Grancolauro Inviato 27 Novembre 2025 Inviato 27 Novembre 2025 23 minuti fa, one4seven ha scritto: non li possiamo trattare con giudizi semplicistici bene/male. Per carità, capisco il tuo discorso. Tuttavia trovo del tutto naturale, per l'audiofilo medio che non ha fatto ingegneria, usare espressioni come "che bene che suona questo impianto!", oppure "questo impianto non suona tanto bene". A te non capita? Ti sembrano frasi prive di senso? Poi, certo, è del tutto legittimo chiedere "perché non suona bene?" E allora uno spiega, precisa, entra nel dettaglio. Insomma, mi sembra del tutto naturale e legittimo dire che un impianto suona (o non suona) bene; nel farlo, tuttavia, uno assume l'impegno implicito a spiegare perché nel caso gli venga chiesto. Se non vuole o non sa diriti perché, allora tenderei a pensare che si tratta di un audiofilo inaffidabile. 1
one4seven Inviato 27 Novembre 2025 Inviato 27 Novembre 2025 12 minuti fa, Grancolauro ha scritto: A te non capita? Ma si, in un discorso generico ci sta ovviamente. Però poi bisogna andare oltre... come hai convenuto. Io noto, però, che in molti casi, ci si ferma al semplicistico bene/male. Figlio legittimo, a mio avviso, dell'io sento dunque sono di cui abbiamo discusso spesso con @scroodge 1
Grancolauro Inviato 27 Novembre 2025 Inviato 27 Novembre 2025 16 minuti fa, one4seven ha scritto: Io noto, però, che in molti casi, ci si ferma al semplicistico bene/male. Concordo. A volte però è obiettivamente difficile spiegare perché l'impianto suona bene. Le parole spesso non bastano e uno è costretto a usare metafore o cose simili; pratica spesso trattata, da queste parti, come se si trattasse dell'avvento dell'anticristo. Il fatto che uno faccia fatica e descrivere i suoni che sente penso non sia una ragione sufficiente per considerarlo inaffidabile.
Questo è un messaggio popolare. one4seven Inviato 27 Novembre 2025 Questo è un messaggio popolare. Inviato 27 Novembre 2025 43 minuti fa, Grancolauro ha scritto: come se si trattasse dell'avvento dell'anticristo. Concordo sulla difficoltà di esprimere in linguaggio corrente le proprie sensazioni di ascolto: quello che accade è che spesso, anche senza basi reali, ci si lancia in iperboli e paragoni che sono improbabili pure linguisticamente. Oltre a descrizioni di atteggiamenti e situazioni a volte che fanno più sorridere che altro (la moglie dalla cucina, la mascella caduta, il velo tolto, le 200 ore di rodaggio etc.. etc... le conosciamo tutti). 50 minuti fa, Grancolauro ha scritto: Il fatto che uno faccia fatica e descrivere i suoni che sente penso non sia una ragione sufficiente per considerarlo inaffidabile. Ecco, qui è il punto. A mio avviso, sconfinare nelle descrizioni e negli atteggiamenti di cui sorpra, a mio avviso ha portato diretti ad una progressiva perdita di attendibilità e credibilità, tanto da arrivare a considerare l'audiofilo, a tratti, quasi una macchietta. E dove c'è perdita di credibilità, arrivano inevitabilmente le misure ed "il misurismo". Da un pò che lo dico: @ilmisuratore non è altro che il prodotto del "fallimento" degli audiofili in materia di affidabilità. Forse, dico forse, un atteggiamento ed un linguaggio più misurato, oppure ammettere semplicemente di essere in difficoltà o di non essere sempre sicuri del proprio sentire, avrebbe aiutato a non trasformare in negativo la figura dell'audiofilo. 4
Questo è un messaggio popolare. Grancolauro Inviato 27 Novembre 2025 Questo è un messaggio popolare. Inviato 27 Novembre 2025 1 minuto fa, one4seven ha scritto: Forse, dico forse, un atteggiamento ed un linguaggio più misurato, oppure ammettere semplicemente di essere in difficoltà o di non essere sempre sicuri del proprio sentire, avrebbe aiutato a non trasformare in negativo la figura dell'audiofilo. Completamente d'accordo. Diciamo che anche un linguaggio un po' meno perentorio, e qualche "forse" e "mi pare" in più, non farebbero male a questo forum in generale. Sicurmente favorirebbero la partecipazione. 3
scroodge Inviato 27 Novembre 2025 Inviato 27 Novembre 2025 E difendere fino alla morte il "mi piace"-"non mi piace" , facendolo diventare verità oggettiva e valida per tutti, sostanziandolo con nient'altro che: io so' io e voi nun siete.... 1
gianventu Inviato 27 Novembre 2025 Inviato 27 Novembre 2025 10 minuti fa, one4seven ha scritto: Ecco, qui è il punto. A mio avviso, sconfinare nelle descrizioni e negli atteggiamenti di cui sorpra, a mio avviso ha portato diretti ad una progressiva perdita di attendibilità e credibilità, tanto da arrivare a considerare l'audiofilo, a tratti, quasi una macchietta. E dove c'è perdita di credibilità, arrivano inevitabilmente le misure ed "il misurismo". Da un pò che lo dico: @ilmisuratore non è altro che il prodotto del "fallimento" degli audiofili in materia di affidabilità. Forse, dico forse, un atteggiamento ed un linguaggio più misurato, oppure ammettere semplicemente di essere in difficoltà o di non essere sempre sicuri del proprio sentire, avrebbe aiutato a non trasformare in negativo la figura dell'audiofilo. Non è un caso che tu sia uno dei miei forumers preferiti, difficile esprimere meglio un un punto di vista che condivido dalla prima all'ultima parola. 1
