jerry.gb Inviato 2 ore fa Condividi Inviato 2 ore fa 1 ora fa, Fabio Cottatellucci ha scritto: Ma faceva anche ampli oltre le radio? Azienda lombarda raccontata anche su Wikipedia: “La Allocchio Bacchini operò anche nel campo della cinematografia, producendo sistemi di amplificazione (altoparlanti e diffusori) per i primi film girati in epoca sonora[1]. Nel 1939 assieme alla Magneti Marelli creò un impianto per la realizzazione sperimentale delle trasmissioni televisive, il cui trasmettitore fu installato al Parco Sempione[2]. Le prove furono sospese l'anno successivo. Sempre alla fine degli anni Trenta fu realizzata, grazie ai progettisti Eugenio Gnesutta e Arturo Recla e utilizzando il sistema televisivo della Telefunken, una televisione commerciale in bianco e nero, il modello TV1, di cui si conserva un rarissimo esemplare presso il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano.[3]” “ebbe una buona presenza nel mercato negli anni cinquanta-sessanta e le sue produzioni comprendevano televisori, radio portatili, giradischi e registratori” fine off topic.😉 1 Link al commento https://melius.club/topic/28695-qual-%C3%A8-il-segreto-per-suonare-bene-a-basso-volume/page/11/#findComment-1716240 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. ItaliAcoustic Inviato 2 ore fa Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato 2 ore fa Forse sarebbe utile un approccio pragmatico, che poi è quello messo in essere dalla maggioranza dei produttori quando si deve cercare un conveniente compromesso tra la teoria (scienza acustica e misure) e la pratica (ascolti e gradimento delle persone, veri destinatari dei prodotti). Qui di seguito sono mostrate due curve isofoniche, a 80p (phon) e 40p, ossia quelle corrispondenti alla sensibilità dell'orecchio umano (una sensibilità media che non tiene conto delle differenze tra persona e persona, affatto trascurabili), indicative di un ascolto a volume normale (80p, in verde, quella che passa per 80dB di SPL ad 1kHz) e di un ascolto a volume basso (40p, in rosso, quella che passa per 40dB di SPL ad 1kHz) Queste curve mostrano chiaramente la diversa sensibilità dell'orecchio umano in funzione della frequenza (per un microfono calibrato queste curve sarebbero piatte in tutta la gamma udibile). I brani musicali sono composti, registrati e lavorati per una fruibilità umana, quindi nella musica è già presente una risposta complementare che ci fa apparire egualmente presente tutta la gamma audio per livelli di SPL intorno agli 80dB (nei picchi dinamici le incisioni possono superare i 105dB facilmente e più volte). Musicisti e orecchio sono "fuori" dal lavoro di un impianto Hi-Fi e in teoria dovrebbero compensarsi da soli, come avviene in un ascolto dal vivo. Quindi (in risposta all'opener @astrodany) è per questo che i produttori di sorgenti, preamplificatori, amplificatori e diffusori sono attenti a garantire una risposta "piatta" il più possibile: per rispettare chi ha composto la musica, chi ci ha lavorato in registrazione ed editazione, chi la ascolta in un ambiente domestico a volumi "nomali" con media intorno gli 80dB di SPL. Un buon diffusore domestico, in particolare, dovrebbe essere il più possibile lineare (e quindi "piatto" come risposta) nella gamma di SPL compresa tra 30dB e 100dB, che è quella più usata. Non si possono fare miracoli ma ci si mette tanto impegno e risorse per ottenere un buon risultato (al netto delle caratterizzazioni che un costruttore intende dare ai propri prodotti). Lo stesso dovrebbe avvenire per una amplificazione. Dal momento che ci sono diffusori con sensibilità molto diverse (si parte dagli 83dB a superare i 105dB) non è possibile sapere a priori che tipo di diffusore dovrà pilotare un certo amplificatore, quindi nemmeno quale sarà la potenza necessaria per ottenere gli 80dB di riferimento. Per esempio, con un diffusore da 83dB a 8Ohm si otterrà un volume "normale" con poco meno di 1Watt mentre con un diffusore da 105dB a 8Ohm si otterrà lo stesso volume di ascolto con potenze di milliWatt. Se poi aggiungiamo il fattore di cresta necessario a rendere i picchi dinamici, queste potenze andranno moltiplicate per 100 volte o anche