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blues66

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Inviato

Non lo ascoltavo da tempo: molto bello questo disco dello storico bassista degli Yes, con al seguito alcuni componenti della band.

 

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Inviato

Mamma mia che bello e mi pare molto ben inciso 

 

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  • Melius 1
Inviato
1 ora fa, jakob1965 ha scritto:

lavoro superbo - as it is

Assolutamente…il mio pezzo preferito è “Esperanca”…🥰

Inviato

Si dice Brasile e parlando di musica si pensa subito alla samba e a un certo genere musicale che normalmente ci arriva da quel paese.

Però ci sono anche altre realtà più legate alla musica rock come siamo soliti ascoltare sul vecchio continente o negli States.

A riprova di questo basta ascoltare gli O Terno, trio paulista che nel 2012 esordiva con un disco intonato semplicemente “66” forse per richiamare il periodo a cui si rifanno le loro composizioni, dove il beat e il rock dei sixties la fanno da padrone, anche se si sente che sono ancora “acerbi” ma che avevano potenzialità che sarebbero emerse nei lavori successivi

Per chi non pensa che il Brasile sia solo carnevale o saudade e vuole andare oltre gli stereotipi classici di un certo modo di intendere la musica.

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Ciao ☮️ 

Stefano R.

  • Melius 1
Inviato

Le variazioni su un tema di Chopin sono bellissime, e Lugansky le suona meravigliosamente

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Inviato

Ancora Brasile, ancora São Paulo, ancora suoni “diversi” da quanto ci si aspetta da quelle lande esotiche.
A proporceli in questo caso è Mari Herzer, abile DJ e producer del collettivo Mamba Negra nel suo recente “Cheia”, disco pulsante di dieci pezzi labirintici e claustrofobici. 
Ci troviamo proiettati in un mondo distopico, in bilico tra ambient techno, IDM e drum’n’bass, lontano mille miglia dai classici suoni brasileiri.

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Ciao ☮️ 

Stefano R.

  • Thanks 1
Inviato

A dieci anni dall’uscita del loro disco di esordio, quel World Music che ci aveva sorpreso positivamente all’epoca, giravano voci di un loro possibile scioglimento o abbandono delle scene. Invece gli svedesi Goat sono tornati alla ribalta con un nuovo lavoro “Oh Death” che per certi versi li rilancia e ce li riporta “in vita”, a dispetto del titolo stesso !

Il misterioso collettivo scandinavo riesce sempre ad infondere un senso di caotica, primordiale eccitazione alle loro canzoni. Anche quando, come nel caso di questo album, le atmosfere si fanno più cupe, ipnotiche e contemplative, aggiungendo un livello ulteriore di profondità e dinamismo al loro repertorio.

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Ciao ☮️ 

Stefano R.

 

  • Melius 1

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