dariob Inviato 8 Marzo Condividi Inviato 8 Marzo @rpezzane Guarda un po' mi tocca condividere in toto il tuo post! Direi che hai centrato tutto perfettamente; e complimenti. 3 ore fa, rpezzane ha scritto: Fine della centralità culturale della musica Negli anni ’60–’90 la musica era identità, ribellione, linguaggio generazionale Oggi divide quello spazio con i social, il gaming, i video La musica non deve più “dire tutto”, e questo la rende meno “epocale”, non meno valida. Solo qui potrei dire: "hai detto niente!!" Nel senso che è il fondamentale cambiamento dai 60/70. E, facendo un esame di coscienza, è anche vero, per me, che la voglia di sorbirmi quintali di roba inutile o ripetitiva per trovare una 'perla' mi è un po' passata; inoltre i miei gusti, con l'età si sono fatti più difficili di molto. 1 Link al commento https://melius.club/topic/28414-il-club-di-la-musica-oggi-fa-schifo/page/11/#findComment-1714870 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
rpezzane Inviato 8 Marzo Condividi Inviato 8 Marzo @dariob questa bulimia di contenuti con la globalizzazione e cresciuta esponenzialmente. Giuste per farti un esempio, negli anni 60 a Hollywood che costituiva il 90% dell’industria cinematografica uscivano 10/12 film al mese. Prima del covid, tra major e streaming ne hanno sfornati quasi 800 nell’anno solare. Aggiungici tutti gli altri studios e arrivi a cifre incredibili. Ora la domanda è: sono tutti belli ? Direi di no. Bisogna caparli nel mucchio, a roba bella c’è. Capisco che scovarla e una attività molto faticosa. Per la musica io faccio questa attivista quando faccio Smart working e con Qobuz faccio zapping per avere musica di sottofondo. Il weekend oppure la sera in cuffia ascolto ciò che mi piace vecchio o nuovo che sia, buona serata Link al commento https://melius.club/topic/28414-il-club-di-la-musica-oggi-fa-schifo/page/11/#findComment-1714901 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
briandinazareth Inviato 8 Marzo Condividi Inviato 8 Marzo Solo 2 pensieri: Quando sei giovane la musica nuova ha un impatto emotivo che non si può replicare con crescere dell' età. Io sono curioso in modo patologico, ascolto tanta musica nuova e tanta è di grande qualità e ci sono pure capolavori Al livello del passato, anche perché ci sono un'enormità di musicisti in più del passato. Eppure so e accetto che dal punto di vista emotivo non potrò più avere l'emozione di quando avevo 12 anni e ho ascoltato per la prima volta purple rain o quando poco prima ho scoperto i concerti branderburghesi. Così come so che per quando possa stare con la donna più bella del mondo. Niente potrà emozionarm come quando, a 15 anni quella ragazza, neppure particolarmente bella aveva deciso che tu dicevi l dovevi essere il primo. Secondo pensiero: il setaccio del te Parliamo dell'epoca d'oro del rock, ad esempio, la fine degli anni 60 e gli inizi del 70, quanti di quelli che oggi si considerano capolavori e si prendono come metro di giudizilo erano ascoltati dalla maggioranza o erano primi in classifica? Molto pochi. I primi erano in genere Rita pavone, peppino di capri o altri molto peggiori di loro. Ma oggi parliamo dei king crimson, elp, neil young, miles davis, jethro tull, arvo part o kraftwerk. Come se fossero stati il corrispettivo di sal da Vinci nella cultura popolare... 😁 invece no, il corrispettivo era della musica di mezza della quale neppure vi ricordate più o, peggio , la pappa col pomodoro, che sapete che fa schifo ma che magari ci fa tornare alla mente un dolce ricordo. La presunta superiore qualità che, in genere, per ogni generazione, corrisponde all'adolescenza o alla prima gioventù, è solo un'allucinazione dovuta alla parallasse temporale, al filtro degli anni e , soprattutto, al carico emotivo dell'età e delle vere prime volte di tutto. Ps È pieno di musica nuova e bella in giro, tantissima. Non dobbiamo illuderci che dopo i 30 anni possiamo emozionarci nello stesso modo 2 Link al commento https://melius.club/topic/28414-il-club-di-la-musica-oggi-fa-schifo/page/11/#findComment-1714910 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
