c'la mexda la munta a scagn, la spusa e fa dagn. Quando lo sterco sale sopra lo sgabello puzza e fa danni. Fine metafora sulle persone con pessime inclinazioni che arrivano a posizioni di potere.
Oscar56 Inviato 13 Febbraio 2025 Inviato 13 Febbraio 2025 chel'e ta stopael quello li ti stoppava nel senso ti riempiva, si dice a chi avanzava piccolissime porzioni di cibo dopo un'abbuffata.
Questo è un messaggio popolare. Martin Inviato 13 Febbraio 2025 Questo è un messaggio popolare. Inviato 13 Febbraio 2025 Il 12/02/2025 at 12:04, Panurge ha scritto: Fine metafora sulle persone con pessime inclinazioni che arrivano a posizioni di potere. Un proberbio sino-bellunese (è quasi totalmente monosillabico) sull'effetto corruttivo del potere: "pì-se-va-su, pì-se-mostra-l'cul" P.S. Lo capii da adulto-maturo. Da giovincello il proverbio rievocava in me solo Laura Antonelli e la scena della scala in "Malizia"... 3
claudiofera Inviato 13 Febbraio 2025 Inviato 13 Febbraio 2025 Sarà per via che ci sono nato,dipenderà dal fatto che questo dialetto l'ho sentito parlare "duro " da mio padre,dai suoi amici e dagli amatissimi personaggi di Pasolini---ma il romanesco mi sembrava imbattibile ,saggio e insieme spietato.Prima di imbattermi in Martin e nel suo fantastico veneto....All'altezza del 1988 rimasi "fulminato" da un sobrio litigio tra due giovani fidanzati in Trieste.La ragazza sembrava tenerci un pò meno rispetto al ragazzo,così al termine di un secco scambio lo licenziò ,adoperando un fulminante , mai sentito prima : "lasciami viva !" .Non ero solo,la mia compagna credo avesse le orecchie come me...e pochi anni dopo, divenni anch'io target per lo stesso,sbrigativo input. 1
analogico_09 Inviato 13 Febbraio 2025 Inviato 13 Febbraio 2025 Un'espressione romanesca molto colorita e sagace financo volgaretta che sentii dire da un mio collega di lavoro, er sor Aldo, già prossimo alla pensione quando in illo tempore, da pischello iniziai a lavorare Lui romano de roma sapeva tutto della città delle cose più insolite e segrete e particolari e molte me ne raccontò, anche delle battiute colorite d'altri tempi che andarono in disuso, come questa: "Aò, e mo' m'hai cac@to in soffitta" un modo "asciutto" per dire al fastidioso che non solo ha stufato ma che è andato anche oltre il consentito... violando il "sacro".., e d'altra parte le soffitte hanno qualcosa riservato, di mistico-misterioso da non profanare... Altra battuta in forma messaggio scitto in un biglietto che veniva lasciato tra il tergicristallo ed il vetro della macchina parcheggiata quasi attaccata alla vicina, tanto da impedire o rendere difficoltosa l'apertura dello sportello e l'entrata in vettura, e la cosa si ripeteva spessissimo parcheggiando in zona posto di lavoro, un altro collega burlone preparò tali biglietti con su scritto: "come li burini lassano i somari, tu hai lassato la machina"... Dare del burino a un romanaccio verace specialmente se d'altri tempi era peggio che dargli del figlio de 'na... peripatetica!
damiano Inviato 13 Febbraio 2025 Inviato 13 Febbraio 2025 Un mio amico di Reggiano mi raccontava che al suo paese, per definire uno sfigato, si usava una locuzione che diceva, andrebbe in romagnolo, "è così sfigato che se gli casca l'uccello gli rimbalza in cūlus" Ciao D.
analogico_09 Inviato 13 Febbraio 2025 Inviato 13 Febbraio 2025 Abruzzese, ma anche "internazionale": chi nasc(e) tunn n' po' murì quadr (tunn, tondo)
Panurge Inviato 13 Febbraio 2025 Inviato 13 Febbraio 2025 @damiano c'è una espressione napoletana parente di quella del tuo amico " Chi nasce puveriello e sfurtunato 'nce chiovono 'e cazze 'nculo pure si sta assettato."
Martin Inviato 13 Febbraio 2025 Inviato 13 Febbraio 2025 Dal militare: Durante una manovra il nocchiere a poppa, Triestino, doveva riferire la distanza dal molo. Accortosi dell'eccessivo abbrivio e del delay di attuazione dell'ordine di macchina concluse che saremmo andati a battere. Il dialogo si svolge tramite l'interfono: Dalla plancia: "...poppa: Distanza !..." E quello: "...Sèmo cagài..." (la pronuncia da applicare è quella della Botteri) 1
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