più. Tali differenze "obbligano" chi produce amplificatori ad ottenere una risposta il più lineare possibile non solo nella risposta in frequenza ma anche nel livello di uscita, in modo da funzionare bene con la maggior parte dei diffusori. A questo punto ci si chiede giustamente cosa fare quando l'ascoltatore abbassa il volume e sposta il contesto dalla curva 80p a quella 40p, perché con le premesse appena esposte la sua ricettività sarà diversa. Per affrontare questo aspetto è necessario anche quantificare le differenze, altrimenti con la sola soggettività non se ne esce. Ecco le due curve 80p (ascolto normale) e 40p (ascolto serale) a confronto diretto, per capire quanto sono diverse tra loro (e non solo diverse dalla risposta piatta che avrebbe un buon microfono, il quale non è un ascoltatore ma uno strumento): Esse sono chiaramente differenti (come atteso) ma la loro forma è somigliante, e una volta sovrapposte ci fanno capire che l'andamento qualitativo del nostro orecchio non cambia radicalmente, solo va a "pesare" in modo diverso alcune porzioni della gamma. Diverso quanto? Nel grafico sotto è riportata la differenza nella sensibilità tra un ascolto a volume normale (80dB di SPL) ed uno a volume basso (40dB di SPL), cioè la "distanza nella forma" tra la curva rossa e quella verde sopra: Si vede chiaramente che la differenza massima è inferiore a 20dB e si verifica a frequenze bassissime (meno di 30Hz). In arancione abbiamo evidenziato la differenza nella gamma 100Hz-10kHz, che è quella dove si concentra la maggior parte dell'informazione, almeno per alcuni generi musicali (voci, piccole formazioni strumentali, incisioni molto datate). In quella gamma le differenze fisiologiche rimangono confinate in pochi dB, ed è questo che va a motivare le preferenze di alcuni o di altri riguardo all'esigenza di un sistema di correzione fisiologica. Ovviamente non si sostiene che 5-6dB siano pochi in senso assoluto (non lo sono affatto), ma che in senso relativo possono essere "assorbiti" da altri fattori importanti che un circuito loudness non può considerare (a meno che non vi sia una misurazione di ambiente a vari livelli con un buon sistema digitale). Infatti va considerato che: - si fanno ascolti a basso volume tipicamente la sera o in presenza di ambienti molto silenziosi (rumore di fondo inferiore a 30dB SPL), ed in quelle condizioni il cervello umano è in grado di distinguere (e quindi "sentire") meglio, perché il rapporto segnale/rumore è molto più favorevole che di giorno o in ambienti rumorosi - la mente umana "equalizza" la risposta, come fa quando passa da un tipo di diffusore (o ambiente) ad un altro, o anche da un'incisione ad un'altra (tra due diverse incisioni o edizioni discografiche ci possono essere differenze maggiori che nella curva sopra). E' per questo motivo che prima di fare una comparazione si ascolta l'impianto per un tempo sufficiente ad ambientare la percezione, tempo variabile da persona a persona ma dell'ordine di minuti o decine di minuti - l'ambiente modifica pesantemente la risposta di un sistema e non lo fa in modo lineare ossia risonanze, riflessioni e ricombinazioni in generale dipendono dalla pressione sonora e possono in alcuni casi "compensare fortuitamente" parte della risposta fisiologica. Ad esempio il parametro RT60 diventa meno importante sotto un certo livello perché le riverberazioni in alta frequenza cadono sotto la soglia del rumore ambientale (e/o dell'udito) e ciò porta ad una minore presenza di suoni acuti, che nella nostra percezione vanno a spostare il baricentro timbrico verso il basso, e questo in qualche modo va a "recuperare" parzialmente quei dB sui registri più gravi. Poi ci sono le tipologie di diffusori (che interagiscono con l'ambiente in modo diverso), il fattore di smorzamento eventualmente basso che in alcuni sistemi va a lasciare più "presenza" ai registri gravi a basso volume e altre cose che in un contesto "ideale" non si verificano, ma qui stiamo trattando di impianti domestici e non di studi di registrazione. Ascoltare sempre a basso volume fa notare meno i difetti nell'articolazione e nella distorsione, e apprezzare di più una certa "libertà" nel