one4seven Inviato 8 Marzo Autore Condividi Inviato 8 Marzo 21 minuti fa, briandinazareth ha scritto: Non dobbiamo illuderci che dopo i 30 anni possiamo emozionarci nello stesso modo Io, forse perché sto ancora sotto i 50, l'anno scorso mi sono emozionato eccome, a vedere Ambrose Akinmusire all'Umbria Jazz, nell'esecuzione del suo disco "honey from a winter stone", che è stato per me uno dei migliori, se non il migliore, del 2025, in area jazz. Sarà patologico? Link al commento https://melius.club/topic/28414-il-club-di-la-musica-oggi-fa-schifo/page/11/#findComment-1714931 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
briandinazareth Inviato 8 Marzo Condividi Inviato 8 Marzo 9 minuti fa, one4seven ha scritto: , forse perché sto ancora sotto i 50, l'anno scorso mi sono emozionato eccome, a vedere Ambrose Akinmusire all'Umbria Jazz, nell'esecuzione del suo disco "honey from a winter stone", che è stato per me uno dei migliori, se non il migliore, del 2025, in area jazz. Sarà patologico? Hai ragione, dal vivo può ancora capitare :) anche se molto più raro di quando si è giovani. Comunque il. Mio discorso è generale, eccezioni sono sempre possibili :) ma sono, appunto, eccezioni Link al commento https://melius.club/topic/28414-il-club-di-la-musica-oggi-fa-schifo/page/11/#findComment-1714948 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Dufay Inviato 10 Marzo Condividi Inviato 10 Marzo Il 08/03/2026 at 20:55, briandinazareth ha scritto: Solo 2 pensieri: Quando sei giovane la musica nuova ha un impatto emotivo che non si può replicare con crescere dell' età. Io sono curioso in modo patologico, ascolto tanta musica nuova e tanta è di grande qualità e ci sono pure capolavori Al livello del passato, anche perché ci sono un'enormità di musicisti in più del passato. Eppure so e accetto che dal punto di vista emotivo non potrò più avere l'emozione di quando avevo 12 anni e ho ascoltato per la prima volta purple rain o quando poco prima ho scoperto i concerti branderburghesi. Così come so che per quando possa stare con la donna più bella del mondo. Niente potrà emozionarm come quando, a 15 anni quella ragazza, neppure particolarmente bella aveva deciso che tu dicevi l dovevi essere il primo. Secondo pensiero: il setaccio del te Parliamo dell'epoca d'oro del rock, ad esempio, la fine degli anni 60 e gli inizi del 70, quanti di quelli che oggi si considerano capolavori e si prendono come metro di giudizilo erano ascoltati dalla maggioranza o erano primi in classifica? Molto pochi. I primi erano in genere Rita pavone, peppino di capri o altri molto peggiori di loro. Ma oggi parliamo dei king crimson, elp, neil young, miles davis, jethro tull, arvo part o kraftwerk. Come se fossero stati il corrispettivo di sal da Vinci nella cultura popolare... 😁 invece no, il corrispettivo era della musica di mezza della quale neppure vi ricordate più o, peggio , la pappa col pomodoro, che sapete che fa schifo ma che magari ci fa tornare alla mente un dolce ricordo. La presunta superiore qualità che, in genere, per ogni generazione, corrisponde all'adolescenza o alla prima gioventù, è solo un'allucinazione dovuta alla parallasse temporale, al filtro degli anni e , soprattutto, al carico emotivo dell'età e delle vere prime volte di tutto. Ps È pieno di musica nuova e bella in giro, tantissima. Non dobbiamo illuderci che dopo i 30 anni possiamo emozionarci nello stesso modo Per me non è esattamente così. Io lo vedo come un percorso di crescita insomma capisco molto più adesso che sono vecchio che un tempo e le cose belle in effetti rimangono negli anni e si possono riascoltare e apprezzare sempre più. Detto questo io aborro i passatisti musicali. Io penso che oggi ci sia anche troppa roba, una bulimia musicale che rende un po' confuso il tutto. Meno male che dopo un po' passo alla musica classica per depurarmi . Link al commento https://melius.club/topic/28414-il-club-di-la-musica-oggi-fa-schifo/page/11/#findComment-1716008 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
