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Melius Club

Espressioni colorite in lingua locale


Messaggi raccomandati

Inviato
5 ore fa, analogico_09 ha scritto:

secondo l'accezione più sofisticata e sadica ...  :classic_unsure:  :classic_biggrin:  il capo d'arco in pietra o in marmo delle porte  di una volta...

raffinatissima anche perché prodromica al collasso dell'arco con successivo crollo della parete sovrastante :classic_biggrin:

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Inviato
2 ore fa, Martin ha scritto:

raffinatissima anche perché prodromica al collasso dell'arco con successivo crollo della parete sovrastante :classic_biggrin:

 

Praticamente un terremoto :classic_biggrin: che poi quelle zone aquilane sono molto sismiche, purtroppo.

Inviato
3 ore fa, Martin ha scritto:

Sono appassionato di parlate regionali, uno dei miei vezzi giovanili era riuscire - con l'assistenza di qualche madrelingua - a pronunciare qualche frase completa e dotata di senso in modo indistinguibile dai nativi.  Due sono gli ossi-duri che non sono riuscito ad affrontare: Abbruzzese e genovese. :classic_biggrin:

 

 

Embè, l'abbruzzese è un dialetto tosto come le cocce degli abitanti, quello genovese è tirchio quindi spreca poche parole e diventa più ermetico...  :classic_wink:

Inviato

Sei proprio 'nu cazz' arravugliato â fronna.

Traducibile in: uomo inutile, da poco. Locuzione usata dalle donne verso gli uomini, con riferimento alla foglia a volte dipinta sui genitali maschili nei quadri.

Inviato

T'ammeretave 'a croce ggià 'a paricchio.

Evidente doppio senso tra la croce di cavaliere e la croce strumento di morte.

Inviato

L’è mej un usell in man che cent che vula

 

                    

Non so se già detta ma non ho tempo di leggerle tutte.

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Inviato

Quand c'la mexda la munta a scagn,  la spusa e fa dagn.

 

Quando lo sterco sale sopra lo sgabello  puzza e fa danni.

 

Fine metafora sulle persone con pessime inclinazioni che arrivano a posizioni di potere.

Inviato

chel'e ta stopael

quello li ti stoppava nel senso ti riempiva, si dice a chi avanzava piccolissime porzioni di cibo dopo un'abbuffata.

Inviato

Sarà per via che ci sono nato,dipenderà dal fatto  che questo dialetto  l'ho sentito parlare "duro " da mio padre,dai suoi amici e dagli amatissimi personaggi di Pasolini---ma il romanesco mi sembrava imbattibile ,saggio e insieme spietato.Prima di imbattermi in Martin e nel suo fantastico  veneto....All'altezza del 1988 rimasi "fulminato" da un sobrio litigio tra due giovani fidanzati in Trieste.La ragazza sembrava tenerci un pò meno rispetto al ragazzo,così al termine di un secco scambio lo licenziò ,adoperando un fulminante , mai sentito prima : "lasciami viva !"  .Non ero solo,la mia compagna credo avesse le orecchie come me...e pochi anni dopo, divenni anch'io target  per lo stesso,sbrigativo input.

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Inviato

Un'espressione romanesca molto colorita e sagace financo volgaretta che sentii dire da un mio collega di lavoro, er sor Aldo, già prossimo alla pensione quando in illo tempore, da pischello iniziai a lavorare
Lui romano de roma sapeva tutto della città delle cose più insolite e segrete e particolari e molte me ne raccontò, anche delle  battiute colorite d'altri tempi che andarono in disuso, come questa: "Aò, e mo' m'hai cac@to in soffitta" un modo "asciutto" per dire al fastidioso che non solo ha stufato ma che è andato anche oltre il consentito... violando il "sacro".., e d'altra parte le soffitte hanno qualcosa riservato, di mistico-misterioso da non profanare... :classic_biggrin:

 

Altra battuta in forma messaggio scitto in un biglietto che veniva lasciato tra il tergicristallo ed il vetro della macchina parcheggiata quasi attaccata alla vicina, tanto da impedire o rendere difficoltosa l'apertura dello sportello e l'entrata in vettura, e la cosa si ripeteva spessissimo parcheggiando in zona posto di lavoro, un altro collega burlone preparò tali biglietti con su scritto: "come li burini lassano i somari, tu hai lassato la machina"...  Dare del burino a un romanaccio verace specialmente se d'altri tempi era peggio che dargli del figlio de 'na... peripatetica! :classic_ohmy: :classic_laugh:

Inviato

Un mio amico di Reggiano mi raccontava che al suo paese, per definire uno sfigato, si usava una locuzione che diceva, andrebbe in romagnolo, "è così sfigato che se gli casca l'uccello gli rimbalza in cūlus" 

Ciao

D.

Inviato

Abruzzese, ma anche "internazionale": chi nasc(e) tunn n' po' murì quadr (tunn, tondo)

Inviato

@damiano c'è  una espressione napoletana  parente di quella del tuo amico

 

" Chi nasce puveriello e sfurtunato 'nce chiovono 'e cazze 'nculo pure si sta assettato."

 

 

Inviato

Dal militare: Durante una manovra il nocchiere a poppa, Triestino, doveva riferire la distanza dal molo. Accortosi dell'eccessivo abbrivio e del delay di attuazione dell'ordine di macchina concluse che saremmo andati a battere. Il dialogo si svolge tramite l'interfono: 

Dalla plancia: "...poppa: Distanza !..." 

E quello: "...Sèmo cagài..." :classic_biggrin:

(la pronuncia da applicare è quella della Botteri) 

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