movimento del diffusore. Chi fa dimostrazioni pubbliche sa fin troppo bene che la stanza di un albergo può assorbire i bassi e "costringere" ad alzare il volume per valorizzare i propri prodotti, mentre la stanza della demo successiva invece può rispondere decentemente fino ad un certo volume e poi generare caos. Lo sanno bene anche i visitatori perplessi che oggi apprezzano una catena e nella fiera successiva ne rimangono perplessi, eppure è lo stesso identico impianto. Per chi intende decidere in base alle misure occorrerebbe andare in quel particolare ambiente, eseguire rilevamenti a livelli di pressione sonora diversa e in orario diverso, valutare il rumore di fondo e la posizione di ascolto, e infine la risposta fisiologica soggettiva del fruitore dell'impianto, e ancora rimarrebbe (probabilmente non valutabile) la sua capacità di discernimento su brani musicali e non su semplici segnali di prova. La conclusione è che chi ricorda e considera la differenza fisiologica descritta nelle curve isofoniche ha ragione, ma coloro che nel proprio impianto hanno un'esperienza appagante anche a basso volume e non ritengono di avere bisogno di un loudness probabilmente sono nel giusto perché in quel contesto particolare le differenze dovute all'azione combinata di fisiologia, ambiente, elettroniche e diffusori magari rendono inutile avere un tale sistema di correzione. 4 Link al commento https://melius.club/topic/28695-qual-%C3%A8-il-segreto-per-suonare-bene-a-basso-volume/page/11/#findComment-1716259 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
captainsensible Inviato 1 ora fa Condividi Inviato 1 ora fa 21 minuti fa, ItaliAcoustic ha scritto: non si sostiene che 5-6dB siano pochi in senso assoluto be' a 50-60 Hz ci sono 10 dB di differenza che non sono pochi (il doppio della sensazione uditiva). Con certi generi musicali, probablmente l'effetto non si sente, ma se hai brani con quelle frequenze parecchio presenti, direi che la differenza si sente. CS Link al commento https://melius.club/topic/28695-qual-%C3%A8-il-segreto-per-suonare-bene-a-basso-volume/page/11/#findComment-1716285 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Erik il Rosso Inviato 1 ora fa Condividi Inviato 1 ora fa @ItaliAcoustic grazie mille per la esauriente esposizione 1 Link al commento https://melius.club/topic/28695-qual-%C3%A8-il-segreto-per-suonare-bene-a-basso-volume/page/11/#findComment-1716287 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
ItaliAcoustic Inviato 1 ora fa Condividi Inviato 1 ora fa 1 ora fa, captainsensible ha scritto: be' a 50-60 Hz ci sono 10 dB di differenza che non sono pochi (il doppio della sensazione uditiva). Con certi generi musicali, probablmente l'effetto non si sente, ma se hai brani con quelle frequenze parecchio presenti, direi che la differenza si sente. CS Certo. Era solo per avere una panoramica del motivo per cui alcuni sentono tanta differenza e altri no: le cose sono complesse ed anche la risposta dell'impianto + ambiente può dipendere dal livello di SPL. In alcuni casi (da valutare singolarmente) l'insieme dei fattori potrebbe rendere un controllo di loudness non utile o persino non gradevole. E non sono casi che si possono giudicare a distanza, a meno di non trovarsi in una camera anecoica dove le variabili sono molte di meno e la teoria si può applicare con buona sicurezza. Link al commento https://melius.club/topic/28695-qual-%C3%A8-il-segreto-per-suonare-bene-a-basso-volume/page/11/#findComment-1716293 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
andrea7617 Inviato 54 minuti fa Condividi Inviato 54 minuti fa 1 ora fa, ItaliAcoustic ha scritto: La conclusione è che chi ricorda e considera la differenza fisiologica descritta nelle curve isofoniche ha ragione, ma coloro che nel proprio impianto hanno un'esperienza appagante anche a basso volume e non ritengono di avere bisogno di un loudness probabilmente sono nel giusto perché in quel contesto particolare le differenze dovute all'azione combinata di fisiologia, ambiente, elettroniche e diffusori magari rendono inutile avere un tale sistema di correzione. Ah, quindi alla fine hanno ragione tutti: chi parla di curve isofoniche