loureediano Inviato 10 Marzo Condividi Inviato 10 Marzo Essendo io del 61 mi sono perso tutta la musica diciamo fino a 14 15 anni Quindi ci ritroviamo nel 75 76 Il Rock era praticamte agli sgoccioli. i Beatles ormai da oltre 5 anni sciolti Hendrix, Joplin, Morrison e altri erano addirittura morti da tempo Quindi non era certo musica dei mie tempi, semmai era la musica disco quella che imperversava. Io sono arrivato a 40 anni che detestavo i Beatles, poi li ho molto apprezzati I grandi musicisti JAZZ erano morti o avevano già dato il loro massimo Django Reinhardt era morto Ma io a 15 16 anni dopo breve scoperta del jazz, ascoltavo solo free Jazz, la minima melodia mi faceva venire l'oticaria e poi invece ho adorato De Andre e Battisti, Le orme e il Banco, per non parlare della PFM Joni Michell manco la consideravo, adesso la appezzo molto Quindi io non ho mai avuto una musica del mio tempo. Quindi posso dire che ciò che ascolto di nuovo non mi piace e non mi piacerà in futuro perchè sarà andato nel dimenticatoio, mentre all'epoca i dischi di Beatle e compagnia si tovavano e venivano ancora stampati e passati sulle radio Ora chi passa più i Måneskin? Link al commento https://melius.club/topic/28414-il-club-di-la-musica-oggi-fa-schifo/page/11/#findComment-1716362 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
briandinazareth Inviato 11 Marzo Condividi Inviato 11 Marzo Il 10/03/2026 at 09:53, Dufay ha scritto: Io lo vedo come un percorso di crescita insomma capisco molto più adesso che sono vecchio che un tempo e le cose belle in effetti rimangono negli anni e si possono riascoltare e apprezzare sempre più. sulla comprensione sono d'accordo, io mi riferivo all'impatto emotivo che, per questioni anche neurologiche, non è lo stesso di quando ascoltiamo da adolescenti e giovani adulti. questo a prescindere dalla qualità della musica. Link al commento https://melius.club/topic/28414-il-club-di-la-musica-oggi-fa-schifo/page/11/#findComment-1716893 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Dufay Inviato 11 Marzo Condividi Inviato 11 Marzo 1 ora fa, briandinazareth ha scritto: sulla comprensione sono d'accordo, io mi riferivo all'impatto emotivo che, per questioni anche neurologiche, non è lo stesso di quando ascoltiamo da adolescenti e giovani adulti. questo a prescindere dalla qualità della musica. Non saprei per me l'impatto emotivo è addirittura superiore ora di un tempo. Sarà perché non sono mai stato un rocchettaro. Come tutti sanno i vecchi si commuovono facilmente e io a dire la verità ogni tanto ascoltando certe cose del passato ma anche del presente mi commuovo più ora rispetto a quando ero giovane. Sarà perché le capisco di più e sarà anche perché le ascolto meglio diciamo la verità. 1 Link al commento https://melius.club/topic/28414-il-club-di-la-musica-oggi-fa-schifo/page/11/#findComment-1716991 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
luimas Inviato 14 Marzo Condividi Inviato 14 Marzo Parlando per me , molto è dipeso dal fatto che ai tempi arrivarono suoni nuovi , ma nuovi veramente , in particolare con le chitarre elettriche negli anni 50/60 , l'avvento del rock con tutte le sue varianti , arrivò il basso che penso vide il massimo splendore negli anni 80 , negli anni 80 poi con la musica elettronica ci fu un'altra rivoluzione almeno per le mie orecchie . Attualmente esce ancora musica bella ma quasi niente di veramente nuovo o quantomeno di fondamentale neanche per i giovani di oggi. Ma ne riparleremo fra 50 anni e scopriremo quale sarà la musica che verrà ricordata . 2 Link al commento https://melius.club/topic/28414-il-club-di-la-musica-oggi-fa-schifo/page/11/#findComment-1719192 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
