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Melius Club

E se fossimo tutti a Partita IVA?


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Inviato
2 ore fa, maurodg65 ha scritto:

In Italia spesso e il contrario, si vide nella certezza che non si potrà essere mai mandati via indipendentemente da quello che si fa e si produce.

Giusto.

La chiave si chiama meritocrazia, indipendentemente dal tipo di organizzazione del lavoro.

Un paese che per opacità, familismo, sindacalismo fondamentalista, non riesce a premiare chi fa bene e a marginalizzare chi sbaglia o non ha voglia...salvo eccezioni, dove pensa di andare?

 

  • Melius 2
extermination
Inviato

@senek65

E a riprova, ti posso assicurare che il "sistema premiante" ( incentivi monetari) non si annovera  tra le "leve" principali che determinano questi virtuosi comportamenti.

  • Melius 1
Inviato
9 ore fa, tomminno ha scritto:

Gli ordini li prendi dai tuoi clienti

Solo se è quando mi va. Altrimenti li sfanculo. La mia salute e la mia dignità valgono più di qualche soldo. 

Inviato
7 ore fa, extermination ha scritto:

testimonianza della forte integrazione ed attaccamento al proprio lavoro e senso di appartenza alla propria azienda.


Ricordati di questo:

i collaboratori si innamorano delle loro aziende ma le loro aziende non si innamorano mai dei loro dipendenti. Mai. 

Ricordatelo. 
 

 

  • Melius 1
Inviato

@extermination a te devono averti chiuso per due anni a fila dentro una stanza insieme al gotha dei consulenti soft skills e sviluppo risorse umane. 
Chissà se avrai la fortuna di aprire gli occhi prima che sia troppo tardi… io l’ho avuta tale fortuna e qualche anno l’ho salvato dall’ammasso 😁

  • Haha 1
briandinazareth
Inviato
6 ore fa, senek65 ha scritto:

sarete persone decisamente più strutturate di quelle con cui ho a che fare io.

 

ogni situazione fa caso a se, naturalmente, ma avete pensato ad organizzare le cose in modo diverso, se possibile?

Inviato

@Jack Questa te la appoggio,in senso metaforico si intende,tutti utili nessuno indispensabile.Un anetodo,un ex collega di lavoro reparto IIS(impianti interni speciali)ritardava l andare in pensione perchè secondo il suo dire le comunicazioni nell ospedale di Pescia andato in pensione sarebbero andate nel caos,ha visto nascere e manutentato quasi sempre lui l impianto.Alla meglio andato in pensione,non è che sia andato tutto a rotoli,intervenivano altri colleghi con la sua uguale capacità,magari venuti da un altro distretto

extermination
Inviato

@Jack ho letto con estremo piacere i tuoi due interventi ( come sempre d'altronde). Al momento mi mancano le forze per trovare la "giusta" risposta. Perdonami ma arrivo da una dura e lunga scarpinata ( come dice la parola stessa)

Domani è un un'altro giorno e si vedrà!!😂

  • Melius 1
Inviato
42 minuti fa, nixie ha scritto:

Questa te la appoggio,in senso metaforico si intende

Grazie… sono vergine ancora …

Inviato
1 ora fa, Jack ha scritto:

i collaboratori si innamorano delle loro aziende ma le loro aziende non si innamorano mai dei loro dipendenti. Mai. 

Applauso.

Una volta ho sentito una persona dire "io faccio gli interessi del mio datore di lavoro".

Pessima idea se detto in modo acritico e assoluto, come si evinceva dal contesto della discussione.

Il dipendente dovrebbe pensare più che altro a individuare degli interessi comuni a lui e al datore di lavoro, e far leva su quelli per migliorare la propria posizione. Indi pensare ai propri interessi prima che a quelli altrui.

E' un rapporto di lavoro: A fa qualcosa per B secondo accordo e B paga A sempre secondo accordo, non è amicizia o beneficienza. Nè da una parte, nè dall'altra.

 

 

Inviato

@lufranz è così. Soprattutto nelle aziende strutturate dove non c’è “un padrone” 

Il rapporto è tra una persona - il collaboratore - ed uno “spirito strano” che aleggia e che tutti chiamano l’azienda. Persino l’amministratore delegato o il direttore di stabilimento usa sempre l’espressione “l’azienda ha deciso, l’azienda pensa…”

i dipendenti si innamorano di entità astratte guidate dal bilancio, dal mercato e dall’interesse delle fazioni vincenti. 
Un padrone a volte capita che sia un uomo riconoscente. Un’azienda mai, non ha coscienza solo convenienza 

Inviato

Io fesso quando iniziai a lavorare c'ero quasi cascato.

Quando capitava la solita influenza, al medico che voleva farmi stare a casa una settimana replicavo "ho da fare al lavoro, dammi solo tre giorni". E dovevo pure sorbirmi i rimbrotti.

Poi accadde una cosa che mi fece riflettere.

Mi feci male a un piede (non al lavoro), e al p.s. mi dettero se non ricordo male un paio di settimane di pausa. Non riuscivo a guidare, quindi non c'era altro da fare che stare a zoppicare a casa.

Essendoci un lavoro importante in corso, mi feci portare il computer a casa (all'epoca no notebook) e proseguii il lavoro nonostante fossi in malattia. Certo non potevo fare tutto quello che c'era da fare per mancanza di attrezzature, ma portai comunque avanti il lavoro.

Al rientro un mezzo ducetto cretino mi rinfacciò le due settimane di malattia.

Gli feci notare che avevo lavorato a casa. 

Risposta: "E' il minimo che potevi fare".

Vaffa strnz ! pensai.

Da allora, quando il medico ha detto "una settimana", una settimana è stata. Con sveglia alle nove, placida colazione e film sul divano. 

Perchè in certi casi non si chiede nulla, ma arroganza, stupidità e pesci in faccia sono intollerabili,.

 

 




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