come se dovesse calibrare il CERN, e chi ascolta a volume da biblioteca convincendosi che il loudness sia solo un complotto degli audiofili annoiati. In pratica, l’unica vera legge dell’audio è che ogni impianto suona sempre perfettamente… finché è il proprio. Il resto sono dettagli tecnici utilissimi per litigare sui forum. Link al commento https://melius.club/topic/28695-qual-%C3%A8-il-segreto-per-suonare-bene-a-basso-volume/page/11/#findComment-1716323 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Dufay Inviato 32 minuti fa Condividi Inviato 32 minuti fa 18 minuti fa, andrea7617 ha scritto: Ah, quindi alla fine hanno ragione tutti: chi parla di curve isofoniche come se dovesse calibrare il CERN, e chi ascolta a volume da biblioteca convincendosi che il loudness sia solo un complotto degli audiofili annoiati. In pratica, l’unica vera legge dell’audio è che ogni impianto suona sempre perfettamente… finché è il proprio. Il resto sono dettagli tecnici utilissimi per litigare sui forum. No. Ha ragione chi non usa loudness di sorta e chi non ascolta troppo basso neanche di notte. Link al commento https://melius.club/topic/28695-qual-%C3%A8-il-segreto-per-suonare-bene-a-basso-volume/page/11/#findComment-1716340 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
ilmisuratore Inviato 17 minuti fa Condividi Inviato 17 minuti fa 1 ora fa, ItaliAcoustic ha scritto: Certo. Era solo per avere una panoramica del motivo per cui alcuni sentono tanta differenza e altri no: le cose sono complesse ed anche la risposta dell'impianto + ambiente può dipendere dal livello di SPL. In alcuni casi (da valutare singolarmente) l'insieme dei fattori potrebbe rendere un controllo di loudness non utile o persino non gradevole. E non sono casi che si possono giudicare a distanza, a meno di non trovarsi in una camera anecoica dove le variabili sono molte di meno e la teoria si può applicare con buona sicurezza. La mia personale sensazione all'ascolto è che dopo aver ottenuto una risposta flat da 24 hz a 20 khz rappresentata senza alcuna applicazione di un banco di filtri, quindi No Smoothing...anche a volume basso risulta tutto molto godibile, e che il sistema di percezione si adegui in tempi molto brevi senza necessità del loudness che non ho mai cercato come una necessità 1 Link al commento https://melius.club/topic/28695-qual-%C3%A8-il-segreto-per-suonare-bene-a-basso-volume/page/11/#findComment-1716347 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
andrea7617 Inviato 16 minuti fa Condividi Inviato 16 minuti fa @Dufay Ah be', chiaro: niente loudness e niente ascolti bassi, neanche di notte. Quindi, per sicurezza, possiamo dormire tutti con il volume a metà… così anche i vicini imparano qualcosa sulle buone pratiche audiofile. D’altronde, se madre natura avesse voluto farci ascoltare piano, avrebbe messo un loudness integrato direttamente nelle orecchie, no? 😄 Link al commento https://melius.club/topic/28695-qual-%C3%A8-il-segreto-per-suonare-bene-a-basso-volume/page/11/#findComment-1716350 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Dufay Inviato 4 minuti fa Condividi Inviato 4 minuti fa 10 minuti fa, andrea7617 ha scritto: @Dufay Ah be', chiaro: niente loudness e niente ascolti bassi, neanche di notte. Quindi, per sicurezza, possiamo dormire tutti con il volume a metà… così anche i vicini imparano qualcosa sulle buone pratiche audiofile. D’altronde, se madre natura avesse voluto farci ascoltare piano, avrebbe messo un loudness integrato direttamente nelle orecchie, no? 😄 Ma anche ascolti a basso volume se uno vuole però senza loudness.. Come ho già scritto io e hanno confermato altri è un di più che non serve a niente. A malapena in macchina serviva ai suoi tempi. Link al commento https://melius.club/topic/28695-qual-%C3%A8-il-segreto-per-suonare-bene-a-basso-volume/page/11/#findComment-1716360 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Messaggi raccomandati
Crea un account o accedi per lasciare un commento
Devi essere un membro per lasciare un commento
Crea un account
Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!
Registra un nuovo accountAccedi
Sei già registrato? Accedi qui.
Accedi Ora