spersanti276 Inviato 15 Marzo Condividi Inviato 15 Marzo Ecco qua, da un 'dinosauro' del '53: . "Pensavi che Kashmir fosse una perla isolata nel deserto? Invece no, il secondo vinile di Physical Graffiti riprende da dove aveva finito il primo. In The Light ha ancora un’atmosfera orientale, con la nota acuta del sintetizzatore di John Paul Jones e un altro suono baritono in sottofondo, un suono strano e in effetti molto orientale ma allo stesso tempo già sentito, un qualcosa che rimanda a un altro brano del gruppo. L’intro è lunga e penetrante, quasi ti manda in trance prima della voce di Robert Plant a quasi due minuti. Ti dice di essere determinato, di credere intensamente per andare avanti, di credere per non sbagliare, di credere per trovare la strada, la luce. Di credere. In The Light non segue semplicemente Kashmir nella tracklist ma è legata a lei per il concetto, essendo la scoperta di quell’illuminazione che il gruppo cercava su Kashmir, e anche per le sonorità. Qui il merito è tutto, finalmente, di John Paul Jones. Jimmy Page suona l’intro con la tecnica dell’archetto da violino, come su Dazed and Confused e How Many More Times. Ecco cos’era quel suono baritono nei primi secondi. Tutto questo rende l’inizio contemplativo, come un miraggio nel deserto o una luce interiore per andare avanti, il senso della vita. Sei ipnotizzato ma il risveglio è improvviso, arriva con il riff di chitarra di Page; ti svegli di soprassalto, seguendo la luce, seguendo la voce chiara di Plant, la chitarra e la batteria di John Bonham che scandisce il tempo tranquillo, senza fretta. Plant racconta questo “senso” a un’ipotetica figura femminile, un’abitudine tanto cara ai fan Led Zeppelin, con parole di conforto e aiuto (“Did you ever believe that I could leave you standin' out in the cold”). Il protagonista della storia può essere lo stesso di Kashmir che ha raggiunto un livello di saggezza molto grande. Dice alla donna di essere “scivolato attraverso gli abissi della mia anima” e di volerle mostrare la luce dietro “ogni piega della strada”, come se la luce (interiore) fosse indispensabile per vedere le curve (pieghe) cioè i problemi, le difficoltà della vita. Dopo un particolare momento di tastiere e chitarra a metà brano, In The Light si ferma nuovamente e torna a essere quella dell’inizio, come l’illusione di un’oasi nel deserto e dover ricominciare da capo, di nuovo in trance con un’altra luce. L’uomo vuole condividere il “peso” della donna, le chiede di permetterglielo, di aprire il suo cuore perché “everybody needs the light”. In The Light passa continuamente dall’atmosfera cupa, di chi cerca la luce ma non la trova, a un senso di liberazione quando Jimmy Page suona la chitarra. È un brano pieno d’amore." ===================================================================== Notissima ma poco citata questa perla onirica... "Cerdes" (o più precisamente "Cerdes (Outside the Gates of...)", traccia del 1967) è un brano dei Procol Harum dal significato ermetico e surreale, interpretato come un viaggio allucinogeno o un'esplorazione oscura della mente. Il testo, ricco di immagini grottesche e simboliche, riflette atmosfere psichedeliche dell'epoca piuttosto che una narrazione lineare. Contesto: Il brano fa parte del loro album di debutto, noto per testi astratti scritti da Keith Reid, spesso influenzati dalla letteratura beat e dalla poetica surrealista. Significato del Titolo: "Cerdes" è un luogo immaginario o metaforico. La sottotitolo "Outside the Gates of..." suggerisce un'esclusione, un trovarsi ai margini di qualcosa (forse la normalità, la coscienza o una città sacra). Interpretazione: Molti ascoltatori, come discusso su Reddit, lo considerano un precursore del progressive rock, apprezzandone l'oscurità e la sperimentazione sonora rispetto alla più pop "A Whiter Shade of Pale". Atmosfera: Il brano evoca un senso di alienazione, disagio e delirio, con citazioni che suggeriscono scene di degrado o situazioni bizzarre, tipiche delle liriche di Reid di quel periodo. OndaRock In sintesi, "Cerdes" non ha un significato univoco, ma è un pezzo di atmosfera volto a provocare sensazioni angoscianti e surreali." 2 Link al commento https://melius.club/topic/28414-il-club-di-la-musica-oggi-fa-schifo/page/11/#findComment-1719572 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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