Moderatori paolosances Inviato 27 Novembre 2025 Moderatori Inviato 27 Novembre 2025 La figura tout court dell'appassionato dell'alta fedeltà,esaltata dalla"vigente definizione" audiofilo,mi ricorda un pò ciò che avviene con il calcio e con la Formula 1 da tastiera...tutti allenatori e gran piloti,tutti con la verità oggettiva in tasca ( a dir loro). 1
gianventu Inviato 27 Novembre 2025 Inviato 27 Novembre 2025 1 ora fa, Grancolauro ha scritto: Per carità, capisco il tuo discorso. Tuttavia trovo del tutto naturale, per l'audiofilo medio che non ha fatto ingegneria, usare espressioni come "che bene che suona questo impianto!", oppure "questo impianto non suona tanto bene". A te non capita? Ti sembrano frasi prive di senso? Poi, certo, è del tutto legittimo chiedere "perché non suona bene?" E allora uno spiega, precisa, entra nel dettaglio. Insomma, mi sembra del tutto naturale e legittimo dire che un impianto suona (o non suona) bene; nel farlo, tuttavia, uno assume l'impegno implicito a spiegare perché nel caso gli venga chiesto. Se non vuole o non sa diriti perché, allora tenderei a pensare che si tratta di un audiofilo inaffidabile. Ma certo, è il bello di qualsiasi passione che appassiona, ognuno ha i propri parametri e riferimenti di giudizio, i confronti, quando onesti e sinceri, aiutano nella crescita, basta mantenere equilibrio e mente aperta, se si sa ascoltare pareri anche diversi dal proprio, senza pregiudizio, si può solo crescere e migliorare. Sono i " perché io so io e voi non siete un c....", che non portano a niente. 1
Ferruccio1967 Inviato 27 Novembre 2025 Inviato 27 Novembre 2025 @gimmetto può essere ma bisogna convincersi per bene
Nacchero Inviato 27 Novembre 2025 Inviato 27 Novembre 2025 42 minuti fa, gianventu ha scritto: i confronti, quando onesti e sinceri, aiutano nella crescita, basta mantenere equilibrio e mente aperta, se si sa ascoltare pareri anche diversi dal proprio, senza pregiudizio, si può solo crescere e migliorare. Ecco perché ogni tanto mi chiami......per aprire la mente! 2
Questo è un messaggio popolare. Mighty Quinn Inviato 27 Novembre 2025 Questo è un messaggio popolare. Inviato 27 Novembre 2025 Un conto è dire è così perché siccome io lo sento cosi allora è così perché io sono io E capita spesso Un conto è dire vale tutto Alcune cose sono quello che sono e dire che sono altro e' sbagliato punto Altre sono opinabili Esempio di cosa opinabile: le Wilson fanno schifo e le maggico sono una figata, o viceversa Esempi di cose che sono ciò che sono: Il file A se è uguale al file B suona come il file B Un DAC totalmente trasparente lo si trova a poche centinaia di euro Un vinile fatto passare per un ad da totalmente trasparente suona in modo non distinguibile da un vinile che non passa per nessun ad da È su queste cose, queste e miriadi anche peggio, che l' attendibilità dell' audiofilo ha la fama che merita, nel mondo 2 1
ilmisuratore Inviato 27 Novembre 2025 Inviato 27 Novembre 2025 59 minuti fa, Mighty Quinn ha scritto: Il file A se è uguale al file B suona come il file B ...la partita si gioca tutta nelle esternazioni e come queste vengono "elaborate" e proposte durante le interlocuzioni Se il file A fosse oggettivamente identico al file B (di certo non mancano i mezzi/metodi per accertarlo con la massima precisione) e l'audiofilo usasse un linguaggio aperto (del tipo: le mie personali sensazioni mi dicono che li percepisco diversi) riceverebbe apprezzamento, perchè si rientrerebbe dentro una sfera normalissima, la percezione della persona (se poi sbaglia o ci azzecca non ha importanza) in special modo per il fatto che non si stanno facendo test seri di comprovazione Se invece usa il tipico linguaggio (del tipo: li sento diversi e tu sei sordo...e magari aggiunge che le misure non contano una ceppa) da spaccone, ecco che si attiva immediatamente lo "scontro a fuoco" Percepire soggettivamente fa parte dell'uomo L'errore della percezione fa parte dell'uomo Essere consapevoli dei fenomeni legati alla percezione fa parte dell'audiofilo attendibile 2
permar Inviato 28 Novembre 2025 Inviato 28 Novembre 2025 Preferisco ascoltando un impianto dire se mi piace o meno e il mio metro di giudizio e' solo l'emozione. Puo' suonare anche bene ma deve scatenarmi certe sensazioni altrimenti non mi piace. E' un po' come una donna, puo' essere perfetta poi pero' se non te lo fa drizzare a che serve.😄
Questo è un messaggio popolare. Grancolauro Inviato 28 Novembre 2025 Questo è un messaggio popolare. Inviato 28 Novembre 2025 10 ore fa, gianventu ha scritto: Sono i " perché io so io e voi non siete un c....", che non portano a niente. Giusto. Bisognerebbe però rendersi conto che “perché io sono io e voi non siete un c…” lo dice implicitamente anche chi sostiene, ad esempio, che è impossibile sentire delle differenze tra il dac A e il dac B, o tra il cavo Y e il cavo Z. E se tu le percepisci, ti prende pure per il c@lo. Anche questo non porta da nessuna parte, credimi. 2 1
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